{"id":86278,"date":"2021-01-01T09:48:50","date_gmt":"2021-01-01T08:48:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86278"},"modified":"2021-01-10T11:27:37","modified_gmt":"2021-01-10T10:27:37","slug":"il-2021-si-apre-con-una-triplice-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/il-2021-si-apre-con-una-triplice-opportunita\/","title":{"rendered":"Il 2021 si apre con una triplice opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Quello che ci lasciamo alle spalle \u00e8 un anno drammatico. <strong>Un 2020 partito con il rischio di una guerra regionale<\/strong> dopo l\u2019assassinio statunitense del generale iraniano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/il-generale-soleimani-e-il-peso-della-storia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qassem Soleimani<\/a>, <strong>per poi essere travolto dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pandemia di Covid-19<\/a><\/strong>, con le sue <strong>quasi due milioni di vittime<\/strong> ad oggi. \u00c8 stato un anno in cui <strong>l\u2019esistenza stessa dell\u2019Unione europea era a rischio<\/strong> qualora non fosse emerso un comune denominatore di solidariet\u00e0 tra gli Stati membri. Un 2020 in cui si \u00e8 delineata una nuova bipolarit\u00e0 conflittuale tra Stati Uniti e Cina, e in cui la cooperazione internazionale non \u00e8 mai stata cos\u00ec necessaria ma anche cos\u00ec carente.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/2021-andra-tutto-bene-basterebbe-tutto-meglio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>2021<\/strong><\/a> che ci attende \u00e8 un anno in cui le <strong>sfide<\/strong> cos\u00ec come le <strong>opportunit\u00e0<\/strong> sono pi\u00f9 chiare, ma le <strong>incertezze<\/strong> rimangono enormi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Unione europea non \u00e8 crollata sotto il peso della pandemia<\/strong>. Nelle prime drammatiche settimane del Covid-19 in Europa, quel silenzio assordante delle istituzioni europee, le disordinate chiusure delle frontiere nazionali e le spregevoli restrizioni di esportazioni di materiale medico riesumavano lo <strong>spettro nazionalista della non-Europa<\/strong>. Ma quello spettro lo hanno visto chiaramente i leader europei, a partire dalla cancelliera tedesca <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/recovery-fund-e-semestre-tedesco-le-sfide-per-lunione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Angela Merkel<\/strong><\/a>, approvando prima a luglio e infine a dicembre un piano ambizioso di 750 miliardi, incardinato in un <strong>bilancio pluriennale europeo di 1800 miliardi<\/strong>.<\/p>\n<p>Con l\u2019approvazione del bilancio europeo e, <em>in extremis<\/em>, dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-cosa-ce-e-cosa-manca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo commerciale e di cooperazione tra Unione europea e <strong>Regno Unito<\/strong><\/a> che mettono fine a quasi cinque anni di una <strong>Brexit<\/strong> lacerante, <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/dopo-la-brexit-lue-pensi-al-suo-futuro-e-a-prevenire-altre-uscite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il progetto europeo guarda il futuro con fiducia<\/a><\/strong>. Le sfide sono enormi e gli esiti tutt\u2019altro che scontati.<\/p>\n<p>La battaglia sulla <strong>distribuzione equa e efficace dei vaccini<\/strong>, non solo in Europa, ma nel mondo intero, \u00e8 appena iniziata, ostacolata da egoismi nazionali, governance inefficaci e incertezze mediche. A pi\u00f9 ampio spettro, la sfida del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/un-piano-per-la-ripresa-o-per-la-next-generation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Next Generation EU<\/a> \u00e8 ancora tutta da superare: \u00e8 stato complesso raggiungere un accordo sul bilancio europeo, ma sar\u00e0 infinitamente pi\u00f9 <strong>difficile assicurare che i fondi a disposizioni siano ben spesi<\/strong>, innescando non solo una <strong>ripresa economica verde e digitale<\/strong> ma anche una crescita che generi convergenza all\u2019interno dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/riforma-dellonu-e-futuro-del-multilateralismo-parlano-ferdinando-nelli-feroci-nicoletta-pirozzi-ed-ettore-greco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il multilateralismo \u00e8 stato messo a dura prova nel 2020<\/a>. Per oltre dieci anni, politologi internazionali si sono interrogati sull\u2019emergente multipolarismo globale, chiedendosi se avrebbe rafforzato o meno il multilateralismo. Oggi quella risposta l\u2019abbiamo ricevuta, e purtroppo non \u00e8 rassicurante. Con il consolidamento del <strong>conflitto tra Stati Uniti e Cina<\/strong>, il sistema multilaterale \u00e8 stato messo a dura prova. Dal Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu all\u2019Organizzazione mondiale del commercio, dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 al regime sul controllo degli armamenti nucleari, molte sono le potenziali vittime del nuovo assetto internazionale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019indebolimento del multilateralismo non poteva accadere in un momento peggiore<\/strong>. Mai come oggi sappiamo che tutte le sfide pi\u00f9 grandi del ventunesimo secolo sono squisitamente transnazionali. Dalle pandemie ai cambiamenti climatici, dal digitale alla proliferazione nucleare, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-comunita-internazionale-parla-nathalie-tocci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tutte le minacce a cui dobbiamo far fronte richiedono multilateralismo e cooperazione internazionale<\/a>.<\/p>\n<p>A questo aggiungiamo che l\u2019emergente conflittualit\u00e0 tra Stati uniti e Cina non ha connotati esclusivamente settoriali, ma una pi\u00f9 ampia <strong>dimensione politico-ideologica che riecheggia la Guerra Fredda<\/strong>. In altre parole, quello tra Washington e Pechino non \u00e8 un conflitto fatto solo di dazi commerciali e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/leuropa-stretta-fra-cina-e-stati-uniti-nella-contesa-del-5g\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">5G<\/a>, di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/come-cambia-la-strategia-degli-stati-uniti-fra-mar-della-cina-e-mediterraneo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">controllo del Mare meridionale cinese<\/a> o di libert\u00e0 politiche a Hong Kong o Taiwan. Ognuna di queste dispute settoriali cela un pi\u00f9 ampio conflitto ideologico: <strong>qual \u00e8 il migliore sistema politico, la liberal democrazia o il capitalismo autoritario?<\/strong> La risposta \u00e8 infinitamente meno scontata di quanto non fosse durante la Guerra Fredda. Quello tra Stati Uniti e Unione sovietica era un conflitto reale fatto di testate nucleari e guerre per procura. Ma bastarono pochi anni di bipolarismo per rispondere con relativa chiarezza alla domanda politica di fondo: i tentativi di fuga erano da est a ovest, non viceversa.<\/p>\n<p><strong>Oggi la risposta di fondo non \u00e8 altrettanto scontata<\/strong>. Sappiamo che, a differenza di quanto predicato per decenni, le libert\u00e0 politiche e la prosperit\u00e0 economica non vanno sempre di pari passo. La Cina popolare dimostra il contrario. N\u00e9 possiamo affermare che le liberaldemocrazie siano pi\u00f9 efficaci dei sistemi autoritari nell\u2019affrontare sfide esistenziali come una pandemia. Non esiste, ad oggi, una risposta netta alla domanda. S\u00ec, la Cina si \u00e8 dimostrata fino ad ora pi\u00f9 efficace degli Stati Uniti fronte coronavirus, ma lo sono state anche democrazie come Taiwan, Corea del Sud e Nuova Zelanda. Ed \u00e8 vero che le democrazie in America e Europa non hanno brillato nell\u2019ultimo anno, ma non lo hanno fatto neanche sistemi illiberali come Russia e Turchia. Non c\u2019\u00e8 risposta univoca a una domanda complessa.<\/p>\n<p>Le sfide che ci attendono sono ardue e le risposte che saremo chiamati a dare tutt&#8217;altro che scontate. Eppure <strong>il 2021 si apre con una triplice opportunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di <strong>rilanciare il progetto europeo<\/strong> attraverso una ritrovata solidariet\u00e0 politica, un passo avanti nell\u2019integrazione economica e una nuova narrazione che parla di un\u2019Europa verde, digitale e strategicamente autonoma. C\u2019\u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di <strong>rilanciare il multilateralismo<\/strong> attraverso una ritrovata amicizia con gli Stati uniti di Joe Biden, intento a rinsaldare le vecchie alleanze cos\u00ec come impegnarsi di nuovo nella <strong>governance globale<\/strong>. E infine c\u2019\u00e8 la pi\u00f9 diffusa, ma altrettanto cruciale opportunit\u00e0 di <strong>ascoltare quella mobilitazione dal basso<\/strong>, dai Fridays for Future a Black Lives Matter, che ci spingono ad affrontare con convinzione le diseguaglianze e le ingiustizie sociali, economiche, generazionali, geografiche, etniche o di genere, sapendo che <strong>chiudere gli occhi un\u2019altra volta significherebbe mettere a rischio l\u2019essenza stessa di una societ\u00e0 aperta<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che ci lasciamo alle spalle \u00e8 un anno drammatico. 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