{"id":84987,"date":"2020-10-30T09:03:39","date_gmt":"2020-10-30T08:03:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84987"},"modified":"2020-11-02T00:56:49","modified_gmt":"2020-11-01T23:56:49","slug":"tutte-le-donne-del-presidente-e-non-solo-saranno-loro-a-determinare-il-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/tutte-le-donne-del-presidente-e-non-solo-saranno-loro-a-determinare-il-voto\/","title":{"rendered":"Tutte le donne del presidente (e non solo): saranno loro a determinare il voto?"},"content":{"rendered":"<p>A 100 anni dal <strong>XIX emendamento<\/strong>, il <strong>voto delle donne<\/strong> decider\u00e0 il prossimo presidente degli <strong>Stati Uniti<\/strong>. Appena quattro anni fa, alla vigilia dell\u2019appuntamento elettorale pi\u00f9 atteso del mondo, ci si chiedeva se gli Usa avrebbero scelto la loro prima presidente donna.<\/p>\n<p>Oggi, dopo la prima, per molti turbolenta, presidenza di <strong>Donald Trump<\/strong> sappiamo che non fu cos\u00ec. Gli Usa sono un Paese tradizionalmente attento all\u2019analisi del voto, e ci si \u00e8 chiesti se al tempo fossero state proprio le donne ad abbandonare <strong>Hillary Clinton<\/strong>. L\u2019ipotesi era sorprendente da molti punti di vista, in primo luogo perch\u00e9 buona parte della durissima campagna elettorale si era giocata proprio attorno al tema della <strong>femminilit\u00e0<\/strong>, con affermazioni molto controverse dell\u2019allora candidato Donald Trump. Esternazioni, intercettazioni e commenti, si sommarono ad <strong>accuse di molestie<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La polarizzazione di genere<\/strong><br \/>\nLe donne rappresentano oltre il 50% dell\u2019intera popolazione negli Usa come nel mondo. I democratici speravano che le donne americane, indignate, potessero non votare pi\u00f9 per appartenenza politica ma per appartenenza di genere. Si tratta di una dinamica che \u00e8 stata definita \u201c<strong>polarizzazione di genere<\/strong>\u201d, che in un Paese frammentato &#8211; in gruppi sociali ed etnici come gli Stati Uniti &#8211; sta segnando <strong>un\u2019altra tendenza nelle divisioni<\/strong>. Essendo le donne una<strong> categoria trasversale<\/strong> &#8211; bianche, afroamericane o di altre etnie, della <strong><em>middle class<\/em><\/strong> o che abitano in <strong>aree suburbane<\/strong>\u2026 &#8211; \u00e8 complesso dal punto di vista sondaggistico stabilire dove esattamente si stiano posizionando.<\/p>\n<p>Infatti, \u00e8 necessario che non solo rispondano al sondaggio ma che gli venga anche chiesto il genere di appartenenza e che questo venga registrato come dato, poi scorporato nelle analisi. Un\u2019altra difficolt\u00e0, non di secondo piano, \u00e8 che il cosiddetto \u2018voto popolare\u2019 poco conta nell\u2019elezione del presidente, per cui invece \u00e8 necessario guadagnare un numero sufficiente di grandi elettori, vincendo prima nelle contee decisive e quindi negli <em>swing states<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/tutto-sullelezione-del-presidente-e-del-congresso-degli-stati-uniti-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come illustrato nella guida al voto a cura di Riccardo Alcaro qui su AffarInternazionali<\/a>.<\/p>\n<p>Inoltre, per capire se questo dato sar\u00e0 dirimente \u00e8 utile compararlo con quello dei risultati del 2016. Vota democratico circa il 90% degli elettori afroamericani, il 75% degli asiatici e il 65% deilatino-americani. Tra gli uomini e le donne bianche, Trump invece \u00e8 in vantaggio al 51% contro il 44%. L\u2019altra\u00a0importante frattura che emerge \u00e8 la <strong>tradizionale divisione citt\u00e0 vs. campagna<\/strong>: oltre il 70% degli abitanti delle citt\u00e0 voter\u00e0 Biden, mentre quasi il 60% degli abitanti delle campagne voter\u00e0 Trump. In mezzo ci sono le periferie, le <strong>aree suburbane<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lo studio del Pew Research Centre<\/strong><br \/>\nMa le donne americane votano per appartenenza di genere? Sembrerebbe, finora, di no. In uno studio dettagliato del <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/spreadsheets\/d\/1cZURJuAP8P5rwmIRqX1Qk2QjXRHN4SeRbd-s51LbxH4\/edit#gid=0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pew Research Centre<\/a>, su di un campione nazionale di elettori registrati, scorrendo tra le varie categorie riportate, salta all\u2019occhio come il democratico <strong>Joe Biden<\/strong> sia in netto vantaggio in quasi tutte, ma la strana geografia elettorale statunitense fa s\u00ec che in alcune realt\u00e0 i gruppi evidenziati siano talmente mescolati che sia difficilissimo prevedere se il 3 novembre il profilo dello Stato si colorer\u00e0 di rosso o di blu.<\/p>\n<p>In questo senso, ogni minima variazione di tendenza a livello nazionale rispetto al 2016, viene setacciata in cerca di un indizio. <strong>Biden guida tra tutte le donne con un vantaggio di 10 punti<\/strong>. A differenza di altri gruppi demografici \u2013 che vengono accomunanti per presenza di rilevanti caratteristiche comuni come et\u00e0, etnia, reddito \u2013 le donne sono trasversali.<\/p>\n<p>Sembra, quindi, che la maggioranza di loro non voti sulla base di riconoscibili interessi comuni collegati al proprio genere di appartenenza. Il che da un lato pu\u00f2 sembrarci positivo perch\u00e9 le donne si percepiscono soprattutto come \u2018persone\u2019, con valori e interessi non necessariamente riconducibili al genere; dall\u2019altro lato significa, per\u00f2, che \u00e8 ancora scarsa la consapevolezza di quanto il genere influenzi l&#8217;esercizio della propria cittadinanza e dei diritti ad essa collegati.<\/p>\n<p><strong>Le bianche delle periferie\u00a0<\/strong><br \/>\nAvendo davanti da un lato lo stesso candidato di quattro anni fa e dell\u2019altra parte un candidato diverso, nell\u2019eventualit\u00e0 che Trump perda, emerge una domanda pi\u00f9 forte delle altre: se qualcuno decider\u00e0 di non votare pi\u00f9 Trump e perch\u00e9. Per rimontare rispetto ai sondaggi, al presidente basterebbe rivincere gli stessi Stati che lo condussero alla vittoria nel 2016; per farlo, per\u00f2, non deve perdere neanche un elettore. Chi non voter\u00e0 pi\u00f9 Trump sar\u00e0 certamente di un elettore deluso. I principali motivi sono la gestione della pandemia Covid-19 ed il conseguente crollo dell\u2019economia. Apparentemente, non sembrano due temi legati al genere.<\/p>\n<p>Eppure, negli Stati Uniti non si fa altro che parlare di una categoria in particolare che potrebbe ribaltare le carte in tavola, abbandonando Trump. Sono le<strong> <em>white suburban women<\/em><\/strong> che potrebbero decidere l\u2019elezione in uno Stato cruciale come la <strong>Pennsylvania<\/strong>. Nella narrazione pubblica sono ormai diventate figure mitologiche, a met\u00e0 tra le <strong><em>desperate housewives<\/em> della serie tv<\/strong> e la mitologica casalinga di Voghera italiana e, come dicevamo, <strong>quello che sembra preoccuparle di pi\u00f9 di questa amministrazione Trump non sono n\u00e9 la misoginia n\u00e9 la perdita di diritti collegati al genere, ma la salute fisica ed economica delle proprie famiglie<\/strong>.<\/p>\n<p>Dunque, sebbene ci sia un discreto vantaggio dei <em>dem<\/em> fra le donne, questo non sembra collegabile alla loro appartenenza di genere; il che ci farebbe mettere da parte, almeno per il momento, la tesi della polarizzazione di genere. In ogni caso, a partire dal 1920, le donne hanno sempre &#8220;scelto&#8221; i Presidenti Usa col proprio voto, dato che non solo sono la maggioranza assoluta della popolazione ma vanno anche a votare con tassi d&#8217;affluenza pi\u00f9 alti rispetto agli uomini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 100 anni dal XIX emendamento, il voto delle donne decider\u00e0 il prossimo presidente degli Stati Uniti. Appena quattro anni fa, alla vigilia dell\u2019appuntamento elettorale pi\u00f9 atteso del mondo, ci si chiedeva se gli Usa avrebbero scelto la loro prima presidente donna. 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