{"id":85042,"date":"2020-10-28T08:15:53","date_gmt":"2020-10-28T07:15:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85042"},"modified":"2020-10-28T08:15:53","modified_gmt":"2020-10-28T07:15:53","slug":"senato-in-bilico-ecco-come-i-democratici-potrebbero-prendere-il-controllo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/senato-in-bilico-ecco-come-i-democratici-potrebbero-prendere-il-controllo\/","title":{"rendered":"Senato in bilico: ecco come i democratici potrebbero prendere il controllo"},"content":{"rendered":"<p>Tra le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/tutto-sullelezione-del-presidente-e-del-congresso-degli-stati-uniti-3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni che si terranno il prossimo 3 novembre negli <strong>Stati Uniti<\/strong><\/a>, quelle per <strong>rinnovare 33 seggi dei 100 totali<\/strong>\u00a0del <strong>Senato<\/strong> saranno di gran lunga le pi\u00f9 importanti, dopo le presidenziali, per determinare gli equilibri quantomeno del prossimo biennio. Questo, fino alle <strong><em>midterm elections<\/em><\/strong> del 2022, quando un altro terzo dei seggi andr\u00e0 a elezione.<\/p>\n<p>Con il Partito democratico che ha gi\u00e0 il controllo della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/camera-dei-rappresentanti-senza-sorprese-le-previsioni-di-un-nuovo-successo-dem\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Camera dei Rappresentanti<\/strong><\/a>, dove dovrebbe reggere senza troppi problemi, il focus per le elezioni che riguardano il ramo legislativo sar\u00e0 quindi sul Senato. Qui, i repubblicani hanno una solida maggioranza con 53 senatori, contro i 45 democratici; a questi si aggiungono 2 senatori indipendenti (Bernie Sanders del Vermont e Angus King del Maine), che sono tuttavia parte del fronte liberal.<\/p>\n<p>La maggioranza repubblicana per\u00f2 sta scricchiolando. L\u2019impopolarit\u00e0 di Trump, alimentata dalla pessima gestione della pandemia da Covid-19 e dal crollo dell\u2019economia, e i numeri dei sondaggi che danno Biden con un solido margine nel voto nazionale (seppur non ancora di certezza)\u00a0 hanno aperto la possibilit\u00e0, per i democratici, di ribaltare diversi seggi repubblicani.<\/p>\n<p><strong>Gli Stati chiave<\/strong><br \/>\nGli Stati dove la lotta sar\u00e0 serrata, o quantomeno competitiva, saranno una decina. Da un lato ci sono Michigan e Alabama<strong>,<\/strong> territori diversissimi tra loro che hanno in comune un uscente democratico. In <strong>Michigan,<\/strong> il senatore uscente Gary Peters ha ottime probabilit\u00e0 di vittoria sul repubblicano John Edward James, il che permetterebbe ai democratici di difendere il proprio seggio. In <strong>Alabama<\/strong>, invece, Doug Jones rischia di perdere la contesa contro il repubblicano Tommy Tuberville, in uno Stato comunque tradizionalmente conservatore.<\/p>\n<p>Perdere il seggio in Alabama sarebbe ovviamente un duro colpo per i democratici, che si allontanerebbero dal risultato sperato, ovvero un guadagno netto di almeno 4 seggi per ribaltare la situazione. D\u2019altro canto, per\u00f2, ci sono diversi Stati &#8211; soprattutto nelle <strong>regioni del Sud<\/strong> e del <strong>Midwest<\/strong> &#8211; dove i candidati repubblicani uscenti sono in difficolt\u00e0 e rischiano una sconfitta.<\/p>\n<p>Il primo gruppo, che vede le candidature democratiche in vantaggio nei sondaggi e con buone chance di vittoria, \u00e8 quello che comprende <strong>Colorado<\/strong>,\u00a0<strong>Arizona<\/strong>, <strong>Iowa<\/strong>, <strong>North Carolina<\/strong> e <strong>Maine<\/strong>. Confermare il risultato dei sondaggi in questi cinque Stati sarebbe il minimo necessario per i democratici, in caso di sconfitta in Alabama, per guadagnare la maggioranza.<\/p>\n<p>Il secondo gruppo comprende invece <strong>Georgia<\/strong>, <strong>Montana<\/strong>, <strong>Kansas<\/strong>, <strong>Arkansas<\/strong> e <strong>South Carolina\u00a0<\/strong>(qui, nello Stato del repubblicano di lungo corso Lindsey Graham, lo sfidante dem Jaime Harrison ha raccolto il record di donazioni per una campagna senatoriale,\u00a0<em>ndr<\/em>). L\u2019insieme \u00e8 abbastanza omogeneo: quattro di questi Stati sono al di sotto della cosiddetta \u201cMason-Dixon Line\u201d che, durante la guerra civile statunitense, divenne simbolo della divisione tra territori unionisti e sudisti. Questi sono Stati tradizionalmente conservatori, quindi roccaforti repubblicane. L\u2019ultimo \u00e8 il Montana, uno Stato rurale che ha una geografia particolarmente invisa ai democratici, che invece costruiscono il loro successo nei grandi centri urbani.<\/p>\n<p><strong>La posta in gioco<\/strong><br \/>\nAvere la maggioranza in Senato \u00e8 importante per diversi motivi. Il primo \u00e8 che avere il controllo del legislativo \u00e8 fondamentale in un sistema come quello statunitense, dove la struttura di <strong><em>checks and balances<\/em><\/strong> rende necessaria una sinergia di intenti tra ramo esecutivo e legislativo. Per i democratici, vincere la presidenza senza conquistare il Senato sarebbe una disfatta: Biden inizierebbe il mandato come \u201canatra zoppa\u201d e avere il controllo della Camera dei Rappresentanti non basta per passare leggi.<\/p>\n<p>Per i repubblicani, invece, il discorso \u00e8 fondamentalmente diverso, perch\u00e9 <strong>uno scenario in cui Trump vinca la presidenza ma non il Senato \u00e8 quasi impossibile<\/strong>. Il <em>Grand Old Party<\/em> deve per\u00f2 evitare, in caso di sconfitta del presidente uscente, di perdere anche il controllo del Senato, che garantirebbe loro invece di mettere in stallo i democratici e mantenere una buona dose di potere politico.<\/p>\n<p>Il secondo motivo \u00e8 che il Senato sar\u00e0 al centro dei <strong>possibili progetti di riforma<\/strong> che riguarderanno la Corte Suprema degli Stati Uniti. Il processo di conferma della giudice conservatrice <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/7-la-barrett-giudice-corte-suprema-trump-e-nra-esultano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Amy Coney Barrett<\/strong><\/a> a ridosso delle elezioni, in seguito alla morte di Ruth Bader Ginsburg, ha fatto molto discutere. \u00c8 stata quindi paventata l\u2019eventualit\u00e0, nel caso i democratici vincano, di aumentare il numero di giudici nella Corte dai 9 attuali a 13 o pi\u00f9. Questo servirebbe ai democratici per ribaltare la schiacciante maggioranza conservatrice nella Corte (di 6-3, includendo Coney Barrett), eleggendo 4 o pi\u00f9 giudici progressisti.<\/p>\n<p>Biden non ha per ora espresso posizione sulla questione, probabilmente per difendersi da possibili attacchi su un tema ora sensibile. I repubblicani sono invece contrari, dovendo difendere la propria maggioranza anche qui. In ogni caso, sia i cambiamenti nel numero di giudici che l\u2019elezione degli stessi passano dal Senato e sar\u00e0 determinante per ciascun partito avere la maggioranza in questa Camera per difendere i propri interessi.<\/p>\n<p><strong>Cosa aspettarsi<\/strong><br \/>\nLo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 che il Partito democratico riesca a riguadagnare il controllo del Senato, seppur con una maggioranza risicata. <strong><em>FiveThirtyEight<\/em><\/strong>, che cura da anni i propri modelli di previsione elettorale, d\u00e0 <strong>ai democratici un 73% di possibilit\u00e0 di uscire vittoriosi<\/strong>, pi\u00f9 probabilmente con una maggioranza di 51-49 (considerando gli indipendenti come democratici). Un vantaggio chiaro, ma non per questo certo: il 27% di possibilit\u00e0 per i repubblicani \u00e8 un numero comunque alto, che vedrebbe il partito conservatore mantenere il controllo in pi\u00f9 di un quarto degli scenari.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, per i democratici sarebbe importante uscire dal 3 novembre con una maggioranza pi\u00f9 solida di un traballante 51-49, che sarebbe comunque difficile da gestire ed esposto a eventuali defezioni da parte dei senatori, con un solo voto netto di margine che renderebbe in salita la strada per passare le riforme progressiste del programma di Biden.<\/p>\n<p><em>A cura di Emanuele Murgolo, caporedattore Nord America de Lo Spiegone.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><small>***<a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo Spiegone<\/a>\u00a0\u00e8 un sito giornalistico fondato nel 2016 e formato da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate al mondo delle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le elezioni che si terranno il prossimo 3 novembre negli Stati Uniti, quelle per rinnovare 33 seggi dei 100 totali\u00a0del Senato saranno di gran lunga le pi\u00f9 importanti, dopo le presidenziali, per determinare gli equilibri quantomeno del prossimo biennio. 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