{"id":85359,"date":"2020-11-13T18:14:02","date_gmt":"2020-11-13T17:14:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85359"},"modified":"2020-12-08T01:06:35","modified_gmt":"2020-12-08T00:06:35","slug":"la-lunga-e-tortuosa-strada-del-sahara-occidentale-verso-lindipendenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-lunga-e-tortuosa-strada-del-sahara-occidentale-verso-lindipendenza\/","title":{"rendered":"La lunga e tortuosa strada del Sahara occidentale verso l&#8217;indipendenza"},"content":{"rendered":"<p>Una recente <a href=\"http:\/\/www.poderjudicial.es\/search\/openDocument\/7124cad3b84436e7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sentenza della <strong>Corte suprema spagnola<\/strong><\/a>\u00a0ha posto il divieto di esporre in tutto il territorio nazionale la bandiera e qualsiasi altro simbolo dell&#8217;autoproclamata <strong>Repubblica democratica araba dei Saharawi<\/strong> (Rasd) perch\u00e9 &#8220;incompatibili con il quadro legale e costituzionale&#8221; e lederebbero il &#8220;dovere di neutralit\u00e0 e obiettivit\u00e0&#8221; che caratterizza l&#8217;amministrazione della Spagna.<\/p>\n<p>La decisione ha riaperto il dibattito internazionale sulla lotta all&#8217;indipendenza del &#8220;<strong>popolo del deserto<\/strong>&#8220;, sancendo una <strong>netta presa di posizione di Madrid contro il Fronte Polisario<\/strong>\u00a0che rivendica il diritto all&#8217;<strong>autodeterminazione dei Saharawi<\/strong>, e a favore del <strong>Marocco<\/strong>, che considera il Sahara occidentale una propria regione a tutti gli effetti.<\/p>\n<p><strong>Ferita aperta del colonialismo<br \/>\n<\/strong>Dopo una lunga parentesi coloniale, nel 1975 la <strong>Spagna<\/strong> abbandon\u00f2 il popolo Saharawi al suo destino attuale, concedendo, tramite l&#8217;<strong>accordo di Madrid<\/strong>, il territorio al <strong>Marocco<\/strong> e alla <strong>Mauritania<\/strong>, la quale quattro anni dopo si disimpegn\u00f2. A seguito dell\u2019occupazione marocchina, il Fronte Polisario annunci\u00f2 la nascita della Rasd, instaurando un governo in esilio nel deserto algerino, dove erano fuggiti migliaia di rifugiati.<\/p>\n<p>Attualmente, il popolo Saharawi \u00e8 diviso in due: chi vive di stenti nei campi profughi in\u00a0<strong>Algeria<\/strong> e chi risiede sotto il dominio del Marocco nei <strong>territori occupati<\/strong>, economicamente pi\u00f9 redditizi. A separare questi ultimi dai territori liberati dal Fronte Polisario vi \u00e8 un <strong>muro<\/strong> elettrificato costruito dal Marocco negli anni Ottanta, lungo oltre 2700 chilometri e cosparso di mine antiuomo.<\/p>\n<p>Dopo tanti anni di sanguinosa guerriglia, nel 1991 venne dichiarato il cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (<strong><a href=\"https:\/\/minurso.unmissions.org\/background\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Minurso<\/a><\/strong>). Ma ancora oggi il Sahara occidentale, che tra petrolio, fosfati e pesca contribuisce al Pil marocchino, resta conteso tra il Marocco e il Fronte Polisario senza che il popolo Saharawi abbia mai avuto la possibilit\u00e0 di esprimersi.<\/p>\n<p><strong>Impotenza di Onu e Unione africana<br \/>\n<\/strong>Il Sahara occidentale costituisce uno dei 17 territori non autonomi riconosciuti dall&#8217;<strong>Onu<\/strong>. Ma il percorso di pace &#8211; pi\u00f9 volte auspicato da risoluzioni Onu &#8211; da oltre un anno vive una preoccupante situazione di stallo ed il <strong>referendum<\/strong> sembra ancora incerto e lontano.<\/p>\n<p>Nonostante lo scorso 30 ottobre la <a href=\"https:\/\/www.un.org\/press\/en\/2020\/sc14342.doc.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">risoluzione 2548<\/a>\u00a0del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite abbia prorogato di un altro anno il mandato della missione Minurso, <strong>il processo di pacificazione guidato dall\u2019Onu sembra essersi arrestato<\/strong>. La testimonianza pi\u00f9 evidente \u00e8 data dal <strong>ritardo nella nomina di un nuovo inviato<\/strong> per il Sahara occidentale: questa carica, infatti, dopo le dimissioni per motivi di salute dell&#8217;ex presidente tedesco Horst K\u00f6hler, da maggio 2019 \u00e8 ancora vacante.<\/p>\n<p>Anche gli sforzi dell&#8217;<strong>Unione africana<\/strong> per una soluzione diplomatica del conflitto sono risultati vani. Nel 1984, a seguito dell&#8217;ammissione della Rasd, il Marocco aveva lasciato polemicamente l&#8217;organizzazione. Da allora i leader africani hanno ribadito a pi\u00f9 riprese la condanna dell\u2019occupazione marocchina ed il proprio sostegno al processo politico guidato dall\u2019Onu. Ma il ritorno del Marocco nell&#8217;Unione africana, avvenuto nel 2017, ha affievolito il dibattito interno.<\/p>\n<p><strong>Le accuse del Fronte Polisario<br \/>\n<\/strong>Ormai il Fronte Polisario non nutre pi\u00f9 fiducia nell&#8217;Onu perch\u00e9 la missione Minurso non farebbe altro che consolidare l&#8217;occupazione marocchina. Se quella del Sahara occidentale \u00e8 l&#8217;ultima questione coloniale rimasta aperta nel continente africano &#8211; \u00e8 la denuncia &#8211; la colpa ricadrebbe sulla comunit\u00e0 internazionale. In particolare, alcuni membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu, partner commerciali del Marocco, ostacolerebbero il controllo sul rispetto dei diritti umani nei territori occupati e l&#8217;organizzazione di un referendum.<\/p>\n<p>Inoltre, il movimento indipendentista sottolinea l&#8217;esistenza di un verdetto della <strong>Corte internazionale di giustizia<\/strong>, che nel 1975 aveva negato che il Sahara occidentale fosse un territorio di nessuno al momento della colonizzazione da parte della Spagna ed aveva escluso la sovranit\u00e0 del Marocco o di altri Stati confinanti sulla terra dei Saharawi. Questo parere \u00e8 stato recentemente confermato da una <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/upload\/docs\/application\/pdf\/2016-12\/cp160146it.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sentenza\u00a0della <strong>Corte di giustizia europea<\/strong><\/a>, che nel 2016 ha negato l&#8217;applicazione dell&#8217;<strong><a href=\"http:\/\/publications.europa.eu\/resource\/cellar\/86787825-ba9b-11e9-9d01-01aa75ed71a1.0012.02\/DOC_1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo di associazione e liberalizzazione<\/a><\/strong> tra Marocco e Unione europea anche al Sahara occidentale, in quanto il popolo di tale territorio doveva essere considerato come un terzo che non aveva acconsentito all\u2019intesa.<\/p>\n<p>Rabat, dunque, dopo aver eretto il &#8220;<strong>muro della vergogna<\/strong>&#8220;, continuerebbe a sfruttare le risorse di un territorio occupato illegalmente e a reprimere prigionieri politici e civili indifesi con arresti arbitrari e torture, boicottando il referendum con la consapevolezza che il popolo Saharawi sceglierebbe la strada dell\u2019indipendenza.<\/p>\n<p><strong>Il piano di autonomia del Marocco<br \/>\n<\/strong>Il Marocco, dal canto suo, non riconosce il Fronte Polisario come unico rappresentante della comunit\u00e0 Saharawi e afferma che il popolo del Sahara occidentale \u00e8 una componente essenziale del Regno. L&#8217;identit\u00e0 del Marocco, infatti, \u00e8 composita e fortemente legata al Sahara, da cui sono venute due grandi dinastie marocchine, in particolare quella degli almoravidi.<\/p>\n<p>Il governo di Rabat non vuole negare autonomia al territorio del Sahara occidentale, purch\u00e9 rimanga sotto la sovranit\u00e0 marocchina. Il <strong>piano di autonomia<\/strong>, presentato al Consiglio di sicurezza nel 2007, ha l&#8217;obiettivo di assicurare la tutela dell&#8217;identit\u00e0 culturale della popolazione Saharawi nel rispetto dell&#8217;unit\u00e0 nazionale e dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale del regno. Grazie al progetto di autonomia rafforzata delle province meridionali, la regione del Sahara occidentale potrebbe disporre di tutte le risorse finanziarie necessarie al suo sviluppo e i Saharawi, senza alcuna discriminazione o esclusione, potrebbero partecipare alla vita politica, culturale, economica e sociale del Regno e dotarsi di organi legislativi, esecutivi e giudiziari con competenze esclusive. Quanto alla negazione del referendum, il Marocco si difende evidenziando l&#8217;impossibilit\u00e0 di identificare con esattezza chi sarebbe dovuto andare a votare.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><small><strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/category\/news\/cara-ai-ti-scrivo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cCara AI Ti Scrivo\u201d<\/a><\/strong>\u00a0\u00e8 la rubrica che offre ai pi\u00f9 giovani (studenti, laureandi, neolaureati e stagisti) la possibilit\u00e0 di cimentarsi con analisi e commenti sulla politica internazionale. Mandateci le vostre proposte:\u00a0<a href=\"mailto:affarinternazionali@iai.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affarinternazionali@iai.it<\/a>.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una recente sentenza della Corte suprema spagnola\u00a0ha posto il divieto di esporre in tutto il territorio nazionale la bandiera e qualsiasi altro simbolo dell&#8217;autoproclamata Repubblica democratica araba dei Saharawi (Rasd) perch\u00e9 &#8220;incompatibili con il quadro legale e costituzionale&#8221; e lederebbero il &#8220;dovere di neutralit\u00e0 e obiettivit\u00e0&#8221; che caratterizza l&#8217;amministrazione della Spagna. 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