{"id":85281,"date":"2020-11-07T17:39:46","date_gmt":"2020-11-07T16:39:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85281"},"modified":"2020-11-12T10:46:23","modified_gmt":"2020-11-12T09:46:23","slug":"le-tre-storie-di-usa2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/le-tre-storie-di-usa2020\/","title":{"rendered":"Le tre storie di Usa2020"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono tre storie in cui si pu\u00f2 riassumere <strong>Usa 2020<\/strong>, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/tutto-sullelezione-del-presidente-e-del-congresso-degli-stati-uniti-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elezione di presidente e Congresso degli Stati Uniti<\/strong><\/a>, ora che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/joe-biden-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Joe Biden\u00a0<\/strong>ha la certezza di aver prevalso nella sfida per la Casa Bianca.<\/a><\/p>\n<p>La prima \u00e8 emersa subito nella notte del 3 novembre: il \u2018<strong>trumpismo<\/strong>\u2019 \u2013 e lo stesso presidente <strong>Donald Trump<\/strong>, bisogna aggiungere \u2013 non sono un fenomeno passeggero, un\u2019anomalia presto corretta da un ritorno della destra a una pi\u00f9 tradizionale agenda e retorica conservatrici. \u00c8 invece <strong>il presente e il futuro del Partito Repubblicano<\/strong>, e pertanto uno dei poli attorno ai quali la politica americana ruoter\u00e0 per anni ancora.<\/p>\n<p><strong>Trump si \u00e8 dimostrato un candidato formidabile<\/strong>. In poche ore ha vanificato ogni speranza dei democratici di una vittoria a valanga, prevalendo in <strong>Florida<\/strong> e vincendo a mani basse in <strong>Iowa<\/strong>, <strong>Ohio<\/strong> e <strong>Texas<\/strong>. E la ragione per cui l\u2019esito elettorale \u00e8 stato incerto per giorni \u00e8 che <strong>Trump \u00e8 andato vicinissimo a vincere anche altri Stati chiave<\/strong>, dal Wisconsin e la Pennsylvania alla Georgia e l\u2019Arizona (dove ha ancora una piccola ma ininfluente chance di prevalere). Trump ha espanso la sua base elettorale di oltre sette milioni di voti rispetto al 2016, un risultato del tutto inatteso che lo rende <strong>il candidato repubblicano di maggiore successo, in termini di voto popolare, della storia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il trumpismo \u00e8 ancora fra noi<\/strong><br \/>\nIl ripudio di Trump su cui molti progressisti contavano, pertanto, non c\u2019\u00e8 stato. Il \u2018discorso\u2019 trumpiano \u2013 una <strong>retorica ultra-nazionalista<\/strong> e dalle <strong>forti venature xenofobe e tendenzialmente autoritarie<\/strong>, tutta mirata alla demonizzazione dell\u2019avversario, alla disinformazione e alla delegittimazione di ogni norma o prassi democratica che possa risultare nociva al presidente \u2013 non ha alienato il voto conservatore. N\u00e9 sono bastati l\u2019impeachment per aver abusato dei poteri presidenziali per spingere un Paese straniero (la povera Ucraina) perch\u00e9 gettasse discredito su un rivale politico, la mancata gestione della pandemia di Covid-19, l\u2019opacit\u00e0 delle sue finanze e i numerosi conflitti di interesse che hanno caratterizzato la sua presidenza.<\/p>\n<p>Il trumpismo come \u2018discorso\u2019 politico \u00e8 una realt\u00e0 tanto quanto l\u2019agenda a cui rimanda: protezionismo, chiusura all\u2019immigrazione, tasse a livelli minimi, smantellamento delle protezioni sociali, deregolamentazione finanziaria e ambientale, nonch\u00e9 un aggressivo unilateralismo in politica estera e una diplomazia tutta basata sulla coercizione militare ed economica, da impiegarsi indistintamente con rivali e alleati.<\/p>\n<p>Nei quattro anni della sua presidenza Trump ha operato un\u2019&#8221;<strong>acquisizione ostile&#8221; del Partito Repubblicano<\/strong>, imponendogli il suo discorso, la sua agenda e anche i suoi candidati (oggi la maggior parte dei nuovi eletti repubblicani \u00e8 fieramente pro-Trump). La campagna del 2020 dimostra che l\u2019acquisizione \u00e8 non solo completa, ma che gli azionisti di maggioranza (gli elettori repubblicani) l\u2019hanno sposata in pieno.<\/p>\n<p><strong>Trump rester\u00e0 quindi una forza politica anche fuori dalla Casa Bianca<\/strong>. Non solo attaccando la legittimit\u00e0 della vittoria di Biden, ma anche influenzando i Repubblicani in Congresso, per esempio minacciando di dare sostegno ad altri candidati conservatori a lui pi\u00f9 fedeli nelle primarie. E certamente <strong>non si pu\u00f2 escludere che si ripresenti nel 2024<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le distorsioni del Collegio Elettorale<\/strong><br \/>\nE qui veniamo alla seconda storia di Usa 2020, ovvero l\u2019inadeguatezza del meccanismo di elezione del presidente, il famigerato <strong>Collegio Elettorale<\/strong>, a dare equa rappresentanza alla maggioranza dell\u2019elettorato. L\u2019unica ragione per cui Trump \u00e8 andato vicinissimo alla riconferma \u00e8 che il Collegio Elettorale \u00e8 strutturalmente sbilanciato a favore dei Repubblicani. Nelle ultime otto elezioni presidenziali, il candidato repubblicano ha prevalso nel voto popolare solo una volta, nel 2004 con George W. Bush. Lo stesso Bush aveva vinto la Casa Bianca nel 2000 prendendo 500 mila voti in meno del suo rivale, cos\u00ec come Trump ha prevalso nel 2016 pur accusando un distacco di quasi tre milioni di voti.<\/p>\n<p>Se avesse vinto nel 2020, si sarebbe trattato della terza volta (su sei elezioni) in soli vent\u2019anni in cui gli Stati Uniti avrebbero eletto un presidente &#8220;di minoranza&#8221;. Per aver un\u2019idea dell\u2019eccezionalit\u00e0 di questa situazione, basti ricordare che il Collegio Elettorale aveva premiato il candidato con meno voti solamente altre tre volte dal 1789 al 1888, e mai in tutto il XX secolo. Trump sarebbe stato inoltre il primo presidente a essere non solo eletto ma anche riconfermato da una minoranza, e Biden il primo candidato a perdere nonostante abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti (50,5% e quasi 75 milioni di preferenze).<\/p>\n<p>Si assume comunemente che il Collegio Elettorale sia dovuto alla natura federale degli Stati Uniti, ma non \u00e8 cos\u00ec. I padri costituenti ritennero che fosse il sistema pi\u00f9 adatto a garantire legittimit\u00e0 al presidente, attribuendo a un collegio di maggiorenti dei singoli Stati il potere di eleggere il presidente invece che a singoli elettori che, data la logistica di fine \u2018700, difficilmente avrebbero avuto familiarit\u00e0 coi candidati presidenziali. Oggi il problema non sussiste pi\u00f9 e anzi si \u00e8 rovesciato:<strong> il Collegio Elettorale riduce, non produce, la legittimit\u00e0 del vincitore<\/strong> nella misura in cui non rispetta il voto della maggioranza dell\u2019elettorato.<\/p>\n<p><strong>Biden, l&#8217;uomo giusto al posto giusto nel momento giusto<\/strong><br \/>\nLa terza storia \u00e8 la meno compresa finora. E racconta di come <strong>l\u2019anziano Joe Biden<\/strong>, un candidato che suscita scarsi entusiasmi e considerato di riserva, si sia dimostrato l\u2019uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. <strong>Se la performance di Trump \u00e8 stata formidabile, quella di Biden \u00e8 stata eccezionale<\/strong>. Biden ha preso quattro milioni di voti in pi\u00f9 del presidente in carica, ha superato la soglia della maggioranza assoluta, ha <strong>ricostruito il \u2018muro blu\u2019 del Midwest<\/strong> riprendendosi Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, e ha con ogni probabilit\u00e0 strappato ai repubblicani due roccaforti conservatrici come Arizona e Georgia. Biden \u00e8 soprattutto il candidato che ha preso il maggior numero di voti nella storia degli Stati Uniti, quasi 75 milioni.<\/p>\n<p>Molti progressisti lamentano che un candidato diverso \u2013 un Barack Obama, per esempio \u2013 avrebbe ottenuto risultati migliori. Forse. La performance di Biden nella minoranza latina di Texas e soprattutto Florida \u00e8 stata deludente, ma questo \u00e8 stato ampiamente compensato dal recupero nell\u2019elettorato bianco (soprattutto quello femminile) e in quello over-65, in particolare negli Stati chiave del Midwest. Biden ha anche superato in consensi quelli espressi per i candidati democratici per il Congresso, risultando decisivo per la conquista della Casa Bianca. <strong>Biden non sembra essere la ragione per cui il trumpismo non \u00e8 stato ripudiato. \u00c8 invece la ragione per cui Trump \u00e8 stato sconfitto<\/strong>.<\/p>\n<p>Fortissimo come candidato, come presidente Biden potrebbe essere meno efficace: moltissimo dipender\u00e0 dall\u2019eventualit\u00e0 \u2013 remota ma non impossibile \u2013 che i democratici possano conquistare i due seggi senatoriali della Georgia, che saranno entrambi in ballo a gennaio, pareggiando cos\u00ec i conti coi 50 senatori repubblicani. Se ci\u00f2 avvenisse Biden potrebbe contare sulla maggioranza perch\u00e9 la costituzione darebbe alla <strong>vice-presidente Kamala Harris<\/strong> il potere di rompere lo stallo. Se invece i repubblicani mantenessero la maggioranza, la presidenza Biden partirebbe azzoppata<\/p>\n<p>La sfida per Biden quindi comincia prima ancora di insediarsi, e non \u00e8 detto che si dimostri all\u2019altezza. Oggi per\u00f2 \u00e8 il caso di riconoscere che Joe Biden \u00e8 il vero protagonista della storia di Usa 2020.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono tre storie in cui si pu\u00f2 riassumere Usa 2020, l\u2019elezione di presidente e Congresso degli Stati Uniti, ora che\u00a0Joe Biden\u00a0ha la certezza di aver prevalso nella sfida per la Casa Bianca. 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