{"id":84804,"date":"2020-10-15T11:04:57","date_gmt":"2020-10-15T09:04:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84804"},"modified":"2020-10-16T08:25:36","modified_gmt":"2020-10-16T06:25:36","slug":"dove-nasce-lo-stallo-delle-relazioni-ue-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/dove-nasce-lo-stallo-delle-relazioni-ue-cina\/","title":{"rendered":"Dove nasce lo stallo delle relazioni Ue-Cina"},"content":{"rendered":"<p>Il tema della necessit\u00e0 di procedere verso una migliore definizione delle <strong>relazioni tra l&#8217;Unione Europea e la Cina<\/strong> si \u00e8 complicato in seguito alle frizioni tra Pechino e Stati Uniti, che compromettono la possibilit\u00e0 di risolvere autonomamente molte delle questioni aperte. Bruxelles si sta anche nascondendo dietro queste difficolt\u00e0 oggettive, dimostrando l&#8217;<strong>assenza di una visione autonoma<\/strong>.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 evidente dal <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/media\/45910\/021020-euco-final-conclusions.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunicato del Consiglio europeo straordinario<\/a> di inizio ottobre, che reitera i temi gi\u00e0 condivisi nei vertici di giugno e settembre. Infatti, quello delle relazioni Ue-Cina \u00e8 l&#8217;<strong>unico capitolo in cui non sono riportati i punti fermi o gli obiettivi dell&#8217;Ue<\/strong>, ma i temi gi\u00e0 riportati nei vertici bilaterali. Tre i temi citati: l&#8217;accordo Ue-Cina in materia di <strong>investimenti<\/strong>, la transizione cinese verso la <strong>neutralit\u00e0 carbonica<\/strong> e la situazione dei <strong>diritti umani<\/strong>.<\/p>\n<p>Se dobbiamo dedurre che questi sono davvero diventati i nodi strategici nelle relazioni Ue-Cina, non sembra emergere <strong>nulla che porti a relazioni costruttive<\/strong>: nemmeno il linguaggio e il tono sono assertivi quanto quelli degli altri capitoli.<\/p>\n<p><strong>Investimenti, transizione e diritti<br \/>\n<\/strong>La volont\u00e0 di arrivare a un ambizioso<strong> accordo sugli investimenti entro il 2020<\/strong>\u00a0nasce come un obiettivo cinese volto a stringere i legami con i settori produttivi europei negli anni di accelerazione del <strong>disaccoppiamento tra l&#8217;economia cinese e quella statunitense<\/strong>. Un accordo sui soli investimenti, scollegato da qualunque altro tema all\u2019interno delle relazioni bilaterali, sarebbe gi\u00e0 di per s\u00e9 un passo indietro rispetto al nuovo formato degli accordi bilaterali dell\u2019Unione, comprensivi di una serie di capitoli su temi non strettamente economici (come nel caso di <strong>Corea del Sud, Giappone <\/strong>e<strong> Vietnam<\/strong>). Se poi si considerano le numerose perplessit\u00e0 sollevate sulla qualit\u00e0 di un accordo costruito per rispettare una scadenza \u2018politica\u2019 funzionale pi\u00f9 alla controparte cinese che non all&#8217;Europa, non traspare alcuna prospettiva europea.<\/p>\n<p>Anche sul tema della <strong>transizione ecologica cinese<\/strong>, l&#8217;Unione si limita ad accogliere l\u2019obiettivo cinese di raggiungere la neutralit\u00e0 carbonica entro il 2060, quindi a un ritmo molto pi\u00f9 blando di quello che ci si aspettava, mentre sul tema dei diritti umani e delle libert\u00e0 politiche l&#8217;Ue non esprime alcuna intenzione di mettere al centro la salvaguardia dei suoi valori anche nella relazione con la Cina e rimanda alla promessa di un dialogo bilaterale a Pechino (comprensivo di una visita in Tibet) che manca di menzioni allo <strong>Xinjiang<\/strong>, regione ora al centro di &#8220;indagini&#8221; su <strong>violazione dei diritti umani<\/strong>.<\/p>\n<p><strong> Distanze accorciate<br \/>\n<\/strong>Fino alla seconda met\u00e0 del 2016 si poteva affermare che le relazioni tra l&#8217;Ue e la Cina fossero penalizzate da una <strong>divergenza interna all&#8217;Unione<\/strong>, tra una posizione pi\u00f9 accomodante rispetto alla crescente presenza economica in Europa &#8211; chiamiamola posizione franco-tedesca &#8211; e quella dei Paesi europei mediterranei, soprattutto di <strong>Italia<\/strong>\u00a0e <strong>Spagna<\/strong>, mentre la Cina intesseva una fitta rete di relazioni bilaterali, mantenendo un atteggiamento interlocutorio ma inconcludente con Bruxelles.<\/p>\n<p>Dal 2016 la divergenza si \u00e8 ridotta, in seguito a un ripensamento tedesco di poter guidare da soli una relazione privilegiata fondata sulla forza dei legami economici e commerciali, ma anche come <strong>conseguenza dei contrasti tra Pechino e Washington<\/strong>, che hanno incentivato i Paesi Membri a trovare una posizione comune, un maggior bilanciamento. L&#8217;Italia si inserisce proprio in questo trend: dalla firma del <a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/cina-e-italia-sfide-e-opportunita-di-una-partnership-discussa-22615\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MoU<\/a> del marzo 2019, da alcuni considerato un segnale di avvicinamento dell&#8217;Italia alla Cina, la politica estera italiana si \u00e8 contraddistinta per i diversi <strong>tentativi di bilanciamento tra Pechino e Washington<\/strong>.<\/p>\n<p>Ne sono esempi l&#8217;approccio inizialmente possibilista nei confronti delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/leuropa-stretta-fra-cina-e-stati-uniti-nella-contesa-del-5g\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>tecnologie di quinta generazione<\/strong><\/a> e, in particolare, all&#8217;inclusione della multinazionale cinese <strong>Huawei<\/strong> nei bandi di gara nazionali, fino alla collaborazione con Pechino (ora interrotta a favore di un nuovo accordo con il partner atlantico) per la <strong>costruzione della prima stazione orbitale cinese<\/strong>.<\/p>\n<p>In ambito tecnologico, l&#8217;Ue e i suoi Stati membri stanno affrontando un massiccio <strong>ripensamento dell&#8217;impatto della tecnologia sull&#8217;economia, la sicurezza e la democrazia<\/strong>. Bruxelles ha fatto della sua ricerca della \u201csovranit\u00e0 digitale\u201d una priorit\u00e0 strategica fondamentale per i prossimi anni. L&#8217;elenco delle questioni di politica tecnologica dell&#8217;Ue\u00a0con la Cina, tuttavia, crea la necessit\u00e0 di esplorare le richieste, le sfide e le opportunit\u00e0 del nascente rapporto tecnologico. Di tutto ci\u00f2 per\u00f2 non vi \u00e8 traccia, sebbene sotto la presidenza del Consiglio tedesco le relazioni strategiche dell&#8217;Ue con la Cina<strong> siano in cima all&#8217;agenda<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;immagine cinese in Ue<br \/>\n<\/strong>Questo avviene in un contesto in cui l&#8217;<strong>immagine della Cina si \u00e8 incrinata<\/strong>. L&#8217;attivit\u00e0 di engagement di Pechino, gi\u00e0 indebolita dagli interrogativi riguardo il rischio che i paesi riceventi degli investimenti\u00a0<em>Belt<\/em><em>\u00a0and Road<\/em>\u00a0cadessero in una \u201ctrappola del debito\u201d, \u00e8 stata ulteriormente erosa dalla pandemia, arrivando al punto di\u00a0far riconsiderare\u00a0l\u2019approccio\u00a0cinese ai\u00a0partner storici, come\u00a0l&#8217;Africa o il\u00a0Sud-est asiatico.<\/p>\n<p>Per la Cina questo rappresenta un<strong> momento di svolta<\/strong>. Gi\u00e0 di per s\u00e9 una novit\u00e0 rispetto all\u2019atteggiamento pi\u00f9 defilato\u00a0delle leadership\u00a0precedenti, da un decennio a questa parte la Cina si \u00e8 basata sull\u2019attenta proiezione\u00a0di un\u2019immagine del paese\u00a0come stakeholder (inter\u00a0pares, o pi\u00f9 spesso vera e propria potenza) responsabile.<\/p>\n<p>\u00c8 stata tuttavia soprattutto l&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/la-pandemia-mette-a-rischio-le-ambizioni-globali-di-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">immagine della Cina in Europa<\/a><\/strong>\u00a0ad esserne maggiormente danneggiata. Gli ultimi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pewresearch.org\/global\/2020\/10\/06\/unfavorable-views-of-china-reach-historic-highs-in-many-countries\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sondaggi<\/a>, ad esempio, restituiscono la\u00a0percezione della Cina pi\u00f9 negativa di tutti i tempi, con la sola eccezione dell\u2019Italia, rimasto uno dei pochi paesi intervistati in Europa occidentale dove l\u2019opinione positiva della Cina ha riscontrato un cambiamento minimo nell\u2019ultimo anno. Secondo il <em>Pew\u00a0Research\u00a0Centre<\/em>, la percentuale di\u00a0intervistati\u00a0che hanno una percezione favorevole\u00a0della Cina in\u00a0Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, per esempio, \u00e8 calata a ritmi significativi negli ultimi vent\u2019anni (con Londra a -42%, Parigi a -32% e Berlino e Madrid a -21% nel 2020), mentre in Italia \u00e8 cresciuta di ben 11 punti percentuali.<\/p>\n<p>Una tendenza che \u00e8 particolarmente minacciosa per la Cina, <strong>poich\u00e9 i mercati dell&#8217;Europa occidentale sono l\u2019obiettivo finale della\u00a0<\/strong><strong><em>Belt<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0and Road\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Initiative<\/em><\/strong>, e il paese ha pi\u00f9 di 328 miliardi di investimenti sparsi per il continente. Le opinioni negative di partner europei cruciali come questi, quindi, vanno certamente contro gli interessi della potenza asiatica, e sembrano anzi essere\u00a0immuni agli strumenti di <em>soft power<\/em>\u00a0messi in campo da Pechino, come la donazione di attrezzature sanitarie al culmine della pandemia o il tentativo esplicito di usare\u00a0il pilastro sanitario della Bri, per rinforzare i legami con l&#8217;Ue,<em>\u00a0<\/em>che sono stati finora accolti con sospetto da molti destinatari,\u00a0<em>in primis\u00a0<\/em>l&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p><i>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<\/i><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\"><i>Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/i><\/a><i>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dalle autrici sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema della necessit\u00e0 di procedere verso una migliore definizione delle relazioni tra l&#8217;Unione Europea e la Cina si \u00e8 complicato in seguito alle frizioni tra Pechino e Stati Uniti, che compromettono la possibilit\u00e0 di risolvere autonomamente molte delle questioni aperte. Bruxelles si sta anche nascondendo dietro queste difficolt\u00e0 oggettive, dimostrando l&#8217;assenza di una visione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":84809,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[77,496,2419,140,1030],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84804"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84804"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84804\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84831,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84804\/revisions\/84831"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}