{"id":85341,"date":"2020-11-09T18:06:14","date_gmt":"2020-11-09T17:06:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85341"},"modified":"2020-11-09T18:06:14","modified_gmt":"2020-11-09T17:06:14","slug":"giordania-al-voto-tra-le-proteste-e-lombra-dellastensionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/giordania-al-voto-tra-le-proteste-e-lombra-dellastensionismo\/","title":{"rendered":"Giordania al voto tra le proteste e l\u2019ombra dell\u2019astensionismo"},"content":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 10 novembre la <strong>Giordania<\/strong> torner\u00e0 alle urne per eleggere la nuova <strong>Camera bassa del Parlamento<\/strong> (<em>Majlis an-Nuwab<\/em>), sciolta lo scorso 27 settembre tramite decreto reale da <strong>re Abdallah II<\/strong>, al termine di un mandato quadriennale. A seguito dello scioglimento del Parlamento, secondo quanto previsto dal secondo comma dell\u2019articolo 74 della Costituzione, l\u2019esecutivo di Amman \u00e8 stato costretto a dimettersi. Il sovrano hashemita ha poi nominato nuovo premier <strong>Bisher al-Khasawneh<\/strong>, suo stretto consigliere ed ex ministro degli Esteri, incaricato di dirigere il Paese verso le imminenti elezioni legislative.<\/p>\n<p>Gli aventi diritto di voto in Giordania &#8211; circa 4,7 milioni &#8211; saranno chiamati a scegliere fra <strong>294 liste parlamentari e 1693 candidati<\/strong>. Il Parlamento \u00e8 composto da due Camere: il Senato, i cui membri sono nominati dal re, e una Camera bassa, quella dei deputati, eletta con suffragio universale. Quest\u2019ultima, a seguito della riforma elettorale del 2016, \u00e8 passata da 150 a 130 seggi, 15 dei quali destinati a donne, 9 ai candidati cristiani e 3 ai giordani di discendenza cecena o circassa.<\/p>\n<p><strong>Il sistema elettorale<\/strong><br \/>\nLa maggior parte dei candidati in corsa non \u00e8 affiliata ad alcun partito politico. La debolezza della rappresentanza partitica in Giordania \u00e8 il risultato dell\u2019<strong>affiliazione clanico-tribale<\/strong> nel regno e del lungo periodo in cui i partiti furono messi al bando. Inoltre, sebbene la Giordania si definisca una <strong>monarchia costituzionale<\/strong>, di fatto l\u2019autorit\u00e0 rimane concentrata nella figura del re.<\/p>\n<p>Nel 1989 si tennero le prime elezioni generali nel Paese dal 1967. Il bando dei partiti politici introdotto nel 1957 rimase, ma in risposta a una serie di proteste popolari e al deterioramento della situazione economica, la monarchia avvi\u00f2 un processo di parziale liberalizzazione politica. Accanto ai candidati indipendenti, solamente il <strong>Fronte di Azione Islamico<\/strong> (Fai)<em>, <\/em>braccio locale della <a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/2019\/02\/09\/la-fratellanza-musulmana-in-giordania\/?hilite=%27fratellanza%27%2C%27musulmana%27\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fratellanza Musulmana<\/a> in Giordania, pot\u00e9 presentarsi alle elezioni perch\u00e9 riconosciuto non come partito, ma come organizzazione di carattere assistenziale.<\/p>\n<p><strong>Il nodo Fratellanza Musulmana<\/strong><br \/>\nIl Fai vinse 22 seggi su 80, a cui si aggiunsero quelli racimolati da altri gruppi di opposizione tra candidati islamisti indipendenti, nazionalisti e simpatizzanti della sinistra. Il risultato delle urne motiv\u00f2 il re a riformare la legge elettorale con l&#8217;obiettivo di ridimensionare la presenza delle opposizioni, e in particolare degli islamisti, in Parlamento.\u00a0 Nel 1993 fu varata una nuova legge elettorale che sostitu\u00ec il sistema proporzionale puro sino ad allora in vigore con l\u2019uninominale, introducendo il voto singolo non trasferibile.<\/p>\n<p>Anche a seguito della ridefinizione delle circoscrizioni elettorali, le aree rurali, roccaforti delle trib\u00f9 beduine transgiordane che costituiscono lo zoccolo duro del consenso alla monarchia, vennero a godere di una rappresentanza parlamentare che eccedeva la loro reale dimensione demografica. Al contrario, le aree urbane, popolate per la maggior parte dalla <a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/2020\/08\/21\/ricorda-1970-il-settembre-nero-in-giordania\/?hilite=%27giordania%27\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunit\u00e0 giordana di origine palestinese<\/a>, finirono per essere sotto-rappresentate al fine di garantire una maggioranza parlamentare composta da transgiordani.<\/p>\n<p>Per questo, sin dalla sua emanazione, la legge elettorale del 1993 \u00e8 stata aspramente contestata dall\u2019opposizione. Solamente nel 2016, il governo ha reintrodotto\u00a0 il sistema proporzionale e le liste distrettuali. \u00c8 stato\u00a0 dunque consentito agli elettori di votare pi\u00f9 di un candidato all\u2019interno di un sistema aperto di liste proporzionali. Tuttavia, la questione della sovrarappresentazione dei distretti rurali su quelli urbani permane ancora oggi e la normativa del 2016 continua a penalizzare l\u2019opposizione. L\u2019obbligo di comporre liste elettorali distrettuali spinge i partiti a favorire candidati in grado di garantire pacchetti di voto certi, dunque personalit\u00e0 ancorate alla realt\u00e0 clanico-tribale dei distretti, piuttosto che aprire il campo a personalit\u00e0\u00a0 nuove.<\/p>\n<p><strong>Dubbi sul cambiamento<\/strong><br \/>\nNel Parlamento uscente, il blocco pi\u00f9 numeroso era costituito dalla coalizione tra il <em>National Alliance for Reform<\/em> e i candidati del Fai. Il partito islamista aveva vinto 16 seggi su 130 nelle scorse elezioni. Dopo una lunga fase di incertezza dovuta alle <strong>tensioni mai sopite tra il governo e il movimento<\/strong>, il Fai lo scorso 21 settembre ha dichiarato la propria volont\u00e0 di correre alle elezioni. Anche quest\u2019anno le due formazioni costituiranno un unico blocco, insieme a 40 personalit\u00e0 politiche estranee al movimento islamista, per un totale di 100 candidati. Tuttavia, molte delle liste ammesse in Parlamento non sembrano in grado di offrire un valido programma politico ed economico.<\/p>\n<p>Da tempo, il Paese vive una dura crisi economica e politica. Le fragilit\u00e0 economiche e sociali che da sempre caratterizzano la struttura dello Stato giordano, anche nel 2020 sono tornate a far sentire i propri effetti destabilizzanti sulla tenuta del regno. A oggi, <strong>la Giordania \u00e8 teatro di ricorrenti e dure proteste<\/strong>. Da un lato, contro le politiche di austerit\u00e0 imposte dal governo per far fronte alla difficile situazione delle finanze pubbliche, dall\u2019altro per la mancanza di prospettive occupazionali che hanno portato la popolazione e i sindacati a mobilitarsi (un esempio su tutti il Sindacato giordano degli insegnanti, Jts).\u00a0 Le proteste, che scuotono il Paese dallo scorso anno hanno richiesto ad Amman delle risposte concrete per far fronte all\u2019involuzione economica.<\/p>\n<p>La crisi economica, esacerbata dalla pandemia, e l\u2019inadeguatezza delle risposte della classe politica ai bisogni della popolazione sono fattori che potrebbero influenzare negativamente i risultati elettorali. Secondo i dati di uno studio pubblicato dal <em>Center for Strategic Studies<\/em> dell\u2019Universit\u00e0 di Giordania, a inizio ottobre il 59% degli intervistati ha detto che non si sarebbe recato alle urne, mentre il 61% ha dichiarato di non fidarsi dei candidati dei propri distretti.<\/p>\n<p>Questi dati confermano che il <strong>basso tasso di affluenza<\/strong> \u00e8 rimasto negli anni grossomodo lo stesso, rispettivamente 37% nel 2016 e 40% nel 2013. Non \u00e8 da escludere, dunque, che il nuovo Parlamento possa ricalcare nella sua composizione politica il precedente.<\/p>\n<p><em>A cura di Anthea Favoriti, autrice Medio Oriente e Nord Africa de Lo Spiegone<\/em><\/p>\n<p><small>***<a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo Spiegone<\/a>\u00a0\u00e8 un sito giornalistico fondato nel 2016 e formato da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate al mondo delle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 10 novembre la Giordania torner\u00e0 alle urne per eleggere la nuova Camera bassa del Parlamento (Majlis an-Nuwab), sciolta lo scorso 27 settembre tramite decreto reale da re Abdallah II, al termine di un mandato quadriennale. 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