{"id":86155,"date":"2020-12-30T09:01:47","date_gmt":"2020-12-30T08:01:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86155"},"modified":"2020-12-30T09:01:47","modified_gmt":"2020-12-30T08:01:47","slug":"un-piano-per-la-ripresa-o-per-la-next-generation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/un-piano-per-la-ripresa-o-per-la-next-generation\/","title":{"rendered":"Un piano per la ripresa o per la Next Generation?"},"content":{"rendered":"<p>Il piano di utilizzo del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/consiglio-europeo-ce-lintesa-su-bilancio-e-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Recovery Fund<\/strong><\/a> annunciato dal presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte<\/strong> non spazza via un dubbio: il governo italiano ha colto appieno il <strong>senso<\/strong> del programma europeo ormai ribattezzato<strong> Next Generation EU<\/strong>?<\/p>\n<p>Sinora il dibattito fra le forze politiche si \u00e8 concentrato sul meccanismo per la selezione dei progetti e la supervisione della loro attuazione: quella che si insiste a chiamare <strong>governance<\/strong>. Il vero problema \u00e8 per\u00f2 quello dei <strong>contenuti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Due sfide principali<br \/>\n<\/strong>Molto opportunamente la parte del leone \u00e8 riservata alle due grandi sfide del prossimo futuro,\u00a0<strong>Green Deal <\/strong>e<strong> digitalizzazione<\/strong>, ma sono percentuali dettate dalla <strong>Commissione europea\u00a0<\/strong>&#8211; rispettivamente il 37% e il 20%,\u00a0<em>ndr<\/em> -. Le altre macro-aree corrispondono grosso modo ai campi in cui la modernizzazione del nostro Paese presenta i pi\u00f9 gravi ritardi, e quindi in prima approssimazione il piano \u00e8 in linea con la filosofia del Next Generation EU.<\/p>\n<p>Ma notiamo anche un ampio ventaglio di interventi volti a soddisfare tutte le categorie e a rafforzare i consensi verso il governo in carica, piuttosto che a dirigere tutta la potenza di fuoco sulla finalit\u00e0 che ha convinto i Paesi del centro-nord dell&#8217;Europa a superare la loro riluttanza alla condivisione del debito dei partner pi\u00f9 deboli. E, va precisato, non del debito prodotto dai deficit cronici, ma quello dovuto ad una situazione straordinaria.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 questa finalit\u00e0? Innanzitutto, <strong>superare la crisi economica<\/strong> causata dal Covid-19 non con una generica politica keynesiana &#8211; gonfiare la spesa pubblica per stimolare la domanda e quindi la crescita -, bens\u00ec mediante grandi progetti miranti sia a massimizzare la <strong>creazione di posti di lavoro<\/strong>, sia a rendere p<strong>i\u00f9 competitiva l&#8217;economia<\/strong> e la macchina statale: premessa necessaria all&#8217;uscita dalla stagnazione e alla graduale riduzione del rapporto debito\/Pil.<\/p>\n<p>Cruciale per l&#8217;accettazione del principio del debito condiviso \u00e8 per\u00f2 stata l&#8217;aggiunta di una finalit\u00e0 pi\u00f9 ambiziosa: affrontare le due sfide epocali su accennate &#8211; clima e rivoluzione digitale &#8211; con <strong>massicci investimenti<\/strong> che non avrebbero trovato posto nei bilanci correnti.<\/p>\n<p><b>Scegliere bene<br \/>\n<\/b>La <strong>selezione dei progetti<\/strong> dovrebbe essere governata da questi due ordini di criteri, e non dall&#8217;esigenza di rimpolpare i fondi a disposizione di politiche sociali avviate o promesse in passato.<\/p>\n<p>Al primo posto fra le riforme di cui ha urgente bisogno l&#8217;Italia per attrarre investimenti \u00e8 senza dubbio la <strong>riforma della giustizia<\/strong>, per accelerarne drasticamente i tempi; e infatti il piano vi dedica un capitolo. La digitalizzazione ne \u00e8 certo una componente, ma \u00e8 complementare a cambiamenti normativi che si attendono da decenni. Quali certezze abbiamo che il <strong>Parlamento<\/strong> si muover\u00e0 in questa direzione con la necessaria celerit\u00e0 e incisivit\u00e0, e che la <strong>magistratura<\/strong> \u00e8 pronta ad un cambio di passo nella conduzione dei processi?<\/p>\n<p>Per gestire i miliardi assegnatici occorre <strong>rafforzare le strutture dei vari ministeri e degli enti locali<\/strong>. Gi\u00e0 in tempi ordinari l&#8217;Italia ha (con la <strong>Spagna<\/strong>) la pi\u00f9 bassa capacit\u00e0 di assorbimento dei fondi europei: il <strong>40%<\/strong>. La soluzione non pu\u00f2 consistere nell&#8217;abolizione dei controlli, ma in procedure pi\u00f9 snelle e il potenziamento dell&#8217;apposito personale.<\/p>\n<p>Perplessit\u00e0 nonch\u00e9 appetiti, suscita la grossa fetta (23 miliardi, nella bozza) dedicata alle <strong>grandi opere infrastrutturali<\/strong>, in gran parte per il Sud, fra cui le Tav Salerno-Taranto e Palermo-Catania, quasi fossero dimenticate le polemiche sulla Tav Torino-Lione. Le grandi opere, anche se si considera l&#8217;indotto, concentrano enormi risorse sulle grandi societ\u00e0 di costruzione piuttosto che sulle Pmi, e generano &#8211; in proporzione &#8211; meno posti di lavoro che altre categorie di progetti, e pi\u00f9 rischi di sprechi e malversazioni.<\/p>\n<p>In base al criterio della creazione di posti di lavoro, oltre che per far fronte a eventuali nuove pandemie,\u00a0 maggiori risorse dovrebbero essere attribuite al <strong>settore sanitario<\/strong> (ospedali, medicina territoriale), che fa figura di cenerentola. L&#8217;ammontare stanziato (9 miliardi) \u00e8 un quarto di quello previsto qualora decidessimo di avvalerci del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/il-mes-la-sua-riforma-e-il-dibattito-italiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nuovo Mes<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ok di Bruxelles<br \/>\n<\/strong>Tornando alla &#8220;svolta verde&#8221;, bisogner\u00e0 vedere in che misura le risorse andranno alle <strong>energie alternative<\/strong>, termo-valorizzatori, cattura di CO<sub>2<\/sub>, economia circolare, partecipazione a grandi progetti europei (<strong>idrogeno<\/strong>, <strong>batterie<\/strong>) e quanto a impieghi meno innovativi. I 40 miliardi destinati alla coibentazione di edifici pubblici e di quelli privati attraverso il super-bonus 110% sono una cifra iperbolica, e offrono ampio spazio a sprechi e frodi.<\/p>\n<p>Sotto l&#8217;etichetta &#8220;digitalizzazione&#8221; la priorit\u00e0 andrebbe data, fra l&#8217;altro, alla <strong>modernizzazione dell&#8217;apparato statale<\/strong> e in particolare del gi\u00e0 citato settore giudiziario e la lotta all&#8217;evasione, la telemedicina, l&#8217;istruzione in informatica, le reti elettriche &#8220;intelligenti&#8221; (<em>smart grids<\/em>), la partecipazione a progetti europei in materia di <em>cyber-security<\/em>, 5G, intelligenza artificiale e altri aspetti della &#8220;sovranit\u00e0 digitale&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 la Commissione ad approvare i progetti se validi<\/strong>. Per rispetto verso gli Stati membri \u00e8 probabile che si asterr\u00e0 dal bocciarne qualcuno giudicato di utilit\u00e0 o gestibilit\u00e0 incerta. Ma dobbiamo considerare un altro rischio: che notizie su progetti discutibili (come il super-bonus o il <em>cash-back<\/em>), corruzione o infiltrazioni mafiose in grandi opere, abbassamenti dell&#8217;et\u00e0 pensionabile, sprechi o condoni fiscali, suscitino una<strong> reazione negativa<\/strong> nelle capitali dei &#8220;frugali&#8221; (e non solo) al momento di decidere su eventuali proroghe dei rimborsi alla scadenza o sul rinnovo delle emissioni di debito comune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il piano di utilizzo del Recovery Fund annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte non spazza via un dubbio: il governo italiano ha colto appieno il senso del programma europeo ormai ribattezzato Next Generation EU? Sinora il dibattito fra le forze politiche si \u00e8 concentrato sul meccanismo per la selezione dei progetti e la supervisione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":86261,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[530,2160,1850,1787,96,1378,2282],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86155"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86155"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86155\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86262,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86155\/revisions\/86262"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86261"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86155"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86155"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86155"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}