{"id":85493,"date":"2020-11-17T05:00:05","date_gmt":"2020-11-17T04:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85493"},"modified":"2020-11-19T20:07:15","modified_gmt":"2020-11-19T19:07:15","slug":"biden-alla-prova-delleconomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/biden-alla-prova-delleconomia\/","title":{"rendered":"Biden alla prova dell&#8217;economia"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>agenda economica di Joe Biden<\/strong> incontrer\u00e0 ostacoli seri sul piano interno e <strong>il rilancio dell&#8217;economia americana rischia di essere penalizzato da mali di antica data<\/strong>. Mentre sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-politica-estera-di-biden-tutto-come-prima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>piano internazionale<\/strong><\/a>\u00a0si potrebbero verificare svolte rilevanti, con la spinta a una maggiore cooperazione economica su temi d&#8217;interesse globale.<\/p>\n<p>Biden erediter\u00e0 un&#8217;economia americana in condizioni a dir poco preoccupanti. Dopo la breve intensa ripresa del terzo trimestre, la<strong> nuova ondata della pandemia<\/strong> spinge a prevedere per la stagione invernale una <strong>fase di ristagno o una nuova recessione<\/strong>.<\/p>\n<p>Certo, la <strong>Federal Reserve<\/strong> &#8211; la Banca centrale americana &#8211; continuer\u00e0 a inondare di <strong>liquidit\u00e0<\/strong> l&#8217;economia. Ma non sar\u00e0 sufficiente. Predomina una classica situazione di &#8220;<strong>trappola della liquidit<\/strong>\u00e0&#8221;, come ha ammonito il Fondo monetario internazionale, e <strong>c\u2019\u00e8 bisogno di un massiccio intervento fiscale a breve<\/strong>.<\/p>\n<p>Poi ci sono i <strong>mali antichi<\/strong> dell&#8217;economia americana. Cresce poco, com&#8217;\u00e8 avvenuto nell&#8217;ultimo decennio, a causa di una sorta di &#8220;ristagno secolare&#8221;, come l&#8217;ha definito Larry Summers, ex segretario al Tesoro. In pi\u00f9, la crescita ha carattere &#8220;esclusivo&#8221;, nel senso che beneficia pochi a danno dei molti. Ed \u00e8 anche da queste profonde disuguaglianze economiche e sociali che le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/le-tre-storie-di-usa2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>radici del trumpismo<\/strong><\/a> hanno continuato a trarre fondamentale alimento, come le elezioni americane hanno ulteriormente dimostrato.<\/p>\n<p><strong>Il piano del presidente eletto<br \/>\n<\/strong>Consapevole di questi problemi, Joe Biden ha incluso nella sua piattaforma elettorale sia un <strong>maxi-piano di investimenti<\/strong>, per sostenere la domanda e rinnovare infrastrutture materiali e immateriali, sia svariate <strong>misure per contrastare il disagio e l&#8217;esclusione sociale<\/strong>. Il tutto da finanziare con <strong>aumenti del deficit pubblico e della pressione fiscale<\/strong> verso i grandi gruppi societari e l&#8217;1% dei redditi pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p>Un programma ambizioso ma reso oggi estremamente difficile da realizzare a causa del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/joe-biden-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>parziale successo elettorale dei democratici<\/strong><\/a>, nonostante l&#8217;elezione di Biden. Anche il <strong>Senato<\/strong>, pur restando da assegnare due seggi in Georgia nei ballottaggi del 5 gennaio, rester\u00e0 probabilmente in mano repubblicana. A meno di improbabili conversioni del Gop, \u00e8 molto probabile che i senatori repubblicani faranno di tutto per bloccare l&#8217;agenda economica del presidente Biden. Come gi\u00e0 avvenuto, e con successo, con l&#8217;amministrazione Obama.<\/p>\n<p>Certo, molte cose miglioreranno. Biden contribuir\u00e0 a <strong>distendere molte tensioni interne<\/strong>. E rester\u00e0 la possibilit\u00e0 di un piano fiscale a breve, pur se ridimensionato rispetto alle intenzioni dei democratici. Con <strong>buone possibilit\u00e0 di una ripresa economica<\/strong> nel corso della seconda parte del prossimo anno grazie all&#8217;arrivo del vaccino contro il coronavirus. Ma <strong>nessun &#8220;New Deal&#8221;<\/strong>. La crescita continuer\u00e0 a dipendere dal tradizionale mix di politica monetaria espansiva e limitati stimoli fiscali, con modesti risultati e in linea con quanto conseguito in questi ultimi anni.<\/p>\n<p><strong>Lo sguardo all&#8217;Europa<\/strong><br \/>\nSe ci si sposta sul fronte dell&#8217;<strong>economia internazionale<\/strong>, le prospettive d&#8217;iniziativa e impatto della presidenza democratica appaiono pi\u00f9 promettenti. In quest&#8217;area non va dimenticato i poteri del presidente sono maggiori e in svariati casi non dipendono dal Congresso.<\/p>\n<p><strong>Joe Biden \u00e8 un convinto internazionalista<\/strong> e vuole rivalutare il ruolo degli accordi multilaterali e della complessa rete di alleanze in Europa e Asia. L&#8217;eredit\u00e0 di Trump verrebbe presto cancellata a partire dalle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/energia-e-clima-potranno-indirizzare-il-voto-americano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>politiche ambientali<\/strong><\/a>: l&#8217;America rientrerebbe pressoch\u00e9 da subito nell\u2019ambito dell&#8217;<strong>Accordo di Parigi<\/strong> del 2015. Si aprirebbero cos\u00ec nuove prospettive rilevanti e in particolare per l&#8217;Europa che ha fatto della lotta al cambiamento climatico la sua strategia di crescita nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Non a caso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/leuropa-e-lamerica-di-biden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;elezione di Biden <strong>\u00e8 stata salutata dagli europei con grande favore<\/strong><\/a>. Si intravede l\u2019occasione di ricominciare a negoziare seriamente su molti fronti. A partire dalle <strong>relazioni commerciali<\/strong>, dopo la crociata delle tariffe e le erratiche mosse di Trump.<\/p>\n<p>Ma resteranno forti ostacoli da superare: come nel commercio di prodotti agricoli per l&#8217;intransigenza della Francia e di altri Paesi europei. Un altro terreno di aspro confronto riguarda il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/dagli-usa-un-colpo-ai-negoziati-multilaterali-sulla-digital-tax\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>digitale<\/strong><\/a> e la tassazione delle grandi compagnie americane, le cosiddette <strong>Gafam<\/strong> (Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft).<\/p>\n<p><strong>Difesa, Cina e Tech<br \/>\n<\/strong>Certo, se l&#8217;Europa vorr\u00e0 avere in Biden un interlocutore importante dovr\u00e0 modificare non poco le sue scelte e i suoi comportamenti. Basti pensare alla <strong>difesa<\/strong>. Sarebbe soprattutto grave per gli europei illudersi di tornare a rappresentare l&#8217;asse centrale della politica economica estera americana, ormai da molti anni spostato verso l&#8217;Asia-Pacifico.<\/p>\n<p>A partire dai rapporti con la <strong>Cina<\/strong> dove, sostengono in molti, nulla cambier\u00e0. Gli Stati Uniti proseguiranno nella <strong>linea dura<\/strong>, ormai sostenuta da entrambi gli schieramenti politici americani. Ma anche qui l&#8217;approccio di Biden si discoster\u00e0 da quello del suo predecessore, privilegiando <strong>una strategia multilaterale con maggiore enfasi sulle alleanze con Europa e Giappone<\/strong> e sul negoziato piuttosto che sui dazi bilaterali. Lo schema progettato \u00e8 quello di un confronto serrato e senza sconti nelle richieste alla Cina lasciando comunque spazio alla cooperazione su alcuni temi a carattere globale, quali il cambiamento climatico, la lotta alla pandemia e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Un mix di strategie che potr\u00e0 trovare applicazione pi\u00f9 sui temi commerciali che su quelli relativi alla <strong>tecnologia<\/strong>. In questo secondo caso, siamo ormai in presenza di una sfida per la conquista della leadership strategica globale, difficile da fermare anche se meglio regolabile.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scontro che porr\u00e0 anche gli altri maggiori partner di fronte a scelte drastiche di schieramento. Nel caso dell&#8217;Europa si tratter\u00e0 di definire una buona volta una politica meno ambigua nei confronti della Cina, che sia in grado di tenere insieme interessi commerciali e competizione strategica. Non sar\u00e0 facile ma sar\u00e0 un passaggio obbligato per una <strong>maggior cooperazione economica con l&#8217;America di Biden<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;agenda economica di Joe Biden incontrer\u00e0 ostacoli seri sul piano interno e il rilancio dell&#8217;economia americana rischia di essere penalizzato da mali di antica data. 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