{"id":85829,"date":"2020-12-03T12:11:17","date_gmt":"2020-12-03T11:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85829"},"modified":"2020-12-10T16:53:44","modified_gmt":"2020-12-10T15:53:44","slug":"nel-futuro-prossimo-di-israele-ci-sara-ancora-netanyahu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/nel-futuro-prossimo-di-israele-ci-sara-ancora-netanyahu\/","title":{"rendered":"Nel futuro prossimo di Israele ci sar\u00e0 ancora Netanyahu"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 cos\u00ec probabile che <strong>Israele<\/strong> vada alle <strong>quarte elezioni nel giro di due anni<\/strong>, dopo la <strong>crisi politica innescata ieri<\/strong> dal voto parlamentare. Certo, la situazione politica nel Paese \u00e8 difficile, aggravata da una crisi mondiale dovuta alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bibi-e-il-re-e-il-suo-regno-e-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pandemia<\/a>, da una <strong>terza ondata in arrivo<\/strong> e da una crisi economica notevole, ma la crisi politica potrebbe trovare il suo sbocco naturale a breve e lasciare, dietro di s\u00e9, i soliti \u201ccadaveri\u201d politici. Ma uno di questi, \u00e8 difficile che sia il premier\u00a0<strong>Benjamin Netanyahu<\/strong>.<\/p>\n<p>Il voto espresso ieri dalla <strong>Knesset<\/strong>, il Parlamento israeliano, per dissolvere questa legislatura e andare alle elezioni, rappresenta il monito pi\u00f9 grande che <strong>Benny Gantz<\/strong>, il premier a rotazione che dovrebbe assumere l\u2019incarico a novembre 2021, ha lanciato all\u2019attuale capo dell&#8217;esecutivo Netanyahu. Ma rappresenta anche la <strong>pietra tombale sulle aspirazioni governative dello stesso Gantz<\/strong>. L\u2019ex capo di Stato maggiore non ha certo brillato fino ad ora per capacit\u00e0 politica, adeguandosi con la sua formazione alle varie scelte del governo o facendone timida opposizione. In questo modo, scontentando tutti.<\/p>\n<p><strong>Bibi sale, Benny scende<\/strong><br \/>\nAveva gi\u00e0 scontentato gran parte dei suoi elettori quando entr\u00f2 in carica lo scorso maggio accettando la proposta del presidente <strong>Reuven Rivlin<\/strong> e accordandosi con Netanyahu per una<strong> <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/lo-storico-accordo-storico-netanyahu-gantz\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">coalizione di emergenza<\/a><\/strong> nella quale il veterano politico avrebbe servito come premier per primo, e il veterano dell\u2019esercito successivamente dopo 18 mesi. In quella occasione, dopo aver fallito nella creazione di un governo, Gantz ruppe con i suoi alleati del <strong>Blu e Bianco<\/strong> e, insieme al suo Partito per la Resilienza, cominci\u00f2 a sostenere il governo di Bibi. O, meglio, il governo di entrambi.<\/p>\n<p>Ma a tutti, a quanto pare fuorch\u00e9 a Gantz, quella promessa di Netanyahu di ruotare il premierato pareva vana. Fino ad ora Netanyahu \u00e8 riuscito, non solo per sua abilit\u00e0, a tenere Benny Gantz fuori da qualsiasi gioco. Il risultato oggettivamente pi\u00f9 grande raggiunto, l\u2019accordo di Abramo con i Paesi arabi, \u00e8 stato annunciato da Netanyahu quando Gantz, ministro della Difesa e <em>alternate Prime Minister<\/em>, era appena entrato in ospedale per una operazione. Una scelta di tempo che non pu\u00f2 non lasciare pensare ad un atto deliberato.<\/p>\n<p><strong>Di Gantz, fino ad ora, non si \u00e8 sentito parlare<\/strong>. <strong>In uno modo nell\u2019altro, Netanyahu \u00e8 sempre al centro della scena<\/strong>. Anche quando, la settimana scorsa, ha spaccato il <strong>fronte delle liste arabe<\/strong>, attirandosene a s\u00e9 una che poi, ieri, non ha partecipato al voto.<\/p>\n<p><strong>Le concessioni dell&#8217;alleato<\/strong><br \/>\n<strong>I processi a carico del premier sono stati rimandati<\/strong> a febbraio ed \u00e8 pi\u00f9 che probabile subiscano altri rinvii. La pandemia ha bloccato il Paese, anche se il governo ha risposto fornendo, ancora oggi,<strong> aiuti economici a tutti<\/strong>, tenendo scuole aperte (in questi giorni anche le superiori), promuovendo <strong>test gratuiti di massa<\/strong>. Certo, la presenza di comunit\u00e0 chiuse come le ortodosse o alcune arabe e i problemi di diffusione del virus in Cisgiordania, oltre alla necessit\u00e0 di aprire alcune attivit\u00e0, proprio in queste ore hanno fatto risalire la curva dei contagi. Inoltre, da mesi ormai, ogni sabato sono sempre centinaia le persone che manifestano contro Netanyahu dinanzi alla sua residenza ufficiale di Gerusalemme. Ma questo, non lo scalfisce.<\/p>\n<p>Gantz, come segno di buona volont\u00e0, nei giorni scorsi aveva anche ritirato la <strong>proposta di legge sull\u2019uguaglianza<\/strong>, invisa ai partiti ortodossi. Ma questo non ha impedito che appoggiasse <strong>ieri il primo voto (ne serviranno altri tre<\/strong> e un passaggio in commissione) per sciogliere il Parlamento.<\/p>\n<p>Oltre al non rispetto della rotazione, c\u2019\u00e8 un altro accordo di governo, tra gli altri, che fino ad ora Netanyahu non ha soddisfatto. Il premier e il suo gruppo parlamentare, il <strong>Likud,<\/strong> sono riusciti ad oggi a <strong>rinviare pi\u00f9 volte, da agosto, la discussione sul budget<\/strong> del Paese ed \u00e8 molto probabile che venga disattesa anche la scadenza del 23 dicembre, spostando tutto a febbraio. Ovviamente, questo d\u00e0 la possibilit\u00e0 a Netanyahu di governare in emergenza e decidere in autonomia. Ma senza budget approvato, \u00e8 difficile programmare e si naviga a vista.<\/p>\n<p><strong>La destra rimarr\u00e0 al potere<\/strong><br \/>\nQuello che per\u00f2 Gantz non ha calcolato (o se lo ha fatto lo considera il male minore, almeno per la popolazione) \u00e8 che alle elezioni lui scomparirebbe mentre Netanyahu resterebbe. In questo momento, la posizione della destra nel Paese si \u00e8 rafforzata: se il Likud mantiene le sue posizioni e i suoi numeri, sta prendendo sempre pi\u00f9 vigore la\u00a0<strong>Nuova Destra\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>Naftali Bennet<\/strong>, l\u2019ex ministro della Difesa e alleato di Netanyahu, sacrificato sull\u2019altare della coalizione al governo. <strong>La destra si ritroverebbe cos\u00ec di nuovo a governare<\/strong>. Non \u00e8 certo se in un ennesimo governo Netanyahu, ma difficilmente senza di lui.<\/p>\n<p>La scelta di Gantz di sostenere tutte le decisioni di Netanyahu, compresa quella sul bilancio, certamente non lo aiuta e non lo aiuter\u00e0. Ha mostrato qualche volta distanza da Bibi, di lamentarsi per decisioni, ma quella di ieri \u00e8 il primo atto vero di opposizione. In passato lo aveva minacciato di ritirare il sostegno, ma sono rimaste solo minacce cadute nel vuoto.<\/p>\n<p>Il punto per\u00f2 \u00e8 sempre lo stesso: <strong>in questa situazione di emergenza, \u00e8 meglio un governo seppur non amato o delle elezioni?<\/strong>\u00a0\u00c8 pi\u00f9 probabile la prima ipotesi, anche perch\u00e9 Netanyahu cercher\u00e0 di andare alle elezioni almeno dopo la prima campagna vaccinale, tentativo non realizzato dal suo amico Donal Trump. Ma, in prospettiva e a differenza di Washington, il futuro prossimo di Israele difficilmente sar\u00e0 senza Bibi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 cos\u00ec probabile che Israele vada alle quarte elezioni nel giro di due anni, dopo la crisi politica innescata ieri dal voto parlamentare. 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