{"id":86187,"date":"2020-12-26T13:00:46","date_gmt":"2020-12-26T12:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86187"},"modified":"2021-01-02T08:53:30","modified_gmt":"2021-01-02T07:53:30","slug":"brexit-deal-cosa-ce-e-cosa-manca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-cosa-ce-e-cosa-manca\/","title":{"rendered":"Brexit Deal: cosa c\u2019\u00e8 e cosa manca nell&#8217;intesa fra Londra e Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dopo l\u2019Accordo del Venerd\u00ec Santo, quello della Vigilia di Natale<\/strong>. Le settimane liturgiche sono di buon auspicio, nel Regno Unito, per la conclusione di intese di buon vicinato, nate per durare. O almeno cos\u00ec si spera.<\/p>\n<p>Quando mancava appena una settimana alla <strong>fine del periodo di transizione<\/strong> &#8211; gli undici mesi previsti tra il recesso e l\u2019uscita da mercato unico e unione doganale che arrivano a scadenza il 31 dicembre -, Bruxelles e Londra hanno trovato la quadra per riavvolgere il nastro su 47 anni di membership dell\u2019Unione europea e avviare nuove relazioni, fatte di commercio ma anche di cooperazione in ambiti strategici, a partire dal 1\u00b0 gennaio 2021.<\/p>\n<p>L\u2019intesa governer\u00e0 <strong>uno scambio del valore di oltre 700 miliardi di euro<\/strong> (pi\u00f9 o meno lo stesso di Next Generation EU, il piano per la ripresa post-pandemia finanziato dall\u2019Ue)<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accordo, arrivato al termine di nove mesi di intensi negoziati &#8211; <strong>oltre 2mila ore di riunioni<\/strong> tra Londra e Bruxelles, calcola <em>Bloomberg<\/em> -, garantir\u00e0 il mantenimento dei rapporti commerciali fra le due sponde della Manica. Una sentenza di divorzio che non poteva recitare altrimenti, <strong>dopo 47 anni di membership del Regno Unito nell\u2019Ue<\/strong>.<\/p>\n<p>E su molti punti, come ad esempio la protezione dei <strong>dati personali<\/strong>, si prevede un periodo di transizione con un <em>deal<\/em> settoriale al termine. Stessa sorte per la <strong>pesca<\/strong> \u2013 0,1% del Pil britannico ma lo scoglio su cui si sono abbattuti i negoziatori fino all\u2019ultimo -: cinque anni e mezzo di transizione durante i quali il pescato delle imbarcazioni battenti bandiera di uno Stato costiero Ue dovranno ridursi del 25% (molto lontano dall\u201980% proposto da Londra \u201cper restituire sovranit\u00e0 alle nostre comunit\u00e0\u201d). Ma lo scontro frontale \u00e8 solo rinviato: <strong>nel 2026 si torner\u00e0 a negoziare annualmente<\/strong> su limiti annuali di pescato, come gi\u00e0 avviene (ma su bacini sensibilmente ridotti) fra Ue e Norvegia.<\/p>\n<p><strong>Via i dazi, tornano i controlli alla dogana<\/strong><br \/>\nL\u2019accordo prevede la <strong>rimozione dei dazi e tariffe<\/strong> per lo scambio su un ampio spettro di merci ma manda<strong> in soffitta le libert\u00e0 di movimento<\/strong> che sono al cuore del progetto europeo (beni, persone, capitali e servizi). Ripristinati i controlli alla dogana (ma non sull&#8217;isola di Irlanda) e il <strong>visto per permanenze superiori a 90 giorni<\/strong>.<\/p>\n<p>Particolarmente delicato l\u2019impatto sulla <strong>catena di approvvigionamento alimentare<\/strong>, come denunciano i rappresentanti britannici del settore, che prevedono l\u2019incremento dei prezzi al dettaglio all\u2019orizzonte e pure pericoli di deperimento per i prodotti freschi al valico doganale.<\/p>\n<p>Fuori dall\u2019intesa un automatico allineamento regolatorio: se una delle due parti dovesse ritenersi danneggiata dalla condotta dell\u2019altra, ha a disposizione l\u2019arma della <strong>rappresaglia commerciale<\/strong>, ripristinando dazi e tariffe.<\/p>\n<p>Rimandato alle prossime settimane un <strong>negoziato settoriale sui servizi finanziari<\/strong>: il sogno britannico di diventare una <strong>Singapore sul Tamigi<\/strong> da cui competere con il resto del continente \u00e8 ancora attuale; l\u2019Unione europea dovr\u00e0 garantire unilateralmente l\u2019\u201cequivalenza\u201d alle compagnie finanziarie registrate nel Regno Unito o lasciarle in balia di autorizzazione nazionali da parte dei regolatori dei singoli Stati membri, sintetizza il <em>Financial Times<\/em>.<\/p>\n<p>Viene meno il riconoscimento automatico delle qualifiche; e a pagare il salato conto della Brexit sar\u00e0 anche la <strong>folta comunit\u00e0 accademica e scientifica<\/strong> del Vecchio continente. Con l\u2019addio a <strong>Erasmus+<\/strong>\u00a0\u2013 il pi\u00f9 famoso programma dell\u2019Unione europea per la mobilit\u00e0 individuale degli studenti -, la cooperazione rimane soltanto sul fronte di ricerca e innovazione, con la partecipazione di Londra nel nuovo <strong>Horizon Europe<\/strong> come Paese terzo (ma i termini devono essere ancora discussi).<\/p>\n<p>Escluso il ruolo della<strong> Corte di Giustizia dell&#8217;Ue<\/strong> dalla <em>governance<\/em> dell\u2019accordo, se non per controversie relative alla partecipazione del Regno Unito ai programmi dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Da Dublino, rimangono le preoccupazioni per la pace \u00a0che avevano portato alla definizione di uno status peculiare per l\u2019<strong>Irlanda del Nord<\/strong> nell\u2019accordo di recesso, il <em>Withdrawal Agreement<\/em> entrato in vigore lo scorso 1\u00b0 febbraio, cos\u00ec da evitare un confine fisico sull\u2019isola, come previsto dall\u2019Accordo del Venerd\u00ec Santo. La Repubblica d\u2019Irlanda continuer\u00e0 a finanziare la partecipazione degli studenti nordirlandesi a Erasmus+ (poco pi\u00f9 di due milioni di euro l\u2019anno, scrive l\u2019emittente RTE).<\/p>\n<p>Amareggiata dalla natura dell\u2019accordo anche l\u2019europeista <strong>Scozia,<\/strong> che si prepara al voto del 2022 con un crescente sentimento indipendentista. Racconta la BBC che Edimburgo sarebbe pure fortemente penalizzata dall\u2019esclusione dell\u2019autorizzazione all\u2019export per le patate da seme, di cui gli agricoltori scozzesi sono tra i maggiori produttori al mondo.<\/p>\n<p><strong>Di Parlamento in Parlamento<\/strong><br \/>\nGli attori economici sono stati comunque colti impreparati: ci vorr\u00e0 del tempo per adeguarsi alle nuove regole (che causeranno un <strong>calo del 4% del Pil britannico<\/strong>, secondo le prime stime); come ci vorr\u00e0 del tempo per passare al setaccio tutte le <strong>1246 pagine dell&#8217;accordo<\/strong> (non duemila, come si vociferava all\u2019inizio).<\/p>\n<p>Se la fumata bianca \u00e8 arrivata intorno alle 16 del 24 dicembre, infatti, gli ambasciatori dei Ventisette si sono riuniti soltanto l\u2019indomani mattina, tra cenone della Vigilia e pranzo di Natale; l&#8217;indomani, invece, \u00e8 stato reso pubblico anche il <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/info\/files\/draft_eu-uk_trade_and_cooperation_agreement.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">testo dell&#8217;accordo commerciale e di cooperazione<\/a> tra Unione europea e Regno Unito.<\/p>\n<p>Prossima scadenza temporale in vista per il <strong>Parlamento britannico<\/strong>, che rientra dalla pausa natalizia il 30 dicembre per dare il via libera al <em>deal<\/em>. Sorte diversa, invece, per il <strong>Parlamento europeo<\/strong>, che emerge come il vero attore istituzionale \u201csconfitto\u201d dal <em>Brexit Game<\/em>: non dir\u00e0 la sua prima dell\u2019entrata in vigore dell\u2019intesa, che sar\u00e0 provvisoriamente applicata gi\u00e0 dal 1\u00b0 gennaio, in attesa del voto (un netto s\u00ec o no) da parte degli europarlamentari nelle settimane successive.<\/p>\n<p>Tra gli eurodeputati, c\u2019\u00e8 chi ha sottolineato il vicolo cieco in cui si trova il Parlamento, che sui trattati internazionali cui partecipa l\u2019Unione ha soltanto potere di veto: ratificare un\u2019intesa giudicata carente sotto molti profili o bocciare in blocco un accordo poco ambizioso ma che rimane essenziale per governare una situazione gi\u00e0 caotica di suo e mai verificatasi in precedenza, quale l\u2019addio di uno Stato membro.<\/p>\n<p>\u201c<strong>\u00c8 tempo di lasciarci la Brexit alle spalle<\/strong>\u201d, ha detto con un certo sollievo Ursula von der Leyen. Ciliegina sulla torta <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_20_2531\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un\u2019infografica pubblicata dalla Commissione<\/a> che mette a confronto i benefici del <em>Brexit deal<\/em> con la partecipazione all\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Al lettore il responso; ma Bruxelles suggerisce: <strong>il migliore accordo resta la piena membership dell\u2019Unione europea<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019Accordo del Venerd\u00ec Santo, quello della Vigilia di Natale. Le settimane liturgiche sono di buon auspicio, nel Regno Unito, per la conclusione di intese di buon vicinato, nate per durare. O almeno cos\u00ec si spera. 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