{"id":85823,"date":"2020-12-02T12:17:59","date_gmt":"2020-12-02T11:17:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85823"},"modified":"2020-12-03T12:24:23","modified_gmt":"2020-12-03T11:24:23","slug":"speranze-e-dubbi-europei-per-il-dopo-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/speranze-e-dubbi-europei-per-il-dopo-trump\/","title":{"rendered":"Speranze e dubbi europei per il dopo Trump"},"content":{"rendered":"<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-politica-estera-di-biden-tutto-come-prima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>prospettiva di un ritorno dell&#8217;America<\/strong><\/a> a una <strong>politica estera multilateralista<\/strong> e al <strong>partenariato con l&#8217;Unione europea<\/strong> sembra trovare conferma nelle prime nomine annunciate da <strong>Joe Biden<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/le-prime-nomine-di-biden-con-la-scelta-blinken-un-messaggio-di-fiducia-nella-diplomazia\/\"><strong>nuovo segretario di Stato<\/strong><\/a>, <strong>Antony Blinken<\/strong>, figlio di un diplomatico che ha fatto l&#8217;ambasciatore in due Paesi europei, ha trascorso una parte della sua infanzia in Francia ed \u00e8 <strong>francofono<\/strong>. Inoltre, \u00e8 stato consigliere di Barack Obama e vice di John Kerry e certamente vorr\u00e0 ridare voce e responsabilit\u00e0 ai professionisti nel Dipartimento di Stato tanto strapazzato da Trump.<\/p>\n<p>I Paesi europei possono sperare che siano finiti i tempi delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/gli-usa-chiedono-lo-snapback-contro-liran-ma-leuropa-resiste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sanzioni secondarie<\/strong><\/a>, inflitte a chi non si allinea a misure punitive unilateralmente decise da Washington. E che l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/iran-la-grande-incertezza-americana-e-il-ruolo-delleuropa\/\"><strong>accordo con l&#8217;Iran<\/strong><\/a> da loro voluto e mediato sia risuscitato &#8211; non sar\u00e0 facile, visti gli umori del Congresso e l&#8217;irrigidimento di Teheran, ma la nomina di <strong>Jake Sullivan<\/strong> a consigliere di Biden per la Sicurezza, avendo lui contribuito a negoziare il Jcpoa, \u00e8 di buon auspicio.<\/p>\n<p>Ma possono sperare anche che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/con-biden-e-kerry-il-ritorno-di-una-superpotenza-climatica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;attuazione delle politiche ambientali<\/a> prospettate dall&#8217;<strong>Accordo di Parigi<\/strong> del 2016, e messa al centro dei programmi della Commissione guidata da <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, non sia minata dal boicottaggio americano.<\/p>\n<p>A questo proposito si deve dare per scontato che<strong> il Senato impedir\u00e0 di adottare la legislazione federale necessaria<\/strong>, e che quindi l&#8217;Amministrazione Biden dovr\u00e0 procedere <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/lamerica-di-biden-e-harris\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mediante decreti<\/a>, laddove ci\u00f2 \u00e8 consentito, e collaborando con gli Stati e le citt\u00e0 a guida democratica. Ma la nomina di un politico del calibro di <strong>John Kerry<\/strong>, uno dei firmatari dell&#8217;Accordo di Parigi, a <strong>inviato speciale per il clima<\/strong>, con lo status di membro del governo, dimostra che il nuovo presidente intende operare un&#8217;<strong>inversione di rotta a 180 gradi<\/strong> rispetto al predecessore.<\/p>\n<p><strong>Solo idee o azioni concrete?<br \/>\n<\/strong>Il sostegno ai <strong>valori democratici<\/strong> e ai <strong>diritti umani<\/strong> fa indubbiamente parte della fisionomia della nuova Amministrazione, ma \u00e8 difficile dire se ci\u00f2 si tradurr\u00e0 in azioni concrete. Vorr\u00e0 Biden mettersi in contrasto con il turco <strong>Recep Tayyip\u00a0Erdogan<\/strong>, o con l&#8217;indiano <strong>Narendra<\/strong>\u00a0<strong>Modi<\/strong>, o ancora <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/biden-e-il-nord-africa-centralita-egiziana-marginalita-maghrebina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;egiziano <strong>Abdel Fattah al-Sisi<\/strong><\/a>, o\u00a0 i monarchi del Golfo?<\/p>\n<p>L&#8217;idea di un &#8220;<strong>summit\u00a0delle Democrazie<\/strong>&#8221; \u00e8 stato un tema della campagna elettorale ma si pu\u00f2 essere scettici sulla sua realizzazione: che interesse pu\u00f2 esserci a dover scegliere se escludere questi (e tanti altri) dittatori?<\/p>\n<p>Molti esperti invitano a non illuderci che si vada verso una piena convergenza con gli interessi degli europei, dato che anche Biden si lascer\u00e0 guidare dall&#8217;<strong>interesse nazionale americano<\/strong>. Ma ci\u00f2 non significa che il cambiamento sar\u00e0 solo di tono e non di sostanza.<\/p>\n<p>Certo, ci verr\u00e0 chiesta una scelta di campo nella <strong>competizione fra Stati Uniti e Cina<\/strong>. Secondo un <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/ideas\/archive\/2020\/11\/biden-must-master-politics-foreign-policy\/617181\/\">articolo di Thomas Wright su\u00a0<em>The Atlantic<\/em><\/a>, una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/tra-pechino-e-pyongyang-il-nuovo-pivot-asiatico-di-biden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politica di fermezza verso Pechino<\/a>, imperniata su misure protezionistiche, investimenti mirati allo sganciamento (<em>decoupling<\/em>) dalla tecnologia cinese, l&#8217;accorciamento delle <em>supply chain<\/em>, sarebbe il modo migliore per trovare intese con i Repubblicani in Senato (o con quelli relativamente moderati) anche su altri temi, compresi i rapporti con gli alleati.<\/p>\n<p><strong>Richieste all&#8217;alleato europeo<br \/>\n<\/strong>Una maggiore indipendenza dalla tecnologia cinese, un atteggiamento meno ingenuo verso la <strong>Nuova Via della seta<\/strong>,\u00a0o la rilocalizzazione di alcune industrie sarebbero nel nostro interesse, e non una dolorosa concessione all&#8217;alleato. Potrebbe poi esserci l&#8217;invito a una <strong>maggiore fermezza nei confronti di Mosca<\/strong> e critiche ai progetti infrastrutturali che aumentano la dipendenza dalla Russia in campo energetico, ma senza giungere a sanzioni contro la Germania per il completamento del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/la-partita-delle-sanzioni-extraterritoriali-usa-su-nord-stream-2\/\"><strong>Nord Stream 2<\/strong><\/a>. Contrasti sono prevedibili sulla <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/dagli-usa-un-colpo-ai-negoziati-multilaterali-sulla-digital-tax\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>digital tax<\/em><\/a><\/strong>, la tassazione dei giganti del web,\u00a0e sulla <strong><em>carbon tax<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<p>In sede <strong>Nato<\/strong> non verranno meno i periodici solleciti ad attuare la promessa di portare al <strong>2% del Pil la spesa per la difesa<\/strong>, non diversamente da quanto avveniva ai tempi di Obama; ma se Germania e Italia rimarranno ben al di sotto di quella asticella, \u00e8 poco verosimile che Washington ci imponga acquisti massicci di cacciabombardieri sotto minaccia di sanzioni.<\/p>\n<p>Legittima \u00e8 piuttosto l&#8217;aspettativa di un pi\u00f9 equo <em>burden-sharing<\/em> nell&#8217;assumere responsabilit\u00e0 per la sicurezza dell&#8217;Occidente in regioni divenute non prioritarie per gli Stati Uniti. Anzitutto, nell&#8217;<strong>Africa sahariana e sub-sahariana<\/strong>, dove si gioca la principale partita contro il terrorismo di matrice islamista, e dove l&#8217;ingrato compito di \u00a0reprimerlo non pu\u00f2 essere lasciato alla sola Francia.<\/p>\n<p>I motivi di ottimismo nella ricostituzione del partenariato con l&#8217;America di Biden prevalgono chiaramente sulle <strong>inevitabili divergenze<\/strong>. Il problema \u00e8 un altro: il Partito repubblicano \u00e8 ancora forte, deciso a prendersi la rivincita; e rimane <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/le-tre-storie-di-usa2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dominato dal trumpismo<\/a><\/strong>. Se riconquister\u00e0 la Casa Bianca fra quattro anni, la nuova <em>entente cordiale<\/em> transatlantica sar\u00e0 spazzata via.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 nel dibattito fra la ministra della Difesa tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer e il presidente francese Emmanuel Macron dovremmo dar ragione ad entrambi: a breve termine pi\u00f9 alla prima, perch\u00e9 l&#8217;Europa della difesa, autosufficiente nelle tecnologie militari, la cyber-war e l&#8217;intelligence, non si costruisce in pochi mesi; pensando al medio-lungo termine pi\u00f9 al secondo, perch\u00e9 non abbiamo alcuna garanzia che i futuri presidenti americani seguiranno la linea di Obama e di Biden.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prospettiva di un ritorno dell&#8217;America a una politica estera multilateralista e al partenariato con l&#8217;Unione europea sembra trovare conferma nelle prime nomine annunciate da Joe Biden. 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