{"id":85448,"date":"2020-11-19T10:03:16","date_gmt":"2020-11-19T09:03:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85448"},"modified":"2020-11-23T01:48:40","modified_gmt":"2020-11-23T00:48:40","slug":"in-burkina-faso-un-voto-scosso-dalla-minaccia-terroristica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/in-burkina-faso-un-voto-scosso-dalla-minaccia-terroristica\/","title":{"rendered":"In Burkina Faso un voto scosso dalla minaccia terroristica nel Sahel"},"content":{"rendered":"<p>Domenica 22 novembre, in <strong>Burkina Faso<\/strong>, si andr\u00e0 al voto per il rinnovo sia del <strong>presidente<\/strong> che dell&#8217;<strong>Assemblea nazionale<\/strong>. Queste elezioni avvengono in una congiuntura particolarmente delicata della storia burkinab\u00e9, in cui le dinamiche politiche sono influenzate dall\u2019<strong>instabilit\u00e0 del nord del Paese<\/strong>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dal 2015, infatti, le regioni settentrionali sono teatro di <strong><a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/2019\/03\/01\/burkina-faso-nella-morsa-di-al-qaeda\/?hilite=%27burkina%27\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">attacchi di alcuni gruppi islamisti<\/a>\u00a0<\/strong>affiliati ad al-Qaeda e ad Ansar Dine, attivi nell&#8217;area del Sahel. Negli ultimi anni, la situazione si \u00e8 aggravata al punto da mettere in fuga circa un milione di persone e minacciare seriamente la sovranit\u00e0 dello Stato in quei territori. L&#8217;<strong>area settentrionale<\/strong> del Paese \u00e8 marginalizzata dal punto di vista economico e ci sono alti livelli di diseguaglianza tra la popolazione, quindi gli insorti non faticano a reclutare nuovi miliziani.<\/p>\n<p><strong>Il sistema elettorale<br \/>\n<\/strong>Il Burkina Faso \u00e8 una<strong> repubblica semi-presidenziale<\/strong>, in cui il\u00a0capo dello Stato \u00e8 eletto direttamente. Il presidente \u00e8 pi\u00f9 influente del primo ministro &#8211; che guida il governo -, motivo per cui la sua elezione \u00e8 osservata con particolare attenzione.<\/p>\n<p>Come in Francia (da cui ottenne l&#8217;indipendenza 60 anni fa), presidente \u00e8 eletto con un <strong>sistema maggioritario a doppio turno<\/strong>: qualora nessun candidato ottenesse la maggioranza assoluta il 22 novembre, si dovr\u00e0 organizzare un <strong>ballottaggio<\/strong> tra i due pi\u00f9 votati.<\/p>\n<p>L&#8217;Assemblea nazionale \u00e8 l\u2019organo legislativo monocamerale burkinab\u00e9, composto da 127 membri. Questi sono eletti all\u2019interno di 45 collegi di varia dimensione, con voto proporzionale: ogni distretto assegna fino a 9 seggi, per un totale di 111 deputati, mentre i rimanenti 16 sono assegnati proporzionalmente in un unico collegio nazionale. Sia il presidente che i deputati sono eletti per un mandato di 5 anni.<\/p>\n<p><strong>Il presidente Kabor\u00e9<br \/>\n<\/strong>Le prossime consultazioni avverranno in una fase politica delicata della storia del Burkina Faso, iniziata con le elezioni del 2015. La tornata elettorale del 2015 \u00e8 stata la prima dopo la <strong>cacciata di Blaise Compaor\u00e9<\/strong>, che era al potere dal 1987 quando aveva guidato un colpo di Stato terminato con la deposizione e l\u2019<a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/2019\/01\/23\/burkina-faso-dallalto-volta-alla-terra-degli-uomini-integri\/?hilite=%27burkina%27\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uccisione di Thomas Sankara<\/a>.<\/p>\n<p>Da allora era riuscito a rimanere in carica ben oltre il limite di mandati, apportando <strong>modifiche alla Costituzione in modo da essere rieletto<\/strong> per ben quattro volte. Un ulteriore tentativo di metter mano al testo costituzionale per rimanere in carica, nell\u2019autunno 2014, scaten\u00f2\u00a0violente proteste nel Paese, sostenute dai militari e culminate con la sua uscita di scena.<\/p>\n<p>Il periodo immediatamente successivo \u00e8 stato molto teso, con il governo ad interim del comandante della guardia presidenziale<strong> Yacouba Isaac Zida<\/strong> e il tentativo di colpo di stato militare del generale Gilbert Diend\u00e9r\u00e9, ma grazie alla supervisione della comunit\u00e0 internazionale si \u00e8 arrivati alle elezioni generali del 2015.<\/p>\n<p>Il travagliato periodo successivo alla transizione politica \u00e8 culminato con l<strong>&#8216;elezione di Roch Marc Christian Kabor\u00e9<\/strong> con il 53,49% dei voti delle elezioni presidenziali e la conquista da parte del suo <strong><em>Mouvement du Peuple pour le Progr\u00e8s<\/em><\/strong> (Mpp) di 55 seggi all\u2019Assemblea Nazionale, cio\u00e8 di un\u2019ampia maggioranza relativa.<\/p>\n<p>Kabor\u00e9 era parte del vecchio regime, ma \u00e8 riuscito a presentarsi come <strong>uomo del cambiamento<\/strong>, promettendo un ampio programma di riforme basato sulla lotta alla corruzione e la riduzione della povert\u00e0.<\/p>\n<p>Appena pochi mesi dopo l&#8217;insediamento del nuovo presidente si \u00e8 per\u00f2 inasprita la <strong>crisi nel Sahel<\/strong>, che ancora oggi influenza radicalmente le sorti del Burkina Faso, comprese le possibilit\u00e0 di Kabor\u00e9 di essere rieletto. La fatica con cui il suo governo sta contenendo la violenza nel nord del Paese sta intaccando il consenso che riscuote tra la popolazione, ma nonostante questo il suo partito lo ha confermato come candidato alla presidenza anche per questa tornata elettorale<\/p>\n<p><strong>L&#8217;opposizione<br \/>\nZ\u00e9phirin Diabr\u00e9<\/strong> \u00e8 il leader di <strong><em>Union pour le Progr\u00e8s et le Changement<\/em> <\/strong>(UPC), il secondo partito del Burkina Faso con il 21% dei consensi alle elezioni 2015 e 33 seggi all\u2019Assemblea Nazionale. Diabr\u00e9 \u00e8 arrivato dietro a Kabor\u00e9 alle scorse presidenziali, ed \u00e8 anche questa volta il principale sfidante del capo dello Stato uscente.<\/p>\n<p>Il <strong><em>Congr\u00e8s pour la D\u00e9mocratie et le Progr\u00e8s<\/em> <\/strong>(Cdp) \u00e8 invece il partito dell\u2019ex leader burkinab\u00e9 Blaise Compaor\u00e9, al momento detiene 18 seggi in Parlamento con il 13,2% dei voti. Il suo leader \u00e8 <strong>Eddie Kombo\u00efgo<\/strong>, che ne ha preso le redini dopo la caduta del dittatore e partecipa alle elezioni dopo che nel 2015 gli era stato impedito in quanto figura di spicco del regime.<\/p>\n<p>Tra gli sfidanti\u00a0 ci sono anche altri volti noti della politica burkinab\u00e9 come <strong>Kadr\u00e9 D\u00e9sir\u00e9<\/strong> <strong>Ou\u00e9draogo<\/strong>, primo ministro dell&#8217;era Compaor\u00e9 ed ex presidente dell&#8217;Ecowas, l&#8217;Unione degli Stati dell&#8217;Africa occidentale. A sostenere la sua candidatura c\u2019\u00e8 un nutrito gruppo di partiti e movimenti minori.<\/p>\n<p><strong>Gilbert No\u00ebl Ou\u00e9draogo<\/strong> \u00e8 alla guida di un partito storico come l&#8217;<strong><em>Alliance pour la d\u00e9mocratie et la f\u00e9d\u00e9ration\u00a0<\/em>&#8211;\u00a0<em>Rassemblement d\u00e9mocratique africain<\/em><\/strong> (Afd-Rda), uno dei grandi sostenitori di Compaor\u00e9 durante la sua presidenza. Questo gruppo al momento conta solo 3 deputati, ma sembra che stia guadagnando sostenitori.<\/p>\n<p>I leader dell&#8217;opposizione rilanciano le accuse rivolta a Kabor\u00e9 e al suo governo di non essere riusciti a fronteggiare efficacemente il conflitto nelle sue fasi iniziali e quindi di essere inadeguato a gestirlo ora che le tensioni sono aumentate. Negli scorsi mesi, tra l&#8217;altro, hanno annunciato che in caso di ballottaggio coopereranno per assicurarsi che Kabor\u00e9 non sia rieletto.<\/p>\n<p><strong>Conflitti e controversie<br \/>\n<\/strong>Un problema che affligge da tempo le elezioni in Burkina Faso \u00e8 la <strong>disaffezione degli elettori<\/strong>. Gi\u00e0 alla tornata del 2015 degli 11 milioni di aventi diritto al voto solo 5 milioni si erano registrati e di questi le autorit\u00e0 ritengono che <strong>solo il 60%<\/strong> abbia effettivamente votato.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno la <strong>crisi degli sfollati interni<\/strong> potrebbe aggravare la situazione: lo scorso agosto \u00e8 stato deciso che non saranno prese misure straordinarie per garantire il voto nelle regioni pi\u00f9 instabili e, nonostante sia stata data agli sfollati la possibilit\u00e0 di votare nel luogo in cui attualmente si trovano, solo pochi potranno usufruire di tale diritto, dato che molti hanno perso i documenti mentre altri non sono stati inseriti nei registri elettorali in tempo.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che nelle regioni del nord molti membri dell\u2019Assemblea saranno eletti con solo una manciata di voti, anche perch\u00e9 \u00e8 probabile che saranno numerosi i cittadini che non parteciperanno al voto per via del <strong>clima di intimidazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Kabor\u00e9 potrebbe quindi paradossalmente beneficiare<\/strong> proprio del conflitto che fatica a gestire. Nelle aree interessate i sentimenti avversi al governo uscente sono molto forti, ma solo pochi degli abitanti potranno effettivamente esprimere questo malcontento alle urne, facendo perdere voti preziosi alle opposizioni. <strong>Risulta difficile immaginare che Kabor\u00e9 perda le elezioni<\/strong>, ma vista la situazione e l\u2019accordo dei suoi avversari in caso di ballottaggio il suo margine potrebbe essere inferiore a quello del 2015.<\/p>\n<p>I prossimi presidente e Assemblea Nazionale rischiano quindi di godere di una <strong>scarsa legittimit\u00e0<\/strong> agli occhi degli abitanti delle zone interessate dal conflitto e del Paese intero, e addirittura di dover gestire un passaggio di potere in questa situazione tesissima. In uno scenario come questo la conseguenza pi\u00f9 nociva sarebbe l\u2019aumento della capacit\u00e0 dei jihadisti di affermarsi come autorit\u00e0 nei territori settentrionali, aggravando ulteriormente il conflitto interno in corso.<\/p>\n<p><em>A cura di Matteo Savi, autore della redazione Africa de Lo Spiegone.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><small>***<a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo Spiegone<\/a>\u00a0\u00e8 un sito giornalistico fondato nel 2016 e formato da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate al mondo delle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 22 novembre, in Burkina Faso, si andr\u00e0 al voto per il rinnovo sia del presidente che dell&#8217;Assemblea nazionale. 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