{"id":85361,"date":"2020-11-11T00:12:58","date_gmt":"2020-11-10T23:12:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85361"},"modified":"2020-11-15T19:30:40","modified_gmt":"2020-11-15T18:30:40","slug":"la-tormentata-vicenda-della-pesca-nelle-acque-libiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-tormentata-vicenda-della-pesca-nelle-acque-libiche\/","title":{"rendered":"La tormentata vicenda della pesca nelle acque libiche"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi sono montate le <strong>proteste dei familiari dei pescatori<\/strong> imbarcati sui due <strong>pescherecci sequestrati<\/strong> dalle vedette del generale ribelle <strong>Khalifa Haftar<\/strong> al largo della <strong>Cirenaica<\/strong>, in <strong>Libia<\/strong>. Ancora non si intravede una soluzione e i congiunti sono in ansia per la liberazione dei pescatori, ormai prigionieri dei libici dall&#8217;1 settembre scorso. Le polemiche sono aumentate dopo che si \u00e8 saputo che<strong> il nostro cacciatorpediniere Durand de la Penne<\/strong>, che incrociava nella zona, <strong>non \u00e8 intervenuto<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il quadro giuridico di riferimento?<\/strong> I due pescherecci si trovavano a circa 35 miglia da Bengasi, all&#8217;interno della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/lintesa-italo-greca-roma-entra-nella-partita-delle-zee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Zona economica esclusiva<\/strong><\/a>\u00a0(Zee) <strong>libica<\/strong>, istituita nel 2009, inclusiva dell&#8217;originaria zona di pesca proclamata nel 2005, che si trova al di sotto della mediana con l&#8217;Italia e che quindi non pu\u00f2 essere contestata sotto questo profilo &#8211; qui non interessa l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/libia-turchia-spartizione-zee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo di delimitazione marittima del 27 novembre 2019 tra Libia e Turchia<\/a>\u00a0-.<\/p>\n<p>Lo Stato costiero ha <strong>diritto esclusivo di pesca<\/strong> non solo nelle sue acque territoriali, ma anche nella Zee, la cui estensione va ben oltre le 12 miglia del mare territoriale.<strong> La pesca nelle acque libiche da parte di battelli stranieri \u00e8 quindi illegittima<\/strong>, tranne che non vi sia un <strong>accordo di concessione<\/strong>, di regola a titolo oneroso.<\/p>\n<p>La situazione attuale impedisce all&#8217;Unione europea di stipulare un accordo del genere, che ricade nella sua competenza esclusiva. Ma non impedirebbe la conclusione di <strong>accordi di concessione di natura privatistica<\/strong> con le associazioni dei pescatori. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/pesca-acque-libiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Su questo punto ci siamo gi\u00e0 intrattenuti e non c\u2019\u00e8 bisogno di ripetersi<\/a>.<\/p>\n<p>La Marina militare ha affermato come l&#8217;<strong>intervento del nostro cacciatorpediniere sarebbe stato impossibile<\/strong> a causa della distanza dell&#8217;incidente e per la sua dinamica. Ma il punto \u00e8 un altro. Un intervento sarebbe stato <strong>legittimo<\/strong>? La questione \u00e8 importante anche ai fini di futuri episodi.<\/p>\n<p><strong>Le questioni principali sono due<\/strong>: i poteri che un governo insurrezionale pu\u00f2 esercitare nelle acque adiacenti al territorio che controlla; l&#8217;esercizio di tali poteri in conformit\u00e0 alle regole del diritto internazionale.<\/p>\n<p><strong>Khalifa Haftar (o chi per lui) esercita un&#8217;autorit\u00e0 di governo effettiva sul territorio della Cirenaica<\/strong>. Pertanto, tale autorit\u00e0 pu\u00f2 essere esercitata <strong>anche nelle acque adiacenti<\/strong> per l&#8217;esercizio dei diritti di cui la Libia \u00e8 titolare. A quanto pare, il <strong>Governo di accordo nazionale\u00a0<\/strong>(Gna), cio\u00e8 il governo insediato a Tripoli e riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale, non esercita alcun controllo sull&#8217;area marittima in considerazione e non pu\u00f2 quindi operare per far rispettare i diritti esclusivi di pesca. D&#8217;altra parte l&#8217;<strong>Italia<\/strong>, sia pure implicitamente, <strong>ha riconosciuto Tobruk come un&#8217;entit\u00e0 insurrezionale<\/strong> e quindi non pu\u00f2 considerare le milizie di Haftar alla stregua di nuclei di terroristi o di pirati che assaltano i nostri pescherecci.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 complessa \u00e8 la questione delle <strong>modalit\u00e0 con cui il governo insurrezionale intende far rispettare i diritti di pesca<\/strong>. La <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=celex%3A21998A0623%2801%29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Convenzione sul diritto del mare<\/strong><\/a> contiene una disposizione secondo cui <strong>lo Stato costiero \u00e8 obbligato al pronto rilascio<\/strong> di navi ed equipaggi in caso d&#8217;infrazioni dei diritti di pesca, dietro adeguata garanzia. Ma tale disposizione \u00e8 strettamente legata ai meccanismi della Convenzione, che <strong>non \u00e8 stata ratificata dalla Libia<\/strong>. La Convenzione contiene per\u00f2 un&#8217;altra disposizione che proibisce la condanna alla reclusione per la pesca illegale.<\/p>\n<p>Si tratta di regola ormai divenuta diritto consuetudinario e quindi applicabile anche alla Libia? \u00c8 difficile dirlo. Se lo fosse, potrebbe scattare l&#8217;<strong>obbligo di intervento<\/strong>, previsto dall&#8217;articolo 4 delle Istruzioni di diritto marittimo per i comandi navali, a protezione delle nostre navi quando lo Stato costiero applica all&#8217;equipaggio, a seguito di fermo, sanzioni vietate dal diritto internazionale. Naturalmente l&#8217;intervento sarebbe comunque lecito qualora lo Stato costiero facesse un uso indiscriminato e sproporzionato della forza.<\/p>\n<p>A parte i diritti di sfruttamento delle risorse naturali, la Zee libica, inclusa quella parte su cui esercita i poteri il governo ribelle, \u00e8 una zona di alto mare a fini della navigazione e quindi la presenza di navi da guerra italiane \u00e8 del tutto legittima. Sarebbe per\u00f2 <strong>contrario al diritto una protezione dei nostri pescherecci, dediti alla pesca non autorizzata, che ne impedisse la cattura<\/strong>, tranne nei casi di messa in pericolo della vita umana e di un uso sproporzionato della forza da parte delle motovedette libiche.<\/p>\n<p>In attesa di una soluzione definitiva della questione libica e di un&#8217;auspicata convenzione sulla pesca negoziata dall&#8217;Unione europea, occorre riprendere la strada, che \u00e8 stata interrotta, di un <strong>negoziato diretto per l&#8217;esercizio della pesca tra le associazioni dei pescatori e le autorit\u00e0<\/strong> che controllano <em>de facto<\/em> la Cirenaica. Tale negoziato non sarebbe contrario alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu e non coinvolgerebbe la responsabilit\u00e0 dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, e con l&#8217;urgenza che la situazione richiede, <strong>il governo italiano dovrebbe intervenire per la liberazione dei pescatori<\/strong>, facendo leva sulla disposizione della Convenzione del diritto del mare che proibisce l&#8217;imprigionamento degli equipaggi delle navi catturate. Bench\u00e9 nel caso concreto non sia obbligatoria per la controparte, tale disposizione \u00e8 destinata\u00a0 a diventare <strong>parte di un nucleo elementare dei diritti umani<\/strong> che ciascuna entit\u00e0, stato o insorti, dovrebbe rispettare. Tanto pi\u00f9 che la disposizione non impedisce l&#8217;irrogazione di sanzioni pecuniarie per le infrazioni commesse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi sono montate le proteste dei familiari dei pescatori imbarcati sui due pescherecci sequestrati dalle vedette del generale ribelle Khalifa Haftar al largo della Cirenaica, in Libia. Ancora non si intravede una soluzione e i congiunti sono in ansia per la liberazione dei pescatori, ormai prigionieri dei libici dall&#8217;1 settembre scorso. 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