{"id":860,"date":"2006-04-03T00:00:00","date_gmt":"2006-04-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-nuova-dimensione-industriale-dellitalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:44:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:44:08","slug":"la-nuova-dimensione-industriale-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/04\/la-nuova-dimensione-industriale-dellitalia\/","title":{"rendered":"La nuova dimensione industriale dell&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>In poco meno di un decennio l\u2019industria italiana dell\u2019aerospazio e difesa \u00e8 radicalmente cambiata. Molti allora consideravano inguaribili le sue patologie: anzich\u00e9 assomigliare ad una piramide vi era solo il tronco inferiore con un\u2019eccessiva frammentazione (ancorch\u00e9 formalmente gran parte delle imprese facessero gi\u00e0 capo a Finmeccanica); il ventaglio dei segmenti produttivi era troppo ampio e in ciascun segmento le imprese troppo piccole; continuavano ad esservi duplicazioni e sovrapposizioni; un\u2019eccessiva dipendenza dal mercato domestico (compresi i programmi internazionali in cui vigeva la regola del \u201cjuste retour\u201d, cio\u00e8 tanto lo Stato partecipava finanziariamente e tanto le industrie dovevano partecipare alle commesse); una completa localizzazione delle attivit\u00e0 sul territorio nazionale che rendeva difficile l\u2019ingresso nei mercati dei paesi pi\u00f9 industrializzati; una forte presenza di attivit\u00e0 esclusivamente civili; un totale controllo pubblico dei due gruppi maggiori.<\/p>\n<p><b>Da industria pubblica a industria business <i>oriented<\/i><\/b><br \/>Oggi alcuni di questi problemi sono stati risolti e altri ridotti o avviati a soluzione. Finmeccanica \u00e8 diventata una holding industriale concentrata sul core business dell\u2019aerospazio e difesa. Lo Stato \u00e8 rimasto azionista di riferimento con un terzo del capitale, ma la societ\u00e0 \u00e8 diventata business oriented e deve puntare a creare valore per i suoi azionisti. Ha acquisito il controllo totale del segmento aeronautico e alcuni nuovi segmenti (telecomunicazioni e servizi spaziali). Ma, soprattutto, ha riorganizzato le sue attivit\u00e0, potenziando la struttura centrale e \u201criportando ordine nelle province dell\u2019impero\u201d, divisionalizzando di fatto le societ\u00e0 controllate. Ma ha, soprattutto, aumentato la sua internazionalizzazione, acquisendo societ\u00e0 estere e aumentando le esportazioni. Con la quotazione in borsa della maggioranza di Ansaldo STS si \u00e8 cominciato anche ad autonomizzare le imprese fuori dal <i>core business<\/i>. <br \/>Fincantieri ha conosciuto una nuova primavera, diventando il leader mondiale delle navi da crociera e avviando, col sostegno della Marina, una nuova generazione di navi militari. Fra poco anche Fincantieri sar\u00e0 portata in borsa e la residua presenza pubblica servir\u00e0 a tutelare gli interessi strategici del paese.<br \/>L\u2019industria italiana \u00e8 oggi sicuramente pi\u00f9 forte e pi\u00f9 in grado di internazionalizzarsi ulteriormente rimanendo uno dei players.<\/p>\n<p><b>Stato e mercato della difesa<\/b><br \/>Sul lato dell\u2019offerta l\u2019industria, si \u00e8, quindi, adeguata ad un mercato che sta globalizzandosi e in cui la competizione \u00e8 pi\u00f9 dura. Questo non \u00e8, invece, avvenuto per la domanda n\u00e9 sul piano delle regole del mercato n\u00e9 su quello quantitativo. <br \/>La particolarit\u00e0 di questo settore sta nel ruolo dello Stato che \u00e8, insieme, il principale cliente  e il responsabile delle regole del mercato e, in particolare, la sua volont\u00e0 e capacit\u00e0 condizionano fortemente la capacit\u00e0 di esportare. Per di pi\u00f9 \u00e8 un settore politicamente \u201csensibile\u201d. <br \/>Essendo un fattore importante per l\u2019innovazione tecnologica e richiedendo investimenti rilevanti, \u00e8 diventato anche uno dei temi dei nostri rapporti bilaterali e, qualche volta, multilaterali con i partners pi\u00f9 importanti. Le scelte hanno forti implicazioni sulla politica internazionale. Basta ricordare la nostra decisione di uscire dal programma europeo per il velivolo da trasporto A 400 M o quella di entrare nel programma americano per il velivolo da combattimento JSF.<br \/>Oltre che continuare e migliorare il supporto alle esportazioni, adeguando normativa e procedure ai cambiamenti intervenuti in Europa e nel mondo, il prossimo Governo dovrebbe assicurare:<br \/>1)\tuna politica estera che torni a conciliare il rapporto transatlantico con la nostra partecipazione al rilancio del processo di integrazione europea;<br \/>2)\tuna coerenza fra obbiettivi indicati alle Forze Armate e risorse assegnate;<br \/>3)\tuna politica finanziaria che non illuda nessuno di poter conciliare il forte impegno dato al mantenimento della pace con il progressivo massacro del Bilancio della Difesa attuato in quest\u2019ultimo quinquennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In poco meno di un decennio l\u2019industria italiana dell\u2019aerospazio e difesa \u00e8 radicalmente cambiata. 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