{"id":85945,"date":"2020-12-11T00:44:58","date_gmt":"2020-12-10T23:44:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85945"},"modified":"2020-12-14T15:22:45","modified_gmt":"2020-12-14T14:22:45","slug":"difesa-fra-ripresa-e-ammodernamento-il-ruolo-di-next-generation-eu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/difesa-fra-ripresa-e-ammodernamento-il-ruolo-di-next-generation-eu\/","title":{"rendered":"Difesa fra ripresa e ammodernamento: il ruolo di Next Generation EU"},"content":{"rendered":"<p>Nel valutare dove sarebbe meglio indirizzare gli sforzi per sostenere la <strong>ripresa economica<\/strong> ed insieme favorire l&#8217;<strong>ammodernamento del nostro sistema-Paese<\/strong>, anche il settore della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/la-difesa-prima-e-dopo-la-pandemia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>difesa<\/strong><\/a> dovrebbe essere attentamente considerato.<\/p>\n<p>Innanzitutto, andrebbe tenuto presente che alcune delle molte conseguenze della pandemia sono destinate a pesare sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/se-leuropa-della-difesa-esce-dalla-quarantena\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>piano strategico<\/strong><\/a>. La crisi economica ha colpito diversamente le potenze globali e regionali in termini di intensit\u00e0 e durata. I rapporti di forza si sono gi\u00e0 modificati e continueranno a farlo fino alla sua, per ora imprevedibile, fine. Questo si riflette anche sull&#8217;influenza esercitata sugli altri Paesi e a livello internazionale.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la <strong>scarsa coesione fra molti Paesi alleati e partner<\/strong> ha fatto riemergere egoismi e interessi nazionali. Infine, l&#8217;inevitabile tentazione di concentrarsi sui problemi di casa \u00e8 destinata a lasciare irrisolte tensioni e crisi che potrebbero rapidamente riacutizzarsi in ogni angolo del mondo. Di fronte a questo quadro di instabilit\u00e0 e di rischi, l&#8217;<strong>esigenza di garantire meglio la difesa e la sicurezza del nostro Paese<\/strong> richiede, quindi, ancora maggiore attenzione rispetto al recente passato.<\/p>\n<p>In quest&#8217;ultimo decennio il <strong>processo di ammodernamento e riorganizzazione delle Forze armate<\/strong> \u00e8 proseguito molto pi\u00f9 lentamente di quanto sarebbe stato necessario. La riforma voluta dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola \u00e8 rimasta in gran parte inattuata, cos\u00ec come quanto ipotizzato dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/difesa-libro-bianco-passi-verso-attuazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libro bianco<\/strong><\/a> fatto predisporre dalla ministra della Difesa Roberta Pinotti.<\/p>\n<p>Restano irrisolti tutti i principali nodi, dal progressivo invecchiamento del personale alla mancanza di forze di riserva attivabili in caso di necessit\u00e0 &#8211; come si sta ora verificando -, dall&#8217;assenza di una stabile pianificazione degli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/la-difesa-riporta-lattenzione-sugli-investimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">investimenti<\/a> ad un loro adeguato dimensionamento, dalla sovrapposizione delle competenze ministeriali all\u2019assenza di una strumentazione adeguata per affrontare gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/gli-accordi-g2g-nella-difesa-come-supporto-al-sistema-paese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordi governo-governo<\/a> e le sfide dell\u2019innovazione, dalla assenza di aree addestrative ad un&#8217;efficace distribuzione territoriale del personale, dal rafforzamento di una logica interforze alla valorizzazione delle competenze acquisite col servizio militare.<\/p>\n<p>Sarebbe, inoltre, necessario un <strong>impegno finanziario maggiore<\/strong>, in linea con quanto abbiamo concordato a livello atlantico ed europeo. Anzi, poich\u00e9 i nostri maggiori partner hanno coerentemente aumentato le spese per la difesa, la distanza che l&#8217;Italia deve colmare \u00e8 andata via via aumentando.<\/p>\n<p>Nel campo delle tecnologie avanzate l&#8217;<strong>industria dell&#8217;aerospazio, sicurezza e difesa<\/strong> rappresenta una delle poche presenze italiane. Al suo interno vi sono alcune aree di eccellenza tecnologica e industriale che restano competitive sul mercato internazionale e che costituiscono una risorsa dell&#8217;intero Paese. Di particolare importanza \u00e8 l&#8217;<strong>impatto sull&#8217;innovazione di prodotto e di processo<\/strong> legata al soddisfacimento dei requisiti stringenti che sono imposti dalla tutela della difesa e sicurezza nazionale. Questo comporta anche un positivo effetto sulla formazione di tecnici e laureati in tutte le discipline scientifiche.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Infine, questo settore, soprattutto quando ci si muove nel quadro di accordi governo-governo, funge da volano per allargare e stabilizzare la <strong>collaborazione<\/strong> con i Paesi coinvolti, con forti ricadute sul nostro ruolo internazionale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nell&#8217;attuale fase di crisi economica, il settore della difesa presenta un ulteriore punto di forza: poich\u00e9 molti programmi di equipaggiamento sono in ritardo per gli insufficienti fondi a disposizione, un semplice aumento degli investimenti porterebbe in tempi rapidissimi ad un aumento della produzione, trascinando tutta la filiera delle Pmi subfornitrici, con positive conseguenze sulla ripresa economica.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione europea ha definito nel corso di quest\u2019anno il programma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/recovery-fund-accordo-raggiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Next Generation EU<\/strong> <\/a>che attraverso la\u00a0<strong><em>Recovery and Resilience Facility\u00a0<\/em><\/strong>(Rrf) &#8220;aiuter\u00e0 l&#8217;Ue a uscire pi\u00f9 forte e pi\u00f9 resiliente dall&#8217;attuale crisi&#8221; con 672,5 miliardi di euro di prestiti e sovvenzioni. Per l&#8217;Italia sono previsti in totale <strong>209 miliardi<\/strong> di cui 196 con la Rrf.<\/p>\n<p>In questo ambito \u00e8 stata presentata dal governo all&#8217;inizio di dicembre la bozza di <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza<\/strong> (Pnrr) che prevede <strong>sei aree di intervento<\/strong> fra cui digitalizzazione, innovazione, competitivit\u00e0 e cultura al cui interno 10 miliardi sono destinati a digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella pubblica amministrazione e 35 miliardi sono destinati a Innovazione, competitivit\u00e0, digitalizzazione 4.0 e internazionalizzazione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le implicazioni per il settore aerospazio, sicurezza e difesa, nella prima componente \u00e8 inserito l&#8217;obiettivo della <strong>sicurezza cibernetica<\/strong>, mentre nel secondo \u00e8 esplicitamente indicato al punto 5 il Piano straordinario per la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/il-rilancio-dellesplorazione-spaziale-e-la-visione-di-italia-e-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><strong>space economy<\/strong><\/em><\/a>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Quest&#8217;ultimo \u00e8 un riconoscimento importante che conferma la crescente attenzione per questo comparto. Non vi sono, invece, riferimenti all<strong>&#8216;industria della difesa<\/strong>, nonostante la sua importanza strategica e l\u2019interrelazione con quella della sicurezza e dell\u2019aerospazio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Solo nella parte generale si cita l&#8217;impegno europeo nel campo della sicurezza e difesa con i previsti <strong>1,9 miliardi<\/strong> nell&#8217;ambito di Next Generation EU e 13,2 nel Quadro Finanziario Pluriennale 2021-27 (che comprender\u00e0 poco pi\u00f9 di 7 miliardi per <em>European Defence Fund<\/em>, 1,5 per <em>Military Mobility<\/em> e 5 per <em>European Peace Facility<\/em>). Va sottolineato, per\u00f2, che la stessa Commissione europea ha previsto nelle linee guida per i <a href=\"http:\/\/www.politicheeuropee.gov.it\/it\/comunicazione\/notizie\/commissione-ue-orientamenti-piani-ripresa-e-resilienza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piani nazionali di ripresa e resilienza<\/a>\u00a0degli Stati membri, pubblicate a settembre, la possibile complementariet\u00e0 di diversi finanziamenti europei, citando esplicitamente anche l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/la-difesa-riporta-lattenzione-sugli-investimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>European Defence Fund<\/em><\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo si articola in due parti: <strong>un terzo dedicato alla ricerca e due terzi allo sviluppo<\/strong>. Nella prima il finanziamento sar\u00e0 al 100%, mentre nella seconda si dovrebbe attestare mediamente sul 20%. Nel caso dei programmi di sviluppo dovranno, quindi, essere gli Stati partecipanti (perlomeno tre) a coprire la maggior parte delle spese.<\/p>\n<p>Ipotizzando che l&#8217;<strong>Italia<\/strong> partecipi con un ruolo in linea col nostro peso economico e col contributo al bilancio europeo, l&#8217;obiettivo (dopo il drastico taglio deciso dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/il-consiglio-europeo-e-la-lanterna-magica-delleuropa-possibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Consiglio europeo di luglio<\/strong><\/a>)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>potrebbe essere quello di ricevere finanziamenti per pi\u00f9 di 1 miliardo e, in questo caso, il co-finanziamento italiano potrebbe dover superare 1 miliardo nell\u2019arco di sette anni.<\/p>\n<p>Ovviamente, molto dipender\u00e0 dal <strong>tasso di successo delle proposte presentate dall&#8217;industria italiana<\/strong>, ma, sulla base dell&#8217;esperienza fin qui acquisita con i progetti pilota, \u00e8 ragionevolmente credibile che continui ad essere elevato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Sul piano finanziario lo sforzo \u00e8 sicuramente sostenibile, ma non si vede <strong>perch\u00e9 escludere l&#8217;utilizzo del Pnrr<\/strong>. Un sostegno indiretto potr\u00e0 essere dato dal possibile intervento del Pnrr nel finanziare altre iniziative del ministero della Difesa in campo infrastrutturale (basi, alloggi, reti di comunicazione), alleggerendo cos\u00ec il suo bilancio e rendendo disponibili le risorse gi\u00e0 previste. Ma le due possibilit\u00e0 non si escludono l&#8217;una con l&#8217;altra.<\/p>\n<p>In ogni caso, questi auspicabili finanziamenti europei non possono eludere il problema di fondo della <strong>mancanza di adeguate risorse<\/strong> <strong>per la difesa e la sicurezza<\/strong>. Vi sono troppe carenze negli equipaggiamenti delle nostre Forze armate e, per quanto riguarda l&#8217;innovazione perseguita con i programmi di ricerca e sviluppo, non va dimenticato che i nuovi sistemi andranno successivamente prodotti ed acquisiti.<\/p>\n<p>In questa prospettiva si deve proseguire sulla strada intrapresa con l&#8217;attuale manovra finanziaria per <strong>dare stabilit\u00e0 alla pianificazione degli investimenti della difesa<\/strong> e, insieme, aumentarne la consistenza, contribuendo alla ripartenza del sistema-Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel valutare dove sarebbe meglio indirizzare gli sforzi per sostenere la ripresa economica ed insieme favorire l&#8217;ammodernamento del nostro sistema-Paese, anche il settore della difesa dovrebbe essere attentamente considerato. Innanzitutto, andrebbe tenuto presente che alcune delle molte conseguenze della pandemia sono destinate a pesare sul piano strategico. 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