{"id":86222,"date":"2020-12-29T00:38:54","date_gmt":"2020-12-28T23:38:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86222"},"modified":"2021-01-01T09:26:17","modified_gmt":"2021-01-01T08:26:17","slug":"brexit-deal-storia-di-un-lungo-negoziato-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-storia-di-un-lungo-negoziato-2\/","title":{"rendered":"Brexit Deal: storia di un lungo negoziato"},"content":{"rendered":"<p>Il governo inglese ha visto nella posizione dell&#8217;Ue il rischio di rimanere nell&#8217;orbita del sistema normativo europeo e di vedersi costretto a sottostare a un <strong>meccanismo di risoluzione delle controversie<\/strong> per giudicare eventuali distorsioni al commercio.<\/p>\n<p>L&#8217;opposizione di Londra ad accettare un <strong><em>level playing field<\/em><\/strong> \u00e8 sembrata in effetti nascondere la volont\u00e0 di ritagliarsi col tempo un vantaggio competitivo. La dichiarazione del Premier Johnson che il <strong>Regno Unito<\/strong> vuole essere &#8220;un magnete per gli investimenti dall&#8217;estero&#8221; non coglie la realt\u00e0, che ha visto dopo il referendum e prima del Covid un crollo degli investimenti e della produttivit\u00e0. Ma rivela le ambizioni di attrarre con condizioni di favore imprese che potrebbero poi praticare una <strong>concorrenza sleale<\/strong> nel mercato europeo.<\/p>\n<p><strong>Un mercato da salvare<br \/>\n<\/strong>Salvaguardare l&#8217;<strong>integrit\u00e0 del mercato unico<\/strong> \u00e8 per l&#8217;Ue l&#8217;obiettivo fondamentale, che ha reso necessario trovare l&#8217;accordo su un meccanismo per continuare a avere standard comuni. Questo ha comportato definire le modalit\u00e0 di una <strong>procedura di arbitrato<\/strong> da attivare nel caso vi siano disaccordi, procedura che prevede per entrambe le parti la possibilit\u00e0 di adottare contromisure, che potranno tradursi in sanzioni, incluse tariffe.<\/p>\n<p>Con uno dei tanti paradossi della storia, gli europei hanno difeso il mercato unico di cui proprio Margaret Thatcher \u00e8 stata convinta sostenitrice alla fine degli anni Ottanta, spingendo per l&#8217;attuazione del progetto della grande area senza frontiere interne entro il 1992 lanciato dalla Commissione europea guidata da Jacques Delors.<\/p>\n<p><strong>Due obiettivi opposti?<br \/>\n<\/strong>Per la definitiva separazione tra Regno unito e Unione europea era necessario conciliare due obiettivi apparentemente inconciliabili: per l&#8217;Ue una <strong>convergenza regolamentare post-Brexit<\/strong>, per il Regno Unito la <strong>piena sovranit\u00e0<\/strong> in materia di regole e standard.<\/p>\n<p>L&#8217;uscita dalla Ue \u00e8 stata trasformata da Londra in una <strong>questione ideologica<\/strong>, di affermazione della sovranit\u00e0 nazionale. Pi\u00f9 che coltivare una visione nostalgica del passato, Londra, tutti gli europei in realt\u00e0, dovrebbero interrogarsi su quale sia oggi il significato della sovranit\u00e0 nazionale, che va aggiornata tendendo conto della trama ampia e complessa dei legami economici, sociali e politici frutto di un processo storico di globalizzazione che la pandemia rallenter\u00e0, ma non arrester\u00e0.<\/p>\n<p>Schivato lo shock di un <strong>mancato accordo<\/strong> nel mezzo di una pandemia e tenendo presente la realt\u00e0 dell\u2019economia di un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso, il successo delle future relazioni tra Regno unito e Ue si misurer\u00e0, come ha richiamato la ministra degli esteri spagnola, sulla capacit\u00e0 di riuscire a gestire l&#8217;<strong>interdipendenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Perseguire l&#8217;obiettivo di <strong>reciproci vantaggi<\/strong> \u00e8 l&#8217;unica via di uscita<em> win-win<\/em> da pi\u00f9 di quarant&#8217;anni di storia comune. Alla fine, la strada del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-cosa-ce-e-cosa-manca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>compromesso<\/strong><\/a> \u00e8 stata imboccata, soprattutto per evitare uno scenario di tariffe conformi alle regole del Wto, un salto indietro fonte di problemi per le imprese europee e britanniche. Dall&#8217;1 gennaio comunque vi saranno formalit\u00e0 burocratiche e controlli doganali al commercio di beni e servizi. Per quest\u2019ultimi Londr\u00e0 perder\u00e0 l\u2019accesso automatico al mercato unico.<\/p>\n<p><strong>La visione britannica<br \/>\n<\/strong>Il Regno Unito ha portato nella costruzione europea una <strong>visione basata sull&#8217;apertura del mercato e sul liberalismo economico<\/strong>, contrastando l&#8217;impostazione protezionista di stampo francese dei primi anni dell\u2019integrazione e apportando un contributo positivo allo sviluppo del progetto europeo.<\/p>\n<p>Ha per\u00f2 anche rallentato o bloccato <em>dossier<\/em> importanti per la costruzione della dimensione politica dell&#8217;Europa, nell&#8217;ambito monetario e della difesa soprattutto, dove ha sempre fatto prevalere una <strong>linea filo-atlantica<\/strong>. Nei settori che sono al cuore della sovranit\u00e0 degli Stati Londra ha ostacolato passi avanti o richiesto deroghe e esenzioni. Un approccio minimalista che ha fatto conquistare al Regno unito la fama di partner scomodo.<\/p>\n<p>Questo approccio \u00e8 emerso anche nel negoziato per la Brexit, con la priorit\u00e0 data soprattutto all&#8217;aspetto commerciale, mentre Londra ha escluso dalla discussione sul futuro delle relazioni bilaterali il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-e-difesa-un-bicchiere-mezzo-pieno-anche-per-litalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>capitolo della politica estera, di sicurezza e difesa<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Virus e no deal<br \/>\n<\/strong>Nel momento cruciale del negoziato per l&#8217;accordo commerciale l&#8217;<strong>emergenza sanitaria<\/strong> \u00e8 balzata in primo piano, con il ministro della sanit\u00e0 britannico che ha definito il virus &#8220;fuori controllo&#8221;. Mentre il governo, ostaggio dell&#8217;ala pi\u00f9 dura dei <em>b<\/em><em>rexiteer<\/em> del partito conservatore, continuava a non escludere un&#8217;uscita senza accordo. Questo nonostante sia la Banca d&#8217;Inghilterra che studi della <em>London School of Economics<\/em>,\u00a0avessero da tempo sottolineato i danni a lungo termine per l&#8217;economia britannica di un no-deal, valutati fino a tre volte maggiori di quelli provocati dal Covid.<\/p>\n<p>L&#8217;allarme lanciato dal governo inglese sulla nuova variante del virus suscita qualche interrogativo. Se la variante era nota da ottobre, in modo pi\u00f9 responsabile l&#8217;allarme doveva essere lanciato prima. A met\u00e0 dicembre sembra quasi indicare la volont\u00e0 di spostare l&#8217;attenzione sulla pandemia, forse sperando di offuscare le pesanti conseguenze economiche della Brexit. Cos\u00ec come potrebbe essere stata una mossa politica la chiusura della frontiera a Calais per 48 ore da parte della Francia.<\/p>\n<p>Per valutare l&#8217;accordo raggiunto in extremis sar\u00e0 necessario vederne nel dettaglio i contenuti. Ognuno cercher\u00e0 di minimizzare le concessioni e vorr\u00e0 proclamare vittoria. Soprattutto <strong>Boris Johnson<\/strong>, che per ragioni di consenso interno deve dimostrare che Brexit \u00e8 stata una scelta vantaggiosa.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, schivato lo shock di un mancato accordo nel mezzo di una pandemia, l&#8217;intesa rappresenta una <strong>vittoria del buon senso<\/strong>. <em>Keep calm and carry on <\/em>\u00e8 davvero il motto di questi tempi, per tutti.<\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 la seconda parte di un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-storia-di-un-lungo-negoziato\/\">articolo sul Brexit Deal<\/a> pubblicato su AffarInternazionali luned\u00ec 28 dicembre.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo inglese ha visto nella posizione dell&#8217;Ue il rischio di rimanere nell&#8217;orbita del sistema normativo europeo e di vedersi costretto a sottostare a un meccanismo di risoluzione delle controversie per giudicare eventuali distorsioni al commercio. 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