{"id":85514,"date":"2020-11-18T07:55:59","date_gmt":"2020-11-18T06:55:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85514"},"modified":"2020-11-23T23:14:33","modified_gmt":"2020-11-23T22:14:33","slug":"il-ricatto-di-ungheria-e-polonia-sul-recovery-fund","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/il-ricatto-di-ungheria-e-polonia-sul-recovery-fund\/","title":{"rendered":"Il ricatto di Ungheria e Polonia su bilancio e Recovery Fund"},"content":{"rendered":"<p>Puntuale, come previsto, \u00e8 arrivato il <strong>ricatto di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/dal-recovery-fund-perverso-alla-liberta-accademica-tutti-i-fronti-aperti-da-orban-in-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ungheria<\/a> e Polonia sul Recovery Fund<\/strong> e sullo stesso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/accordo-di-parlamento-e-consiglio-sul-prossimo-bilancio-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo bilancio settennale dell&#8217;Ue<\/a>. Nella riunione del Coreper &#8211; dove siedono i rappresentanti permanenti degli Stati membri &#8211; di luned\u00ec, dedicata all&#8217;intero pacchetto di misure legate ai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/recovery-fund-accordo-raggiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>750 miliardi del Recovery Fund e alle risorse proprie<\/strong><\/a> (le &#8220;tasse comunitarie&#8221;) destinate a rimborsare il grande debito contratto dalla Commissione sul mercato internazionale, Budapest e Varsavia hanno posto il <strong>veto<\/strong>.<\/p>\n<p>La ragione deriva da una parallela votazione, questa volta a maggioranza qualificata, sul cosiddetto <strong>meccanismo di rispetto delle regole democratiche e dei valori dell&#8217;Ue<\/strong> nei Paesi membri. La condizionalit\u00e0 consiste nel legare strettamente la concessione di fondi comunitari nei settori previsti dalle politiche dell&#8217;Ue a dimostrabili violazioni dei valori e leggi democratiche descritte nell&#8217;articolo 2 del Trattato sull&#8217;Ue.<\/p>\n<p><strong>Recovery Fund a rischio<br \/>\n<\/strong>\u00c8 noto che proprio i due Paesi in questione <strong>sono gi\u00e0 da alcuni anni sotto procedura di accertamento<\/strong> (prevista dall&#8217;articolo 7 del Trattato), in base all&#8217;accusa di un progressivo e radicale allontanamento interno dalle regole democratiche dell&#8217;Unione. Fino ad oggi, data la complessit\u00e0 e la lentezza dei processi decisionali in materia, <strong>non si \u00e8 ancora arrivati ad una &#8220;condanna&#8221; definitiva<\/strong>. Ma per segnalare che la questione non \u00e8 stata affatto accantonata, si \u00e8 pensato di legare esplicitamente il flusso di fondi comunitari futuri, sia del Recovery Fund sia del bilancio ordinario, al rispetto delle norme comuni.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 durante il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/il-consiglio-europeo-e-la-lanterna-magica-delleuropa-possibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Consiglio europeo di luglio<\/strong><\/a>\u00a0&#8211; quello che ha dato il via al nuovo piano straordinario dell&#8217;Ue -, la questione del legame era stata affrontata. Ma, per ottenere l&#8217;approvazione unanime, il testo finale era stato vago e generico, tanto che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/lunione-europea-e-la-guerra-culturale-in-polonia-e-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ungheria<\/strong> e <strong>Polonia<\/strong><\/a> non avevano avuto ragioni per bloccarlo. Ma su questo tema, come era ovvio, \u00e8 intervenuta la terza autorit\u00e0 di bilancio, il <strong>Parlamento europeo<\/strong>, che ha reso pi\u00f9 esplicito e stringente il meccanismo sulle eventuali sanzioni finanziarie a carico dei reprobi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 parso quindi vero a <strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong> e al suo collega polacco <strong>Mateusz Morawiecki\u00a0<\/strong>\u00a0di bloccare il completamento delle procedure di approvazione sia per il Recovery Fund sia per il bilancio settennale da 1.074 miliardi di euro, che dovrebbe partire il 1\u00b0 gennaio prossimo.<\/p>\n<p><b>Fondi in\u00a0ritardo e scontro di valori<br \/>\n<\/b>Ci\u00f2 apre la strada ad un <strong>ritardo<\/strong> non valutabile, ma certo non breve, nella finalizzazione del pacchetto finanziario dell&#8217;Unione, proprio in un momento in cui tutti i Paesi membri sono alle prese con la seconda drammatica ondata della pandemia e con un conseguente nuovo aggravamento della situazione economica complessiva.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 davvero da chiedersi perch\u00e9 i due Paesi in questione, pure essi colpiti duramente sul piano sanitario ed economico, vogliano ritardare, se non bloccare, il rivoluzionario piano di aiuti comunitari. La <strong>risposta non pu\u00f2 che essere politica<\/strong>, dal momento che per Budapest e Varsavia i fondi comunitari hanno sostenuto fortemente il Pil nazionale in tutti questi anni. Possono davvero rinunciare a questo bengodi di vantaggi e sostegni dell&#8217;Ue?<\/p>\n<p>In fondo i due governi, negli ultimi tempi di svolta sovranista e antidemocratica, hanno considerato apertamente l&#8217;Ue come una specie di <strong>generoso bancomat<\/strong>. Ed \u00e8 proprio questa loro utilitaristica visione dell&#8217;Unione ad averli progressivamente allontanati dai suoi valori fondanti.<\/p>\n<p>Soprattutto il leader ungherese Orb\u00e1n ha fatto della <strong>lotta contro le istituzioni dell&#8217;Ue<\/strong> la sua bandiera nazionalistica e contemporaneamente ha vantato senza alcun ritegno i vantaggi della democrazia illiberale. Non si \u00e8 limitato semplicemente a queste assurde dichiarazioni ideologiche, ma ha poi messo in pratica con leggi liberticide il proprio potere di capo del governo. Ha anche approfittato della pandemia per <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/orban-e-il-contagio-delle-democrazie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>stringere ancora di pi\u00f9 il controllo<\/strong><\/a> sul proprio Paese.<\/p>\n<p>Ora toccher\u00e0 alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/germania-presidenza-di-turno-del-consiglio-dellue-beda-romano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>presidenza di turno tedesca<\/strong><\/a> trovare il solito compromesso. Ma il compito \u00e8 terribilmente complicato anche perch\u00e9 la stessa Cdu\/Csu di <strong>Angela Merkel<\/strong> ha a lungo sopportato i comportamenti di sfida di Orb\u00e1n, il cui partito, pur se sospeso, fa ancora parte del <strong>Partito popolare europeo<\/strong> (Ppe). Per di pi\u00f9, Merkel dovr\u00e0 tenere presente la grande pressione che i Paesi del sud e la Francia stanno esercitando sulla presidenza tedesca perch\u00e9 il Recovery Fund si avvii.<\/p>\n<p><strong>Riflessioni necessarie<br \/>\n<\/strong>Alla fine, con chiss\u00e0 quali ritardi, la procedura ripartir\u00e0, anche perch\u00e9 Budapest e Varsavia non vogliono certamente rinunciare ai fondi. Ma questo episodio ci ha fatto capire almeno due cose.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che la strada per concludere l\u2019iter del Recovery Fund sar\u00e0 piena di ostacoli, dal momento che sono previste anche le<strong> ratifiche da parte dei Parlamenti nazionali<\/strong>\u00a0per dare attuazione alla decisione sulle risorse proprie.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 che l&#8217;Ue, nella sua attuale configurazione, \u00e8 del tutto ingovernabile. Il <strong>potere di veto<\/strong> \u00e8 un&#8217;arma troppo potente per lasciarla nelle mani di leader irresponsabili. Ma neppure un&#8217;estensione a tutte le istituzioni e a tutte le politiche del voto a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/abbandonare-il-voto-allunanimita-e-necessario-per-avere-una-politica-estera-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>maggioranza qualificata<\/strong><\/a> potr\u00e0 risolvere i problemi di governo dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Nel futuro si dovr\u00e0 davvero pensare a un <strong>sistema a doppia velocit\u00e0<\/strong> o a un gruppo di Paesi che decida di avanzare per proprio conto sulla strada dell&#8217;integrazione. Oggi, per\u00f2, abbiamo estrema urgenza di uscire da questa impasse e fare ripartire il Recovery Fund.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Puntuale, come previsto, \u00e8 arrivato il ricatto di Ungheria e Polonia sul Recovery Fund e sullo stesso nuovo bilancio settennale dell&#8217;Ue. 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