{"id":85256,"date":"2020-11-07T17:41:51","date_gmt":"2020-11-07T16:41:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85256"},"modified":"2020-11-17T00:05:04","modified_gmt":"2020-11-16T23:05:04","slug":"joe-biden-alla-casa-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/joe-biden-alla-casa-bianca\/","title":{"rendered":"Joe Biden alla Casa Bianca"},"content":{"rendered":"<p><strong>Joseph Robinette Biden jr. \u00e8 il nuovo presidente degli Stati Uniti d&#8217;America<\/strong>. Quattro giorni dopo l&#8217;Election Day del 3 novembre, i principali media &#8211; dall&#8217;Associated Press alla Cnn &#8211; hanno assegnato la vittoria al candidato democratico, al termine di un lungo conteggio negli Stati contesi e dopo un nuovo vantaggio nella cruciale Pennsylvania che ha proiettato in avanti Biden.<\/p>\n<p>Si \u00e8 avverato molto di quanto i sondaggisti avevano previsto alla vigilia: la <strong>marea rossa<\/strong>, subito dopo l&#8217;apertura delle urne per il conteggio dei voti, con un iniziale balzo in avanti di Donald Trump negli Stati chiave, \u00e8 stata spazzata via da una piccola ma costante\u00a0<strong>onda blu<\/strong> che si \u00e8 consolidata nelle ultime ore, con la rimonta nei <em>battleground States\u00a0<\/em>dove lo scrutinio del voto postale ha premiato il democratico, dalla\u00a0<strong>Pennsylvania<\/strong> alla\u00a0<strong>Georgia<\/strong>, dall&#8217;<strong>Arizona\u00a0<\/strong>al\u00a0<strong>Nevada<\/strong>.<\/p>\n<p>Tante le prime volte che questa vittoria porta con s\u00e9. Joe Biden, 78 anni il prossimo 20 novembre, \u00e8 il pi\u00f9 anziano candidato mai eletto alla Casa Bianca, ma anche quello con la maggiore esperienza alle spalle: lunga carriera da senatore del Delaware per 36 anni (fu eletto proprio il 7 novembre di 42 anni fa), aveva gi\u00e0 tentato la corsa presidenziale partecipando due volte alle primarie democratiche nel 1988 e nel 2008; dal 2009 al 2017 \u00e8 stato numero due di Barack Obama. Nelle elezioni che hanno fatto registrare un record di partecipazione, il presidente-eletto si conferma anche il pi\u00f9 votato di sempre con il 50,5% delle preferenze espresse: un totale di oltre 73 milioni di voti (e ancora ne mancherebbero all&#8217;appello).\u00a0Con Biden arriva alla Casa Bianca <strong>Kamala Harris<\/strong>: una prima volta alla terza. \u00c8 la prima donna, la prima afroamericana e la prima asiatico-americana eletta alla vicepresidenza.<\/p>\n<p>Il candidato democratico \u00e8 riuscito in un&#8217;impresa non da poco, verificatasi soltanto due volte prima d&#8217;ora nella storia recente degli Stati Uniti: quella di sconfiggere un presidente uscente. Era capitato a Ronald Reagan nel 1980 &#8211; sconfiggendo Jimmy Carter &#8211; e a Bill Clinton nel 1992 &#8211; contro George W. H. Bush -.<\/p>\n<p><strong>Queste le prime analisi dell&#8217;Istituto Affari Internazionali<\/strong>:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=41829870&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>NATHALIE TOCCI <\/strong>(Direttore)<strong><br \/>\n<\/strong>&#8220;Sono stati giorni di agonia, non solamente per gli Usa, ma anche per noi europei. Queste elezioni sono state di un&#8217;importanza quasi esistenziale, per gli Usa come per l&#8217;Europa e tutto il mondo democratico.\u00a0Questo va al di l\u00e0 dei due candidati e delle loro politiche, proprio perch\u00e9 <strong>in gioco c&#8217;\u00e8 stata la democrazia stessa<\/strong> negli Stati Uniti. Visto che gli Stati Uniti sono il leader del mondo democratico, chiaramente quello che accade negli Usa ha poi ripercussioni altrove nel mondo.<br \/>\nCon l&#8217;amministrazione Biden, cambia molto. Gli europei hanno avuto negli ultimi quattro anni, per la prima volta nella loro storia, un <strong>nemico alla Casa Bianca<\/strong>. <strong>Con Biden ritrovano un reale alleato<\/strong>, un vero partner, che ha a cuore le alleanze, le partnership, che ha un approccio aperto al multilateralismo, e con cui condivide una serie di obiettivi e politiche.<br \/>\nL&#8217;Europa condivide con la futura amministrazione Biden una <strong>serie di obiettivi di policy<\/strong>: dal far fronte in maniera cooperativa alla pandemia, al rientrare nell&#8217;accordo sul nucleare iraniano e nell&#8217;accordo di Parigi sul clima.\u00a0Vanno per\u00f2 anche da sottolineare una serie di <strong>criticit\u00e0<\/strong>.\u00a0Biden ha vinto le elezioni, ma <strong>il trumpismo non ha perso<\/strong>. Sappiamo che 70 milioni di voti sono andati verso un certo tipo di approccio, un certo tipo di ideologia, un certo modo di intendere la democrazia, o meglio di non intendere la democrazia. Con tutto questo gli europei devono fare i conti; l&#8217;amministrazione Biden stessa deve farne i conti.<br \/>\nQuesto vuol dire, a mio avviso, che quella che \u00e8 l&#8217;agenda per l&#8217;<strong>autonomia europea<\/strong>, per una maggiore assunzione di responsabilit\u00e0 e di rischio degli europei, deve continuare. L&#8217;amministrazione Biden non deve diventare per noi europei la scusa per ricacciare la testa sotto la sabbia. Deve invece essere l&#8217;opportunit\u00e0 di dire che non abbiamo pi\u00f9 un nemico dall&#8217;altra parte dell&#8217;atlantico, che cerca di punirci con guerre commerciali e sanzioni secondarie, ma sono comunque degli Stati Uniti che hanno una serie di <strong>problemi interni<\/strong>: dal funzionamento del sistema democratico a una pandemia, a una polarizzazione politica all&#8217;interno di entrambi i partiti.<br \/>\nQuindi, quella di Biden, sar\u00e0 un amministrazione molto concentrata sull&#8217;interno, avr\u00e0 un Senato a maggioranza repubblicana, che rischia di rendere questa un amministrazione azzoppata. Tutti questi <strong>rischi<\/strong> devono far s\u00ec che noi europei manteniamo in qualche modo la barra dritta, facendoci dire: &#8220;Abbiamo di nuovo un partner, ma questo non ci deve distogliere dal continuare a perseguire quella che \u00e8 la nostra agenda economica, digitale, estera, sicurezza, di difesa, verso una <strong>maggiore autonomia europea<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>FERDINANDO NELLI FEROCI <\/strong>(Presidente)<strong><br \/>\n<\/strong>&#8220;Biden ha vinto, ha vinto di stretta misura. Trump ha tenuto. Ha tenuto molto meglio di quanto ci si potesse aspettare dando retta ai sondaggi della vigilia. La vittoria di Biden \u00e8 un evento molto importante e significativa. Segna una <strong>soluzione di continuit\u00e0<\/strong> decisamente importante. Ma <strong>Biden dovr\u00e0 governare un Paese spaccato e diviso<\/strong>. Dovr\u00e0 soprattutto confrontarsi quotidianamente con un Senato nel quale verosimilmente prevarr\u00e0 una maggioranza repubblicana. Il compito che aspetta il nuovo inquilino della Casa Bianca \u00e8 complesso e difficile: agire in maniera molto pi\u00f9 efficace di quanto sia stato in grado di fare il predecessore per contenere i contagi e ridurre l&#8217;impatto della pandemia, ma soprattutto rilanciare un&#8217;economia che ha sofferto molto delle conseguenze del Covid-19. Inoltre, va ricostruito un <strong>clima di armonia e riconciliazione nazionale<\/strong> in un Paese &#8211; \u00e8 emerso chiaramente in questa tornata elettorale &#8211; pesantemente diviso dall&#8217;esperienza di Trump alla Casa Bianca. Un compito non facile.<br \/>\nPer noi europei la vittoria di Biden \u00e8 molto probabilmente un <strong>segnale positivo<\/strong>. Dovremmo avere alla Casa Bianca un inquilino pi\u00f9 disponibile al dialogo e alla collaborazione con noi e certamente non avremo quelle difficolt\u00e0 che abbiamo dovuto registrare nel rapporto con un presidente instabile, poco prevedibile, e sostanzialmente non orientato amichevolmente nei confronti dell&#8217;Europa.<br \/>\n\u00c8 possibile ed augurabile che con Biden riusciamo a realizzare molte pi\u00f9 convergenze su temi di interesse comuni, a partire per esempio da un impegno condiviso per ristabilire delle regole comuni sulla scena internazionale, per rilanciare il <strong>multilateralismo<\/strong>, per ricostruire un clima di fiducia nei confronti delle istituzioni internazionali. Ma non sar\u00e0 tutto in discesa come potrebbe apparire a prima vista, perch\u00e9 su alcuni temi dovremmo verosimilmente registrare una certa continuit\u00e0 nella politica estera di Biden, rispetto a quella di Trump. Penso al rapporto con la <strong>Cina<\/strong>, che rimarr\u00e0 sicuramente ispirato a una competizione strategica, nella quale l&#8217;Europa dovr\u00e0 trovare una sua collocazione; penso alla difficolt\u00e0 per l&#8217;amministrazione entrante di riposizionarsi in maniera significativamente diversa sugli scenari mediorientali e mediterranei; e penso agli interessi commerciali americani che purtroppo in alcuni casi potrebbero entrare in conflitto con quelli europei. Prepariamoci quindi a un dialogo, che sar\u00e0 pi\u00f9 costruttivo che nel passato recente, ma anche un confronto nel quale dovremo, probabilmente come europei, assumerci maggiori responsabilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>RICCARDO ALCARO <\/strong>(Coordinatore delle ricerche e responsabile del programma \u201cAttori globali\u201d)<strong><br \/>\n<\/strong>&#8220;La storia dell&#8217;elezione del presidente americano \u00e8 stata senz&#8217;altro quella del <strong>mancato ripudio di Trump<\/strong>.\u00a0Al contrario, il presidente uscente si \u00e8 dimostrato un <strong>candidato formidabile<\/strong>. La sua performance \u00e8 andata ben oltre le attese: oltre 7 milioni di voti in pi\u00f9 presi rispetto al 2016, il maggior numero di voti mai presi da un candidato repubblicano, che \u00e8 stato competitivo in tutti gli Stati che erano ritenuti in bilico, e in alcuni dei quali, come Ohio, Iowa e lo stesso Texas, ha vinto in realt\u00e0 a mani basse. Ora per\u00f2 che l&#8217;esito delle elezioni \u00e8 ufficiale, \u00e8 il caso di raccontare l&#8217;altra storia straordinaria dell&#8217;elezione: la\u00a0<strong>forza del candidato Biden<\/strong>.<br \/>\nJoe Biden, da sempre ritenuto una specie di seconda scelta, <strong>ha preso oltre 4 milioni di voti in pi\u00f9 rispetto a Trump<\/strong>. Pari a circa il 51% dei voti. Quindi la <strong>maggioranza assoluta<\/strong>, un risultato che in una corsa a due \u00e8 ritenuto sempre eccezionale. Ha ripreso dai repubblicani i tre Stati del Midwest che Trump aveva vinto nel 2016, <strong>Wisconsin<\/strong>, <strong>Michigan <\/strong>e<strong> Pennsylvania<\/strong>, e probabilmente porter\u00e0 a casa due Stati storicamente repubblicani, come l&#8217;<strong>Arizona<\/strong>, che aveva votato per il candidato democratico solo una volta negli ultimi 70 anni, e la <strong>Georgia<\/strong>, che \u00e8 tradizionalmente un bastione del conservatorismo. La performance di Biden nella minoranza latina di Texas, ma soprattutto Florida, \u00e8 stata deludente, ma questo \u00e8 stato ampiamente compensato dal recupero dall&#8217;elettorato bianco senza laurea, soprattutto quello femminile, e in quello over 65, in particolare proprio negli Stati chiave del Midwest. <strong>Biden \u00e8 anche il candidato che ha preso pi\u00f9 voti in assoluto nella storia degli Stati Uniti<\/strong>.<br \/>\nIn conclusione, se quella di Trump \u00e8 stata un performance formidabile, quella di Biden \u00e8 straordinaria. Biden non \u00e8 la ragione per cui il trumpismo non \u00e8 stato ripudiato, \u00e8 la ragione per cui il trumpismo non ha trionfato. Trump \u00e8 stato sconfitto. La prima volta che un presidente americano perde la rielezione dal 1992.<br \/>\nFortissimo come candidato, <strong>Biden come presidente potrebbe per\u00f2 essere meno efficace<\/strong>. Moltissimo dipender\u00e0 dall&#8217;eventualit\u00e0, remota ma non impossibile, che i democratici possano conquistare i due seggi senatoriali della Georgia, che potrebbero essere entrambi in ballo a gennaio, cos\u00ec, se li dovessero vincere, potrebbero pareggiare i conti con i repubblicani (50 senatori a testa). Se ci\u00f2 avvenisse Biden potrebbe contare sulla maggioranza, perch\u00e9 la costituzione darebbe alla vice-presidente Kamala Harris, il potere di rompere lo stallo. Se invece i repubblicani mantenessero la maggioranza in Senato, la presidenza di Biden partirebbe azzoppata. La sfida per Biden comincia ancora prima di insediarsi, e non \u00e8 detto che si dimostri all&#8217;altezza.<br \/>\nOggi per\u00f2 \u00e8 il caso di riconoscere che l&#8217;<strong>anziano Joe Biden \u00e8 il vero vincitore<\/strong> di questa campagna elettorale&#8221;.<\/p>\n<p><strong>NICOLETTA PIROZZI <\/strong>(Responsabile delle relazioni istituzionali e del programma &#8220;Ue, politica e istituzioni&#8221;)<strong><br \/>\n<\/strong>&#8220;Un grande giorno per gli Stati Uniti, per l&#8217;Europa e per la comunit\u00e0 internazionale. Con la <strong>vittoria di Joe Biden e Kamala Harris<\/strong>, gli Usa tornano ad essere un <strong>partner strategico affidabile per l&#8217;Ue<\/strong> e non pi\u00f9 l&#8217;alleato riluttante che abbiamo conosciuto sotto l&#8217;amministrazione Trump. Biden sicuramente promuover\u00e0 un generale <strong>ritorno degli Usa al multilateralismo e alla collaborazione<\/strong> con gli alleati europei. A partire dal pacchetto clima e il rientro degli Usa negli accordi di Parigi,\u00a0Biden si adoperer\u00e0 anche per ristabilire una leadership americana nella Nato, e in generale, ricostruire una fiducia con gli alleati transatlantici. Sar\u00e0 inoltre un partner importante nel periodo che seguir\u00e0, alla fine del periodo transitorio, e agli accordi post Brexit.<br \/>\nL&#8217;Europa in questi anni ha imparato che il partenariato transatlantico non va pi\u00f9 col pilota automatico, e che sar\u00e0 necessario negoziare un convergenza di interessi a livello regionale e settoriale con gli Stati Uniti. A partire in particolare dalle aeree del Mediterraneo e del Medio Oriente.\u00a0Non cambier\u00e0 l&#8217;atteggiamento degli Usa nei confronti della <strong>Cina<\/strong>, che continuer\u00e0 a essere messa sotto pressione, ma molto probabilmente Biden sceglier\u00e0 una strategia transatlantica e sicuramente <strong>eviter\u00e0 conflitti commerciali con l&#8217;Europa<\/strong>, cos\u00ec come abbiamo conosciuto durante il periodo Trump.<br \/>\nIn generale, quindi con l&#8217;amministrazione Biden, <strong>Stati Uniti e Unione europea tornano ad essere alleati<\/strong> in un quadro condiviso di valori e istituzioni internazionali. Questo pu\u00f2 dare nuovo slancio al partenariato transatlantico sebbene in un contesto di forte crisi delle democrazie liberarli&#8221;.<\/p>\n<p><strong>ETTORE GRECO <\/strong>(Vicepresidente vicario e responsabile del programma di ricerca \u201cMultilateralismo e governance globale\u201d)<strong><br \/>\n<\/strong>&#8220;Ora che abbiamo finalmente la conferma della vittoria di Biden, \u00e8 rassicurante che il nuovo presidente abbia invitato ad avere pazienza e a mantenere la calma. E&#8217; questo lo <strong>stile di governo che l&#8217;America ritrova passato un periodo di turbolenza<\/strong> che Trump, irresponsabilmente, ha alimentato.\u00a0Se Biden continuer\u00e0 su questa strada, avr\u00e0 buone chance per provare\u00a0a sanare le fratture profonde che attraversano l&#8217;America, e di cui queste elezioni sono una manifestazione eclatante.\u00a0Uno stile di governo pi\u00f9 responsabile, attento agli equilibri e alle regole istituzionali e anche, credo il presupposto per un rilancio del dialogo e della cooperazione a livello atlantico. <strong>Usa e Europa possono ora riprendere insieme un impegno per difendere e consolidare gli strumenti della governance globale<\/strong>, dopo un quadriennio durante il quale il presidente americano si \u00e8 adoperato in vari modi e in varie occasione per smantellarli. Non sar\u00e0 facile, perch\u00e9 molti danno sono stati fatti, e porvi rimedio richieder\u00e0 uno sforzo prolungato e molta determinazione e pazienza. Gli europei potranno ora contare su un presidente disposto ad ascoltare le loro ragioni e a <strong>cercare la via del compromesso<\/strong>, su questioni su cui continueranno a rimanere certamente dei contrasti fra le due sponde dell&#8217;Atlantico. Trump invece ha fatto di tutto per dividere gli Europei, mettendo in discussione anche fondamentali strumenti di azione comune. La speranza \u00e8 che una stagione si sia chiusa e che si possa presto tornare a lavorare insieme per garantire stabilit\u00e0 a livello globale e rilanciare i <strong>principi cardine del multilateralismo e della cooperazione internazionale<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-85266 size-full\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/JOE-BIDEN-ALLA-CASA-BIANCA_1400x1400.jpg\" alt=\"\" width=\"1400\" height=\"1400\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/JOE-BIDEN-ALLA-CASA-BIANCA_1400x1400.jpg 1400w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/JOE-BIDEN-ALLA-CASA-BIANCA_1400x1400-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/JOE-BIDEN-ALLA-CASA-BIANCA_1400x1400-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/JOE-BIDEN-ALLA-CASA-BIANCA_1400x1400-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/JOE-BIDEN-ALLA-CASA-BIANCA_1400x1400-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/JOE-BIDEN-ALLA-CASA-BIANCA_1400x1400-125x125.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 1400px) 100vw, 1400px\" \/><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joseph Robinette Biden jr. \u00e8 il nuovo presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. 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