{"id":85411,"date":"2020-11-12T10:45:21","date_gmt":"2020-11-12T09:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85411"},"modified":"2020-11-20T12:06:25","modified_gmt":"2020-11-20T11:06:25","slug":"la-politica-estera-di-biden-tutto-come-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-politica-estera-di-biden-tutto-come-prima\/","title":{"rendered":"La politica estera di Biden: tutto come prima?"},"content":{"rendered":"<p class=\"Corpo\"><strong>Joe Biden<\/strong> afferma che <strong>la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-nato-e-il-bivio-delle-elezioni-americane\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nato<\/a> \u00e8 un &#8220;sacro dovere&#8221; degli Stati Uniti<\/strong>. Dopo gli attacchi di <strong>Donald Trump<\/strong>, gli europei ritrovano il loro grande alleato. Sar\u00e0 fortissima la tentazione di fare come se nulla fosse successo e che Trump fosse solo una disgraziata parentesi. Ma potrebbe rivelarsi un grave errore.<\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>La politica estera \u00e8 definita dalla politica interna<\/strong> e Biden sar\u00e0 il presidente di un Paese profondamente diviso politicamente, gravemente ferito da una devastante epidemia, economicamente indebolito e alle prese con numerose difficili crisi internazionali, aggravate o iniziate dalle scelte del suo predecessore. Il nuovo presidente dovr\u00e0 ricostruire la credibilit\u00e0 degli Stati Uniti e insieme trovare il modo di risolvere, o quanto meno riportare sotto controllo, le crisi in atto.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Questo non lascia molto spazio per il <em>business as usual<\/em>. Per affrontare la <strong>questione della Corea del Nord<\/strong>, il nuovo inquilino della Casa Bianca\u00a0avr\u00e0 bisogno del <strong>Giappone<\/strong>, della <strong>Corea del Sud<\/strong>, ma anche della <strong>Cina<\/strong>. D&#8217;altro canto non potr\u00e0 abbandonare <strong>Taiwan<\/strong>, n\u00e9 fare concessioni al <strong>nazionalismo espansionista di Pechino nel Pacifico<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Ci si aspetta una posizione americana pi\u00f9 dura nei confronti di <strong>Vladimir Putin<\/strong> e dell&#8217;<strong>avventurismo militare della Russia nel Mediterraneo<\/strong> che coinvolger\u00e0 direttamente l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/leuropa-e-lamerica-di-biden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Europa<\/strong><\/a> e verr\u00e0 recepita in modo diverso da Paese a Paese. In questo quadro, n\u00e9 gli europei, n\u00e9 gli americani (repubblicani o democratici) hanno ancora elaborato una strategia credibile nei confronti della <strong>Turchia<\/strong> di Erdogan e delle sue ambizioni regionali.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Nel frattempo, Biden ha espresso l&#8217;intenzione di <strong>riprendere il dialogo con l&#8217;Iran<\/strong>, cosa peraltro tutt&#8217;altro che facile, sia perch\u00e9 il vecchio accordo sul nucleare che Trump aveva abbandonato dovrebbe essere esteso al settore missilistico, sia perch\u00e9 Teheran ha nel frattempo indurito la sua posizione. Pi\u00f9 in generale, c&#8217;\u00e8 il rischio che una tale svolta da parte di Washington spinga <strong>Israele<\/strong>, l&#8217;<strong>Arabia Saudita<\/strong> e altri Stati arabi a irrigidire il loro confronto con l&#8217;Iran, rischiando il conflitto armato.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">In altri termini, <strong>non \u00e8 possibile limitarsi a rimettere indietro gli orologi<\/strong>. Come minimo, gli alleati europei farebbero bene a prepararsi a una richiesta pressante di maggiore impegno e pi\u00f9 esplicito allineamento nei confronti sia di Mosca che di Pechino. Un atteggiamento tiepido o interlocutorio da parte degli alleati danneggerebbe Biden in politica interna, indebolendo la sua leadership e la sua forza negoziale. E questo non potrebbe che riflettersi in politica estera.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/joe-biden-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vittoria elettorale di Biden<\/strong><\/a><strong> non \u00e8 stata anche una vittoria del Partito democratico<\/strong>. \u00c8 possibile che il Senato resti a maggioranza repubblicana dopo i ballottaggi di gennaio in Georgia, e la Camera dei Rappresentanti \u00e8 s\u00ec rimasta in mano ai democratici, ma con un margine ridotto. Essi gi\u00e0 guardano con preoccupazione alla prossima scadenza elettorale fra due anni.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Biden dovr\u00e0 cercare il <strong>punto di incontro<\/strong> tra un Partito democratico che deriva fortemente a sinistra e un Partito repubblicano che resta ancora a trazione &#8220;trumpiana&#8221;. Ha quindi bisogno di <strong>idee forti e condivise e di successi<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">In politica estera, questo potrebbe tradursi nella <strong>riproposizione agli alleati di una grande &#8220;lega delle democrazie&#8221;<\/strong>, con il compito di arginare la <strong>crescente influenza internazionale delle potenze totalitarie<\/strong>. \u00c8 un disegno che in passato era stato soprattutto appannaggio della destra, ma che ora potrebbe assumere contorni progressisti. Inoltre, avrebbe il vantaggio, per la politica americana, di<strong> collegare assieme sia il versante dell&#8217;Atlantico sia quello del Pacifico<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Tutto dipende da come verr\u00e0 presentato e gestito. Ed \u00e8 qui che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/leuropa-dopo-il-voto-negli-stati-uniti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gli europei avrebbero interesse a prendere l&#8217;iniziativa<\/a>, avanzando per primi questa idea e contribuendo cos\u00ec anche a definirne i contorni politici. Certamente alcuni Paesi, come l&#8217;<strong>Ungheria<\/strong> o la <strong>Polonia<\/strong>, e un certo numero di forze politiche europee, vedrebbero in tale iniziativa una possibile minaccia nei loro confronti, ma allo stesso tempo non potrebbero (n\u00e9 vorrebbero) contrastare un&#8217;idea sponsorizzata dal nuovo presidente americano. Allo stesso tempo, dobbiamo prendere atto che i vari tentativi fatti per &#8220;esportare&#8221; la democrazia attraverso l&#8217;uso della forza sono regolarmente falliti, a volte creando grandi disastri.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Bisognerebbe quindi cercare di <strong>conciliare l&#8217;affermazione e la difesa dei principi democratici con il rafforzamento della reciproca fiducia<\/strong>\u00a0&#8211; un po&#8217; come avvenne a suo tempo in Europa grazie agli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/memorie-dagosto-helsinki-crocevia-di-pace\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordi di Helsinki<\/a> che, se da un lato propugnavano i diritti umani e politici degli individui, dall&#8217;altro riconoscevano l&#8217;autonomia e l\u2019inviolabilit\u00e0 degli Stati.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">\u00c8 chiaro per\u00f2 che un tale obiettivo potr\u00e0 essere perseguito <strong>solo se nel frattempo gli equilibri di potenza internazionali resteranno stabili e sicuri<\/strong>, bloccando le spinte revisioniste che oggi si stanno moltiplicando ad ogni livello.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Abbiamo quindi di fronte un&#8217;<strong>agenda internazionale molto complessa<\/strong>, che da un lato propone nuovi grandi obiettivi globali quali il risanamento ambientale, il raggiungimento di nuovi equilibri economici, il controllo delle pandemie, e dall\u2019altro lato deve consolidare un nuovo sistema di sicurezza, sia globale che regionale.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Il <strong>ruolo che giocher\u00e0 l&#8217;Europa<\/strong> potrebbe rivelarsi determinante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joe Biden afferma che la Nato \u00e8 un &#8220;sacro dovere&#8221; degli Stati Uniti. 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