{"id":84762,"date":"2020-10-14T08:32:35","date_gmt":"2020-10-14T06:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84762"},"modified":"2020-10-16T10:36:37","modified_gmt":"2020-10-16T08:36:37","slug":"tempest-chi-tardi-arriva-male-alloggia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/tempest-chi-tardi-arriva-male-alloggia\/","title":{"rendered":"Tempest: chi tardi arriva, male alloggia"},"content":{"rendered":"<p>Il programma per un <strong>velivolo da superiorit\u00e0 aerea di sesta generazione<\/strong> \u00e8 stato lanciato dal <strong>Regno Unito<\/strong> nel luglio 2018 con il nome <strong><em>Tempest<\/em><\/strong> e con uno stanziamento iniziale di <strong>2 miliardi di sterline<\/strong> fino al 2025 (circa 2,2 miliardi di euro). Potrebbe sembrare una decisione prematura, prevedendo pi\u00f9 di quindici anni per arrivare al primo volo, ma le lezioni apprese negli ultimi cinquanta anni confermano, invece, che le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/caccia-fcas-italia-asse\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>decisioni vanno prese molto in anticipo<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong><em>Eurofighter\/Typhoon<\/em><\/strong>, il velivolo destinato ad essere sostituito, \u00e8 oggi nel pieno della sua vita operativa e si stanno sviluppando nuove versioni pi\u00f9 avanzate. Il suo sviluppo era cominciato nel 1983 e il suo primo volo \u00e8 avvenuto nel 1994, ma \u00e8 diventato operativo nel 2003, <strong>venti anni dopo<\/strong>. Precedentemente, per il <strong>Tornado<\/strong> lo sviluppo \u00e8 iniziato nel 1969 con il primo volo nel 1974 e l\u2019entrata in servizio nel 1979, <strong>dieci anni dopo<\/strong>. Pi\u00f9 recentemente lo sviluppo del <strong>velivolo F-35<\/strong> \u00e8 iniziato nel 1996 e il primo volo \u00e8 stato nel 2006, ma solo nel 2016 \u00e8 diventato operativo, <strong>venti anni dopo<\/strong>.<\/p>\n<p>Il tempo medio per sviluppare una nuova generazione di velivoli \u00e8, quindi, intorno a un ventennio. E pi\u00f9 il progetto \u00e8 tecnologicamente avanzato e pi\u00f9 lungo \u00e8 il tempo necessario. Oggi vi sono due difficolt\u00e0 ulteriori rispetto al passato che tendono ad allungare i tempi di sviluppo:<\/p>\n<ul>\n<li>la velocit\u00e0 dell\u2019innovazione tecnologica \u00e8 talmente elevata che bisogna prevedere un&#8217;<strong>impostazione &#8220;aperta&#8221;<\/strong>\u00a0e mantenere un <strong>approccio flessibile<\/strong> per poter sfruttare al massimo possibile i risultati dell\u2019impetuosa crescita tecnologica che stiamo vivendo;<\/li>\n<li>i <strong>mutamenti dello<\/strong> <strong>scenario strategico<\/strong> sono molto pi\u00f9 difficili da prevedere vista la maggiore complessit\u00e0 e variabilit\u00e0 dei fattori in gioco e anche in questo caso \u00e8 necessario mantenere un approccio molto pi\u00f9 flessibile che nel passato (con le inevitabili conseguenze negative sul processo di pianificazione di ogni nuovo programma militare).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutte le esperienze maturate dimostrano che solo guardando molto avanti si pu\u00f2 arrivare preparati al momento in cui i mezzi in servizio devono cominciare a essere sostituiti perch\u00e9 non pi\u00f9 in grado di garantire prestazioni adeguate all&#8217;esigenza primaria di garantire la sicurezza e la difesa del paese e perch\u00e9 il costo del loro mantenimento diventa anti-economico. Si deve, quindi, partire per tempo per arrivare puntuali.<\/p>\n<p>Non a caso gi\u00e0 nel settembre 2019 l&#8217;<strong>Italia ha sottoscritto una lettera di intenti con il ministero della difesa britannico per avviare la collaborazione nel nuovo programma<\/strong>. Nel frattempo la <strong>Svezia<\/strong>, a luglio, aveva per\u00f2 gi\u00e0 sottoscritto un accordo bilaterale per partecipare al programma con un suo primo iniziale stanziamento.<\/p>\n<p>A settembre di quest&#8217;anno le industrie dei tre Paesi hanno raggiunto un <strong>accordo<\/strong> per coordinare la loro attivit\u00e0 per quanto attiene il velivolo, i sistemi di bordo, la propulsione e l\u2019armamento.<\/p>\n<p>Ma, per ora, <strong>da parte italiana non si \u00e8 ancora arrivati a definire quale finanziamento<\/strong> assegnare al nuovo programma, n\u00e9, tanto meno, a cominciare a erogarlo. E questo \u00e8 evidentemente indispensabile per concordare con i partner il livello e il contenuto del nostro coinvolgimento tecnologico e industriale.<\/p>\n<p>I programmi che puntano, come in questo caso, al salto generazionale si giocano in gran parte nella definizione delle caratteristiche qualitative, quantitative, finanziarie, temporali e della ripartizione dei compiti. Essere presenti fin dall&#8217;inizio nel sostenere il costo del programma pone le basi non solo per influenzarne l&#8217;impostazione e l&#8217;evoluzione, ma anche per assicurarsi un <strong>adeguato ruolo tecnologico e industriale<\/strong>. Arrivare pi\u00f9 tardi significa dover accettare il lavoro gi\u00e0 svolto dagli altri e rischiare di non poter valorizzare le proprie capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel caso del programma Tempest una delle maggiori sfide \u00e8 legata alla sua <strong>digitalizzazione<\/strong> e <strong>integrazione digitale<\/strong> con gli altri sistemi della difesa, analogamente al velivolo F-35, ma, in questo caso, puntando a garantire la <strong>sovranit\u00e0 tecnologica europea<\/strong> (e, per ironia della sorte, questo avverr\u00e0 soprattutto sulla spinta di un paese che sta uscendo dall&#8217;Unione, ma che \u00e8 e rester\u00e0 europeo).<\/p>\n<p>Questo nuovo approccio &#8220;sistemico&#8221; \u00e8 legato alla disponibilit\u00e0 di tecnologie elettroniche che richiederanno lunghi sviluppi e verifiche per poter diventare operative. Il fatto che in gran parte non siano state condivise dai nostri partner americani nel programma F-35, richieder\u00e0, quindi, un significativo sforzo in termini di innovazione di prodotto e di processo. Anche per questo <strong>il suo finanziamento dovrebbe cominciare oggi, non domani<\/strong>.<\/p>\n<p>Per fortuna, in questa fase non si tratta di cifre enormi. Il Regno Unito ha previsto uno <strong>stanziamento annuo di circa 300 milioni di euro per sette anni<\/strong>. Considerando anche la partecipazione svedese, il finanziamento sarebbe certamente sostenibile per una media potenza come l&#8217;Italia. Bisogna per\u00f2 che il nostro governo comprenda che, soprattutto in questo momento di crisi economica, <strong>una<\/strong> <strong>tempestiva decisione andrebbe a vantaggio di un&#8217;importante parte della nostra struttura industriale<\/strong> e contribuirebbe al rilancio dell&#8217;innovazione tecnologica complessiva del nostro Paese, coinvolgendo grandi, medie e piccole imprese e molteplici comparti, dall&#8217;aeronautica alla propulsione, dall\u2019elettronica ai materiali, dalla cybersicurezza all\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Consentir\u00e0, di conseguenza, un <strong>forte ritorno di competenze e di sviluppo<\/strong> delle tecnologie abilitanti per l&#8217;industria italiana.\u00a0Per questo <strong>la decisione non pu\u00f2 essere solo della difesa, ma dell&#8217;intero governo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il programma per un velivolo da superiorit\u00e0 aerea di sesta generazione \u00e8 stato lanciato dal Regno Unito nel luglio 2018 con il nome Tempest e con uno stanziamento iniziale di 2 miliardi di sterline fino al 2025 (circa 2,2 miliardi di euro). 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