{"id":85981,"date":"2020-12-15T01:00:58","date_gmt":"2020-12-15T00:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=85981"},"modified":"2020-12-17T10:38:14","modified_gmt":"2020-12-17T09:38:14","slug":"europa-disunita-sulle-restrizioni-agli-sport-invernali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/europa-disunita-sulle-restrizioni-agli-sport-invernali\/","title":{"rendered":"Europa disunita sulle restrizioni agli sport invernali"},"content":{"rendered":"<p>Le dissonanze nelle <strong>norme anti-Covid<\/strong> adottate dai vari Paesi europei danno una <strong>immagine di incapacit\u00e0 dell&#8217;Ue<\/strong> a coordinare e razionalizzare le politiche proprio nel mezzo di una grave crisi. Va detto che in materia di sanit\u00e0 e scuola le competenze non sono state delegate all&#8217;Unione ma appartengono agli Stati, se non alle regioni.<\/p>\n<p>Su una cosa si \u00e8 voluto salvaguardare l&#8217;integrazione europea, per evitare le critiche scambiate nella primavera scorsa: non si chiudono (almeno per ora) le <strong>frontiere<\/strong>, con poche eccezioni. Con il paradossale risultato che durante le feste gli italiani non potranno muoversi da una regione all&#8217;altra, e in certi giorni da un comune a quello vicino, ma potranno andare in <strong>vacanza all&#8217;estero<\/strong>. Ne dovrebbero venire dissuasi dall&#8217;obbligo di quarantena al ritorno. Se in molti partiranno lo stesso, vorr\u00e0 dire che non tutti credono nella capacit\u00e0 dello Stato di vigilare sull&#8217;osservanza dell&#8217;isolamento.<\/p>\n<p><strong>Divergenze tra Paesi<br \/>\n<\/strong>La <strong>disparit\u00e0 nelle misure<\/strong> prese ha una spiegazione: se in primavera veniva chiesto alla popolazione di sacrificarsi per un mese o due, e la risposta era generalmente positiva, alle soglie di questo lungo inverno senza prospettive di ritorno alla normalit\u00e0 i governi devono affrontare vaste aree di resistenza, sia per validi motivi economici e scolastici che per una diffusa insofferenza a restrizioni la cui necessit\u00e0 ed efficacia \u00e8 controversa.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 devono quindi trovare <strong>compromessi<\/strong> fra le allarmate raccomandazioni di medici e scienziati e il pericolo di fallimenti a catena e di disobbedienza civile; e fra le istanze dei vari settori produttivi. Ma il<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>peso relativo di questi settori varia da Paese a Paese, o anche da regione a regione. \u00c8 cos\u00ec che <strong>l&#8217;Italia tiene aperti ristoranti e bar<\/strong> mentre <strong>l&#8217;Austria non vuole rinunciare allo sci alpino<\/strong> (non da subito, ma dal 24 dicembre).<\/p>\n<p>Questo tema \u00e8 ora balzato in primo piano, con <strong>Italia, Francia e Germania<\/strong> che ritengono inaccettabile sacrificare la salute sull&#8217;altare di un&#8217;attivit\u00e0 ricreativa, e deplorano la concorrenza sleale di <strong>Austria<\/strong>,<strong> Slovenia e<\/strong>\u00a0(fuori dall&#8217;Ue)<strong> Svizzera<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le misure austriache<br \/>\n<\/strong>All&#8217;<strong>Austria<\/strong>, in particolare, si rimprovera di essere lassista sullo sci pur avendo un alto tasso di diffusione di Covid-19, a differenza della prima ondata. In effetti, i numeri sono analoghi a quelli italiani, e quindi all&#8217;incirca doppi rispetto a quelli della Germania, che pure \u00e8 molto preoccupata (malgrado il numero dei letti in terapia intensiva che \u00e8 oltre il triplo del nostro) e dal 16 dicembre sar\u00e0 in lockdown totale, come annunciato dalla cancelliera Angela Merkel.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;Austria ha chiuso integralmente, oltre a teatri e cinema, anche alberghi, ristoranti e bar, e istituito il coprifuoco dalle ore 20 (queste misure rimangono in vigore per almeno un altro mese). Inoltre, fino al 6 dicembre erano chiusi i negozi non alimentari, i musei e le scuole (salvo la possibilit\u00e0, per le famiglie che ne hanno la necessit\u00e0, di lasciarvi i bambini).<\/p>\n<p>Sullo <strong>sci<\/strong> durante le feste, Vienna \u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>meno severa, ma con una forte limitazione: <strong>aperti gli impianti<\/strong> di risalita e le piste di pattinaggio <strong>ma chiusi gli alberghi<\/strong>. In questo modo non si penalizzano inutilmente gli abitanti delle valli, e anche delle citt\u00e0 vicine: questi andranno in montagna in giornata, salvo se vi posseggono una seconda casa. E in entrambi i casi non ci sar\u00e0 il pericolo dell&#8217;apr\u00e8s-ski (tutti ricordano il <a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/2020\/10\/12\/ischgl-da-ibiza-delle-alpi-a-focolaio-covid\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">maxi-focolaio del marzo scorso a Ischgl<\/a>), tanto pi\u00f9 che i locali rimangono chiusi.<\/p>\n<p>Tenere gli alberghi chiusi mentre sono aperti gli impianti &#8211; esattamente il contrario di quanto fa l&#8217;Italia &#8211; significa consentire il turismo di prossimit\u00e0, ma non quello estero: <strong>non \u00e8 dunque concorrenza sleale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Un via libera con polemiche<br \/>\n<\/strong>Ci\u00f2 detto, il via libera agli impianti fa discutere anche in Austria, come in Italia i pranzi al ristorante consentiti a Natale e a Capodanno. Come gi\u00e0 negli Stati Uniti con il <em>Thanksgiving<\/em>, si d\u00e0 per scontato che ci sar\u00e0 un prezzo da pagare, in termini di impennata dei contagi in gennaio; si spera solo che non si trasformi in terza ondata. E si elaborano protocolli per limitare il danno.<\/p>\n<p>Il problema, evidentemente, non \u00e8 lo sci in s\u00e9, che si pratica all&#8217;aria aperta e distanziati, ma sono gli\u00a0<strong>impianti di risalita<\/strong>. Non le sciovie, e neanche le seggiovie purch\u00e9 usate a occupazione ridotta e senza capote. Vedremo se verranno imposte regole rigorose agli impianti al chiuso, pi\u00f9 problematici: le cabinovie potrebbero essere riservate agli appartenenti a un solo nucleo familiare; le funivie utilizzate a un terzo o un quarto della capacit\u00e0 e con mascherine non sarebbero diverse dai vagoni della metropolitana che nessuno propone di mettere fuori servizio. I punti di ristoro solo all&#8217;aperto.<\/p>\n<p>Resterebbe il nodo delle <strong>file<\/strong>, che vanno gestite in modo rigoroso, come in altre situazioni, e disposte all&#8217;aperto; il loro volume potrebbe essere ridotto, se necessario, mediante tetti alla occupazione degli alberghi (ma alcuni rimarranno comunque chiusi) e all&#8217;emissione di <em>ski-pass<\/em>, acquistabili solo online.<\/p>\n<p>Naturalmente, \u00e8 pi\u00f9 semplice chiudere tutto un campo di attivit\u00e0, e magari riaprire a singhiozzo. Ma in previsione di un perdurare delle restrizioni Covid-19 per tutto il 2021, o dell&#8217;emergere di nuove pandemie, \u00e8 bene studiare <strong>meccanismi pi\u00f9 articolati<\/strong>, in modo da mantenere in vita un settore turistico che per certe regioni e per i Paesi alpini non \u00e8 affatto marginale. Non pi\u00f9 di quanto lo sia la pesca per il Regno Unito (0,1% del Pil), che pure ne fa una questione vitale nel negoziato sulla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/brexit-i-nodi-della-pesca-e-degli-standard-comuni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le dissonanze nelle norme anti-Covid adottate dai vari Paesi europei danno una immagine di incapacit\u00e0 dell&#8217;Ue a coordinare e razionalizzare le politiche proprio nel mezzo di una grave crisi. Va detto che in materia di sanit\u00e0 e scuola le competenze non sono state delegate all&#8217;Unione ma appartengono agli Stati, se non alle regioni. 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