{"id":85742,"date":"2020-12-02T05:00:43","date_gmt":"2020-12-02T04:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85742"},"modified":"2020-12-02T07:56:33","modified_gmt":"2020-12-02T06:56:33","slug":"conciliare-i-valori-europei-con-le-scelte-politiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/conciliare-i-valori-europei-con-le-scelte-politiche\/","title":{"rendered":"Conciliare valori europei e scelte politiche degli Stati"},"content":{"rendered":"<p>Dal <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2020\/nov\/18\/1945-europe-brexiteers-nuremberg-trials-brexit-fantasy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Guardian<\/em><\/a> \u00e8 arrivata nei giorni scorsi una riflessione sull&#8217;Europa che non muove dalle considerazioni pi\u00f9 scontate, ma prende a pretesto l&#8217;anniversario dei <strong>75 anni dal processo di Norimberga<\/strong> per sottolineare come proprio a Norimberga sia nato un nuovo approccio di giustizia internazionale, <strong>un nuovo vocabolario dei diritti comuni dell&#8217;umanit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa di oggi sarebbe quindi anche il frutto della <strong>scelta di superare nazionalismo e militarismo<\/strong>. Sostituiti, con il cammino intrapreso 75 anni fa, da obiettivi di stabilit\u00e0 e prosperit\u00e0 da raggiungere attraverso <strong>cooperazione e integrazione<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;analogia si ferma qui, ma l&#8217;articolo mette in risalto il <strong>divario tra le fondamenta etiche del progetto europeo e la realt\u00e0 politica<\/strong> che vede la <strong>democrazia liberale svuotata<\/strong> da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/lunione-europea-e-la-guerra-culturale-in-polonia-e-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">partiti ultra-nazionalisti in <strong>Polonia<\/strong> e <strong>Ungheria<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Valori europei<br \/>\n<\/strong>Un richiamo che assume tutta la sua valenza nel momento in cui <strong>Varsavia e Budapest<\/strong>, dopo avere adottato misure in materia di libert\u00e0 di espressione e di indipendenza della magistratura che confliggono con i valori fondamentali dell&#8217;Ue, sono entrate in rotta di collisione con i partner europei sulla questione del rispetto dello <strong>stato di diritto<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/veto-a-bilancio-e-recovery-fund-cosa-si-dice-in-polonia-e-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I governi di Polonia e Ungheria sono arrivati a bloccare il bilancio pluriennale 2021-2027<\/a>\u00a0dopo l&#8217;approvazione, su pressione del Parlamento europeo, di un meccanismo che pu\u00f2 portare alla sospensione dei pagamenti dal bilancio a uno Stato membro in caso di una violazione dello stato di diritto, con una decisione del Consiglio a <strong>maggioranza qualificata<\/strong> su proposta della Commissione.<\/p>\n<p>Questa vicenda ci ricorda che l&#8217;Unione europea non pu\u00f2 essere vissuta solo nella sua dimensione economica, ma anche come <strong>spazio di valori e diritti<\/strong>. Del resto, \u00e8 proprio in questo modo che \u00e8 stata vista in passato da Paesi che sono usciti da regimi dittatoriali: Grecia, Spagna e Portogallo, negli anni Settanta, hanno motivato la loro pronta adesione alla comunit\u00e0 proprio come una scelta di ancoraggio alla democrazia, per il rafforzamento di una tela istituzionale di garanzie e di valori democratici negati per lunghi anni. E nello stesso modo, dopo la fine della Guerra fredda e l&#8217;uscita dalle costrizioni del regime di stampo sovietico, i Paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale hanno guardato all&#8217;Europa comunitaria nel corso degli anni novanta come l&#8217;approdo naturale del loro ritorno alla democrazia.<\/p>\n<p>Il <strong>patto europeo<\/strong> non pu\u00f2 che basarsi su valori condivisi, e lo Stato di diritto non \u00e8 un concetto astratto, ma un principio cardine dell&#8217;ordinamento europeo inserito nell&#8217;<strong>articolo 2 del Trattato sull&#8217;Unione<\/strong> e sottoscritto dai Paesi membri.<\/p>\n<p><strong>Verso un compromesso<br \/>\n<\/strong>Budapest e Varsavia contestano il regolamento che vincola l&#8217;erogazione dei fondi Ue al rispetto dello Stato di diritto perch\u00e9 temono possa aprire a valutazioni arbitrarie e politicamentemotivate. L&#8217;elemento che pi\u00f9 preoccupa i due Paesi \u00e8 l&#8217;adozione con voto a maggioranza qualificata della decisione relativa a una violazione dello stato di diritto, rispetto alla procedura prevista dall&#8217;<strong>articolo 7 del Trattato sull&#8217;Ue<\/strong>, gi\u00e0 avviata in passato, che si \u00e8 scontrata col limite del voto all&#8217;unanimit\u00e0 per deliberare l&#8217;esistenza &#8220;di una violazione grave e persistente&#8221; da parte di uno Stato membro.<\/p>\n<p>Il veto polacco e ungherese si \u00e8 abbattuto anche sul provvedimento sull&#8217;aumento del tetto delle risorse proprie, senza il quale la Commissione europea non pu\u00f2 lanciare sul mercato l&#8217;emissione obbligazionaria comune per 750 miliardi per finanziare il Recovery Fund <strong>Next Generation EU<\/strong>.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/la-germania-e-la-presidenza-di-turno-del-consiglio-dellue-parla-nicoletta-pirozzi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>presidenza tedesca<\/strong><\/a> ha avviato una mediazione in vista del <strong>prossimo Consiglio europeo del 10-11 dicembre<\/strong>, che ruota intorno alla <strong>proposta di introdurre un verdetto della Corte di Giustizia dell&#8217;Ue come passaggio necessario<\/strong> perch\u00e9 ogni decisione sul congelamento dei fondi possa entrare in vigore. \u00c8 presto per dire se possa rappresentare quelle &#8220;<strong>modifiche significative<\/strong>&#8221; richieste da Polonia e Ungheria.<\/p>\n<p>Un compromesso andr\u00e0 trovato tra gli interessi di tutti: di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/ue-modello-bancomat-i-numeri-dietro-il-veto-di-polonia-e-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Budapest e Varsavia, principali beneficiarie dei fondi europei<\/a>, della Germania la cui industria automobilistica ha delocalizzato molte produzioni in Polonia e Ungheria e non vuole alienarsi i due partner, di tutti i Paesi duramente colpiti dalle conseguenze economiche della pandemia che attendono di avviare l\u2019uscita dalla crisi con i piani di ripresa finanziati dall&#8217;Europa. Senza dimenticare che <strong>molti governi, compreso quello tedesco, hanno gi\u00e0 inserito le risorse del Recovery nei bilanci 2021<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il problema dell&#8217;unanimit\u00e0<br \/>\n<\/strong>L&#8217;impasse, oltre a rallentare l&#8217;entrata in vigore di\u00a0Next Generation EU fornendo tra l&#8217;altro a Stati membri come i <strong>Paesi Bassi <\/strong>&#8211;\u00a0che a luglio pi\u00f9 si erano opposti al piano per la ripresa &#8211; il pretesto per rimettere in discussione cifre e obiettivi dell&#8217;accordo raggiunto, mette in luce <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/il-ricatto-di-ungheria-e-polonia-sul-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>quanto sia disfunzionale per l&#8217;efficacia dell&#8217;azione dell&#8217;Ue un processo decisionale basato sul voto all&#8217;unanimit\u00e0<\/strong><\/a>. Un tema quindi che riguarda in generale la credibilit\u00e0 dell\u2019Unione europea, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/abbandonare-il-voto-allunanimita-e-necessario-per-avere-una-politica-estera-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">anche come attore diplomatico<\/a>, e non potr\u00e0 non essere al centro della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/conferenza-futuro-europa-appuntamento-necessario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Conferenza sul futuro dell\u2019Europa<\/strong><\/a> quando finalmente avvier\u00e0 i suoi lavori.<\/p>\n<p>La presidente della Commissione europea <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>\u00a0ha sottolineato di fronte al Parlamento europeo che il vincolo tra l&#8217;erogazione di risorse di bilancio e la tutela dello stato di diritto \u00e8 &#8220;appropriato, proporzionale e anche necessario&#8221;. <strong>La sfida di conciliare la difesa dei principi democratici e dei valori fondamentali dell&#8217;Ue con l&#8217;autonomia delle scelte politiche degli Stati<\/strong> membri \u00e8 impegnativa, ma non pu\u00f2 essere persa se si vuole che l&#8217;idea d&#8217;Europa sia rispettata e compresa da tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Guardian \u00e8 arrivata nei giorni scorsi una riflessione sull&#8217;Europa che non muove dalle considerazioni pi\u00f9 scontate, ma prende a pretesto l&#8217;anniversario dei 75 anni dal processo di Norimberga per sottolineare come proprio a Norimberga sia nato un nuovo approccio di giustizia internazionale, un nuovo vocabolario dei diritti comuni dell&#8217;umanit\u00e0. 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