{"id":85102,"date":"2020-10-30T08:22:57","date_gmt":"2020-10-30T07:22:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85102"},"modified":"2020-10-30T09:04:23","modified_gmt":"2020-10-30T08:04:23","slug":"dal-recovery-fund-perverso-alla-liberta-accademica-tutti-i-fronti-aperti-da-orban-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/dal-recovery-fund-perverso-alla-liberta-accademica-tutti-i-fronti-aperti-da-orban-in-europa\/","title":{"rendered":"Dal &#8220;Recovery Fund perverso&#8221; alla libert\u00e0 accademica: i fronti aperti da Orb\u00e1n in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Il criterio di ripartizione del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/recovery-fund-accordo-raggiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Recovery Fund<\/strong><\/a> \u00e8 stato da subito criticato pesantemente dal primo ministro ungherese <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/il-ritorno-di-radio-free-europe-a-budapest-nonostante-i-buoni-rapporti-trump-orban\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong><\/a> che l&#8217;ha trovato ingiusto. Ingiusto e costruito in modo tale da favorire i Paesi membri occidentali pi\u00f9 ricchi a svantaggio di quelli dell&#8217;Europa centro-orientale; addirittura <strong>perverso<\/strong>.<\/p>\n<p>Successivamente, il premier danubiano ha aggiunto di <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2020\/10\/01\/orban-stato-diritto-non-rallenti-recovery-fund_342e280b-7128-42df-9314-c453460a46e9.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>respingere il nesso tra il Recovery Fund e il rispetto dello stato di diritto<\/strong><\/a>. A suo modo di vedere, nessuna entit\u00e0 esterna, Paese o organismo internazionale, ha l&#8217;autorit\u00e0 di valutare il rispetto del diritto in uno Stato sovrano.<\/p>\n<p>Orb\u00e1n sostiene in patria di portare avanti una lotta per la libert\u00e0 del suo Paese e chiede agli ungheresi di sostenerlo. L&#8217;obiettivo, secondo la retorica del premier, \u00e8 <strong>preservare l&#8217;Ungheria dalle ingerenze<\/strong> di multinazionali e organismi internazionali politici ed economici che, a suo dire, vorrebbero fare dello Stato danubiano una colonia priva di identit\u00e0 e aspirazioni nazionali.<\/p>\n<p><strong>Il caso della Central European University<br \/>\n<\/strong>La <strong>propaganda governativa<\/strong> indica inoltre in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/ungheria-orban-voto-soros\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>George Soros<\/strong><\/a>\u00a0uno dei principali &#8211; se non il principale &#8211; nemico del Paese. Proprio aspetti riguardanti l&#8217;attivit\u00e0 di Soros sono al centro della <strong>recente sentenza della Corte di giustizia europea<\/strong> che ha dichiarato contraria al diritto europeo e alla libert\u00e0 accademica, la legge ungherese del 2017 che ha portato al <a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/ecj-rules-against-hungarys-higher-education-law\/a-55170214\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>trasferimento da Budapest a Vienna del quartier generale Central European University<\/strong><\/a> (Ceu).<\/p>\n<p>Fondata dal magnate americano di origine ungherese nella prima met\u00e0 degli anni &#8217;90, la Ceu \u00e8 entrata nel mirino del governo ungherese che, con la legge in questione, ha imposto alle universit\u00e0 straniere presenti in patria di <strong>avere una &#8220;reale attivit\u00e0&#8221;<\/strong> nei rispettivi Paesi d&#8217;origine e di operare nell&#8217;ambito di accordi bilaterali da stringere con i medesimi. Non potendo soddisfare queste condizioni, la Ceu ha dovuto cambiare sede, conservando a Budapest un&#8217;attivit\u00e0 di ricerca e una sezione che assegna diplomi di diritto ungherese.<\/p>\n<p><strong>Il caso Szfe<br \/>\n<\/strong>Il problema del mancato rispetto della <strong>libert\u00e0 accademica<\/strong> in Ungheria non riguarda, naturalmente, solo la Ceu, ma appare generalizzato. Il pi\u00f9 recente esempio, in questo senso, \u00e8 fornito dalla vicenda della <strong>Szfe<\/strong>, l&#8217;Universit\u00e0 di Arti Teatrali e Cinematografiche <strong>occupata<\/strong> dai suoi studenti da pi\u00f9 di un mese in segno di protesta contro la riforma governativa che ha imposto all\u2019istituto vertici fedeli al premier. L&#8217;esecutivo aveva motivato questa decisione sostenendo, nel caso della Szfe, la necessit\u00e0 di rimodulare programmi didattici e modalit\u00e0 di finanziamento sulla base di uno &#8220;spirito patriottico&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che ci troviamo davanti a un <strong>nuovo tentativo del sistema guidato da Orb\u00e1n di asservire un&#8217;istituzione che aveva fama di essere indipendente<\/strong>. Troppo, a quanto pare, per il governo. Un&#8217;istituzione fondata 155 anni fa che oggi, con la protesta in atto, sta diventando un simbolo dell\u2019impegno della societ\u00e0 civile ungherese contro l\u2019orbanismo. L&#8217;ultimatum della dirigenza di abbandonare l&#8217;edificio entro la sera dello scorso 16 ottobre \u00e8 stato respinto dagli occupanti che hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale in quanto considerano la riforma incostituzionale.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>occupazione, quindi, continua<\/strong>, sostenuta in patria da scrittori, attori e registi contrari al sistema, e all\u2019estero da personalit\u00e0 dello spettacolo di fama mondiale che hanno inviato messaggi solidali ai protagonisti dell\u2019iniziativa. Una presa di posizione in questo senso ha avuto luogo anche da parte della <strong>comunit\u00e0 accademica internazionale<\/strong> e marted\u00ec 27 ottobre, rappresentanti delle parti in causa sono intervenute con tesi, chiaramente fra loro contrastanti, a un dibattito ospitato dalla c<strong>ommissione Cultura e Istruzione<\/strong> del Parlamento europeo.<\/p>\n<p><strong>Tra Corti e media<br \/>\n<\/strong>In questi ultimi mesi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte che le leggi ungheresi venissero considerate in violazione del <strong>diritto europeo<\/strong>. Del resto, la recente relazione della Commissione europea sullo stato diritto nei Paesi membri ha sollevato preoccupazioni in diversi campi nel caso dell&#8217;Ungheria.<\/p>\n<p>Le inquietudini riguardano soprattutto l&#8217;<strong>indipendenza della magistratura<\/strong>\u00a0&#8211; non giova da questo punto di vista la recente nomina a presidente della Corte suprema di <strong>Zsolt Andr\u00e1s Varga<\/strong>, 52 anni, candidato vicino al premier -, la carenza di meccanismi di controllo che favorisce la <strong>corruzione<\/strong>, la minore trasparenza e qualit\u00e0 del processo legislativo, l&#8217;indebolimento delle istituzioni indipendenti e la situazione del sistema mediatico. Un sistema caratterizzato da ripetute iniziative del governo per silenziare le voci dissenzienti e addomesticare l&#8217;<strong>informazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Su questo punto ha avuto luogo, di recente, uno <strong>scontro fra Viktor Orb\u00e1n e la vicepresidente della Commissione europea, Vera Jourov\u00e1<\/strong> che ha definito il <strong>panorama mediatico ungherese<\/strong> &#8220;allarmante&#8221; &#8211; dopo le dimissioni in massa della redazione di Index.hu &#8211; e accusato il premier danubiano di costruire una democrazia malata. La reazione di Orb\u00e1n ha avuto luogo con una <strong>richiesta di dimissioni di Jourov\u00e1 in una lettera a Ursula von der Leyen<\/strong>. Per il leader danubiano, infatti, le dichiarazioni della vicepresidente non costituiscono solo &#8220;un attacco al governo ungherese democraticamente eletto, ma offendono anche l\u2019Ungheria e il popolo ungherese&#8221;.<\/p>\n<p>La Commissione, per\u00f2, ha chiarito subito di non voler dar seguito a questo scambio polemico, avvenuto alla vigilia della pubblicazione del rapporto sullo Stato di diritto nell&#8217;Ue, e caratterizzato dalla manifesta volont\u00e0 ungherese di non partecipare a negoziati con la Jourov\u00e1 considerata dal governo di Budapest politicamente di parte, quindi non obiettiva e imparziale. Il botta e risposta continua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il criterio di ripartizione del Recovery Fund \u00e8 stato da subito criticato pesantemente dal primo ministro ungherese Viktor Orb\u00e1n che l&#8217;ha trovato ingiusto. 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