{"id":85040,"date":"2020-10-28T05:59:18","date_gmt":"2020-10-28T04:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85040"},"modified":"2020-10-27T20:12:30","modified_gmt":"2020-10-27T19:12:30","slug":"agricoltura-in-europa-tutto-cambia-perche-nulla-cambi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/agricoltura-in-europa-tutto-cambia-perche-nulla-cambi\/","title":{"rendered":"Agricoltura in Europa: tutto cambia perch\u00e9 nulla cambi"},"content":{"rendered":"<p>La scorsa settimana \u00e8 stata decisiva per il futuro della <strong>Politica agricola comune<\/strong> (Pac) europea. Il <strong><a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/press-room\/20201016IPR89542\/una-politica-agricola-dell-ue-piu-verde-e-equa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parlamento europeo<\/a><\/strong>\u00a0e il <strong><a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2020\/10\/21\/council-agrees-its-position-on-the-next-eu-common-agricultural-policy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio dell&#8217;Unione<\/a><\/strong> sono infatti stati chiamati ad esprimersi sulle rispettive posizioni negoziali relative\u00a0alla riforma della Pac, il cui processo era stato avviato dalla <strong>Commissione europea<\/strong> con una prima proposta lanciata nel 2018.<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato di due votazioni chiave per avviare il negoziato tra Parlamento, Commissione e Consiglio, che servir\u00e0 a definire i futuri contorni di una delle politiche pi\u00f9 \u201cpesanti\u201d a livello europeo. La Pac rappresenta infatti circa il <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/info\/files\/food-farming-fisheries\/farming\/documents\/cap-expenditure-graph1_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">37% del bilancio dell\u2019Unione<\/a> e le sue risorse (circa 344 miliardi di euro previsti nel prossimo bilancio 2021-2027) contribuiscono a sostenere il <strong>reddito di milioni di aziende agricole nell\u2019Ue<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, negli ultimi anni, molte sono le voci critiche che si sono levate nei confronti di una politica che ha prodotto una serie di <strong>esternalit\u00e0 negative dal punto di vista ambientale, economico e sociale<\/strong>. Secondo molti, la Pac ha infatti prodotto un\u2019eccessiva <strong>concentrazione di terra nelle mani di pochi grandi soggetti<\/strong> (l\u201980% delle risorse va al 20% dei soggetti) e ha <strong>rallentato il percorso verso un\u2019agricoltura ecologicamente pi\u00f9 sostenibile<\/strong> e quindi il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti nell\u2019Agenda 2030. Oggi l\u2019agricoltura rappresenta pi\u00f9 del 10% delle emissioni prodotte in Ue e di queste si stima che circa il 70% provenga dal settore animale, che occupa due terzi della superficie agricola europea.<\/p>\n<p>La riforma della Pac \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 urgente alla luce degli obiettivi ambiziosi individuati nella recente strategia <strong><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/food\/farm2fork_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Farm to Fork<\/em><\/a><\/strong> che \u00e8 parte integrante del\u00a0<em><strong>Green Deal\u00a0<\/strong><\/em>europeo\u00a0lanciato nel 2019. La <em>Farm to Fork,\u00a0<\/em>in particolare, ha lanciato una serie di target importanti che prevedono ad esempio entro il 2030 una riduzione del 50% dell\u2019uso dei fitofarmaci e del 20% dei fertilizzanti, oltre ad un taglio del 50% dei consumi di antibiotici per gli allevamenti, la conversione al biologico del 40% delle superfici agricole e la trasformazione del 10% delle superfici agricole in aree ad alta biodiversit\u00e0 ed habitat naturali. Non \u00e8 un caso, quindi, che in molti riponessero grandi speranze e aspettative sul voto della scorsa settimana.<\/p>\n<p><strong>I pomi della discordia<\/strong><br \/>\nI ministri dell\u2019Agricoltura europei e il Parlamento hanno trovato una convergenza su una serie di punti tra cui i cosiddetti <em>eco-schemes, <\/em>ossia strumenti che gli Stati membri sono obbligati a implementare nei loro piani strategici nazionali e che dovrebbero fornire un sostegno agli agricoltori che lanciano <strong>pratiche agricole benefiche per l&#8217;ambiente e il clima<\/strong>. La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/recovery-fund-e-semestre-tedesco-le-sfide-per-lunione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">presidenza tedesca<\/a> aveva proposto che il 20% dei 258,6 miliardi di euro di pagamenti diretti fossero destinati a questo tipo di attivit\u00e0. Il Parlamento ha assicurato che il 30% dei pagamenti diretti sar\u00e0 dedicato agli <em>eco-schemes, <\/em>anche se purtroppo questi ultimi saranno introdotti non prima del 2023, e con una serie di deroghe da qui al 2027 che rischiano di convogliare ingenti risorse verso progetti ecologicamente non sostenibili e di vanificare qualunque tentativo di riforma verde della Pac.<\/p>\n<p>Inoltre, il Parlamento ha proposto che il 40% dei sussidi per quei <strong>progetti realizzati nelle aree pi\u00f9 remote<\/strong> e difficili da raggiungere (ad esempio nelle aree di montagna) siano considerati investimenti verdi. Una misura, questa, che oltre ad andare contro la proposta della Commissione, \u00e8 stata fortemente criticata da chi afferma che <a href=\"https:\/\/op.europa.eu\/en\/publication-detail\/-\/publication\/29eee93e-9ed0-11e9-9d01-01aa75ed71a1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non esistano evidenze scientifiche<\/a> che questo tipo di interventi generino un reale impatto positivo in termini ambientali sui sistemi agricoli europei.<\/p>\n<p>Un altro punto critico riguarda poi la nuova <strong><em>governance <\/em>della Pac<\/strong>. In molti ritengono che il compromesso raggiunto a livello di Parlamento e Consiglio non consentir\u00e0 \u00a0alla Commissione di godere di strumenti adeguati per promuovere una transizione agricola sostenibile, monitorando e sanzionando quei soggetti che non rispettano le regole. Una nuova governance della Pac \u00e8 cruciale per assicurare una reale implementazione della <em>Farm to Fork, <\/em>della <em>Biodiversity Strategy <\/em>e del <em>Green Deal. <\/em>In questo senso, in molti sostengono che <strong>questo compromesso non consentir\u00e0 di tutelare la biodiversit\u00e0 in Europa<\/strong>.<\/p>\n<p>La vecchia Pac avrebbe dovuto destinare circa 66 miliardi di euro alla tutela degli habitat e della biodiversit\u00e0, ma <a href=\"https:\/\/www.eca.europa.eu\/en\/Pages\/DocItem.aspx?did=53892\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la Corte dei conti europea<\/a> ha recentemente dichiarato che l\u2019impatto generato \u00e8 stato molto basso, con scarsi livelli di trasparenza dei meccanismi messi in atto per misurare l\u2019impatto. Infine, sebbene i ministri abbiano accordato un obiettivo minimo di allocare il 5% della superficie agricola europea a <em>nature friendly areas, <\/em>la presenza di numerose deroghe, come l\u2019esclusione delle aziende pi\u00f9 piccole di 10 ettari, che rappresentano <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/statistics-explained\/index.php\/Glossary:Agricultural_area_(AA)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pi\u00f9 di tre quarti<\/a> della superficie agricola nell\u2019Unione, rischiano di vanificare in partenza questi sforzi.<\/p>\n<p><strong>Allineare la Pac alla <em>Farm to Fork <\/em>e al <em>Green Deal<\/em><\/strong><br \/>\nIl compromesso raggiunto sulla nuova Pac sembra quindi aver tradito le grandi aspettative e le convergenze emerse in questi mesi sulla <strong>necessit\u00e0 di riformare radicalmente questa politica<\/strong> per mitigarne gli effetti negativi a livello economico, sociale ed ambientale.<\/p>\n<p>La base di negoziato non sembra in grado di garantire un reale cambio di paradigma, ma piuttosto tutelare prudentemente lo <em>status quo<\/em>, inserendo <strong>alcuni principi di sostenibilit\u00e0<\/strong>. Tuttavia, una Pac leggermente pi\u00f9 verde non pu\u00f2 essere sufficientemente in linea con l\u2019elevato livello di ambizione prodotto dalla <em>Farm to Fork <\/em>e il <em>Green Deal. <\/em>Al contrario, un compromesso al ribasso rischia solo di rallentare una transizione verso diete e sistemi alimentari pi\u00f9 giusti e sostenibili.<\/p>\n<p>Il negoziato che si avvier\u00e0 tra Parlamento, Consiglio e Commissione dovr\u00e0 tenere conto di queste grandi aspettative della popolazione europea, dalla societ\u00e0 civile al mondo della <a href=\"https:\/\/www.arc2020.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Peer_et_al-2020-People_and_Nature.pdf\">ricerca<\/a>. I <em>decision makers <\/em>europei dovranno adottare un atteggiamento meno conservativo e abolire quei sussidi che non premiano forme di agricoltura veramente sostenibili, dirottando invece sempre maggiori risorse verso quelle pratiche che riducano gli impatti negativi sui nostri ecosistemi, aumentino la competitivit\u00e0 delle imprese e trainino l\u2019Unione verso una vera transizione agricola sostenibile, rendendola pioniera di questa radicale trasformazione a livello mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scorsa settimana \u00e8 stata decisiva per il futuro della Politica agricola comune (Pac) europea. Il Parlamento europeo\u00a0e il Consiglio dell&#8217;Unione sono infatti stati chiamati ad esprimersi sulle rispettive posizioni negoziali relative\u00a0alla riforma della Pac, il cui processo era stato avviato dalla Commissione europea con una prima proposta lanciata nel 2018. 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