{"id":86035,"date":"2020-12-14T14:32:19","date_gmt":"2020-12-14T13:32:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86035"},"modified":"2020-12-15T01:50:35","modified_gmt":"2020-12-15T00:50:35","slug":"il-mes-la-sua-riforma-e-il-dibattito-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/il-mes-la-sua-riforma-e-il-dibattito-italiano\/","title":{"rendered":"Il Mes, la sua riforma e il dibattito italiano"},"content":{"rendered":"<p>Da pi\u00f9 di un anno, il <strong>Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (Mes)<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 o meno presente nel dibattito politico italiano. Prima, il tema principale era la riforma del Mes, su cui l\u2019Italia aveva posto il proprio veto nelle riunioni dell\u2019<strong>Eurogruppo<\/strong>. Il 30 novembre scorso, tuttavia, il veto \u00e8 stato ritirato permettendo che il testo della riforma venisse approvato dai ministri delle Finanze dell\u2019Eurozona. Il 9 dicembre la proposta \u00e8 stata approvata anche dal nostro Parlamento. Poi, il dibattito si \u00e8 concentrato sul cosiddetto \u2018<strong>Mes sanitario<\/strong>\u2019, uno strumento proposto dall\u2019Eurogruppo lo scorso aprile per far fronte alla crisi pandemica. In entrambi i casi, \u00e8 necessario fare chiarezza sul perch\u00e9 di cos\u00ec tante divisioni nel dibattito italiano.<\/p>\n<p><strong>La riforma del Mes<\/strong><br \/>\nLa ratifica della decisione dell\u2019Eurogruppo da parte del Parlamento italiano ha aperto le porte alla <strong>riforma del Mes<\/strong>. Tuttavia, il dibattito politico sulla bont\u00e0 della proposta \u00e8 rimasto vivo. Per cercare di far chiarezza \u00e8 bene ricordate che i punti principali della riforma sono tre. Il primo comprende il nuovo ruolo che ricoprir\u00e0 il Mes nel sistema bancario europeo. \u00c8 ancora in fase di creazione il Fondo di risoluzione comune delle banche, uno strumento che \u2018salver\u00e0\u2019 gli istituti bancari europei di interesse per l\u2019Ue e sar\u00e0 costituito dai contributi delle banche dei Paesi membri. Con la riforma, il Mes fornir\u00e0 il backstop del <strong>Fondo di risoluzione comune<\/strong>, cio\u00e8 ne sar\u00e0 il garante. Secondo le conclusioni dell\u2019ultimo summit dell\u2019Eurogruppo, il meccanismo di backstop dovr\u00e0 essere attivato entro l\u2019inizio del 2022.<\/p>\n<p>Il secondo punto riguarda invece l\u2019inasprimento delle condizioni per accedere ai prestiti del Mes. Il Trattato originale, risalente al 2012, delineava due linee di credito, le <strong><em>Precautionary Conditioned Credit Lines<\/em><\/strong> (Pccl) e le <strong><em>Enhanced Conditions Credit Lines<\/em><\/strong> (Eccl). Le prime dirette ai Paesi in difficolt\u00e0 ma con debiti pi\u00f9 sostenibili, le seconde per le economie pi\u00f9 fragili. Ai prestiti del Mes sono legate <strong>condizionalit\u00e0<\/strong>, cio\u00e8 <strong>misure che i governi devono attuare riguardo alle finanze pubbliche<\/strong>, e <strong>riforme strutturali<\/strong>. Quelle legate alle Pccl erano meno stringenti rispetto a quelle delle Eccl. Tuttavia, la riforma del Mes pone condizioni pi\u00f9 severe per l\u2019accesso alle Pccl, quindi alle linee di credito per i Paesi potenzialmente in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Infine, il terzo punto sulle procedure da seguire previo \u2018salvataggio\u2019 da parte del Mes dei Paesi a rischio default. Con il nuovo Trattato, il Mes e la Commissione europea procederanno a un\u2019analisi della sostenibilit\u00e0 del debito del Paese che chiede aiuto. Qualora il Paese non fosse considerato in grado di ripagare il debito con il Mes, esso dovr\u00e0 procedere a una ristrutturazione del debito pubblico, ossia a una decurtazione dei valori dei titoli di Stato, con una procedura accelerata e semplificata rispetto all\u2019attuale Trattato.<\/p>\n<p>Se il Paese non accetter\u00e0 la ristrutturazione o, peggio, se nonostante questa il debito non verr\u00e0 comunque considerato sostenibile, il Mes non interverr\u00e0 (ovvero non conceder\u00e0 i propri prestiti). Da notare che sono state accantonate le richieste di alcuni Paesi del Nord Europa che invece premevano per una \u2018ristrutturazione\u2019 automatica del debito, ovvero qualora certe condizioni si presentassero. I grandi speculatori dei mercati internazionali avrebbe potuto fare proprio in modo che queste si manifestassero, ed \u00e8 quindi un bene che l\u2019automatismo sia stato eliminato.<\/p>\n<p><strong>Il \u2018Mes sanitario\u2019<\/strong><br \/>\nLo scorso aprile, l\u2019Eurogruppo ha riproposto l\u2019utilizzo del Mes per i Paesi maggiormente colpiti dalle conseguenze del nuovo coronavirus. L\u2019iniziativa venne criticata da molti Paesi membri, <em>in primis <\/em>l\u2019Italia. Ma i ministri delle Finanze decisero di sottoporre parte del Mes (240 miliardi di euro) a una modifica temporanea per renderlo pi\u00f9 adatto alla situazione economica post Covid-19. Ogni Paese pu\u00f2 richiedere un ammontare pari al massimo al 2% del suo Pil \u2013 per l\u2019Italia, quindi, circa 36 miliardi di euro \u2013 in prestiti a tassi molto bassi e a lunga scadenza. Per scongiurare la diffidenza verso le tradizionali condizionalit\u00e0 sulle linee di credito del Mes, l\u2019Eurogruppo ha temporaneamente posto come <strong>unico vincolo l\u2019utilizzo dei fondi per spese sanitarie dirette e indirette<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019attrattivit\u00e0 delle condizioni, nessun Paese membro ha finora fatto ricorso al Mes per due motivi. Lo scorso luglio \u00e8 stato disegnato il progetto di Next Generation EU, i 750 miliardi per finanziare la ripresa approvati definitivamente nell\u2019ultimo Consiglio europeo del 10-11 dicembre. Dal prossimo anno, i Paesi membri potranno contare su altri fondi europei rispetto al Mes, buona parte dei quali a fondo perduto (anche se \u00e8 bene ricordare che Next Generation EU prevede comunque una condizionalit\u00e0 legata alle riforme da attuare e alla tipologia delle spese).<\/p>\n<p>Il secondo motivo \u00e8 che i tassi di interesse odierni sui titoli di Stato sono bassi, per cui il risparmio sui prestiti del Mes, a tassi agevolati, \u00e8 limitato (anche se nell\u2019ordine di alcune centinaia di milioni di euro per l\u2019Italia).<\/p>\n<p><strong>Mes s\u00ec o Mes no?<\/strong><br \/>\nIl governo italiano ha approvato la riforma del Mes ma conferma la propria volont\u00e0 di non richiedere i prestiti per finalit\u00e0 legate alla sanit\u00e0. Con il sostegno al Next Generation EU e alla riforma del Meccanismo, l\u2019Italia permette di compiere un ulteriore passo verso l\u2019Unione bancaria. Un passo che fa bene anche al nostro Paese; ma l\u2019Italia deve insistere perch\u00e9 anche i restanti passi si compiano.<\/p>\n<p>Riguardo al giudizio complessivo da dare sul Mes, va ricordato che se i mercati giudicassero il debito del nostro Paese non sostenibile, essi ci costringerebbero comunque a una sua ristrutturazione, che per\u00f2 non sarebbe ordinata (come nel caso del Mes) e non potrebbe contare appunto sui prestiti del Mes stesso.<\/p>\n<p><strong>Se il Mes pu\u00f2 presentare criticit\u00e0, la sua assenza sarebbe dunque peggio<\/strong>. Il vero problema per l\u2019Italia non \u00e8 tanto il Mes quanto piuttosto <strong>il nostro debito pubblico<\/strong> che dopo la pandemia si appresta a toccare un vertiginoso 160% del Pil.<\/p>\n<div class=\"news-main-text\">\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\"><em>Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/em><\/a><em>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da pi\u00f9 di un anno, il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (Mes) \u00e8 pi\u00f9 o meno presente nel dibattito politico italiano. 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