{"id":84780,"date":"2020-10-14T08:57:15","date_gmt":"2020-10-14T06:57:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84780"},"modified":"2020-10-14T08:59:03","modified_gmt":"2020-10-14T06:59:03","slug":"le-sanzioni-e-il-dilemma-della-sovranita-economica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/le-sanzioni-e-il-dilemma-della-sovranita-economica-europea\/","title":{"rendered":"Le sanzioni e il dilemma della sovranit\u00e0 economica europea"},"content":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 mese che il <strong>Consiglio dell\u2019Unione europea<\/strong> non abbia all\u2019ordine giorno la discussione di <strong>nuovi provvedimenti sanzionatori<\/strong>, il <strong>varo di ulteriori misure restrittive<\/strong> o il <strong>rinnovo di regimi di controllo<\/strong> adottati numerosi anni fa. Le sanzioni, le liste di blocco, il controllo delle esportazioni sono progressivamente divenuti, nel corso degli anni, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/abbandonare-il-voto-allunanimita-e-necessario-per-avere-una-politica-estera-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>uno dei principali strumenti della politica estera e di sicurezza dell\u2019Unione europea<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>I mesi di settembre ed ottobre hanno visto sovrapporsi, incrociarsi ed intralciarsi due tentativi paralleli di adottare nuove <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blog\/sanzioni-internazionali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">misure sanzionatorie<\/a> europee: contro la <strong>Bielorussia<\/strong>, per iniziativa dei Paesi baltici e della Polonia; e contro la <strong>Turchia<\/strong> per iniziativa di Cipro e della Grecia. Quelle contro Minsk sono andate in porto, ma con due mesi di ritardo rispetto alle contestate elezioni presidenziali; nel caso di Ankara, Paese pi\u00f9 ostico, la minaccia delle sanzioni ha avuto un impiego tattico, spingendo l\u2019Europa a fare pressioni diplomatiche sulla Turchia per interrompere la politica degli atti di forza ed aprire un negoziato per sciogliere le questioni controverse nel Mediterraneo orientale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/images-na.ssl-images-amazon.com\/images\/I\/51lRX0U11JL._AC_SY400_.jpg\" alt=\"Geopolitica e commercio estero. Sicurezza economica, export control e guerre commerciali. Il made in Italy tra Covid e rivoluzione digitale: Amazon.it: Quercia, P., Poggi, Z.: Libri\" \/><strong>Il precedente turco<\/strong><br \/>\nLa minaccia sanzionatoria si \u00e8 rilevata al momento l\u2019unica arma credibile in una situazione tra Europa e Turchia divenuta davvero complicata. Ci\u00f2 non deve stupire in particolare chi ricorda che, nel lontano 1998, fu proprio Ankara ad usare la minacce delle sanzioni contro imprese di un Paese europeo per condizionarne la volont\u00e0. Fu proprio l\u2019<strong>Italia<\/strong> allora a soccombere, quando ritorn\u00f2 sui propri passi sulla questione dell\u2019<strong>asilo politico al capo del Pkk Abdul O\u00e7alan<\/strong>, lasciandolo andare verso il suo destino.<\/p>\n<p>Proprio il caso O\u00e7alan ci d\u00e0 un esempio chiaro dell\u2019<strong>utilit\u00e0 delle sanzioni per chi le sa usare<\/strong> e di quanto spesso sia fuorviante il dibattito sulla loro efficacia. Le azioni non sono difatti uno strumento giuridico da utilizzare al posto di uno strumento militare, ma una forma di forza economica da utilizzare assieme ad altre forme di forza. E come in tutti i processi strategici, l\u2019efficacia dell\u2019azione \u00e8 legata al corretto rapporto tra obiettivi e risorse impiegate.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 importante sottolineare oggi \u00e8 che le sanzioni e le altre forme di restrizioni al commercio internazionale non sono pi\u00f9 quelle di un decennio fa ma sono <strong>mutate sia qualitativamente sia quantitativamente<\/strong>. Qualitativamente in quanto sono state sviluppate sanzioni sempre pi\u00f9 mirate, in particolare utilizzando gli <strong>strumenti finanziari<\/strong> e le <strong>analisi dei megadati<\/strong>; quantitativamente perch\u00e9 le restrizioni attecchiscono molto di pi\u00f9 in un mondo che \u00e8 entrato in una fase di deglobalizzazione ed in cui esse non sono pi\u00f9 l\u2019eccezione in un sistema di scambi liberalizzati ma una nuova norma che si affianca alle tante limitazioni di un sistema commerciale caratterizzato da restrizioni ad hoc, spesso unilaterali, temporanee e caratterizzate da ampie eccezioni.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;influenza sul commercio internazionale<\/strong><br \/>\n<strong>Le nuove sanzioni vanno dunque sempre interpretate assieme ai loro compagni di viaggio<\/strong>, ossia l\u2019<strong><em>export control<\/em><\/strong>, il duplice uso, il protezionismo doganale, le limitazioni ai flussi di investimenti diretti esteri. Di questo mondo le sanzioni rappresentano la punta di diamante, la cosa pi\u00f9 simile ad un&#8217;arma e che consentono di <em>weaponizzare<\/em> il mondo degli affari per farne una modalit\u00e0 di uso asimmetrico della forza. <strong>Non sappiamo se questo mondo delle sanzioni ci porter\u00e0 verso un mondo di scambi economici caratterizzato da un\u2019elevata conflittualit\u00e0<\/strong>. Sicuramente il commercio internazionale sar\u00e0 sempre pi\u00f9 vincolato e costretto da questi fenomeni, che creeranno degli argini e dei percorsi di internazionalizzazione politicamente obbligati. In questo processo l\u2019Unione europea deve prendere piena consapevolezza del mondo delle sanzioni e delle restrizioni internazionali e sviluppare <em>sanction policy<\/em> che abbiano come obiettivo anche quello della <strong>tutela della sovranit\u00e0 economica europea<\/strong>.<\/p>\n<p>Dai decreti di Megara del 432 avanti Cristo ad oggi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/il-futuro-delle-sanzioni-economiche-del-regno-unito-post-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le sanzioni hanno sempre giocato un ruolo nel sistema internazionale<\/a>. Oggi anche quando esse si presentano sotto nuove forme, ci ricordano l\u2019eterno dilemma della sovranit\u00e0 economica dei Paesi che subiscono le sanzioni ma anche di quelli che vorrebbero mantenersi neutrali nelle nuove forme di conflittualit\u00e0 commerciale, finanziaria e tecnologica che sembrano caratterizzare il sistema internazionale del prossimo decennio.<\/p>\n<p><em>Paolo Quercia ha curato con Zeno Poggi il <a href=\"https:\/\/www.store.rubbettinoeditore.it\/geopolitica-e-commercio-estero.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">volume \u201cGeopolitica e Commercio Estero. Terzo rapporto AWOS su sicurezza economica, export control e guerre commerciali\u201d (Rubbettino 2020)<\/a>.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 mese che il Consiglio dell\u2019Unione europea non abbia all\u2019ordine giorno la discussione di nuovi provvedimenti sanzionatori, il varo di ulteriori misure restrittive o il rinnovo di regimi di controllo adottati numerosi anni fa. 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