{"id":85496,"date":"2020-11-17T05:30:06","date_gmt":"2020-11-17T04:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85496"},"modified":"2020-11-17T14:50:01","modified_gmt":"2020-11-17T13:50:01","slug":"rcep-poca-ambizione-tanto-pragmatismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/rcep-poca-ambizione-tanto-pragmatismo\/","title":{"rendered":"Rcep: poca ambizione, tanto pragmatismo"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;intesa di portata storica per il quadrante dell&#8217;<strong>Asia-Pacifico<\/strong>. \u00c8 stata firmata la <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-asia-54949260\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Regional Comprehensive Economic Partnership<\/em><\/strong><\/a>\u00a0(<strong>Rcep<\/strong>), un accordo regionale tra i dieci Paesi dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/asean-incompiute-integrazione-regionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Asean<\/strong><\/a> (Indonesia, Tailandia, Singapore, Malesia, Filippine, Vietnam, Brunei, Cambogia, Myanmar e Laos) e altri cinque Paesi di Asia e Oceania: <strong>Australia<\/strong>, <strong>Cina<\/strong>, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud.<\/p>\n<p>Assente per un anticipato ritiro dai negoziati, l&#8217;<strong>India<\/strong>, preoccupata che i prodotti cinesi potessero inondare il proprio mercato, rendendo la competizione impossibile.<\/p>\n<p>Immancabile in ogni analisi \u00e8 l&#8217;accento sulle dimensioni e sulle potenzialit\u00e0 della <strong>nuova zona di &#8220;libero scambio&#8221; <\/strong>pi\u00f9 grande al mondo: riguarder\u00e0 <strong>un terzo della popolazione mondiale<\/strong> e <strong>circa il 30% del Pil globale<\/strong>, portando un contributo all&#8217;economia mondiale di circa 186 miliardi di dollari.<\/p>\n<p><strong>Un libero scambio che non \u00e8<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 le virgolette su &#8220;libero scambio&#8221;? Perch\u00e9 nella forma attuale Rcep \u00e8 ben lontana da essere una zona di libero scambio e ancora pi\u00f9 lontana dall\u2019essere un mercato unico che assomigli a quello dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Primo ostacolo \u00e8 la <strong>mancanza di un ampio annullamento delle tariffe<\/strong>.\u00a0\u00c8 stato riportato come alcune tariffe verranno eliminate immediatamente dopo la sua ratifica, mentre altre scompariranno nell&#8217;arco di un decennio almeno, con un obiettivo finale di cancellare il 90% delle tariffe esistenti. Tuttavia, <strong>manca una lista definita<\/strong>\u00a0dei beni e dei Paesi in cui le tariffe saranno eliminate fin da subito.<\/p>\n<p>Inoltre, attualmente vi \u00e8 una <strong>quasi totale assenza di standard comuni<\/strong> o il desiderio di provvedere a costruirne. Tutto questo senza considerare che, sebbene l&#8217;accordo sia stato firmato, <strong>deve essere ratificato<\/strong> da almeno sei membri dell&#8217;Asean e altri tre membri per diventare attivo.<\/p>\n<p>L&#8217;entusiasmo per il raggiungimento della firma oscura il reale, sebbene marginale, rischio che alcuni dei Parlamenti nazionali votino contro la ratifica, sia per riserve contro il libero scambio sia per l&#8217;esistenza di sentimenti anti-cinesi.<\/p>\n<p><strong>La trazione Asean<br \/>\n<\/strong>Insomma, inutile anche solo tentare di fare un confronto con il<strong> mercato unico europeo<\/strong>, nel bene e nel male. Tuttavia, paragonare la Rcep all&#8217;Ue o elencarne i difetti e i limiti non indebolisce la portata e l&#8217;effettivo <strong>potenziale<\/strong> della sua nascita, per quanto precaria. Infatti, non sono tanto rilevanti i potenziali numeri che Rcep potrebbe contribuire all&#8217;economia globale, o quanto integrata sar\u00e0 la nuova area economica, bens\u00ec il fatto che in un periodo di difficolt\u00e0 per l&#8217;economia mondiale e di cambiamenti negli equilibri globali nasca un <strong>accordo a guida Asean<\/strong> nella regione che in molti hanno gi\u00e0 da tempo definito come il nuovo focus della geopolitica e della geo-economia globale.<\/p>\n<p>Il segnale che arriva \u00e8 chiaro: quindici tra economie asiatiche e dell&#8217;Oceania, reduci da un piano fallito a guida statunitense quale fu il <strong>Tpp<\/strong>, sono riuscite a mettere in piedi <strong>un progetto non particolarmente ambizioso<\/strong>, ma <strong>pragmatico<\/strong> a sufficienza per avere successo. Prima di tutto, Rcep ha il potenziale di trasformare una regione che solitamente produce prodotti per altri mercati in un mercato che consuma questi prodotti, attirando dunque maggiore attenzione su una gi\u00e0 importante area per l\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>Questo anche grazie al raggiungimento di <strong>coesione sulle regole<\/strong> che in precedenza ponevano serie difficolt\u00e0 alla circolazione di prodotti finiti e parti tra i diversi paesi dell&#8217;area. I numerosi accordi bilaterali presenti facevano s\u00ec che parti prodotte in alcuni Paesi e poi assemblate in altri potessero essere soggette a tariffe, a seconda del Paese di origine, prima in quanto parti e poi eventualmente anche come export di prodotto finito.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo permette che <strong>i prodotti provenienti da ogni Paese membro siano trattati ugualmente <\/strong>in tutti gli Stati partner dell&#8217;accordo. Inoltre, \u00e8 la prima volta che le <strong>tre grandi economie di Cina, Corea del Sud e Giappone<\/strong> si trovano insieme in un accordo di libero scambio, e gli ultimi due sembra ne saranno i maggiori beneficiari economici.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;elefante nella stanza<br \/>\n<\/strong>Tuttavia, sono proprio i benefici economici e geopolitici che potrebbe ottenere la Cina che preoccupano. Sebbene la Rcep sia natao a guida Asean e sia stato perseguito in quanto tale, \u00e8 impossibile non menzionare l&#8217;<strong>ingombrante presenza della Cina<\/strong> e non chiedersi quale sar\u00e0 l&#8217;impatto della sua presenza nella Rcep.<\/p>\n<p><strong>Anzich\u00e9 incrementare il multilateralismo<\/strong>\u00a0nella zona, il timore \u00e8 infatti che la Rcep non faccia altro che <strong>fornire ulteriori poteri <\/strong>al gigante nord-asiatico, aumentando la dipendenza degli altri attori dell&#8217;area dall\u2019economia cinese. In una storia gi\u00e0 sentita, la paura \u00e8 che la dipendenza economica possa poi garantire alla Cina <strong>maggiore influenza politica sull&#8217;area<\/strong>, soprattutto alla luce di una crescente marginalizzazione degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Paure e gioie<br \/>\n<\/strong>Tali preoccupazioni sono lecite. Eppure, spesso ci dimentichiamo che gli Stati firmatari sono pi\u00f9 avvezzi ad avere a che fare con la Cina come vicino con crescenti ambizioni di quanto non lo siamo noi occidentali. Di conseguenza, sono anche meglio equipaggiati. Basti pensare a Paesi come l&#8217;<strong>Australia<\/strong> che pur avendo di recente adottato una linea molto pi\u00f9 severa nei confronti di Pechino, diventano firmatari dell&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Certo, come detto in precedenza, l&#8217;accordo \u00e8 stato firmato ma non ancora ratificato e la sua messa in pratica potrebbe rivelare ostacoli e sorprese provenienti da interessi e obiettivi tra loro diversi (e in questo l&#8217;Ue ha molto da insegnare).<\/p>\n<p>Indubbiamente, un raggiungimento multilaterale di tale portata <strong>va doppiamente celebrato in tempi di crisi del multilateralismo<\/strong>, questo tenendo a mente non solo le potenzialit\u00e0 e gli effettivi passi in avanti fatti, ma anche i rischi e le potenziali complicazioni. Esattamente come l&#8217;accordo Rcep \u00e8 stato cauto nelle sue ambizioni, cos\u00ec dovrebbero essere le nostre valutazioni a tal proposito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;intesa di portata storica per il quadrante dell&#8217;Asia-Pacifico. \u00c8 stata firmata la Regional Comprehensive Economic Partnership\u00a0(Rcep), un accordo regionale tra i dieci Paesi dell&#8217;Asean (Indonesia, Tailandia, Singapore, Malesia, Filippine, Vietnam, Brunei, Cambogia, Myanmar e Laos) e altri cinque Paesi di Asia e Oceania: Australia, Cina, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud. Assente per un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":85500,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[425,73,1185,77,78,409,117,1124,2623,930],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85496"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85496"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85496\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85501,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85496\/revisions\/85501"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85496"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85496"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}