{"id":85404,"date":"2020-11-11T15:07:10","date_gmt":"2020-11-11T14:07:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85404"},"modified":"2020-11-17T00:04:45","modified_gmt":"2020-11-16T23:04:45","slug":"nagorno-karabakh-sipario-sulla-guerra-la-vittoria-e-di-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/nagorno-karabakh-sipario-sulla-guerra-la-vittoria-e-di-mosca\/","title":{"rendered":"Nagorno-Karabakh: sipario sulla guerra, la vittoria \u00e8 di Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante tutti i discorsi su una nuova geopolitica nel Caucaso fatta di droni turchi, jihadisti siriani, mediazione iraniana e scontro di civilt\u00e0, <strong>la guerra tra Armenia e Azerbaigian si \u00e8 conclusa unilateralmente<\/strong>. \u00c8 successo non solo in ragione della vittoria militare dell&#8217;Azerbaigian sull&#8217;Armenia, il che ha ribaltato la sconfitta di ventisei anni prima, ma anche &#8211; e forse pi\u00f9 significativamente &#8211; perch\u00e9 <strong>la geopolitica della regione \u00e8 ormai quasi interamente nelle mani di Mosca<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo quasi tre decenni di fragile tregua, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/la-doppia-incognita-russia-turchia-nel-nuovo-scontro-fra-armenia-e-azerbaigian\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la guerra era di nuovo esplosa tra i due Paesi del Caucaso meridionale il 27 settembre scorso<\/a>. Durata sei settimane, ha lasciato a terra migliaia di vittime, tra cui centinaia di civili. Il <strong>Gruppo di Minsk<\/strong> \u2013 il formato di mediazione nel quadro Osce e co-presieduto da Francia, Russia e Stati Uniti &#8211; non \u00e8 riuscito a facilitare un accordo di pace tra le due parti del conflitto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo del 10 novembre<\/strong><br \/>\nMentre eravamo incollati ai nostri schermi a seguire compulsivamente il conteggio dei voti negli Stati Uniti, la <strong>citt\u00e0-simbolo di Shusha<\/strong>\/Shushi cadeva in mano alle forze di Baku. Poco dopo, marted\u00ec 10 novembre, Armenia e Azerbaigian hanno concluso <strong>un accordo di pace, mediato dalla Russia<\/strong>.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 non esplicita nel nome, l\u2019intesa trilaterale per il cessate il fuoco indica la <strong>sconfitta dell&#8217;Armenia<\/strong>. In seguito all\u2019accordo, <strong>l&#8217;Azerbaigian riprende il pieno controllo di tutto il territorio occupato che circonda il Nagorno-Karabakh<\/strong>, ad eccezione di un corridoio di cinque chilometri a Lachin che mantiene un <strong>collegamento territoriale tra Armenia e Stepanakert<\/strong> \u2013 la capitale dell\u2019autoproclamatosi Nagorno-Karabakh -, ma non con Shusha.<\/p>\n<p>Gli sfollati interni ed i rifugiati azeri possono tornare nelle loro case. A parte la previsione della riconquista territoriale da parte di Baku, <strong>l&#8217;accordo non fa menzione del futuro status costituzionale del Nagorno Karabakh<\/strong>. L&#8217;Azerbaigian ha anche ottenuto per la prima volta dalla guerra degli anni &#8217;90 un collegamento diretto con la sua <strong>exclave Nachichevan<\/strong>, che vuol dire un <strong>collegamento diretto con la Turchia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attivismo turco e gli appelli di Usa, Iran e Europa<\/strong><br \/>\nQuesti elementi dell&#8217;accordo sono, per molti aspetti, i meno sorprendenti. Molto pi\u00f9 stupefacente per gli osservatori esterni \u00e8 non tanto la vittoria dell&#8217;Azerbaigian, quanto quella della Russia. La Russia \u00e8 tra i tre co-presidenti del Gruppo di Minsk, ha stretti legami di sicurezza con l&#8217;Armenia (Yerevan \u00e8 membro della <em>Collective Security Treaty Organisation<\/em>, il Trattato di difesa collettiva di Mosca, <em>ndr<\/em>), ma nell&#8217;ultimo decennio ha migliorato in modo significativo le sue relazioni economiche con Baku. Durante le sei settimane di guerra, la Russia si \u00e8 ripetutamente attivata per mediare il cessate il fuoco umanitario, come hanno fatto anche <strong>Iran<\/strong>, <strong>Francia<\/strong> e <strong>Stati Uniti<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, l&#8217;attenzione internazionale si \u00e8 concentrata in gran parte altrove: principalmente ad Ankara. Lo strenuo sostegno da parte del presidente turco <strong>Racep Tayyip Erdogan<\/strong> all&#8217;impegno militare dell&#8217;Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh, infatti, strideva con le piuttosto monotone richieste di cessate il fuoco provenienti dai leader europei, americani e iraniani. Durante le prime settimane di guerra si \u00e8 parlato molto di <strong>droni turchi<\/strong>, <strong>jihadisti siriani<\/strong>, e pi\u00f9 in generale del <strong>grande ritorno della Turchia nella scena caucasica<\/strong>. Ankara \u00e8 stata, senza dubbio, molto pi\u00f9 assertiva nella guerra del 2020 che in quella precedente del 1988-1994. Anche Teheran si \u00e8 dimostrata ben pi\u00f9 attiva che in passato nel suo sforzo di facilitare un cessate il fuoco tra le parti.<\/p>\n<p>Al contrario, nonostante lo sforzo del segretario di Stato Mike Pompeo di mediare una tregua, gli Stati Uniti sono stati infinitamente meno presenti nel Caucaso oggi rispetto alla fine degli anni &#8217;90. <strong>Gli europei sono scomparsi<\/strong>. In altre parole, <strong>le dinamiche geopolitiche della regione sono cambiate in modo significativo negli ultimi trent&#8217;anni<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il significato del successo russo <\/strong><br \/>\nL\u2019accordo del 10 novembre racconta, per\u00f2, un\u2019altra storia: forse la pi\u00f9 significativa di questa vicenda. In molti ci hanno provato, ma \u00e8 stata Mosca a concludere l\u2019accordo. <strong>Per la prima volta, la Russia ha ottenuto un risultato che aveva finora perseguito senza successo <\/strong>: inviare i propri &#8211; e soltanto i propri &#8211; peacekeeper nella regione. Lungo la linea di contatto nel Nagorno-Karabakh e nel corridoio Lachin, sar\u00e0 dispiegato un <strong>contingente di quasi duemila soldati russi<\/strong>, per una durata di cinque anni, rinnovabile per altri cinque.<\/p>\n<p>Questo d\u00e0 alla Russia <strong>una leva senza precedenti per esercitare un&#8217;influenza maggiore sulla politica interna dell&#8217;Azerbaigian e soprattutto dell&#8217;Armenia<\/strong>. Le timide aperture Yerevan nei confronti dell&#8217;Unione europea, sotto la guida del premier <strong>Nikol Pashinyan<\/strong>, molto probabilmente si spegneranno.<\/p>\n<p>In effetti, <strong>l&#8217;accordo negoziato dalla Russia spinge l&#8217;Armenia sull&#8217;orlo del baratro politico, mettendo a repentaglio la sua giovane democrazia<\/strong>. Nel Paese sono esplose proteste di massa, i manifestanti hanno etichettato l&#8217;accordo come un tradimento e stanno chiedendo le dimissioni del primo ministro.<\/p>\n<p>Se ci\u00f2 accadr\u00e0 &#8211; ed \u00e8 difficile immaginare che non accadr\u00e0 &#8211; il Cremlino intascher\u00e0 un&#8217;ulteriore vittoria. L&#8217;Armenia \u00e8 stata a lungo il partner strategico della Russia, ma le relazioni bilaterali si sono inasprite dopo la \u201crivoluzione di velluto\u201d del 2018 che ha portato Pashinyan al potere. Le sue riforme democratiche &#8211; e in particolare la sua lotta alla corruzione, conclusasi con l&#8217;arresto di importanti oligarchi affiliati alla Russia e dell&#8217;ex presidente filo-russo Robert Kocharyan -, non sono state particolarmente apprezzate dal Cremlino. In buona sostanza, <strong>il presidente russo Vladimir Putin si \u00e8 vendicato<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il compito per l\u2019Ue<\/strong><br \/>\nLa fine di una guerra che stava causando molte morti, sfollamenti e distruzione \u00e8 un risultato positivo. Tuttavia, come suggerisce lo stesso precedente accordo del 1994, <strong>un cessate il fuoco non \u00e8 garanzia di pace<\/strong>. Mentre la guerra territoriale \u00e8 finita, il conflitto tra i popoli dell&#8217;Azerbaigian e dell&#8217;Armenia non lo \u00e8 certamente.<\/p>\n<p>Per orientare le dinamiche del conflitto verso una vera riconciliazione, sar\u00e0 fondamentale rivisitare il formato di mediazione e puntare alla costruzione della pace e al contatto interpersonale. Data l&#8217;ampia gamma di strumenti che possono essere mobilitati dall&#8217;Unione europea in questo campo, <strong>\u00e8 tempo che gli europei facciano sentire<\/strong>, anche se tardivamente, il loro peso nella regione e indirizzino la rotta del viaggio lontano da una mera cristallizzazione del conflitto, e verso quella di un vera pace.<\/p>\n<p><em>Tradizione dall\u2019originale in inglese a cura della Redazione. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante tutti i discorsi su una nuova geopolitica nel Caucaso fatta di droni turchi, jihadisti siriani, mediazione iraniana e scontro di civilt\u00e0, la guerra tra Armenia e Azerbaigian si \u00e8 conclusa unilateralmente. \u00c8 successo non solo in ragione della vittoria militare dell&#8217;Azerbaigian sull&#8217;Armenia, il che ha ribaltato la sconfitta di ventisei anni prima, ma anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":85406,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[415,2259,76,2059,2621,741,93,2511,108,130,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85404"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85404"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85404\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85408,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85404\/revisions\/85408"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}