{"id":84794,"date":"2020-10-15T10:59:40","date_gmt":"2020-10-15T08:59:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84794"},"modified":"2020-10-23T08:48:24","modified_gmt":"2020-10-23T06:48:24","slug":"la-matassa-del-mediterraneo-orientale-e-il-ruolo-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/la-matassa-del-mediterraneo-orientale-e-il-ruolo-dellitalia\/","title":{"rendered":"La matassa del Mediterraneo orientale e il ruolo dell&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Un &#8220;nuovo&#8221; conflitto si \u00e8 aperto questa estate sulle sponde, o meglio nelle acque, del Mediterraneo ed \u00e8 arrivato fino al cuore dell&#8217;Europa, quello nel <strong>Mediterraneo orientale<\/strong>. In realt\u00e0, si tratta di una <strong>&#8220;vecchia&#8221; disputa<\/strong> deflagrata con prepotenza e andata espandendosi, sia tematicamente sia geograficamente, con il coinvolgimento via via di <strong>nuovi attori<\/strong>, dentro e fuori l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>In quest&#8217;ottica, la dicitura del &#8220;Mediterraneo orientale&#8221; appare <strong>riduttiva<\/strong> e quasi fuorviante, come se si cercasse di allontanare il conflitto dal vecchio continente giustificando in questo modo la nostra incapacit\u00e0 di giocare un ruolo attivo di contenimento e di risoluzione.<\/p>\n<p>A ben vedere l&#8217;origine della disputa chiama immediatamente in causa l&#8217;<strong>Unione europea<\/strong> dato che riguarda uno dei suoi Stati membri &#8211; la <strong>Grecia<\/strong> &#8211; che da parecchi decenni \u00e8 in disaccordo con la <strong>Turchia<\/strong> circa la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/lintesa-italo-greca-roma-entra-nella-partita-delle-zee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>delimitazione dei rispettivi confini marittimi<\/strong><\/a>. Tale disputa bilaterale \u00e8 rimasta per lo pi\u00f9 congelata e confinata a una dimensione sub-regionale (si veda la questione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/cipro-ambizioni-marittime-levante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cipro<\/strong><\/a>) grazie a un&#8217;attenta gestione attraverso la diplomazia e il mantenimento di un canale di dialogo che ha coinvolto direttamente l&#8217;Ue, essendo tale dialogo avvenuto in parallelo ai negoziati pi\u00f9 ampi per l\u2019ingresso della Turchia nell\u2019Unione.<\/p>\n<p><strong>Le cause dell&#8217;escalation<br \/>\n<\/strong>L&#8217;<strong>escalation<\/strong> alla quale abbiamo assistito durante l&#8217;estate \u00e8 stata scatenata da importanti sviluppi a livello locale, regionale e internazionale. In primo luogo, i <strong>ritrovamenti di idrocarburi<\/strong> nel fazzoletto di mare tra Egitto, Cipro, Grecia, Turchia e Israele sono stati determinanti nell\u2019aumentare la pressione sulle parti in gioco al fine di proteggere i propri interessi economici. Il collegamento tra i ritrovamenti stessi, da una parte, e l&#8217;attuale escalation del conflitto, dall&#8217;altra, tuttavia, non \u00e8 diretto essendo intercorso parecchio tempo e alla luce del contesto generale di bassi prezzi degli idrocarburi e di transizione energetica. In altre parole, le <strong>questioni energetiche<\/strong><strong>\u00a0sono pi\u00f9 una scusa o uno strumento<\/strong> a disposizione dei Paesi coinvolti per alimentare la disputa che ha a che fare con ambizioni geopolitiche molto pi\u00f9 ampie.<\/p>\n<p>In secondo luogo, si \u00e8 verificato un <strong>marcato spostamento del conflitto dal piano bilaterale a quello regionale<\/strong> in seguito alla ricerca di sponde e alleanze da parte dei due contendenti (da parte turca per porre rimedio al proprio isolamento e da parte greca per testare le proprie ambizioni geopolitiche e quelle dei propri partner), all&#8217;entrata in campo &#8211; per effetto cascata &#8211; di <strong>altri attori<\/strong> (Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Israele, Russia) e alla manifestazione di un collegamento tra <strong>diversi conflitti<\/strong> attualmente in corso (<strong>Libia<\/strong>, tensioni nel <strong>Golfo<\/strong>, scontro ideologico intra-sunnita, ma anche <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/le-ragioni-del-conflitto-nel-nagorno-karabakh\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nagorno-Karabakh)<\/strong><\/a>, come se si trattasse di focolai dello stesso virus.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha trasformato il Mediterraneo nel suo complesso in un <strong>terreno di battaglia<\/strong> estremamente accidentato e in cui alleanze un tempo fluide e pragmatiche si stanno sempre pi\u00f9 cristallizzando. Infine, nel quadro di un multipolarismo competitivo a livello globale, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/il-ruolo-di-usa-e-russia-nel-conflitto-libico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Russia<\/strong><\/a> ha cercato di sfruttare la possibilit\u00e0 creata dall&#8217;<strong>assenza degli Stati Uniti<\/strong>, che tradizionalmente avevano mediato tra i due contendenti, entrambi suoi partner nella <strong>Nato<\/strong>, per entrare nella disputa e ricavarsi un ruolo di primo piano come aveva gi\u00e0 fatto in <strong>Siria<\/strong> e in <strong>Libia<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal canto suo l&#8217;<strong>Ue non \u00e8 stata in grado di articolare una risposta efficace e coesa<\/strong> per gestire la crisi. Da una parte, essa non ha la credibilit\u00e0 &#8211; nonostante i timidi tentativi di mediazione della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-dopo-la-conferenza-di-berlino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Germania<\/strong><\/a> &#8211; per farlo dato che non \u00e8 in alcun modo un attore neutrale per la presenza di due dei suoi stati membri quali parti del conflitto. Dall&#8217;altra, la mancanza di una strategia e di messaggi condivisi tra i suoi principali Stati membri (si veda, per esempio, l&#8217;iniziativa del Presidente francese Macron dell&#8217;incontro tra i sette Paesi mediterranei dell&#8217;Ue &#8211; i cosiddetti <strong>Med7<\/strong>\u00a0&#8211; il 10 settembre scorso in Corsica che \u00e8 stata presentata come un progetto di diplomazia euro-mediterranea) \u00e8 ancora una volta il sintomo di quanto le ambizioni geopolitiche dell&#8217;attuale Commissione europea siano frustrate dalle differenti vedute e dai veti incrociati tra gli stati membri.<\/p>\n<p><strong>Tempi e modi di una possibile mediazione italiana<br \/>\n<\/strong>Qualsiasi tentativo di risoluzione della questione del Mediterraneo orientale deve tenere conto di due fattori: in primo luogo quello <strong>temporale<\/strong>, mentre si \u00e8 arrivati a un passo dal conflitto aperto tra Grecia e Turchia ad agosto, ora sembra che il prevenire un&#8217;escalation su questo fronte sia nell&#8217;interesse di entrambi i contendenti. In questo senso, il <strong>prendere tempo<\/strong>, il non azzardare risposte che potrebbero ulteriormente compromettere la situazione e invece il mantenere aperti canali di comunicazione tra tutte le parti in campo sembra essere la <strong>strategia giusta<\/strong>.<\/p>\n<p>In secondo luogo, \u00e8 importante <strong>estrapolare dalla complessa matassa di tutte le questioni sul tavolo e delle loro interrelazioni<\/strong> quei dossier che sono pi\u00f9 prioritari di altri e hanno maggiori possibilit\u00e0 di innescare un circolo virtuoso. In quest&#8217;ottica, la questione energetica \u00e8 forse quella meno intricata e una certa dose di diplomazia energetica pu\u00f2 essere utilizzata per sbloccare la situazione in maniera concreta e pragmatica.<\/p>\n<p>E qui <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/libia-se-allitalia-e-alleuropa-manca-una-visione-di-insieme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>entra in gioco l&#8217;Italia<\/strong><\/a> che, a differenza di altri Paesi europei, avrebbe gli interessi e le relazioni giuste per svolgere un <strong>ruolo di mediazione<\/strong> nella disputa. Roma \u00e8 innegabilmente interessata a una <em>de-escalation<\/em> alla luce dei propri importanti interessi energetici (e di sicurezza) nella regione, tra i quali spicca il ruolo di Eni al largo di Cipro e di Egitto, e in Libia. Inoltre, l&#8217;Italia potrebbe avere le carte in regola per avviare e mantenere il <strong>dialogo tra le parti<\/strong> dato che gode di relazioni robuste con entrambi i contendenti (Grecia e Cipro\/Turchia).<\/p>\n<p>Sfruttare il <strong>canale della diplomazia energetica<\/strong>, anche favorendo l&#8217;inclusione della Turchia all&#8217;interno dell&#8217;<em>Eastern Mediterranean Gas Forum <\/em>(Emgf), per favorire il dialogo sui vantaggi concreti che potrebbero derivare da una <strong>maggiore<\/strong> <strong>cooperazione<\/strong> nel settore energetico, soprattutto in questo periodo di bonaccia dei prezzi, e per <strong>sbloccare altri dossier pi\u00f9 complessi<\/strong> (per esempio il conflitto in Libia) dovrebbe essere il contributo dell&#8217;Italia al superamento dell\u2019attuale <em>impasse<\/em>. Ci\u00f2 rafforzerebbe anche la capacit\u00e0 del Paese a condurre una politica estera a tutto tondo, tanto nei suoi interessi quanto in linea con i propri valori.<\/p>\n<div class=\"news-main-text\">\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\"><em>Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/em><\/a><em>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un &#8220;nuovo&#8221; conflitto si \u00e8 aperto questa estate sulle sponde, o meglio nelle acque, del Mediterraneo ed \u00e8 arrivato fino al cuore dell&#8217;Europa, quello nel Mediterraneo orientale. 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