{"id":86522,"date":"2021-01-18T00:46:48","date_gmt":"2021-01-17T23:46:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86522"},"modified":"2021-01-20T10:25:51","modified_gmt":"2021-01-20T09:25:51","slug":"laschet-leader-della-cdu-ma-la-successione-a-merkel-non-e-scontata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/laschet-leader-della-cdu-ma-la-successione-a-merkel-non-e-scontata\/","title":{"rendered":"Laschet leader della Cdu, ma la successione a Merkel non \u00e8 scontata"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Keine Experimente<\/em><\/strong>: con questo slogan non certo innovativo Konrad Adenauer vinse le elezioni politiche del 1957, a dispetto della crescente ansia di rinnovamento e della presa d\u2019atto che il quadro politico stesse cambiando. Con queste stesse parole si potrebbe riassumere la ricetta del successo di <strong>Armin Laschet<\/strong>, incoronato <strong>leader della Cdu<\/strong> dopo aver vinto al ballottaggio contro Friedrich Merz nel secondo giorno del congresso, sabato 16 gennaio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il principale partito tedesco ha operato una <strong>scelta di continuit\u00e0<\/strong> sia nella strategia politica interna sia in quella europea ed internazionale. <strong>Governatore del Nord Reno-Vestfalia<\/strong>, Laschet \u00e8 un politico navigato con un\u2019esperienza al Parlamento europeo e come ministro federale (\u00e8 stato titolare del dicastero dell\u2019Integrazione). In questa corsa per la leadership della Cdu ha fatto coppia con <strong>Jens Spahn<\/strong>, attuale ministro della Salute, il quale \u00e8 stato nominato tra i vicepresidenti del partito.<\/p>\n<p><strong>La linea della continuit\u00e0<\/strong><br \/>\nRagionando a caldo sulla potenziale linea che Laschet potrebbe avere rispetto alle grandi questioni europee e internazionali si pu\u00f2 immaginare una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/il-lungo-arrivederci-della-germania-ad-angela-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sostanziale prosecuzione dell\u2019impostazione data da Angela Merkel<\/strong><\/a>, di cui Laschet viene descritto come il <strong>continuatore pi\u00f9 fedele<\/strong>. Vi \u00e8 chi lo descrive pi\u00f9 in sintonia con i <strong>Liberali<\/strong> che con i <strong>Verdi<\/strong>, il che potrebbe avere un impatto sulla linea dei cristiano-democratici rispetto alle riforme della <em>green economy<\/em>, ma \u00e8 difficile immaginare una sintonia maggiore tra il vertice del partito e la cancelliera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Laschet conosce infatti le istituzioni europee e, a livello di visione, si pone <strong>all\u2019interno di un solco euro-atlantico molto tradizionale<\/strong>. Non sono certo mancati, anche nel recente passato, alcuni tentativi di marcare moderatamente le distanze da Merkel: in particolare, Laschet si \u00e8 pronunciato a favore di un <strong>maggiore protagonismo della Germania<\/strong> sulla scena europea e per una maggiore assertivit\u00e0 di Berlino sui temi economici e finanziari. Lo ha rimarcato, in particolare, in occasione dei negoziati sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/dopo-la-brexit-lue-pensi-al-suo-futuro-e-a-prevenire-altre-uscite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>. Queste prese di posizione sono per\u00f2 da vedere pi\u00f9 come un tentativo di guadagnare spazio politico (soprattutto in vista della competizione che si \u00e8 appena conclusa) che come una oggettiva diversit\u00e0 di prospettiva.<\/p>\n<p><strong>Il cancellierato non \u00e8 a portata di mano<\/strong><br \/>\nUn fattore problematico \u00e8 per\u00f2 rappresentato dalle elezioni politiche federali del <strong>26 settembre<\/strong>, che impongono alla Cdu la <strong>scelta ulteriore del candidato alla cancelleria<\/strong>. L\u2019idea che sia Laschet, in quanto leader del partito, a presentarsi come successore di Merkel \u00e8 tutt\u2019altro che condivisa sia fuori che dentro la Cdu. Al governatore si rinfaccia una certa <strong>opacit\u00e0 politica<\/strong>, anche se \u00e8 vero che molti cancellieri che poi hanno segnato la storia tedesca (si pensi a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/morte-kohl-lezione-dottimismo-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Helmut Kohl<\/a>) hanno avuto un inizio in sordina. Molto dipender\u00e0 poi da come andranno le elezioni regionali previste prima del voto generale, a marzo, in Baden-W\u00fcrrtemberg, Renania-Palatinato e Sassonia-Anhalt.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al di l\u00e0 della congiuntura politica vi sono per\u00f2 alcune <strong>debolezze strutturali<\/strong> che caratterizzano la figura di Laschet. La prima riguarda il rapporto con <strong>l\u2019ala pi\u00f9 conservatrice della Cdu<\/strong>: Friedrich Merz \u00e8 stato sconfitto, ma \u00e8 innegabile che i risultati &#8211; 52% a 48% &#8211; hanno confermato l\u2019esistenza e il peso di una corrente che \u00e8 in netto disaccordo con la linea del partito definita da Merkel e di cui Laschet \u00e8 il continuatore. All\u2019indomani delle precedenti elezioni per il rinnovo del vertice della Cdu, quelle del dicembre 2018 che avevano sancito l\u2019effimera vittoria di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/meteora-akk-chi-prendera-lo-scettro-di-angela-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Annegret Kramp-Karrenbauer<\/a>, l\u2019ordine di scuderia era stato quello di escludere Merz dalla governance del partito. Ora, il perseguimento di questa linea di esclusione del perdente e delle sue istanze appare pi\u00f9 problematica.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;opzione Csu<\/strong><br \/>\nLa seconda debolezza si chiama <strong>Baviera<\/strong>: il peso del partito fratello della Cdu, la cristiano-sociale <strong>Csu<\/strong>, che \u00e8 sempre stato determinante per gli orientamenti pi\u00f9 generali, si sta rilevando sempre pi\u00f9 decisivo al punto che, da pi\u00f9 parti, si ipotizza <strong>una \u201calternativa bavarese\u201d anche per il cancellierato<\/strong>. In passato la carta bavarese si era rivelata poco pagante, come accadde nel 1980, quando Franz Josef Strauss perse contro il socialdemocratico Helmut Schmidt. Adesso, per\u00f2, le cose stanno diversamente e <strong>Markus S\u00f6der<\/strong> &#8211; presidente della Baviera e leader della Csu &#8211; appare come un candidato credibile. Vi \u00e8, infine, una competizione interna alla stessa corrente di Laschet: in molti, infatti, guardano a Jens Spahn come a una figura pi\u00f9 giovane e dinamica che potrebbe accrescere i suoi consensi soprattutto se, nei prossimi mesi, consolidasse la sua immagine di successo nella gestione della pandemia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il confronto per l\u2019individuazione del prossimo candidato cancelliere del centro-destra tedesco verter\u00e0 principalmente su temi di politica interna, ma \u00e8 certamente immaginabile vi possano essere alcune differenziazioni anche sul ruolo della Germania in Europa e sui grandi dossier europei.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Christian Marquardt \/ Pool <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Keine Experimente: con questo slogan non certo innovativo Konrad Adenauer vinse le elezioni politiche del 1957, a dispetto della crescente ansia di rinnovamento e della presa d\u2019atto che il quadro politico stesse cambiando. 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