{"id":86382,"date":"2021-01-08T00:08:22","date_gmt":"2021-01-07T23:08:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86382"},"modified":"2021-01-14T01:12:42","modified_gmt":"2021-01-14T00:12:42","slug":"sul-disgelo-con-il-qatar-larabia-saudita-impone-la-sua-leadership","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/sul-disgelo-con-il-qatar-larabia-saudita-impone-la-sua-leadership\/","title":{"rendered":"Disgelo con il Qatar: l\u2019Arabia Saudita impone la sua leadership"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/qatar-anno-dopo-isola-partner\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dopo tre anni e mezzo di <strong>embargo<\/strong><\/a>, il <strong>Qatar<\/strong> viene riaccolto dai vicini. Sicuramente dall\u2019<strong>Arabia Saudita<\/strong>, con pragmatismo e gradualit\u00e0. La \u201c<a href=\"https:\/\/english.alarabiya.net\/en\/News\/gulf\/2021\/01\/06\/Full-transcript-of-AlUla-GCC-Summit-Declaration-Bolstering-Gulf-unity\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Dichiarazione di Al Ula<\/strong><\/a>\u201d, firmata il 5 gennaio dagli Stati del <strong>Consiglio di cooperazione del Golfo<\/strong> (Gcc; cio\u00e8, Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Oman e Qatar), pi\u00f9 l\u2019<strong>Egitto<\/strong>, ha un gergo che si presta a sfumate interpretazioni: quello della diplomazia pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Il risultato del summit, si legge, \u201criflette le speranze e le aspirazioni dei popoli della regione di ripristinare la collaborazione fra tutti gli Stati membri\u201d; quindi il vertice \u201criafferma la volont\u00e0 dei leader\u201d di \u201csuperare tutti gli ostacoli alla collaborazione\u201d. Stop. <strong>Nessun impegno n\u00e9 tempistica precisa<\/strong>, solo un forte messaggio di leadership da parte di Riad. Le cui reali implicazioni saranno tutte da verificare, specie sui tanti <strong>campi di battaglia geopolitica del mondo arabo-islamico<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Un messaggio per tanti interlocutori<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 un messaggio da parte dei sauditi diretto alle <strong>monarchie alleate<\/strong>, per il rivale <strong>Iran<\/strong>, per il Medio Oriente e l\u2019intero mondo islamico. Nonch\u00e9 per il presidente eletto degli Stati Uniti <strong>Joe Biden<\/strong> e un Congresso potenzialmente pi\u00f9 critico dell\u2019uscente verso la politica regionale saudita.<\/p>\n<p>Soprattutto, \u00e8 un <strong>messaggio di leadership tradizionale<\/strong>, quasi &#8220;patriarcale&#8221; da parte dell\u2019Arabia Saudita, che <strong>(ri)abbraccia il dissidente Qatar<\/strong> per mostrare, <em>in primis<\/em> agli ambiziosi alleati degli <strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong> (Eau), chi ha sempre l\u2019ultima parola nelle scelte politico-strategiche nel Gcc. Nella consapevolezza che i dissidi sono stati &#8211; e in parte sono ancora &#8211; troppi e che la \u201cDichiarazione di Al Ula\u201d \u00e8 un significativo punto di partenza, ma non di arrivo, nel processo di ricostruzione della fiducia con il Qatar.<\/p>\n<p><strong>Patto tra Riad e Doha<\/strong><br \/>\nL\u2019Arabia Saudita ha da subito <strong>riaperto i confini aerei, terrestri e marittimi<\/strong> con il Qatar. Secondo il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, tutti gli Stati che avevano interrotto le relazioni diplomatiche e boicottato il Qatar (quindi Arabia Saudita, Eau, Bahrein e, fuori dal Gcc, Egitto),<strong> ripristineranno relazioni diplomatiche complete<\/strong>. L\u2019intesa politica verterebbe su tre punti: riapertura degli spazi aerei, ritiro delle cause intentate presso tribunali internazionali e fine delle campagne di stampa ostili.<\/p>\n<p>Appare per\u00f2 evidente che l\u2019accordo sia principalmente <strong>un patto tra sauditi e qatarini<\/strong>: lo ha sigillato l\u2019abbraccio offerto ai media dal <strong>principe ereditario saudita <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/arabia-saudita-prigione-epurati-salman\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mohammed bin Salman Al Saud<\/a><\/strong> (Mbs, che ha insolitamente presieduto il vertice al posto del padre Salman) all\u2019<strong>emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani<\/strong>.<\/p>\n<p>Infatti, sono Riad e Doha ad aver avviato e perseguito un pragmatico <strong>processo di riavvicinamento politico<\/strong>, mediato dagli Stati Uniti e soprattutto dal <strong>Kuwait<\/strong>. Iniziato, non a caso, nell\u2019autunno 2019, ovvero all\u2019indomani degli sconvolgenti attacchi di matrice iraniana agli impianti di Saudi Aramco: quando il &#8220;nemico&#8221; percepito fa male, una &#8220;famiglia politica&#8221; serra i propri ranghi. Adesso che l\u2019<strong>Iran<\/strong> viola robustamente l\u2019accordo sul nucleare del 2015 (annunciando l\u2019arricchimento dell\u2019uranio al 20% nel sito di Fordow), il disgelo fra sauditi e qatarini trova ad Al Ula una prima vetrina formale.<\/p>\n<p><strong>Emirati alla finestra<\/strong><br \/>\nD\u2019altronde, lo scontro con Teheran \u00e8 la prima, vera partita dell\u2019Arabia Saudita; come il contenimento del Qatar e, di riflesso, della Fratellanza Musulmana e della Turchia \u00e8 la prima partita strategica degli Emirati Arabi nella regione. &#8220;Abbiamo ancora del lavoro da fare e andiamo nella giusta direzione&#8221;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thenationalnews.com\/world\/gcc\/mohammed-bin-salman-embraces-qatari-emir-on-arrival-for-gcc-summit-1.1140649\u201d\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha commentato<\/a> al vertice, con toni ancora cauti, il ministro di Stato agli Esteri degli Eau, Anwar Gargash, omaggiando, per\u00f2, la \u201c<strong>leadership saudita<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/yemen-accordo-riad-abu-dhabi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quasi il copione di un altro accordo, quello di Riad negoziato dai sauditi in <strong>Yemen<\/strong> nel 2019<\/a> tra il governo riconosciuto e i secessionisti del Consiglio di transizione del sud, informalmente appoggiati dagli Emirati. In quell\u2019occasione, Abu Dhabi lasci\u00f2 a Riad lo scettro formale del negoziato: i sauditi rientrarono cos\u00ec nella partita per il sud yemenita. E non \u00e8 una coincidenza che, a un anno dalla firma, il governo unitario di Aden abbia infine giurato il 26 dicembre scorso, pochi giorni prima della \u201cDichiarazione di Al Ula\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come reagiranno alleati e <em>proxies<\/em>?<\/strong><br \/>\nMa il messaggio che Riad ha voluto inviare, dal <strong>luogo simbolo della storia pre-islamica saudita<\/strong>, suona chiaro: in questa fase, <a href=\"https:\/\/www.arabnews.com\/node\/1787691\/saudi-arabia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">unit\u00e0, \u201csolidariet\u00e0\u201d e \u201cstabilit\u00e0\u201d<\/a>, nelle parole del principe ereditario, devono avere la priorit\u00e0 su rivalit\u00e0 nazionali e personalismi.<\/p>\n<p>I giorni della creazione del <em>Saudi-Emirati Coordination Council <\/em>del 2018, piattaforma che di fatto commissariava il frammentato Gcc sostituendolo con un pi\u00f9 agile formato a due, sembrano parecchio lontani. Proprio il comunicato finale del vertice del 2021, dedicato agli scomparsi emiri di Oman (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/loman-dopo-qaboos-la-scommessa-della-continuita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qaboos<\/a>) e Kuwait (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/il-kuwait-ha-un-nuovo-emiro-ma-gia-cerca-un-erede\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sabah<\/a>), ovvero a una <strong>generazione di instancabili mediatori<\/strong>, sancisce l\u2019istituzione di un <a href=\"https:\/\/www.omanobserver.om\/41st-session-of-gcc-supreme-council-issues-final-communique\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio di coordinamento anche fra Arabia Saudita e Bahrein<\/a> a livello di principi ereditari\u00a0(uno \u00e8 stato annunciato anche con il Kuwait). Invece, il pi\u00f9 recente incontro del Consiglio saudita-emiratino, nel giugno scorso, non si \u00e8 tenuto al pi\u00f9 alto livello.<\/p>\n<p><strong>La rinnovata intesa sar\u00e0 tutta da verificare sul campo<\/strong>. Nelle trame geopolitiche fra Medio Oriente e Mediterraneo (Yemen, ma soprattutto Libia e Mediterraneo orientale), nel Corno d\u2019Africa (Somalia, Sudan), e in misura minore tra Maghreb e Sahel (Marocco, Mauritania, Mali).<\/p>\n<p>Come reagiranno i tanti attori locali sponsorizzati da sauditi ed emiratini contro qatarini e turchi (e viceversa), che da anni giocano le loro partite di potere locale grazie alla spaccatura nel Gcc? Intanto, <strong>l\u2019Arabia Saudita si riprende il timone politico delle monarchie arabe del Golfo<\/strong>, volontariamente condiviso negli ultimi anni con gli intraprendenti Emirati Arabi. Chiudendo un accordo che detta la linea, nonch\u00e9 la narrazione, ma lascia &#8220;mani piuttosto libere&#8221;, grazie a tavoli bilaterali, circa modalit\u00e0 e tempi di esecuzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo tre anni e mezzo di embargo, il Qatar viene riaccolto dai vicini. Sicuramente dall\u2019Arabia Saudita, con pragmatismo e gradualit\u00e0. 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