{"id":86095,"date":"2020-12-17T10:29:15","date_gmt":"2020-12-17T09:29:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86095"},"modified":"2020-12-22T19:14:00","modified_gmt":"2020-12-22T18:14:00","slug":"un-digital-act-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/un-digital-act-per-leuropa\/","title":{"rendered":"Un &#8220;Digital Act&#8221; per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019impatto del<strong> digitale<\/strong> e delle <strong><em>big tech<\/em><\/strong> Gafam (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) sull\u2019<strong>economia<\/strong> e, in misura pi\u00f9 ampia, sulla <strong>societ\u00e0<\/strong> assume oggi effetti dirompenti. Assistiamo non soltanto a una <strong>crescita esponenziale del mercato digitale<\/strong>, ma anche all\u2019<strong>integrazione di settori tecnologici e industriali <\/strong>come le telecomunicazioni, l\u2019automotive o le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/il-rilancio-dellesplorazione-spaziale-e-la-visione-di-italia-e-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">attivit\u00e0 spaziali<\/a>, che possono determinare scenari totalitari dal punto di vista del controllo delle informazioni.<\/p>\n<p>Per farvi fronte, la Commissione europea ha recentemente presentato un <strong>pacchetto legislativo sui servizi digitali<\/strong>. Le due proposte di regolamento presentate dalla vicepresidente esecutiva <strong>Margrethe Vestager<\/strong> (Concorrenza e Digitale) e dal commissario <strong>Thierry Breton<\/strong> (Mercato interno) dovranno essere discusse e adottate dai due co-legislatori dell\u2019Unione, Parlamento e Consiglio.<\/p>\n<p>La <strong>Francia<\/strong>, che avr\u00e0 la presidenza di turno del Consiglio a inizio 2022, ha gi\u00e0 indicato che l\u2019adozione di questi due testi rappresenter\u00e0 una priorit\u00e0 del suo semestre.<\/p>\n<p><strong>I due capitoli del pacchetto<\/strong><br \/>\nNell\u2019economia classica, questi meccanismi regolatori esistono gi\u00e0, sia a livello nazionale &#8211; basti pensare alle autorit\u00e0 Antitrust -, sia a livello europeo, con la puntuale azione della Commissione che ha respinto una serie di operazioni anti-concorrenziali, come nel caso del progetto di fusione Alstom\/Siemens.<\/p>\n<p>La proposta di regolamento si articola in due capitoli.\u00a0\u00a0Il primo, il\u00a0<strong><em>Digital Services Act<\/em>\u00a0<\/strong>\u00a0(Dsa) definisce delle regole per le piattaforme online anche nel rapporto con il cittadino\/utente; il secondo,\u00a0<em>il <strong>Digital Markets Act<\/strong> <\/em>(Dma)<em>\u00a0<\/em>si occupa di concorrenza sul mercato.<\/p>\n<p>Il Dsa intende fornire strumenti contro l\u2019<strong>incitamento all\u2019odio<\/strong>, il terrorismo e la <strong>disinformazione<\/strong>, creando obblighi maggiori di intervento per le grandi piattaforme. Da questo punto di vista, la questione del <strong>controllo degli algoritmi<\/strong> \u00e8 centrale, ed \u00e8 su questo che si concentreranno probabilmente le discussioni le pi\u00f9 significative nei prossimi mesi.<\/p>\n<p>Nel Dma, le piattaforme vengono prese in considerazione in quanto potenziali barriere (<strong><em>gatekeepers<\/em><\/strong>)<em>,<\/em>\u00a0esercitanti una <strong>posizione dominante<\/strong> sul mercato. Queste piattaforme non vengono esplicitamente nominate nel testo della Commissione, ma definite secondo una serie di criteri tra cui volume di utilizzo da parte degli utenti e fatturato in Europa; parametri che permettono gi\u00e0 di individuare come le Gafam siano nel mirino. Rimane aperta la porta aperta alla possibile inclusione di altre aziende in caso di emergenza sul mercato europeo di nuovi attori, come Booking, AirBnB, o i <strong>colossi digitali cinesi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa non \u00e8 sola<\/strong><br \/>\nSi tratta tutto sommato di una <strong>filosofia antitrust gi\u00e0 sperimentata negli Stati Uniti<\/strong> nel dopoguerra con <strong>misure preventive<\/strong> per evitare una posizione dominante prima che questa giunga a un livello irreversibile: un mix di regole <em>ex ante<\/em> (di prevenzione) ed <em>ex post<\/em> (per ripristinare la concorrenza).<\/p>\n<p>Non va dimenticato che il Dma interviene in parallelo alle recenti procedure lanciata dalla\u00a0<em>Federal Trade Commission<\/em>\u00a0americana sulla <strong>gestione dei dati personali<\/strong> da parte di Facebook e altri. E anche in <strong>Cina<\/strong> osserviamo come il governo abbia recentemente bacchettato l\u2019azienda <strong>Alibaba<\/strong>. Lo sforzo europeo non \u00e8 quindi isolato, ma corrisponde alle <strong>volont\u00e0 delle sovranit\u00e0 statali di riprendere il controllo sul settore<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Dma si presenta come <strong>asimmetrico<\/strong>, perch\u00e9 non penalizza le aziende piccole o medie, bens\u00ec le piattaforme oltre una certa soglia, con la logica di lasciare libere di innovare le <strong>start up<\/strong> europee e assoggettando a responsabilit\u00e0 solo i <em>player<\/em> pi\u00f9 grandi. Rappresenta dunque uno <strong>strumento politico di correzione del mercato<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le questioni aperte<\/strong><br \/>\nMa questo progetto di legislazione non risolve alcune questioni essenziali. Anzitutto, come si applicher\u00e0 alle aziende americane che esercitano una posizione dominante negli Usa, provocando un effetto collaterale dominante sul mercato europeo? La visione antitrust dell\u2019Europa pu\u00f2 portare a una partizione aziendale che non sia concordata con l\u2019antitrust Usa?\u00a0\u00a0Esiste una necessit\u00e0, o perlomeno un\u2019opportunit\u00e0, per un <strong>rinnovato dialogo transatlantico<\/strong> in materia che potrebbe anche portare a norme convergenti se non comuni.<\/p>\n<p>Queste misure rappresentano un freno all\u2019attivit\u00e0 delle Gafam, che dovrebbero poi reagire con contestazioni e controproposte. Ma <strong>anche lato statunitense esiste una forte volont\u00e0 di regolare ulteriormente <em>big tech<\/em><\/strong>, con la presidenza di <strong>Joe Biden<\/strong> che sar\u00e0 sicuramente attenta al dossier.<\/p>\n<p>Bisogna quindi che le aziende siano molto prudenti e evitino passi falsi come quello del ceo di Alphabet, Sundar Pichai, che si \u00e8 recentemente scusato con la Commissione europea dopo una fuga di notizie che lasciava intravedere una volont\u00e0 di campagna aggressiva contro Bruxelles.<\/p>\n<p>La potenza di fuoco delle piattaforme pu\u00f2 per\u00f2 essere un fattore controproducente. Il loro <strong>iperattivismo \u201cnaturale\u201d<\/strong>, che proviene anche della capacit\u00e0 di mettere in piedi enormi team di lobbying e di affari legali, pu\u00f2 facilmente creare una sensazione di saturazione da parte delle autorit\u00e0 politiche europee, che potrebbero rigettarne in blocco le pretese. Nonostante la capacit\u00e0 di creazione di valore di queste aziende, esse <strong>non sono sufficientemente radicate nella forza lavoro<\/strong> degli Stati membri e si sono anche distinte per la volont\u00e0 di <strong>pagare meno tasse possibili<\/strong>, ad esempio optando per il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/quali-sono-le-conseguenze-per-lue-dopo-la-sentenza-favorevole-a-apple\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trasferimento della sede legale in Irlanda<\/a>, il che non crea un sentimento di identificazione e di legittimit\u00e0 sia da parte dell\u2019opinione pubblica sia delle rappresentanze politiche.<\/p>\n<p><strong>Sovranit\u00e0 digitale europea<\/strong><br \/>\nIl\u00a0<em>Digital Act<\/em>\u00a0pu\u00f2 apparire a giusto titolo piuttosto complicato e farraginoso, e quindi potr\u00e0 poi creare alcuni effetti perversi o distorsioni del mercato. Ma le aziende statunitensi hanno una legittimit\u00e0 assai debole per puntare il dito contro queste contro indicazioni. In qualche modo, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/dagli-usa-un-colpo-ai-negoziati-multilaterali-sulla-digital-tax\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019inceppamento della cosiddetta <strong><em>Google tax<\/em><\/strong><\/a>\u00a0\u00a0impedisce alle stesse piattaforme di poter invocare il loro contributo al gettito fiscale come parte della<em>\u00a0constituency<\/em>\u00a0degli Stati europei;\u00a0<strong><em>no taxation, no representation<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Il tutto interviene in un contesto politico in cui la Commissione e molti Stati membri hanno dichiarato la volont\u00e0 di una <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/sovranita-digitale-priorita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">maggiore sovranit\u00e0 tecnologica e digitale<\/a><\/strong>, ma anche in cui \u00e8 intervenuto un cambio di amministrazione negli Usa, che sembra voler spingere sulle tematiche antitrust nel digitale.<\/p>\n<p>L\u2019impegno della Commissione apre molti dibattiti, ma testimonia anche il ruolo che ha assunto in materia di <strong>regolamentazione digitale<\/strong>, un fattore non da poco per consolidare la centralit\u00e0 europea ma anche un\u2019opportunit\u00e0 per un dialogo politico sia con Stati Uniti sia con le piattaforme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impatto del digitale e delle big tech Gafam (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) sull\u2019economia e, in misura pi\u00f9 ampia, sulla societ\u00e0 assume oggi effetti dirompenti. 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