{"id":86157,"date":"2020-12-23T05:35:10","date_gmt":"2020-12-23T04:35:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86157"},"modified":"2021-02-05T07:58:19","modified_gmt":"2021-02-05T06:58:19","slug":"non-solo-giovani-in-medio-oriente-la-mobilitazione-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/non-solo-giovani-in-medio-oriente-la-mobilitazione-continua\/","title":{"rendered":"Non solo giovani: in Medio Oriente la mobilitazione continua"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\"><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dieci-anni-dalle-primavere-arabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-86822 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-768x410.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-1024x546.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-125x67.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La <strong>regione araba<\/strong> \u00e8 stata interessata da significativi fenomeni di <strong>rinnovata mobilitazione politica<\/strong> perlomeno dalla decade che precede lo scoppio della cosiddetta <strong>stagione delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dieci-anni-dalle-primavere-arabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Primavere arabe<\/a><\/strong>. Le proteste sono poi continuate in diverse forme e nei diversi contesti nazionali anche nel post-2011, nonostante ad esempio l\u2019instaurazione di una democrazia procedurale in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/tunisia-la-transizione-tra-tante-luci-e-qualche-ombra-pesante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tunisia<\/a><\/strong>, la restaurazione autoritaria in <strong>Egitto<\/strong>, i tentativi di cooptazione in <strong>Marocco<\/strong>, lo sfavorevole contesto internazionale e, soprattutto, la crescente violenza politica che ha interessato pi\u00f9 o meno intensamente tutta la regione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\">Siamo oggi <strong>nel pieno di quella che \u00e8 stata definita la &#8220;seconda ondata&#8221;<\/strong> che ha coinvolto dalla fine del 2018 l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/algeria-una-nuova-costituzione-per-il-vecchio-pouvoir\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Algeria,<\/strong><\/a> il <strong>Sudan<\/strong>, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/oltre-il-mito-della-resilienza-un-anno-di-resistenza-nelle-piazze-del-libano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libano<\/strong><\/a> e l\u2019<strong>Iraq<\/strong>. La primavera del 2010-2011 va dunque inserita in un <i>continuum<\/i> che parte appunto dai primi anni del nuovo millennio e che \u00e8 tuttora in corso.<\/p>\n<p class=\"p2\"><b>Il nesso fra politica ed economia<\/b><br \/>\nAl di l\u00e0 delle pur notevoli differenze nazionali, <strong>le proteste arabe degli ultimi due decenni hanno molti tratti in comune<\/strong> e, anzi, <strong>si ricollegano<\/strong> per temi e modalit\u00e0 <strong>a fenomeni simili in altre regioni del mondo<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p2\">C\u2019\u00e8 una sostanziale unanimit\u00e0 sul fatto che i fattori scatenanti delle proteste siano, nel mondo arabo come altrove, le gravi diseguaglianze sociali e la perdita di legittimit\u00e0 di regimi incapaci di esercitare una presa sulla societ\u00e0 se non con la coercizione.<\/p>\n<p class=\"p2\">Le proteste hanno anche confermato l\u2019interconnessione fra la sfera politica e quella economica, contrastando il pensiero <i>mainstream<\/i> che ancora considera il libero mercato come una panacea e i problemi della regione come esclusivamente il prodotto di autoritarismo e corruzione. Guardando alla storia recente del Medio Oriente possiamo affermare che <strong>non c\u2019\u00e8 contraddizione alcuna fra neo-liberismo economico e autoritarismo politico<\/strong>. Al contrario, l\u2019apertura dei mercati mediorientali e l\u2019accelerazione liberista \u00e8 stata consentita (e lo \u00e8 tuttora) proprio dalla ferrea stretta di regimi autoritari. Questa connessione non \u00e8 oggi un\u2019anomalia a livello mondiale al punto che la tanto discussa eccezionalit\u00e0 dell\u2019autoritarismo mediorientale \u00e8 diventata anacronistica.<\/p>\n<p class=\"p2\">Non \u00e8 dunque sufficiente indire nuove elezioni o avviare campagne di lotta alla corruzione nei singoli contesti nazionali, senza contemporaneamente affrontare il <strong>nodo del potere socio-economico<\/strong> che, peraltro, \u00e8 per sua natura transnazionale. Le continue proteste in Tunisia, tanto decantata come unico caso di successo delle Primavera arabe, ne sono un buon esempio.<\/p>\n<p class=\"p2\"><b>L\u2019attivismo giovanile<\/b><br \/>\nSi \u00e8 molto parlato dell\u2019attivismo giovanile in relazione alle Primavere arabe, ma <strong>la categoria \u201cgiovane\u201d<\/strong>, differenziata al suo interno e per sua natura transitoria, poco ci dice sulle <strong>forze sociali dietro le proteste delle ultime due decadi<\/strong>, al di l\u00e0 del dato demografico di una popolazione in buona parte sotto i trent\u2019anni.<\/p>\n<p class=\"p2\">La storia ci insegna tuttavia che i \u201cgiovani\u201d tornano spesso nel discorso politico in situazioni di crisi dei meccanismi di riproduzione sociale per cui una generazione, definita in senso ampio, si trova ad affrontare una realt\u00e0 radicalmente diversa dalla precedente.<\/p>\n<p class=\"p2\">I \u201cgiovani\u201d sono, ad esempio, i nuovi entranti in un mercato del lavoro radicalmente mutato rispetto al passato in cui <strong>disoccupazione e precariet\u00e0 sono la norma e non l\u2019eccezione<\/strong>. Il focus sui giovani, per\u00f2, non deve nascondere l\u2019ampiezza della crisi e della relativa mobilitazione che in molti casi ha coinvolto, e coinvolge tuttora, ampie fasce sociali che comprendono le classi lavoratrici precarizzate, i disoccupati e le classi medie istruite urbane.<\/p>\n<p class=\"p2\"><b>La maturazione dei movimenti di protesta<\/b><br \/>\nDal 2011 in poi, le rivendicazioni dei manifestanti, per quanto rivoluzionarie nel loro categorico rigetto dello status quo, non sono state ancora formulate in modo organico, ossia non hanno prodotto un\u2019alternativa viabile e condivisa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Questo per\u00f2 non vuol dire che le rivolte siano \u201cspontanee\u201d &#8211; come pure chi scrive ha sostenuto in passato -, se non nel senso che non sono controllate da alcun attore politico strutturato. Bens\u00ec, esse sono il <strong>prodotto di lunghe esperienze di lotta che spesso non ottengono l\u2019attenzione mediatica<\/strong> e, comunque, il frutto di una paziente e perigliosa preparazione da parte di intellettuali e attivisti alienati dal sistema.<\/p>\n<p class=\"p2\">\u00c8 possibile oggi individuare un <strong>processo di maturazione dei movimenti di protesta<\/strong>. I protagonisti delle rivolte del 2018-2020, ad esempio, sono pi\u00f9 consapevoli dei rischi associati ad una alleanza con l\u2019esercito, del pericolo di trasformazione della rivolta in guerra civile internazionalizzata, o dell\u2019effetto divisivo del confessionalismo. Gli attivisti condividono anche esperienze pratiche di resistenza, ad esempio su come affrontare la violenza della polizia, dell\u2019esercito o delle milizie, come organizzare il supporto medico, legale e mediatico ai manifestanti o come occupare in modo efficace lo spazio pubblico.<\/p>\n<p class=\"p2\">Cos\u00ec come avvenuto nel 2011, molti analisti continuano a rimanere sorpresi ad ogni scoppio di rivolta di massa nella regione, ma<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>&#8211; rimanendo invariata e anzi\u00a0aggravandosi la crisi socio-economica e politica &#8211;\u00a0<strong>possiamo ragionevolmente aspettarci nel futuro prossimo nuove e intense manifestazioni di scontento popolare<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p2\">Le rivolte vanno dunque considerate in una cornice pi\u00f9 ampia sia dal punto di vista temporale che geografico, al di l\u00e0 degli apparenti successi o fallimenti nei singoli casi nazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La regione araba \u00e8 stata interessata da significativi fenomeni di rinnovata mobilitazione politica perlomeno dalla decade che precede lo scoppio della cosiddetta stagione delle Primavere arabe. 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