{"id":86255,"date":"2020-12-30T01:01:57","date_gmt":"2020-12-30T00:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86255"},"modified":"2021-02-05T07:58:50","modified_gmt":"2021-02-05T06:58:50","slug":"un-mondo-arabo-dal-volto-di-donna-tra-successi-e-ostacoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/un-mondo-arabo-dal-volto-di-donna-tra-successi-e-ostacoli\/","title":{"rendered":"Un mondo arabo dal volto di donna tra successi e ostacoli"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dieci-anni-dalle-primavere-arabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-86822 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-768x410.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-1024x546.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640-125x67.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Dieci-anni-dalle-Primavere-arabe_1200x640.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il mondo arabo ritratto come il volto di una donna<\/strong> in uno stencil riprodotto sui muri del Cairo dal collettivo della campagna <em>intifadat al-mara fi al-alam al-arabi<\/em> (la rivolta delle donne nel mondo arabo) probabilmente \u00e8 l\u2019immagine che \u00e8 meglio riuscita a descrivere il rapporto tra donne e rivoluzioni arabe. Insieme a tanti altri <strong>graffiti apparsi nel periodo 2011-2012<\/strong>, questa raffigurazione ben rappresenta <strong>la centralit\u00e0 delle donne<\/strong> in seno alle proteste e pi\u00f9 in generale il loro protagonismo nella regione all\u2019inizio del XXI secolo.<\/p>\n<p>Dall\u2019<strong>Egitto<\/strong> al <strong>Marocco,<\/strong> dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/tunisia-la-transizione-tra-tante-luci-e-qualche-ombra-pesante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Tunisia<\/strong><\/a> alla <strong>Siria,<\/strong> tante sono state le donne a scendere in piazza ed esporsi per chiedere pane, libert\u00e0, dignit\u00e0. Diverse nei loro posizionamenti &#8211; attiviste di lunga data e semplici cittadine, laiche e religiose, giovani e adulte \u2013 esprimevano le richieste delle piazze che si erano ribellate contro regimi autoritari e corrotti.<\/p>\n<p>Tra di loro c\u2019era chi si presentava svelata come <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/lina-non-ti-dimenticheremo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la tunisina Lina Ben Mhenni<\/a><\/strong>, autrice del blog <em>A Tunisian girl<\/em>, e chi scendeva in piazza indossando veli, che raccontavano di bandiere identitarie e politiche e di un ritorno della religione nella sfera pubblica del XXI secolo. \u00c8 il caso dell\u2019egiziana Samira Ibrahim, divenuta emblema della violenza di genere perpetuata nelle piazze per escludere le donne dalle proteste.<\/p>\n<p><strong>Una lunga storia di attivismo femminile<\/strong><br \/>\nE proprio riconoscendo l\u2019importanza dell\u2019attivismo delle donne nelle piazze del mondo arabo il comitato del <strong>Premio Nobel per la pace<\/strong> assegn\u00f2 <strong>alla yemenita Tawakkul Karman<\/strong> il riconoscimento del 2011. Tuttavia, all\u2019alba delle rivolte e delle rivoluzioni di quell\u2019incredibile stagione politica, molti giornalisti e anche diversi analisti apparvero sorpresi per l\u2019alta presenza femminile nelle manifestazioni, mostrando di non conoscere la <strong>lunga storia dell\u2019attivismo femminile e dei movimenti delle donne nel mondo arabo<\/strong>.<\/p>\n<p>Sin dai tempi della colonizzazione europea le donne arabe sono scese in piazza, lottando per l\u2019indipendenza e il riconoscimento dei loro diritti. Negli Stati post-coloniali hanno continuato a far sentire la loro voce contro codici della famiglia e leggi discriminanti che tutt\u2019oggi le condannano a un ruolo secondario nella famiglia e nella societ\u00e0. Malgrado la repressione che non le risparmiava in virt\u00f9 del loro genere, hanno combattuto su pi\u00f9 fronti, contro governi autoritari, diseguaglianze formali imposte per legge, persistenza di una mentalit\u00e0 patriarcale e violenza, agita in famiglia, nella societ\u00e0 e anche da parte dello stato. L\u2019arma della <strong>violenza di genere<\/strong> \u00e8 stata spesso usata dai regimi per escludere le donne dalla partecipazione politica.<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto anche durante i sollevamenti del 2010-2011 in cui, in diversi Paesi, \u00e8 stata ripetutamente reiterata o anche solo minacciata per relegare le donne a casa. In Siria \u00e8 stata usata sistematicamente nelle carceri del regime, con ripercussioni terribili sulle vittime. La violenza sessuale rappresenta infatti una violenza doppia per chi la subisce, in quanto la persona che ne \u00e8 oggetto \u00e8 esposta anche all\u2019onta dello stigma sociale in societ\u00e0 che non solo considerano legali o accettabili solo i rapporti sessuali all\u2019interno del vincolo matrimoniale, ma che continuano a colpevolizzare le donne anche se sono vittime.<\/p>\n<p><strong>Tempo di riforme<\/strong><br \/>\nUn sistema perverso di colpevolizzazione che per\u00f2 le donne sempre pi\u00f9 stanno denunciando e mettendo in crisi. \u00c8 il caso ad esempio del movimento <em>Ena zeda<\/em> (<em>Me too<\/em>) sviluppatosi in Tunisia, tra il 2019 e il 2020. Partito dalla denuncia di molestie di una studentessa si \u00e8 ben presto esteso a tutto il Paese, facendo emergere storie di violenza sommersa e nascosta.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio attorno al tema della violenza verso le donne \u2013 nelle sue diverse declinazioni \u2013 che nel decennio 2010-2020 c\u2019\u00e8 stata un\u2019importante ondata di riforme legislative. \u00c8 il caso delle <strong>leggi contro i cosiddetti \u201cmatrimoni riparatori\u201d<\/strong> &#8211; i quali permettono a uno stupratore di non andare in carcere se sposa la vittima &#8211; che sono state approvate in Marocco nel 2014 e in Giordania, Libano e Tunisia nel 2017. In quest\u2019ultimo Paese la riforma \u00e8 contenuta all\u2019interno di una legge organica contro la violenza verso le donne estremamente all\u2019avanguardia per la regione, in quanto contempla non solo le violenze fisiche, ma anche quelle psicologiche, economiche e politiche, e prevede l\u2019attuazione di misure di prevenzione e assistenza alle donne. Si tratta di importanti passi avanti, tuttavia la loro ricaduta sulle dinamiche sociali non \u00e8 immediata.<\/p>\n<p><strong>Il percorso verso l\u2019uguaglianza formale e sostanziale si presenta lungo e diverso da Paese a Paese<\/strong>, con difformit\u00e0 anche all\u2019interno di uno stesso Stato. Emergono importanti discrepanze se si tengono in considerazione differenze di contesto come rurale\/urbano, centro\/periferia, classi alti\/classi basse e i livelli di istruzione, e ancor di pi\u00f9 se si fa riferimento a situazione di guerra e\/o di permanenza in campi profughi.<\/p>\n<p>In contesti come quelli della Libia, della Siria, e dello Yemen, ad esempio, le donne conoscono gravi limitazioni nei loro diritti. Esposte a nuove forme di violenza (incluso il rischio di matrimoni forzati con uomini pi\u00f9 grandi per far fronte ai fabbisogni delle famiglie di origine), impoverite, private dell\u2019istruzione, costrette in diversi casi a divenire capofamiglia senza avere gli strumenti per farlo e il riconoscimento della societ\u00e0, si ritrovano spesso in condizione di gravi difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Da simboli a cittadine<\/strong><br \/>\nAl di l\u00e0 delle specificit\u00e0 nazionali, in tutti i contesti, seppur a livelli diversi, una delle principali sfide che le donne devono affrontare continua ad essere quella dell\u2019autonomia economica. Seppur sempre pi\u00f9 istruite e con accresciute capacit\u00e0 professionali, continuano ad incontrare ostacoli per accedere al mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Di fronte a difficolt\u00e0 e ostacoli, e successi pi\u00f9 o meno significativi, <strong>le donne del mondo arabo continuano a lottare con coraggio e determinazione<\/strong>. Anche quella che \u00e8 stata definita <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/non-solo-giovani-in-medio-oriente-la-mobilitazione-continua\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la seconda ondata delle \u201cPrimavere arabe\u201d<\/a>, che ha interessato in particolare paesi quali <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/algeria-una-nuova-costituzione-per-il-vecchio-pouvoir\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Algeria<\/a>, Sudan, Iraq e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/oltre-il-mito-della-resilienza-un-anno-di-resistenza-nelle-piazze-del-libano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Libano<\/a>, tra il 2019 e il 2020, ha visto <strong>un grande protagonismo femminile<\/strong>, e il conseguente uso (o minaccia dell\u2019uso) della violenza sessuale come arma per dissuadere le donne dal partecipare ai movimenti di piazza. Nelle grandi manifestazioni di questo periodo le donne sono diventate indiscusse icone delle proteste. Si pensi in particolare alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/sudan-attivista-esercito-bashir\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sudanese Alaa Salah<\/a>, figura simbolo dell\u2019opposizione a Omar al-Bashir.<\/p>\n<p>Ma <strong>essere un\u2019icona non basta<\/strong>. Oggi la sfida pi\u00f9 grande per le donne del mondo arabo \u00e8 quella di riuscire a passare da simboli a cittadine di Stati democratici in cui sono considerate detentrici di pieni diritti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo arabo ritratto come il volto di una donna in uno stencil riprodotto sui muri del Cairo dal collettivo della campagna intifadat al-mara fi al-alam al-arabi (la rivolta delle donne nel mondo arabo) probabilmente \u00e8 l\u2019immagine che \u00e8 meglio riuscita a descrivere il rapporto tra donne e rivoluzioni arabe. 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