{"id":86248,"date":"2020-12-30T02:05:26","date_gmt":"2020-12-30T01:05:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86248"},"modified":"2021-01-07T09:49:25","modified_gmt":"2021-01-07T08:49:25","slug":"dopo-la-brexit-lue-pensi-al-suo-futuro-e-a-prevenire-altre-uscite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/dopo-la-brexit-lue-pensi-al-suo-futuro-e-a-prevenire-altre-uscite\/","title":{"rendered":"Dopo la Brexit l&#8217;Ue pensi al suo futuro e a prevenire altre uscite"},"content":{"rendered":"<p>Una valanga di pagine, 1246, con allegati, note e dettagli vari. E ora una massa di commenti, analisi, interviste per comprendere chi ha vinto e chi ha perso nell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-storia-di-un-lungo-negoziato-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>infinita battaglia sulla Brexit<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Certo, l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-cosa-ce-e-cosa-manca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo fra Bruxelles e Londra<\/strong><\/a> ha almeno evitato il caos che sarebbe segu\u00ecto a\u00a0un non-accordo e questo \u00e8 certamente un elemento positivo. Da ora in poi seguiranno i fatti e magari anche le sfide fra il premier britannico Boris Johnson e l&#8217;Ue, come si \u00e8 percepito con il provocatorio e immediato <strong>accordo commerciale fra Regno Unito e Turchia<\/strong>, proprio in un momento di profonda crisi politica fra quest&#8217;ultima e Bruxelles.<\/p>\n<p>Insomma, i futuri mesi e anni saranno pieni di sorprese e la vicenda del distacco di Londra dall&#8217;Unione europea non cesser\u00e0 di esercitare la sua influenza nel bene e nel male. Soprattutto, va subito sottolineato, nel male.<\/p>\n<p>L&#8217;<em>exit<\/em> di Londra rappresenta infatti un <strong><em>vulnus<\/em> difficile da sanare<\/strong>. Vale forse la pena ricordare come nel 1973 il primo allargamento della vecchia Comunit\u00e0 economica europea dei sei al Regno Unito (oltre a Irlanda e Danimarca) avesse suscitato grandi speranze per il futuro dell&#8217;Europa. Era un sogno coltivato anche dai federalisti, <em>in primis<\/em> da <strong>Altiero Spinelli<\/strong>, che da commissario europea nominava come proprio capo di gabinetto un funzionario inglese, prim&#8217;ancora della formale entrata di Londra nella Comunit\u00e0.<\/p>\n<p>In effetti, questo <strong>allargamento<\/strong> inaugurava allora una delle grandi politiche di successo di Bruxelles, che passo dopo passo arrivava nel 2007 a un&#8217;Unione con ben 28 membri a pieno titolo. Allargamento significava sottolineare l&#8217;<strong>attrattivit\u00e0 dell&#8217;Ue<\/strong>, aumentare il suo potenziale economico-commerciale e in prospettiva anche trasformarla in un grande attore internazionale.<\/p>\n<p>Al momento dell&#8217;entrata nella Comunit\u00e0, Londra portava, oltre al peso della sua <strong>storia<\/strong> e della sua <strong>cultura,<\/strong> anche piccole cose, come il progressivo uso della<strong> lingua inglese<\/strong> in una Comunit\u00e0 allora solo francofona e metodi di lavoro burocratici molto pi\u00f9 flessibili e innovativi di quelli dell&#8217;Europa continentale. In positivo, perfino l&#8217;allora premier\u00a0<strong>Margaret Thatcher<\/strong> si convinceva dell&#8217;opportunit\u00e0 del ritorno al voto a maggioranza qualificata per tutte le direttive che dovevano servire a completare il progetto di Jaques Delors per il mercato unico europeo.<\/p>\n<p>Ma la stessa premier britannica cominciava a violare le regole finanziarie della Comunit\u00e0 con la sua richiesta di <strong><em>rebate<\/em><\/strong>, la restituzione permanente a Londra di parte del suo contributo al bilancio comune. Negli anni questo atteggiamento, che oggi definiremmo sovranista, non ha fatto che espandersi con vari <em>opting-out<\/em>, dall\u2019euro come da Schengen, dalla Carta sociale come dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-e-pesco-via-libera-ma-a-certe-condizioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Pesco<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>La stessa politica di allargamento \u00e8 pressoch\u00e9 scomparsa dall&#8217;agenda comunitaria, non perch\u00e9 lo volesse Londra &#8211; anzi -, ma perch\u00e9 un&#8217;espansione continua senza un radicale approfondimento istituzionale non era pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>La decisione, quattro anni e mezzo fa, del governo del Regno Unito di uscire dall&#8217;Ue con un referendum confermativo poteva di per s\u00e9 essere vista dall&#8217;Unione come l&#8217;<strong>eliminazione di un ostacolo ormai insormontabile verso qualsiasi proposta di riforma e rafforzamento istituzionale<\/strong>. Ma, in realt\u00e0, il forte segnale negativo di questa prima uscita dall&#8217;Unione ha colpito direttamente anche la stessa credibilit\u00e0 e tenuta del <strong>disegno di integrazione europeo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La rinuncia di un Paese a far parte dell&#8217;Ue non \u00e8 una questione secondaria<\/strong>, che pu\u00f2 essere sanata con un successivo accordo bilaterale. Si tratta di un <strong>vero e proprio precedente<\/strong> che pu\u00f2 portare a considerare l&#8217;integrazione europea come un semplice contenitore, utile per trarne vantaggi economici fintantoch\u00e9 essi si manifestano. Una <em>sliding door<\/em> da cui si entra ed esce a piacimento.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 questo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/ue-modello-bancomat-i-numeri-dietro-il-veto-di-polonia-e-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>concetto di Ue come bancomat<\/strong><\/a> si \u00e8 fatto strada in Paesi problematici come <strong>Ungheria<\/strong> e <strong>Polonia<\/strong>, il cui modo di agire si colloca nella scia concettuale di future <em>exit<\/em>. Ma non \u00e8 detto che altri Paesi come <strong>Danimarca<\/strong> (molto vicina alla filosofia di Londra) o i\u00a0<strong>Paesi Bassi<\/strong>\u00a0di oggi, estremisti del rigore, non possano in futuro seguire percorsi analoghi.<\/p>\n<p>E non \u00e8 neppure molto utile fare i conti di chi abbia perso o vinto dall\u2019accordo post-Brexit. Anche se a Londra i prossimi mesi dovessero andare economicamente molto male, ci\u00f2 non servirebbe a sanare l&#8217;<strong>intrinseca debolezza dell&#8217;attuale Unione europea<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 dall&#8217;interno delle istituzioni di Bruxelles e dalla volont\u00e0 di alcuni Paesi membri che dovranno arrivare i rimedi ad un sistema di integrazione, i cui limiti la <em>exit<\/em> di Londra ha reso ancora pi\u00f9 evidenti.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/consiglio-europeo-ce-lintesa-su-bilancio-e-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Next Generation EU<\/strong><\/a>, anche se apparentemente nato come risposta alla pandemia, pu\u00f2 rappresentare un primo segnale di recupero di un modo di operare pi\u00f9 comunitario. Sempre che si completino i passaggi previsti dal Recovery Fund di <strong>attivazione di un debito comune<\/strong> sostenuto dall&#8217;attribuzione all&#8217;Unione di un diritto di tassazione sovranazionale e di <strong>adeguate risorse proprie<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma certamente ci\u00f2 non potr\u00e0 bastare: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/abbandonare-il-voto-allunanimita-e-necessario-per-avere-una-politica-estera-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>va modificata radicalmente la procedura di voto<\/strong><\/a> in tutte le istituzioni (compreso il <strong>Consiglio europeo<\/strong>) e per tutte le politiche (comprese quella estera e della difesa). La regola dovr\u00e0 essere sempre quella della maggioranza qualificata e il diritto di veto dovr\u00e0 scomparire.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da chiedersi se la fantomatica <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/conferenza-futuro-europa-appuntamento-necessario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Conferenza sul Futuro dell&#8217;Europa<\/strong><\/a>, convocata proprio per rispondere alla sfida della Brexit e delle manifeste debolezze istituzionali dell&#8217;Ue, riuscir\u00e0 mai ad affrontare questi vitali problemi. Se non ci riuscir\u00e0, prepariamoci ad altre<strong> future exit<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una valanga di pagine, 1246, con allegati, note e dettagli vari. E ora una massa di commenti, analisi, interviste per comprendere chi ha vinto e chi ha perso nell&#8217;infinita battaglia sulla Brexit. 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