{"id":86467,"date":"2021-02-09T11:11:27","date_gmt":"2021-02-09T10:11:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86467"},"modified":"2021-03-04T10:39:20","modified_gmt":"2021-03-04T09:39:20","slug":"geopolitica-o-geoeconomia-cambiare-lente-per-comprendere-il-mondo-arabo-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/geopolitica-o-geoeconomia-cambiare-lente-per-comprendere-il-mondo-arabo-di-oggi\/","title":{"rendered":"Geopolitica o geoeconomia? Cambiare lente per comprendere il mondo arabo di oggi"},"content":{"rendered":"<p><strong>La mappa geopolitica del Medio Oriente e del Nord Africa<\/strong> si \u00e8 profondamente trasformata sotto l\u2019impatto dei conflitti e dei rovesciamenti di alleanze che sono scaturiti dagli eventi delle <strong>cosiddette <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/dieci-anni-dalle-primavere-arabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Primavere arabe<\/a><\/strong>, di cui in queste settimane ricorre il decennale. Nonostante esse abbiano preso avvio da rivolte e trasformazioni endogene, il quadro regionale \u2013 quello che nel gergo delle relazioni internazionali viene definito <strong>l\u2019ordine regionale<\/strong> \u2013 ha anch\u2019esso subito importanti cambiamenti ed \u00e8 <strong>ancora oggi in cerca di una chiara definizione<\/strong>.<\/p>\n<p>Se l\u2019ordine pre-2011 non esiste pi\u00f9, ci\u00f2 che prevale nell\u2019attuale &#8220;<a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/pubblicazioni\/interregnum-regional-order-middle-east-and-north-africa-after-2011\">interregno<\/a>&#8221; (per dirlo alla Gramsci) sono <strong>conflitti e guerre per procura<\/strong>, sullo sfondo di <strong>crisi sociali ed economiche<\/strong> e di un <strong>crescente divario tra Stati e societ\u00e0<\/strong>. Insomma, il panorama della regione \u00e8 andato peggiorando dal 2011 a oggi e \u2013 tra crisi, frammentazione e disfunzionalit\u00e0 \u2013 si pu\u00f2 tranquillamente parlare di un <strong>(dis)ordine regionale altamente volatile<\/strong> in cui le tendenze alla multipolarit\u00e0 conflittuale la fanno da padrone.<\/p>\n<p><strong>Conflittualit\u00e0 multipolare acuta<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/sul-disgelo-con-il-qatar-larabia-saudita-impone-la-sua-leadership\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le tensioni, ora grossolanamente appianate, all\u2019interno del <strong>Consiglio di Cooperazione del Golfo<\/strong><\/a> (Gcc), la rivalit\u00e0 saudita ed emiratina con la Turchia e l\u2019Iran, e la conflittualit\u00e0 latente o manifesta che ruota attorno agli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/la-matassa-del-mediterraneo-orientale-e-il-ruolo-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">interessi energetici nel <strong>Mediterraneo orientale<\/strong><\/a>, per non parlare della lunga strada per la risoluzione dei conflitti in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/siria-il-disastro-economico-oltre-le-tensioni-geopolitiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Siria<\/a><\/strong>, <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/libia-un-decennio-di-lenta-ma-inesorabile-disintegrazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Libia<\/a><\/strong> e Yemen o della manifestazione di profonde fragilit\u00e0 in Iraq e Libano, sono tutti esempi della multipolarit\u00e0 conflittuale che prevale oggi nella regione.<\/p>\n<p>In aggiunta, i movimenti di protesta che hanno scosso il Libano, l\u2019Iraq, l\u2019Algeria e il Sudan hanno mostrato ancora una volta la debolezza dei contratti sociali in molti Paesi della regione e hanno messo in luce come <strong>molti dei problemi strutturali che avevano portato allo scoppio delle Primavere arabe hanno subito un ulteriore deterioramento<\/strong> nei successivi dieci anni.<\/p>\n<p>La pandemia di Covid-19 e la recessione economica globale, insieme al crollo dei prezzi del petrolio della primavera scorsa, non faranno in prospettiva che aggravare questo scenario dato che la maggior parte dei Paesi della regione ha gi\u00e0 mostrato la propria incapacit\u00e0 istituzionale o la mancanza di volont\u00e0 politica per affrontare le enormi sfide che sempre di pi\u00f9 connettono il Medio Oriente alle trasformazioni globali in corso, tra le quali spicca la <strong>decarbonizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Vecchie e nuove fratture<\/strong><br \/>\nDal punto di vista geopolitico, nel corso del 2020 \u00e8 emersa in superficie una nuova frattura che contrappone l\u2019<strong>Arabia Saudita<\/strong>, gli <strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong> e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/egitto-la-restaurazione-compiuta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Egitto<\/strong><\/a>, da una parte, alla <strong>Turchia<\/strong>, dall\u2019altra. Tale frattura sta avendo importanti ripercussioni negative anche sul Mediterraneo orientale e sulla Libia, segno che essa ha aperto un solco profondo nella regione che sar\u00e0 difficile da ricucire se non si prende in considerazione il modo in cui esso si manifesta nei differenti contesti.<\/p>\n<p>Ankara \u2013 similmente a quello che era stato il caso di Doha prima \u2013 \u00e8 osteggiata <em>in primis<\/em> a causa del proprio <strong>sostegno ai partiti e ai movimenti legati alla Fratellanza Musulmana all\u2019indomani delle rivolte araba<\/strong> e, in anni pi\u00f9 recenti, alla luce del proprio attivismo in politica estera che \u00e8 andato a cozzare con le agende delle monarchie conservatrici del Golfo. <strong>La rivalit\u00e0 turco-araba<\/strong> ha anche a che vedere con le tensioni pi\u00f9 recenti circa gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/gli-accordi-di-abramo-e-la-diplomazia-delle-fragole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Accordi di normalizzazione<\/a> degli Emirati Arabi Uniti, del Bahrain, del Sudan e del Marocco con Israele.<\/p>\n<p>Questa frattura regionale \u00e8 progredita parallelamente a un\u2019altra, di pi\u00f9 lungo corso, che riguarda la rivalit\u00e0 tra Arabia Saudita e Iran e che fa nuovamente della sotto-regione del Golfo Persico lo snodo cruciale della nuova geopolitica del Medio Oriente e del Nord Africa. Come nel caso della rivalit\u00e0 turco-araba, anche quella tra Arabia Saudita e Iran si manifesta in alcuni \u2018punti di pressione\u2019 particolari che, data la loro vulnerabilit\u00e0, rischiano di mantenere la regione in un ciclo continuo di combustione e conflitti. Oltre alla gi\u00e0 citata sotto-regione del Golfo, e in particolare lo <strong>Stretto di Hormuz<\/strong>, dove nel 2019 si sono verificati una serie di attacchi militari mirati che hanno ripetutamente portato la regione sull\u2019orlo di un conflitto aperto, possiamo citare la Siria, il Libano e l\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Infine, la pi\u00f9 antica frattura regionale \u00e8 rappresentata dal <strong>conflitto arabo\/palestinese-israeliano<\/strong>, un conflitto ancora irrisolto che da decenni provoca instabilit\u00e0, militarizzazione e mancanza di sviluppo. Al di l\u00e0 della crescente cooperazione tra Israele e alcuni Paesi arabi menzionata sopra, sarebbe ingenuo ignorare l\u2019importanza del conflitto arabo-israeliano per le relazioni internazionali del Medio Oriente di ieri e di oggi.<\/p>\n<p><strong>Oltre la geopolitica<\/strong><br \/>\nDi fronte a questa situazione, l\u2019Europa non pu\u00f2 permettersi il lusso di guardare altrove. <strong>La chiamata a un ruolo &#8220;geopolitico&#8221; pi\u00f9 incisivo da parte di Bruxelles<\/strong> e di maggiore &#8220;autonomia strategica&#8221; non potrebbe avere un terreno di applicazione migliore del Medio Oriente e del Nord Africa. Questa regione, infatti, legata all\u2019Europa dalla prossimit\u00e0 geografica, dalla storia, dalla mobilit\u00e0 delle persone, dai rapporti commerciali e dalle problematiche della sicurezza, \u00e8 al centro delle sfide presenti e future del Vecchio Continente. Come affrontare questa situazione? Un eccessivo riduzionismo geopolitico che tende a guardare la regione esclusivamente attraverso la lente dei conflitti, delle alleanze da fare e disfare, e della competizione a somma zero rischia di continuare a cogliere l\u2019<strong>Unione europea<\/strong> impreparata rispetto ad altri concorrenti (la Russia <em>in primis<\/em>) o di esacerbare le tensioni e le crisi.<\/p>\n<p>Occorre rompere il circolo vizioso della geopolitica conflittuale e per fare ci\u00f2 occorre rendersi conto che <strong>la geoeconomia, e non la geopolitica, \u00e8 la vera chiave di volta<\/strong>. Mettere al centro la geoeconomia significa, da una parte, rendersi conto di come <strong>gli attuali conflitti nella regione derivino soprattutto dalla competizione per le risorse<\/strong> (petrolio, gas, risorse naturali, risorse economiche) tra molteplici attori interni ed esterni, e dalla mancanza di una governance condivisa per la loro gestione sostenibile ed equa.<\/p>\n<p>Significa, dall\u2019altra, per l\u2019Europa dare il proprio <strong>contributo alla pacificazione e allo sviluppo del &#8220;<a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/rethinking-eu-leadership-neighbourhood-limits-and-ambitions\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vicinato<\/a>&#8220;<\/strong> utilizzando gli strumenti a disposizione in linea con un approccio incentrato sulle riforme, sulla resilienza e sulla sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Yahya Arhab <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mappa geopolitica del Medio Oriente e del Nord Africa si \u00e8 profondamente trasformata sotto l\u2019impatto dei conflitti e dei rovesciamenti di alleanze che sono scaturiti dagli eventi delle cosiddette Primavere arabe, di cui in queste settimane ricorre il decennale. 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