{"id":86019,"date":"2020-12-16T00:55:30","date_gmt":"2020-12-15T23:55:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86019"},"modified":"2021-02-05T07:57:47","modified_gmt":"2021-02-05T06:57:47","slug":"tunisia-la-transizione-tra-tante-luci-e-qualche-ombra-pesante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/tunisia-la-transizione-tra-tante-luci-e-qualche-ombra-pesante\/","title":{"rendered":"Tunisia: la transizione tra tante luci e qualche ombra pesante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dieci-anni-dalle-primavere-arabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-86822 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-768x410.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-1024x546.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-125x67.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A guardare all\u2019evoluzione delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/dieci-anni-dalle-primavere-arabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>rivolte che si dispiegarono nel mondo arabo nel 2010-2011<\/strong><\/a>, il quadro \u00e8 alquanto deprimente \u2013 in particolar modo se visto rispetto alle speranze e le narrazioni di quei giorni \u2013. Basti vedere lo stato in cui versano la <strong>Libia<\/strong> e la <strong>Siria<\/strong> oggi, oppure all\u2019autoritarismo di ritorno in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/caso-regeni-latto-di-accusa-della-procura-contro-i-servizi-egiziani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Egitto<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Basterebbe questo dato regionale, da solo, per <strong>considerare l\u2019esperienza tunisina un successo<\/strong>. Ma quanto accaduto con la transizione e il consolidamento della democrazia tunisina pu\u00f2 considerarsi un successo anche se visto rispetto al percorso storico del Paese. Inoltre, questo percorso politico \u00e8 avvenuto in una regione destabilizzata, e le cui onde di instabilit\u00e0 hanno colpito la Tunisia al cuore: il Paese \u00e8 riuscito a salvare la propria transizione nonostante il peso del terrorismo, che lo ha colpito al cuore nel 2015 e si \u00e8 poi palesato in forme meno sofisticate ma non per questo meno pesanti, come dimostrato dalla tensione emotiva del 27 giugno 2019, quando una serie di attentati colpirono Tunisi mentre voci incontrollate davano il Presidente Beji Caid Essebsi morto.<\/p>\n<p>Queste notizie erano false, e molti tunisini, nei giorni successivi, si chiesero chi avesse avuto interesse ad annunciare un qualcosa del genere in un giorno come quello. Che il presidente non stesse bene, per\u00f2, data anche la sua veneranda et\u00e0 di 92 anni, non era un mistero. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/tunisia-essebsi-luci-ombre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quasi un mese dopo, il 25 luglio, il presidente Essebsi morir\u00e0<\/a>.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di tutto il sistema tunisino di gestire in maniera ordinata una situazione oggettivamente difficile ha fatto passare in secondo piano l\u2019eccezionalit\u00e0 di tale passaggio: in un contesto di transizione democratica aggravata da una crisi economica strutturale e con il terrorismo ancora capace di far male, gestire un momento cos\u00ec difficile non \u00e8 stato banale. Insieme alla grande prova di maturit\u00e0 democratica e organizzativa rappresentata dalle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/tunisia-elezioni-saied-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni presidenziali e parlamentari dell\u2019autunno 2019<\/a>, ci\u00f2 dimostra come <strong>la Tunisia, pi\u00f9 che ancora in transizione, sta consolidando la propria democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Verso un modello consociativo<\/strong><br \/>\nL\u2019indiscutibile capacit\u00e0 del popolo tunisino di non tradire le premesse delle proteste che da una delle periferie economico-politiche del Paese, Sidi Bouzid, si \u00e8 trasformata in onda propriamente nazionale, causando in poco meno di un mese (17 dicembre \u2013 14 gennaio) la <strong>fine della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/tunisia-morte-ben-ali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dittatura benalista<\/a><\/strong>, e la sua maturit\u00e0 politica non devono per\u00f2 far distogliere lo sguardo dalle ombre che hanno accompagnato la transizione.<\/p>\n<p>La democrazia tunisina in questi anni si \u00e8 evoluta verso un modello consociativo che se da un lato ha permesso una gestione efficace delle tante, spesso strutturali, fratture interne che, ai tempi dell\u2019assemblea costituente e le elezioni del 2014 rischiarono di far deragliare la transizione, dall\u2019altro ha per\u00f2 causato una <strong>progressiva sclerotizzazione del sistema politico<\/strong>, che ha fatto entrare il Paese in una sorta di palude decisionale. Si evitano cambiamenti traumatici; ogni partito e gruppo di interesse difende le proprie parrocchie invece di guardare al quadro complessivo; la retorica di cambiamento radicale che tutti si affannano a recitare durante le campagne elettorali si acquieta nel momento in cui si mette piede al Bardo o alla Kasbah.<\/p>\n<p><strong>Populismo cumulativo<\/strong><br \/>\nTale dinamica consociativa sta anche alimentando quello che potrebbe essere definito una sorta di populismo cumulativo: molti elettori votano partiti e personalit\u00e0 che promettono purezza, coerenza e indisponibilit\u00e0 all\u2019intesa, anche tattica, con i \u201cnemici\u201d. Ma, dal 2014, dal giorno dopo le elezioni, questi propositi belligeranti sono stati puntualmente smentiti, provocando una disillusione che alimenta l\u2019avvento di nuovi attori sempre pi\u00f9 radicali nelle proprie proposte politiche: il rigorismo conservatore dell\u2019attuale presidente <strong>Kais Saied<\/strong>;\u00a0il populismo caritatevole del suo vecchio sfidante per Cartagine, <strong>Nabil Karoui<\/strong>; l\u2019ascesa di <strong>Abir Moussi<\/strong>, mai troppo timida nostalgica del vecchio regime; l\u2019islamo-populismo di <strong>Seiffedine Makhlouf<\/strong>.<\/p>\n<p>In questa palude si sono anche arenate altre questioni di grande importanza come ad esempio dimostrato dalle crescenti difficolt\u00e0 che il processo di giustizia transizionale ha conosciuto, depotenziandone la portata; o le tante ambiguit\u00e0, mai realmente affrontate, sul martirio di Chokri Belaid e Mohamed Brahmi, uccisi dalla stessa pistola a distanza di pochi mesi nel 2013.<\/p>\n<p><strong>L\u2019economia che non decolla<\/strong><br \/>\nIn questo contesto, l\u2019economia \u00e8 certamente un\u2019altra nota estremamente dolente: alla debolezza dei governi che si sono succeduti in questi anni, e alle difficolt\u00e0 nell\u2019implementare riforme capaci di dare una spinta sistemica alla crescita economica, si \u00e8 poi aggiunto il peso dell\u2019instabilit\u00e0 regionale e del terrorismo, che ha messo <strong>in ginocchio l\u2019industria del turismo<\/strong> dopo il 2015. Quando la situazione sembrava pronta a migliorare, con i numeri del turismo nel 2019 estremamente positivi, la crisi globale del Covid-19 ha distrutto le speranze che si erano accumulate. Inoltre, la dicotomia costa-interno, una delle fratture centrali nel causare la <strong>rivoluzione dei Gelsomini<\/strong>, non \u00e8 stata affrontata, come dimostrano l\u2019esperienza di el-Kamour o le proteste costanti che vi sono nel centro e nel sud del Paese.<\/p>\n<p>In conclusione: sottovalutare la portata di ci\u00f2 che ha fatto la Tunisia nel corso degli ultimi dieci anni sarebbe miope e ingiusto. Che tante questioni possano, e vadano, affrontate in maniera pi\u00f9 decisa e perentoria, \u00e8 innegabile. Ma quella tunisina resta <strong>una storia di successo<\/strong>, in particolar modo se vista <strong>nell\u2019ottica di una regione in cui le speranze di dieci anni fa si sono presto trasformate in incubi ancora troppo reali<\/strong>.<\/p>\n<p><em>A dieci anni di distanza dal 17 dicembre 2010, quando il giovane ambulante tunisino Mohamed Bouazizi si diede fuoco &#8211; una scintilla che si diffuse rapidamente in tutto il Medio Oriente -, parte proprio dalla Tunisia il nostro viaggio alla scoperta di cos&#8217;\u00e8 rimasto delle Primavere arabe.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A guardare all\u2019evoluzione delle rivolte che si dispiegarono nel mondo arabo nel 2010-2011, il quadro \u00e8 alquanto deprimente \u2013 in particolar modo se visto rispetto alle speranze e le narrazioni di quei giorni \u2013. Basti vedere lo stato in cui versano la Libia e la Siria oggi, oppure all\u2019autoritarismo di ritorno in Egitto. 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