{"id":86201,"date":"2020-12-28T01:00:08","date_gmt":"2020-12-28T00:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86201"},"modified":"2020-12-29T00:39:29","modified_gmt":"2020-12-28T23:39:29","slug":"brexit-deal-storia-di-un-lungo-negoziato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-storia-di-un-lungo-negoziato\/","title":{"rendered":"Brexit Deal: storia di un lungo negoziato"},"content":{"rendered":"<p>Le vicissitudini della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-cosa-ce-e-cosa-manca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>, dominate dal dilemma &#8220;<strong><em>deal or no deal<\/em><\/strong>&#8220;, per quanto meno nobile di quello pensato dal drammaturgo inglese, potrebbero richiamare sia una tragedia di William Shakespeare, sia una partita di poker, in cui i giocatori aspettano l&#8217;ultimo momento per calare tutte le carte che hanno in mano.<\/p>\n<p>La strada dell&#8217;accordo \u00e8 stata resa pi\u00f9 complicata dal <strong>tempo limitato<\/strong> previsto per il negoziato, iniziato a marzo, dato che il Regno Unito ha escluso di prorogare il <strong>periodo di transizione<\/strong> oltre il 31 dicembre 2020. Saltati ripetuti ultimatum si \u00e8 proceduto con trattative a oltranza, onde evitare un fallimento diplomatico per entrambe le parti.<\/p>\n<p><strong>Provocazioni britanniche<br \/>\n<\/strong>Il<strong> Regno Unito<\/strong> ha messo in atto una <strong>tattica negoziale piuttosto aggressiva<\/strong>, probabilmente puntando anche a incrinare la compattezza dei Ventisette e sperando di alimentarne le divisioni, come aveva rivelato appena qualche giorno fa la proposta da parte del premier britannico\u00a0<strong>Boris Johnson<\/strong> di una discussione separata con la cancelliera tedesca\u00a0<strong>Angela Merkel<\/strong>\u00a0e il presidente francese\u00a0<strong>Emmanuel Macron<\/strong>, respinta dai due leader.<\/p>\n<p>N\u00e9 sono mancate le provocazioni. Dopo avere sottoscritto nell&#8217;accordo di recesso <strong>l&#8217;impegno a non creare un confine fisico tra la Repubblica d&#8217;Irlanda e l&#8217;Irlanda del Nord<\/strong>, accettando che il confine commerciale fosse nel Mare d&#8217;Irlanda, il governo di Londra violando un trattato da lui stesso sottoscritto ha introdotto nell&#8217;<em>I<\/em><em>nternal Market Bill <\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/cosa-aspettarsi-dalla-procedura-di-infrazione-contro-il-regno-unito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>una disposizione che sconfessava l&#8217;impegno preso<\/strong><\/a>. Salvo poi fare <strong>marcia indietro<\/strong> e rendere possibile un compromesso, accettando che vi siano controlli nei porti di quattro citt\u00e0 dell&#8217;Irlanda del Nord, per evitare che attraverso l&#8217;isola entrino merci non conformi agli standard Ue nel mercato dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Contrariamente a quanto auspicato Oltremanica, l&#8217;Ue ha mantenuto durante le estenuanti trattative con Londra una <strong>posizione unitaria<\/strong> e ha dato prova di un&#8217;insolita determinazione nel difendere le proprie posizioni.<\/p>\n<p><strong>Due questioni centrali<br \/>\n<\/strong>A quattro anni dal referendum del giugno 2016, nel lungo e complesso negoziato per delineare la futura partnership tra Regno unito e Unione europea due questioni si sono rivelate centrali: l&#8217;<strong>accordo sui diritti di pesca<\/strong>, e le regole per governare l&#8217;<strong>accordo commerciale<\/strong> che dovrebbe consentire alla Gran Bretagna l\u2019accesso al mercato unico.<\/p>\n<p>La questione della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/brexit-i-nodi-della-pesca-e-degli-standard-comuni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>pesca<\/strong><\/a> riveste senz&#8217;altro un valore simbolico di recupero di sovranit\u00e0 sulle proprie acque territoriali, e proprio per questo motivo \u00e8 stata enfatizzata dal governo di Londra con una <strong>forte carica retorica e orgoglio nazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>I pescherecci che sventolavano la\u00a0<em>Union Jack<\/em> lungo il Tamigi, sostenendo la campagna del <em>Leave<\/em>, hanno probabilmente contribuito a indirizzare in senso anti-europeo l&#8217;esito del referendum e il premier Johnson non poteva deludere le aspettative di questi elettori. Si tratta indubbiamente di un tema sensibile e i pescatori europei hanno avuto largo accesso alle acque britanniche, anche perch\u00e9 i pescatori inglesi hanno venduto l\u201980% delle loro quote.<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante l&#8217;annuncio da parte di Londra di ricorrere alla &#8220;<em>gunboats diplomacy&#8221;<\/em>\u00a0e schierare la <em>Royal Navy<\/em> per pattugliare il mare del Nord, non \u00e8 la pesca la questione centrale nel negoziato, anche perch\u00e9 \u00e8 un settore che rappresenta lo 0.1 % del Pil britannico. Con <strong>misure transitorie fino a giugno 2026<\/strong>, un accordo su entit\u00e0 e valore delle quote per i pescatori europei nelle acque britanniche \u00e8 stato infine trovato.<\/p>\n<p>Sono invece i numeri a mettere in luce quanto sia ben pi\u00f9 rilevante l&#8217;accordo commerciale per un <strong>trattato di libero scambio con l&#8217;Ue<\/strong>: secondo dati del 2017 il commercio del Regno unito con l&#8217;Ue vale <a href=\"https:\/\/www.lefigaro.fr\/flash-eco\/brexit-une-videoconference-s-est-tenue-entre-merkel-macron-et-les-chefs-de-l-ue-20201207\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>420 miliardi di sterline<\/strong><\/a>, contro 91 miliardi con gli Stati uniti e 61 con la Cina.<\/p>\n<p>L&#8217;Ue \u00e8 sempre stata disponibile a concedere a Londra alla fine del periodo transitorio l&#8217;accesso al mercato unico con <strong>zero quote e zero tariffe,<\/strong> per merci conformi a appropriate regole d\u2019origine, a condizione che il partner d&#8217;Oltremanica non adotti un atteggiamento da <em>free-rider<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;Ue, temendo una competizione sleale per le imprese europee, ha chiesto che il Regno Unito mantenga un <strong>allineamento con le regole europee<\/strong> in materia di ambiente, aiuti di Stato, norme del mercato del lavoro.<\/p>\n<p><em>La seconda parte dell&#8217;articolo verr\u00e0 pubblicato su AffarInternazionali marted\u00ec 29 dicembre 2020.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le vicissitudini della Brexit, dominate dal dilemma &#8220;deal or no deal&#8220;, per quanto meno nobile di quello pensato dal drammaturgo inglese, potrebbero richiamare sia una tragedia di William Shakespeare, sia una partita di poker, in cui i giocatori aspettano l&#8217;ultimo momento per calare tutte le carte che hanno in mano. 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