{"id":86655,"date":"2021-01-30T11:23:57","date_gmt":"2021-01-30T10:23:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86655"},"modified":"2021-01-30T11:26:38","modified_gmt":"2021-01-30T10:26:38","slug":"litalia-e-i-programmi-di-ricerca-europei-nel-campo-della-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/litalia-e-i-programmi-di-ricerca-europei-nel-campo-della-sicurezza\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia e i programmi di ricerca europei nel campo della sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>Bench\u00e9 da anni l&#8217;Euratom investisse gi\u00e0 in ricerca scientifica e tecnologica in campo nucleare, l&#8217;impegno della Comunit\u00e0 economica europea nella <strong>ricerca industriale<\/strong> cominci\u00f2 solo negli anni Ottanta, quando si raggiunse la consapevolezza che l&#8217;Europa non solo restava significativamente indietro rispetto a Stati Uniti e Giappone in termini di produzione industriale, ma veniva anche minacciata da Corea del Sud, Singapore e Taiwan.<\/p>\n<p>Dopo una serie di iniziative a supporto della ricerca in vari campi (salute, energia, ambiente), di basso profilo finanziario e totalmente scollegate fra di loro, <strong>nel 1984 nasce il primo Programma quadro<\/strong> (1984\/1987), che non assegnava nuove risorse, ma comunque metteva tutte le singole iniziative di ricerca in un unico paniere.<\/p>\n<p>Poi, con il secondo Programma quadro (1987\/1991) gli investimenti crescono significativamente. Al settimo Programma quadro (2007\/2013) si presenta, fra le altre, una novit\u00e0 importante: per la prima volta la <strong><em>security<\/em><\/strong> riceve un proprio finanziamento. E cos\u00ec \u00e8 stato per il successore (Horizon 2020), che ha coperto il periodo 2014\/2020 e per l&#8217;attuale programma,\u00a0<strong>Horizon Europe<\/strong>, che sar\u00e0 operativo fino al 2027.<\/p>\n<p>In effetti, lo <strong>sviluppo tecnologico<\/strong> impone non solo una particolare attenzione verso le nuove tecnologie in ogni loro campo di applicazione, ma anche una ricerca mirata a identificare e portare a maturazione quelle tecnologie che possano rispondere a specifiche esigenze sociali ed economiche, quindi a priorit\u00e0 politiche: non a caso, in Horizon 2020 la <em>security<\/em> era inserita nel gruppo delle <em>s<\/em><em>ocietal challenges<\/em>.<\/p>\n<p>In particolare, era suddivisa in <strong>quattro aree principali<\/strong> (<em>Border and External Security, Fight against Crime and Terrorism, Digital Security, Disaster-Resilient Societies<\/em>), in cui trovavano spazio attivit\u00e0 di ricerca per la gestione delle crisi all&#8217;estero, per la gestione del rischio <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/minacce-cbrn-e-covid-19-sbagliando-si-impara\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cbrn<\/strong><\/a> (<em>Chemical Biological, Radiological and Nuclear<\/em>), per il supporto alle <strong>Lea<\/strong> (<em>Law Enforcement Agencies<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Il ruolo italiano<br \/>\n<\/strong>Sotto il profilo finanziario, nel campo della sicurezza l&#8217;<strong>Italia <\/strong>si \u00e8 dimostrata pronta ed efficace nel ricevere finanziamenti europei in un contesto altamente competitivo (i fondi sono a gestione diretta della Commissione, che li amministra con gare europee).<\/p>\n<p>Infatti, sulla base dei dati ufficiali resi disponibili a novembre 2020, i finanziamenti europei ricevuti da enti di ricerca, universit\u00e0 e aziende italiane assomma a circa <strong>135 milioni di euro<\/strong>, ponendoci al <strong>secondo posto assoluto<\/strong> (sorprendentemente dietro alla Grecia), davanti a Spagna (130), Germania (129), Francia (128) e Regno Unito (113). Non si tratta di una vera sorpresa, considerando che gi\u00e0 nel settimo Programma quadro l&#8217;Italia si era posizionata al quarto posto assoluto (dietro a Germania, Francia e Regno Unito), ma di una conferma delle ottime capacit\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p><strong>La partecipazione italiana \u00e8 ad ampio spettro<\/strong>, sotto il profilo delle tecnologie e sotto quello della tipologia dei partecipanti: grandi aziende (tra cui Engineering, Leonardo), enti governativi di ricerca (come Cnr, Enea), universit\u00e0 pubbliche e private (ad esempio Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l\u2019Informatica), piccole e medie imprese (tipo Deep Blue, IAI), articolazioni operative dei ministeri &#8220;utilizzatori&#8221; delle ricerche (ministero dell\u2019Interno e ministero della Difesa). Questi, inoltre, hanno affiancato il ministero della Ricerca nei Comitati di programma <em>Security<\/em>, che si riuniscono periodicamente per definire, con la Commissione europea, strategie tecnologiche e parametri di selezione.<\/p>\n<p><strong>La sfida della sinergia<\/strong><br \/>\nIl <strong>coordinamento nazionale<\/strong> prima, durante e dopo tali riunioni ha contribuito sicuramente a incrementare le sinergie fra mondo accademico, mondo industriale e mondo governativo.<\/p>\n<p>La presenza del <strong>ministero della Difesa<\/strong> non deve sorprendere se si considera che il progresso tecnologico in atto nella <em>security<\/em> \u00e8 in molti settori parallelo a quello che avviene nel mondo militare. Per fare un esempio, le tecnologie di base in uso nei radar sono fondamentalmente le stesse, sebbene le applicazioni militari (per esempio per la difesa aerea) richiedano &#8220;personalizzazioni&#8221; diverse rispetto a quelle civili (per esempio per le previsioni meteorologiche).<\/p>\n<p>Anche il <strong>mondo industriale italiano<\/strong> che ha vinto le gare europee nella <em>security<\/em>, in particolare le grandi aziende, opera sia in campo civile che in campo militare, con un proficuo utilizzo delle conoscenze nei due campi, sia in termini meramente tecnologici, sia in termini manageriali.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio <em>mission-oriented<\/em> di Horizon Europe, con un&#8217;ulteriore spinta verso l&#8217;utente finale, trova pronto anche l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Ma per avere successo, occorre un <strong>impegno sinergico<\/strong> da parte di tutti: mondo accademico, industria, governo. In particolare, la componente istituzionale (responsabile della suddetta <em>mission<\/em>) dovr\u00e0 assumere un ruolo pi\u00f9 propulsivo, anche &#8220;solo&#8221; facendo circolare le informazioni e stimolando tutti a &#8220;fare squadra&#8221;.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Robin Utrecht <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bench\u00e9 da anni l&#8217;Euratom investisse gi\u00e0 in ricerca scientifica e tecnologica in campo nucleare, l&#8217;impegno della Comunit\u00e0 economica europea nella ricerca industriale cominci\u00f2 solo negli anni Ottanta, quando si raggiunse la consapevolezza che l&#8217;Europa non solo restava significativamente indietro rispetto a Stati Uniti e Giappone in termini di produzione industriale, ma veniva anche minacciata da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":83904,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[2207,82,2796,96,533,474,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86655"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86655"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86655\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86706,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86655\/revisions\/86706"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83904"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86655"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86655"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86655"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}