{"id":86151,"date":"2020-12-31T00:19:33","date_gmt":"2020-12-30T23:19:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86151"},"modified":"2021-01-04T09:34:20","modified_gmt":"2021-01-04T08:34:20","slug":"65-anni-fa-litalia-rinunciava-a-una-parte-della-sua-sovranita-per-aderire-allonu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/65-anni-fa-litalia-rinunciava-a-una-parte-della-sua-sovranita-per-aderire-allonu\/","title":{"rendered":"65 anni fa l&#8217;Italia rinunciava a una parte della sua &#8220;sovranit\u00e0&#8221; per aderire all&#8217;Onu"},"content":{"rendered":"<p>Ottobre 1945. Sulle ceneri della Seconda Guerra mondiale nasceva l&#8217;<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite<\/strong>, uno dei progetti di pace forse pi\u00f9 ambiziosi della societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>L&#8217;Onu si costituiva 75 anni fa, come risultato dei lavori della <strong>Conferenza di San Francisco<\/strong>, organizzata tra l&#8217;aprile e il giugno di quell&#8217;anno, a cui parteciparono cinquanta Paesi senza che l&#8217;<strong>Italia<\/strong> fosse invitata a prenderne parte. Sul Paese gravava il peso dell&#8217;alleanza in guerra con le potenze dell&#8217;Asse, rinnegata solo due anni prima della fine del conflitto.<\/p>\n<p>Iniziava cos\u00ec il travagliato percorso che port\u00f2 l&#8217;Italia ad aderire alle Nazioni Unite solo il <strong>14 dicembre 1955<\/strong>, dieci anni dopo la sua nascita.<\/p>\n<p><strong>Articolo 11 e ripudio della guerra<br \/>\n<\/strong>Durante i lavori preparatori alla Costituzione del 1948, in un risorto clima democratico anche in Italia, i costituenti lavorarono a lungo per riscattare il Paese dal recente passato fascista e dare un nuovo indirizzo democratico anche alla sua politica estera.<\/p>\n<p>Nel testo della Carta si inser\u00ec a questo scopo l&#8217;<strong>articolo 11<\/strong>, pensato ed elaborato proprio per favorire l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia all&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite: &#8220;L&#8217;Italia <strong>ripudia la guerra<\/strong> come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit\u00e0 con gli altri Stati, alle <strong>limitazioni di sovranit\u00e0 necessarie<\/strong> a un <strong>ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le altre Nazioni<\/strong>; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo&#8221;<em>. <\/em><\/p>\n<p>L&#8217;Onu chiedeva, infatti, come requisito per l&#8217;adesione la dichiarazione di essere Paesi &#8220;<strong>amanti della pace<\/strong>&#8221;\u00a0e dunque molte delle costituzioni redatte in Europa dopo la fine della Guerra hanno dedicato uno spazio a ribadire il distacco dal nazionalismo e la volont\u00e0 di riaprirsi alla cooperazione con le altre Nazioni. Anche nella Carta francese del 1946 si legge che &#8220;con riserva di reciprocit\u00e0, la <strong>Francia<\/strong> consente alle limitazioni di sovranit\u00e0 necessarie per l\u2019organizzazione e la difesa della pace&#8221;<em>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Con l&#8217;articolo 11, anche l\u2019Italia ha accettato di rinunciare a una parte della sua sovranit\u00e0 per aderire a una comunit\u00e0 internazionale ispirata al valore della <strong>pace<\/strong>. Il richiamo all&#8217;Onu non \u00e8 esplicito, ma comunque evidente. Nonostante le aspettative, per\u00f2, l&#8217;impegno a proscrivere la guerra non bast\u00f2 e la condizione di Paese ex-nemico durante la guerra pes\u00f2 al punto sull&#8217;Italia da impedirne la partecipazione ai lavori della Conferenza di San Francisco, dove si gettarono le fondamenta per un nuovo assetto politico mondiale.<\/p>\n<p><strong>Veti incrociati e ammissione &#8220;in pacchetto&#8221;<br \/>\n<\/strong>L&#8217;assenza a San Francisco non fu cosa di poco conto. L&#8217;ammissione all&#8217;Onu si considerava fondamentale per permettere il reinserimento dell&#8217;Italia nella comunit\u00e0 internazionale dei Paesi democratici. Ma lo era anche perch\u00e9 si sperava che l\u2019Onu potesse attenuare le condizioni pi\u00f9 punitive del Trattato di pace che l\u2019Italia era stata costretta a firmare alla fine della guerra.<\/p>\n<p>A guidare la comunit\u00e0 internazionale erano <strong>Truman<\/strong>,<strong> Stalin <\/strong>e<strong> Churchill<\/strong>, che in un primo tempo hanno sostenuto con unit\u00e0 la domanda di ammissione dell&#8217;Italia. Le cose cambiarono in fretta, complice il deteriorarsi dei rapporti tra Urss e Stati Uniti che port\u00f2 le due potenze ad avere pareri inconciliabili sull&#8217;ammissione dei <strong>Paesi ex nemici <\/strong>al consesso delle Nazioni Unite. Nei fatti, gli Usa sostenevano che Ungheria, Bulgaria e Romania non avessero i requisiti necessari per aderire all\u2019Onu, mentre l&#8217;Urss non era disposta ad avallare l&#8217;ammissione dell&#8217;Italia senza aver ottenuto in cambio l&#8217;ingresso dei suoi Stati satelliti.<\/p>\n<p>L&#8217;1 ottobre 1947 arriv\u00f2 il primo di una serie di veti dell&#8217;Unione Sovietica &#8211; in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza &#8211; sull&#8217;ammissione dell&#8217;Italia. Veto che si ripresent\u00f2 nell&#8217;aprile del 1948 e a settembre del &#8217;49, congelando di fatto per un decennio intero le sue aspirazioni di aderire all&#8217;organismo internazionale promotore di pace.<\/p>\n<p>Nulla di pi\u00f9 che una <strong>questione di veti incrociati tra sovietici e statunitensi<\/strong>, risultato di un rapporto diplomatico difficile tra le due potenze sfociato nella tensione della guerra fredda e che imped\u00ec quasi totalmente tra 1947 e 1955 che ci fossero nuove ammissioni all&#8217;Onu. Si parl\u00f2 quindi di <strong>ammissione in blocco o a pacchetto<\/strong>, ovvero l&#8217;una non poteva avvenire senza l&#8217;altra. Testimonianza della quasi totale inazione del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu &#8211; in cui sedevano sia Urss che Usa con potere di veto &#8211; nei suoi primi decenni di vita a causa del contrasto che si consolidava tra est e ovest e che si rifletteva anche sull&#8217;equilibrio delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>La situazione si normalizz\u00f2 solo <strong>dopo dieci anni di travagliato percorso diplomatico<\/strong>, quando dopo la morte di Stalin si entrava in una fase di distensione tra Urss e Usa, nota come &#8220;coesistenza competitiva&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>adesione dell&#8217;Italia arriv\u00f2 nel 1955<\/strong> insieme a quella di altri 15 Stati, tra cui i satelliti Urss, togliendo ogni dubbio di una specialit\u00e0 del caso italiano. Ma nonostante il ritardo nell&#8217;adesione all\u2019Onu, il ruolo dell&#8217;Italia nello scacchiere internazionale aveva iniziato a modificarsi gi\u00e0 all&#8217;indomani della guerra, muovendo i primi passi verso l&#8217;integrazione europea e contribuendo nel 1949 alla nascita dell&#8217;Alleanza atlantica.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><small><strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/category\/news\/cara-ai-ti-scrivo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cCara AI Ti Scrivo\u201d<\/a><\/strong>\u00a0\u00e8 la rubrica che offre ai pi\u00f9 giovani (studenti, laureandi, neolaureati e stagisti) la possibilit\u00e0 di cimentarsi con analisi e commenti sulla politica internazionale. Mandateci le vostre proposte:\u00a0<a href=\"mailto:affarinternazionali@iai.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affarinternazionali@iai.it<\/a>.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ottobre 1945. 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