{"id":84750,"date":"2020-10-16T08:42:13","date_gmt":"2020-10-16T06:42:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84750"},"modified":"2020-10-19T01:33:30","modified_gmt":"2020-10-18T23:33:30","slug":"ritorno-al-mas-o-nuovo-corso-il-bivio-della-bolivia-alle-urne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/ritorno-al-mas-o-nuovo-corso-il-bivio-della-bolivia-alle-urne\/","title":{"rendered":"Ritorno al Mas o nuovo corso: il bivio della Bolivia alle urne"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>Bolivia<\/strong> si trova di fronte a un bivio: il 18 ottobre dovr\u00e0 decidere <strong>se ritornare sotto la guida del Mas\u00a0<\/strong>&#8211; il partito che \u00e8 stato al potere con Evo Morales per tre mandati consecutivi dal 2006 al 2019 -, dopo la breve <strong>parentesi di Jeanine \u00c1\u00f1ez<\/strong> al governo, <strong>o iniziare un nuovo corso<\/strong>. Nonostante la presidente <em>ad interim<\/em> abbia ritirato la propria candidatura, il fronte anti-Mas resta ancora diviso tra <strong>Carlos Mesa<\/strong>, candidato centrista con pi\u00f9 possibilit\u00e0 di vittoria, e <strong>Luis Fernando Camacho<\/strong>, che pretende di annullare completamente <strong>l&#8217;eredit\u00e0 di Evo Morales<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre 7 milioni di elettori boliviani sono chiamati alle urne per rinnovare gli organi legislativo ed esecutivo e scegliere il <strong>nuovo binomio presidente-vicepresidente<\/strong> dopo tre <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/tutte-le-elezioni-rinviate-a-causa-del-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rinvii a causa della pandemia<\/a>\u00a0(dal 3 maggio si \u00e8 passati al 17, poi al 6 settembre e infine al 18 ottobre). Per vincere al primo turno, il candidato deve <strong>superare il 50% delle preferenze o raggiungere il 40%<\/strong> con 10 punti di vantaggio sul secondo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Assemblea Legislativa Plurinazionale \u00e8 bicamerale<\/strong>. La Camera dei Deputati \u00e8 formata da 130 membri, il Senato da 36, in entrambi i casi eletti per cinque anni di mandato. Si vota in base a nove circoscrizioni dipartimentali, con sistema proporzionale o a maggioranza semplice dipendendo dal seggio. Per la presidenza e vicepresidenza la circoscrizione \u00e8 unica e nazionale. Le modifiche alla legge elettorale del 2005 hanno imposto l\u2019inclusione di una quota del 30% di rappresentanti donne in tutti gli organi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;anno di transizione<br \/>\n<\/strong>Dopo le elezioni dell\u2019ottobre dello scorso anno, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/bolivia-morales-lascia-incertezza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Evo Morales rinunci\u00f2 alla carica di presidente sotto pressione delle Forze armate<\/strong><\/a>, seguito poi dal suo vicepresidente e dai presidenti di Camera e Senato. Jeanine \u00c1\u00f1ez, all\u2019epoca vicepresidente del Senato, era la successiva in lista: giur\u00f2 in un parlamento semideserto e senza quorum. Le sue scelte hanno influenzato anche l\u2019attuale campagna elettorale.<\/p>\n<p>L\u2019anno di governo transitorio ha contribuito a <strong>inasprire il clima politico<\/strong> del Paese. La leader del <em>Movimiento dem\u00f3crata social<\/em> ha portato avanti una campagna di screditamento che ha coinvolto chiunque risultasse vicino al Mas. Questa strategia ha sortito un effetto importante: l&#8217;<strong>inabilitazione di Evo Morales<\/strong>, che non potr\u00e0 neanche presentarsi come senatore per Cochabamba, a causa della regola che impone al candidato di risiedere in Bolivia almeno nei due anni precedenti all&#8217;appuntamento elettorale.<\/p>\n<p>Nei sondaggi, il candidato del Mas <strong>Luis Arce<\/strong> e il principale aspirante dell&#8217;opposizione Mesa si sono sempre confermati al primo e al secondo posto. L&#8217;annuncio della candidatura di \u00c1\u00f1ez aveva in parte sconvolto i piani del fronte anti-Mas, preoccupato da un sondaggio di settembre che dava il candidato di Morales attorno al 40% con oltre 10 punti di distacco. Di fronte a quei dati, la presidente ha scelto di ritirarsi e gli analisti sostengono che i suoi voti si dirigeranno verso Camacho, che gode di un elettorato simile. La dinamica del &#8220;voto utile&#8221; potrebbe per\u00f2 favorire Mesa, che negli ultimi sondaggi \u00e8 cresciuto diminuendo lo scarto con Arce, adesso tra i 5 e i 7 punti.<\/p>\n<p><strong>I candidati<br \/>\n<\/strong>La cupola del Mas e le principali organizzazioni di base boliviane a supporto dei diritti indigeni e agrari, il <strong>Pacto de Unidad<\/strong>, si sono riuniti a gennaio a Buenos Aires, dove vive attualmente Morales, per votare nuovi rappresentanti. In quella sede, \u00e8 stato scelto Luis Arce (57 anni) come aspirante presidente. L\u2019ex ministro dell\u2019economia, protagonista della crescita del Pil annuale oltre il 4% e della riduzione della povert\u00e0 e della povert\u00e0 estrema, affiancher\u00e0 <strong>David Choquehuanca<\/strong>, candidato vicepresidente che incarna le istanze dei <em>campesinos<\/em> e degli indigeni, essendo di origine aymara.<\/p>\n<p>In linea con i governi di Morales, la loro &#8220;<strong><em>Agenda del Bicentenario<\/em><\/strong>&#8221;\u00a0(alla fine del mandato, nel 2025, la Bolivia compir\u00e0 200 anni) contempla <strong>13 pilastri per lo sviluppo<\/strong>, tra cui un\u2019ulteriore riduzione della povert\u00e0, attenzione ai diritti degli indigeni, l\u2019universalizzazione dei servizi di base come salute ed educazione e la diversificazione dell\u2019economia, ancora dipendente dalle materie prime, come testimoniato dal progetto per l\u2019industrializzazione del litio (estrazione senza privatizzazione). Ideologicamente, la gestione Arce-Choquehuanca, che in questo momento oscilla tra il 30% e il 40% delle preferenze, contempla un <strong>riavvicinamento al blocco socialista rappresentato da Venezuela e Cuba<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli elettori potranno inoltre scegliere tra <strong>altri sei candidati<\/strong>, ma solo due possono realisticamente aspirare al secondo turno: Carlos Mesa e Luis Fernando Camacho. Pur essendo entrambi critici di Morales, incarnano anime diverse dell\u2019opposizione: il primo non rinnega completamente l\u2019eredit\u00e0 di <em>El Indio<\/em> e spinge per la moderazione; il secondo \u00e8 decisamente pi\u00f9 orientato verso destra e professa un cambiamento radicale del Paese, partendo da una riforma delle istituzioni e dichiarandosi a favore del federalismo.<\/p>\n<p>Mesa (67 anni), attualmente dato tra il 25% e il 33%, \u00e8 stato il penultimo presidente non Masista prima dell\u2019avvento di Morales al potere. Alle elezioni dell&#8217;ottobre dello scorso anno sfior\u00f2 il ballottaggio prima che il conteggio dei voti venisse interrotto e riprendesse con un vantaggio definitivo di Morales di poco pi\u00f9 di 10 punti. Quest&#8217;anno ci riprover\u00e0 mantenendo il suo programma, che prevede un forte sviluppo delle imprese, un rafforzamento delle istituzioni per ridurre l\u2019abuso di potere ma anche punti in sintonia con il Mas come il diritto alla salute universale e gratuito sebbene con un\u2019apertura ai servizi privati. La sua coalizione, <strong>Comunidad Ciudadana<\/strong>, cercher\u00e0 di attirare l\u2019elettorato moderato della classe media.<\/p>\n<p>Luis Fernando Camacho (41 anni) \u00e8 la voce dell\u2019elettorato della classe media conservatrice e delle \u00e9lite regionaliste. Dato tra il 12% e il 18%, l\u2019avvocato, imprenditore ed ex presidente del <em>Comit\u00e9 Civico de Santa Cruz<\/em>, la zona pi\u00f9 ricca del Paese, \u00e8 considerato uno grandi fautori della destituzione di Morales per aver incitato le proteste. Il suo programma prevede un taglio netto con il passato, incluso con Carlos Mesa, colpevole, a suo avviso, di aver condannato solo in parte la gestione di Morales. Punti nevralgici riguardano l\u2019eliminazione della rielezione, il diritto di voto per i sedicenni e la graduale decentralizzazione dei servizi sanitari e dell\u2019educazione.<\/p>\n<p>Nessuno degli altri candidati supera il 3%, neanche il <strong>pastore evangelico coreano naturalizzato boliviano Chu Hyun Chung<\/strong>, che nel 2019 raggiunse l\u20198%. Completano la lista l\u2019ex presidente socialdemocratico <strong>Tuto Quiroga<\/strong>, il minatore <strong>Feliciano Mamani<\/strong> e la conservatrice nazionalista <strong>Mar\u00eda De La Cruz Bay\u00e1<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Se il Mas non dovesse vincere al primo turno, \u00e8 molto difficile che riesca a farlo al ballottaggio<\/strong>. Il fronte anti-Mas unito raccoglierebbe pi\u00f9 consensi del partito che ha governato la Bolivia dal 2006 al 2019. Dopo il primo appuntamento del 18 ottobre, il secondo turno \u00e8 fissato per il 29 novembre. Sar\u00e0 probabilmente quella la data decisiva.<\/p>\n<p><em>A cura di Alessandro Leone, autore Centro e Sud America de Lo Spiegone.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>***<a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo Spiegone<\/a>\u00a0\u00e8 un sito giornalistico fondato nel 2016 e formato da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate al mondo delle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Bolivia si trova di fronte a un bivio: il 18 ottobre dovr\u00e0 decidere se ritornare sotto la guida del Mas\u00a0&#8211; il partito che \u00e8 stato al potere con Evo Morales per tre mandati consecutivi dal 2006 al 2019 -, dopo la breve parentesi di Jeanine \u00c1\u00f1ez al governo, o iniziare un nuovo corso. 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