{"id":86444,"date":"2021-01-12T01:17:10","date_gmt":"2021-01-12T00:17:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86444"},"modified":"2021-01-13T01:43:36","modified_gmt":"2021-01-13T00:43:36","slug":"pragmatismo-e-alta-diplomazia-per-la-politica-estera-di-biden","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/pragmatismo-e-alta-diplomazia-per-la-politica-estera-di-biden\/","title":{"rendered":"Pragmatismo e alta diplomazia per la politica estera di Biden"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/lagenda-dellamministrazione-biden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>insediamento di Joe Biden<\/strong><\/a> alla Casa Bianca, pur se accompagnato dagli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/il-futuro-politico-di-trump-e-le-incognite-per-biden\/\">irrituali ostruzionismi trumpiani<\/a>, pone, fin d\u2019ora, seri interrogativi sulla qualit\u00e0 della \u201crestaurazione liberale\u201d annunciata dal presidente-eletto democratico, in un\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/jesus-a-capitol-hill\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>America fortemente polarizzata<\/strong><\/a>, scossa dalla pandemia, e in uno scenario internazionale scompaginato dal <strong>demolitore Donald Trump<\/strong>.<\/p>\n<p>Non baster\u00e0 evocare il ritorno del vecchio ordine internazionale liberale e multilaterale; ci vorr\u00e0 semmai una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-politica-estera-di-biden-tutto-come-prima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dose terapeutica di pragmatismo e di alta diplomazia<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/tutti-i-nomi-della-nuova-amministrazione-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fra le <strong>nomine di Biden<\/strong><\/a>, quella di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/le-prime-nomine-di-biden-con-la-scelta-blinken-un-messaggio-di-fiducia-nella-diplomazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Antony Blinken<\/strong>\u00a0come segretario di Stato<\/a>, ha rassicurato &#8211; forse oltremisura &#8211; l&#8217;<strong>Unione europea<\/strong>, in quanto personaggio di <strong>formazione e di mentalit\u00e0 euroatlantica<\/strong>, che lo assegnerebbe a un ruolo privilegiato di conciliatore e <strong>rasserenatore dei rapporti con gli alleati dopo le ruvidezze della presidenza Trump<\/strong>. Peraltro, la maggior parte degli osservatori \u00e8 dell\u2019avviso che, se l\u2019approccio sar\u00e0 certamente amichevole e la comunicazione pi\u00f9 soffice, i problemi dell\u2019era Trump &#8211; commercio, spese militari, rapporto con la Cina -, non saranno facilmente rimossi.<\/p>\n<p>Anche Kissinger era classicamente europeo, eppure le relazioni euro-americane con lui al dipartimento di Stato non furono rilassate, tutt\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>Che fare con Pechino<\/strong><br \/>\nLa nomina pi\u00f9 interessante, tuttavia, \u00e8 stata individuata da molti osservatori nella figura di <strong>Jake Sullivan<\/strong>, veterano di amministrazioni democratiche da Bill Clinton a Barack Obama e prossimo consigliere per la sicurezza nazionale. A lui sarebbero demandate le responsabilit\u00e0 maggiori nell\u2019area pivot della politica globale, ossia l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/tra-pechino-e-pyongyang-il-nuovo-pivot-asiatico-di-biden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Asia-Pacifico<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Sullivan, da parte sua, avrebbe espresso idee abbastanza chiare sulle <strong>relazioni con la Cina<\/strong>. In alcuni interventi, <a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2020\/05\/22\/china-superpower-two-paths-global-domination-cold-war\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sulla rivista <em>Foreign Policy<\/em><\/a>, ha individuato <strong>due opzioni strategiche di massima<\/strong>. Contenere Pechino, oramai acquisita nel ruolo di potenza di portata e proiezione globale, sulla falsariga della strategia anti-Urss della Guerra Fredda; oppure focalizzare il ruolo regionale della Cina come attore primario del sottosistema Asia-Pacifico, con rango di grande potenza, ma ruolo sub-egemonico.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 comporta un aggiustamento neo-realista nell\u2019internazionalismo liberale riproposto da Biden, sul solco wilsoniano della tradizione democratica. Gli Usa, allo stato attuale, non sono in grado di sostenere un vero confronto su due fronti: in Europa con il tradizionale antagonista russo e, in Asia, con la pi\u00f9 grande potenza apparsa nel mondo dopo il gigante Usa agli inizi del XX secolo, di gran lunga pi\u00f9 strutturata dell\u2019Urss della Guerra Fredda.<\/p>\n<p><strong>Incrinare l&#8217;allineamento con Mosca<\/strong><br \/>\nWashington non potr\u00e0 comunque eludere una elaborata strategia di <strong>contenimento del disegno cinese<\/strong> che, necessariamente, passa attraverso due tappe. In primo luogo, una calibrata politica asiatica che dosi attentamente gli aspetti di confronto con Pechino, affinch\u00e9 le piccole e medie potenze dell\u2019area non si trovino costrette a una scelta impossibile, per l\u2019intreccio delle interdipendenze, tra Usa e Cina.<\/p>\n<p>Secondariamente, <strong>un <em>reset<\/em> della politica verso Mosca<\/strong> che non si affidi all\u2019usurato schema delle sanzioni, ma miri a <strong>incrinare l\u2019allineamento geopolitico russo-cinese<\/strong>. Un asse gi\u00e0 piuttosto instabile, data la discordanza tra il progetto pan-continentale di Pechino (come la Nuova Via della Seta) e quello della Comunit\u00e0 euro-asiatica di Mosca (vedi le frizioni tra le due potenze sulle influenze in Asia Centrale, altro cortile di casa, prima dell\u2019Impero zarista e poi della dissolta Urss).<\/p>\n<p><strong>Il nodo Taiwan<\/strong><br \/>\nInfine, la nuova amministrazione dovr\u00e0 inventarsi urgentemente <strong>qualche proposta creativa sul tema Taiwan<\/strong>, oltre la ormai insostenibile formula post-nixoniana dell&#8217;\u201cUna Cina, due sistemi\u201d. \u00a0Si tratta del vero <em>punctum crucis<\/em>, laddove la Cina di Xi Jinping ha abbandonato la politica dei tempi lunghi e sfider\u00e0 la determinazione degli Usa a sostenere un <strong>confronto molto acceso<\/strong>, non escludendo, qualche esercizio di<em> brinkmanship,<\/em> per l\u2019annosa questione della sovranit\u00e0 effettiva sul territorio insulare.<\/p>\n<p>Alla vecchia Formosa imperiale, di Chiang Kai-shek, Pechino attribuisce, a questo stadio della sua agenda internazionale, il pi\u00f9 alto valore simbolico delle sue rivendicazioni di primato nello scacchiere dell\u2019Asia meridionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, pur se accompagnato dagli irrituali ostruzionismi trumpiani, pone, fin d\u2019ora, seri interrogativi sulla qualit\u00e0 della \u201crestaurazione liberale\u201d annunciata dal presidente-eletto democratico, in un\u2019America fortemente polarizzata, scossa dalla pandemia, e in uno scenario internazionale scompaginato dal demolitore Donald Trump. 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