{"id":86007,"date":"2020-12-14T14:58:48","date_gmt":"2020-12-14T13:58:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86007"},"modified":"2020-12-14T03:01:29","modified_gmt":"2020-12-14T02:01:29","slug":"compromesso-con-polonia-e-ungheria-una-vittoria-di-pirro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/compromesso-con-polonia-e-ungheria-una-vittoria-di-pirro\/","title":{"rendered":"Compromesso con Polonia e Ungheria: una vittoria di Pirro"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 appena concluso il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/consiglio-europeo-ce-lintesa-su-bilancio-e-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio europeo del 10-11 dicembre<\/a>, l&#8217;ultimo della <strong>presidenza tedesca dell&#8217;Unione<\/strong>, sullo sfondo del mancato accordo con il Regno Unito sulla <strong>Brexit<\/strong>. In questa occasione, il traguardo pi\u00f9 importante dell\u2019incontro dei leader europei \u00e8 stato sicuramente il raggiungimento dello storico accordo sul budget dell&#8217;Unione e sui fondi speciali europei del valore complessivo di <strong>1800 miliardi di euro<\/strong>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Tale accordo dovr\u00e0 guidare l&#8217;Ue e l&#8217;Italia fuori dalla <strong>recessione economica<\/strong> generata dalla pandemia anche attraverso una transizione energetica e un <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/eu-leaders-agree-to-cut-emissions-55-percent-by-2030\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nuovo accordo sul clima<\/strong><\/a> che ha innalzato gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra dal 40% al 55 % entro il 2030.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;accordo, legato all&#8217;adozione del quadro finanziario pluriennale Ue 2021-2027 e al fondo speciale Next Generation EU, \u00e8 stato raggiunto grazie al <strong>superamento del veto di Polonia e Ungheria<\/strong>. Il compromesso tra i 27 Stati membri ha disinnescato uno scontro sullo stato di diritto che rischiava di inficiare irrimediabilmente i risultati ottenuti della presidenza tedesca dell&#8217;Ue. Tuttavia, la necessit\u00e0 stessa di uno compromesso su valori fondanti dell&#8217;Ue, come lo stato di diritto, ha evidenziato il persistere di <a href=\"https:\/\/www.ips-journal.eu\/topics\/european-union\/no-to-a-fudge-on-the-rule-of-law-4854\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>profonde divisioni<\/strong><\/a> all&#8217;interno dell&#8217;Unione rispetto ad un comune progetto politico per il futuro.<\/p>\n<p><b>La controversia e l&#8217;accordo<br \/>\n<\/b>La controversia innescata dai governi di <strong>Viktor Orb\u00e1n <\/strong>e<strong> Mateusz Morawiecki<\/strong> riguardava una <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=CELEX%3A52018PC0324\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>bozza di regolamento<\/strong><\/a> che avrebbe legato l&#8217;erogazione dei fondi Ue a un nuovo meccanismo di tutela dello stato di diritto, preliminarmente approvato dal Parlamento europeo e da 25 Stati membri a maggioranza qualificata. Trovatesi in minoranza, <strong>Ungheria e Polonia hanno di fatto ricattato i partner europei<\/strong>, minacciando di esercitare il proprio veto sull&#8217;approvazione dell&#8217;intero quadro finanziario pluriennale dell&#8217;Unione 2021-2027, sul Next Generation EU e sull&#8217;approvazione di nuove risorse per finanziare quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Il superamento del veto e l&#8217;accordo tra i 27 sono arrivati dopo intense trattative e l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/the-commission-proposes-eu-recovery-without-hungary-and-poland\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ultimatum della presidenza tedesca dell&#8217;Unione e della Commissione<\/strong><\/a> che sembrava aprire a forme inedite di cooperazione a 25 in caso di mancata revoca del veto dei due Paesi del gruppo di Visegr\u00e1d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Sarebbe stato comunque difficile che la Germania, titolare della presidenza di turno dell&#8217;Ue, fosse disposta a mettere da parte la Polonia, data la responsabilit\u00e0 storica di Berlino verso il proprio vicino orientale e la profondit\u00e0 dell\u2019integrazione economica tra i due Paesi. Allo stesso modo, era improbabile che i governi di Ungheria e Polonia arrivassero al blocco dell&#8217;erogazione dei fondi ai propri Paesi per oltre <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2020-12-09\/eu-s-eastern-rebels-play-a-220-billion-game-of-chicken\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>180 miliardi di euro<\/strong><\/a>. La posizione della Polonia e dell\u2019Ungheria sembrava piuttosto una strategia per aumentare il proprio peso negoziale, tenendo in ostaggio i Paesi colpiti pi\u00f9 duramente della pandemia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il compromesso \u00e8 quindi sembrato essere un <strong>buon affare per tutti<\/strong>. Le <a href=\"https:\/\/data.consilium.europa.eu\/doc\/document\/ST-22-2020-INIT\/it\/pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">conclusioni del Consiglio europeo<\/a> hanno messo il sigillo sull\u2019accordo delineando i vincoli di contenuto e temporali circa l\u2019applicazione del regolamento del meccanismo di condizionalit\u00e0 sullo stato di diritto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il regolamento approvato dal Parlamento sullo stato di diritto <strong>non viene cambiato di una virgola<\/strong> e il meccanismo \u00e8 ancora presente nel testo completamente inalterato. Ci\u00f2 permette ai governi pi\u00f9 esposti politicamente dall&#8217;introduzione del nuovo meccanismo, quali quello dell&#8217;olandese <a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/article\/a-fundamental-fight-the-frugal-four-and-the-rule-of-law\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mark Rutte<\/strong><\/a>, di mostrare fermezza. La nota interpretativa del Consiglio permette a sua volta ai governi ungherese e polacco di celebrare una grande vittoria e di dichiarare ai propri cittadini di non essersi piegati alle ingerenze di Bruxelles. Gli Stati membri pi\u00f9 colpiti dalla pandemia possono tirare un sospiro di sollievo, potendo presto ricevere i fondi per la ripresa. Infine, la Cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel<\/strong> risulta ancora una volta vincitrice grazie alla sua ricerca paziente e ostinata di compromessi.<\/p>\n<p><b>Problemi irrisolti<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b>Eppure, l&#8217;accordo non \u00e8 privo di ombre. La prima cosa da notare \u00e8 che, dopo anni di discussione su un meccanismo di condizionalit\u00e0 per legare l&#8217;elargizione di fondi europei al rispetto dello stato di diritto, limatura dopo limatura, il campo di applicazione del regolamento appare oggi estremamente <strong>ristretto<\/strong>.<\/p>\n<p>Sebbene i suoi sostenitori lo abbiano invocato come un modo per permettere a Bruxelles di fronteggiare e sanzionare comportamenti impropri da parte di governi illiberali, in realt\u00e0 si tratta di un meccanismo che <strong>mira a prevenire soprattutto l&#8217;uso improprio dei finanziamenti dell&#8217;Ue<\/strong>. Per di pi\u00f9, la dichiarazione interpretativa fornisce ulteriori garanzie su come lo strumento dovr\u00e0 essere implementato alla luce della tutela dell\u2019interesse finanziario dell\u2019Unione e sul fatto che esso non si riferisce a carenze generalizzate dello stato di diritto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il secondo elemento da segnalare \u00e8 che l&#8217;accordo non solo presenta dei limiti nella portata del meccanismo, ma sembra anche fornire garanzie ad Orb\u00e1n e Morawiecki riguardo a un possibile <strong>differimento temporale<\/strong> dello stesso. La dichiarazione afferma, infatti, che il meccanismo si applica solo al nuovo bilancio pluriennale Ue 2021-2017.\u00a0Inoltre, essa prevede anche la possibilit\u00e0 di tardare le misure previste dal regolamento in caso di ricorso alla Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea e menziona l\u2019eventualit\u00e0 di un freno di emergenza per l&#8217;intero processo. Il contenzioso alla Corte di giustizia europea richiede anni generalmente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Pertanto, il regime di Orb\u00e1n sarebbe ancora in grado di utilizzare i fondi dell&#8217;Ue fino alla campagna per le elezioni parlamentari del 2022. E lo stesso vale per Morawiecki in Polonia nel 2023. I due governi hanno quindi ottenuto ci\u00f2 che volevano, ossia un meccanismo che probabilmente non verr\u00e0 mai utilizzato almeno fino alla data delle elezioni\u00a0nei rispettivi Paesi.<\/p>\n<p><b>L&#8217;eredit\u00e0 della Merkel<br \/>\n<\/b>I negoziati appena conclusi non hanno messo in gioco solo l&#8217;autorit\u00e0 morale dell&#8217;Unione, ma soprattutto il suo stesso futuro economico e politico, legato alla strada che l&#8217;Europa sar\u00e0 in grado di intraprende nell&#8217;<strong>era post-Merkel<\/strong>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La mediazione e il compromesso sono stati il leitmotiv di tutta la carriera politica di Angela Merkel, che ha saputo coniugare l&#8217;approfondimento dell&#8217;Unione con l&#8217;integrazione in essa dei Paesi dell&#8217;Europa centro-orientale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nonostante il compromesso raggiunto con Ungheria e Polonia, gli eventi recenti hanno dimostrato come l&#8217;approccio della Cancelliera tedesca sia sempre meno adeguato a garantire il futuro politico dell\u2019Unione. Se l&#8217;accordo di bilancio permetter\u00e0 certamente di dotare l&#8217;Ue di uno strumento speciale di stampo federalista, l&#8217;eredit\u00e0 della Cancelliera rimarr\u00e0 profondamente segnata dalla sua incapacit\u00e0 di far seguire a questi strumenti una <strong>riforma adeguata della governance dell&#8217;Unione<\/strong> &#8211; limiti confermati anche dai ritardi della Conferenza sul futuro dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell&#8217;<\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\"><em>Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/em><\/a><em>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 appena concluso il Consiglio europeo del 10-11 dicembre, l&#8217;ultimo della presidenza tedesca dell&#8217;Unione, sullo sfondo del mancato accordo con il Regno Unito sulla Brexit. 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