{"id":86673,"date":"2021-01-30T10:33:27","date_gmt":"2021-01-30T09:33:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86673"},"modified":"2021-01-30T10:38:56","modified_gmt":"2021-01-30T09:38:56","slug":"il-nuovo-patto-ue-su-migrazione-e-asilo-sei-mesi-dopo-a-che-punto-siamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/il-nuovo-patto-ue-su-migrazione-e-asilo-sei-mesi-dopo-a-che-punto-siamo\/","title":{"rendered":"Patto Ue su migrazione e asilo sei mesi dopo: a che punto siamo?"},"content":{"rendered":"<p>Nel settembre scorso la Commissione europea ha presentato il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/basta-soluzioni-ad-hoc-bisogna-ripristinare-solidarieta-e-fiducia-tra-stati-membri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nuovo patto su asilo e migrazione,<\/strong><\/a> un atteso pacchetto di misure per la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/il-nuovo-patto-europeo-su-migrazione-e-asilo-tra-riforma-e-continuita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riforma della politica europea in materia e per il superamento del cosiddetto sistema di Dublino<\/a>. Lo scopo \u00e8 quello di risolvere le problematicit\u00e0 che, durante la cosiddetta\u00a0<strong>crisi migratoria del 2015\/2016<\/strong> hanno portato ad un sostanziale fallimento delle politiche europee in quest\u2019ambito.<\/p>\n<p>La riforma era inizialmente attesa per marzo 2020. A causa della situazione provocata dall&#8217;andamento del Covid-19, e successivamente per via del protrarsi dei negoziati sul bilancio pluriennale dell&#8217;Unione, la sua presentazione \u00e8 stata posticipata al 23 settembre.<\/p>\n<p><strong>I pilastri della riforma<br \/>\n<\/strong>La nuova proposta della Commissione si fonda su tre pilastri principali. Il primo \u00e8 rappresentato dalla <strong>dimensione esterna<\/strong>, basata su un rafforzamento dei rapporti con i Paesi di origine e transito dei flussi. Il secondo pilastro \u00e8 costituito dalle misure atte a rafforzare <strong>il controllo e la gestione delle frontiere esterne<\/strong> dell&#8217;Unione. Infine, il terzo \u00e8 costituito dalle misure per affrontare l&#8217;ambito pi\u00f9 complicato delle politiche europee in materia di migrazione ed asilo, ossia <strong>la solidariet\u00e0 e la distribuzione delle responsabilit\u00e0<\/strong> per la gestione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri.<\/p>\n<p>Il bilancio della riforma risulta essere tuttavia sproporzionato verso i primi due pilastri, affrontando solo in maniera parziale le questioni relative al terzo. La proposta infatti introduce <strong>il concetto di &#8220;solidariet\u00e0 flessibile volontaria<\/strong>&#8220;, lasciando di fatto agli Stati membri dell&#8217;Ue la decisione su come essere solidali attraverso tre principali canali: ricollocazioni, rimpatri sponsorizzati, e supporto operativo.<\/p>\n<p>Il resto della riforma rimane fortemente indirizzato verso il <strong>processo di esternalizzazione<\/strong> della questione migratoria, ossia su quelle misure atte a delocalizzare la gestione dei flussi migratori direttamente agli stati terzi.<\/p>\n<p><strong>A che punto siamo?<br \/>\n<\/strong>Nel corso degli ultimi sei mesi, da quando il testo \u00e8 stato presentato dalla Commissione, il Consiglio dell&#8217;Ue si \u00e8 riunito pi\u00f9 volte per discutere della proposta. Durante il Consiglio Affari interni dell\u20198 ottobre, il primo dalla presentazione della riforma, il ministro degli Interni tedesco, <strong>Horst Seehofer<\/strong>, presidente di turno del consesso,\u00a0si era detto impressionato e ottimista per come gli Stati membri stessero discutendo delle misure da attuare in quest&#8217;ambito, soprattutto in considerazione della difficolt\u00e0 di giungere a qualsivoglia risultato su questo dossier a partire dal 2014 (una riforma del sistema di Dublino, largamente sostenuta dal Parlamento europeo nella scorsa legislatura, \u00e8 finita su un binario morto proprio in Consiglio,\u00a0<em>ndr<\/em>).<\/p>\n<p>A margine della riunione, Seehofer aveva infatti dichiarato: &#8220;Il risultato pi\u00f9 importante \u00e8 stato comprendere la necessit\u00e0 di avere <strong>un nuovo inizio in quest&#8217;ambito<\/strong>. Una soluzione comune \u00e8 nell&#8217;interesse di tutti gli Stati membri&#8221;. Anche la commissaria europea agli Affari Interni <strong>Ylva Johansson<\/strong>, firmataria della proposta, si era detta ottimista per la volont\u00e0 dimostrata dai Ventisette di discutere dei vari aspetti della riforma.<\/p>\n<p>Ciononostante, i risultati raggiunti sotto la guida della presidenza tedesca sembrano essere limitati ed interessare soprattutto i punti pi\u00f9 condivisi della riforma. Nello specifico, come sottolineato da <strong>Stephan Mayer<\/strong> (Sottosegretario di Stato parlamentare presso il ministro federale dell&#8217;Interno) dopo il consiglio degli Affari Interni del 14 dicembre, i <strong>punti di accordo<\/strong> sono soprattutto relativi al rafforzamento delle frontiere esterne, la gestione dei rimpatri ed il rafforzamento della dimensione esterna della politica migratoria europea (tramite una maggiore cooperazione con i paesi di origine e transito), punti su cui gli Stati Membri gi\u00e0 in passato si erano detti concordi.<\/p>\n<p>Il vero punto saliente della riforma, ossia quello atto ad introdurre una maggiore solidariet\u00e0 tra gli Stati Membri nella gestione dei flussi, sembra essere rimasto al di fuori delle discussioni fin qui avute.<\/p>\n<p><strong>I prossimi passi<br \/>\n<\/strong>I risultati conseguiti dalla presidenza tedesca sono di minore entit\u00e0 rispetto a quanto preventivato. Questo risultato azzoppato \u00e8 stato per\u00f2 anche influenzato dalla situazione corrente, in un contesto in cui, a causa della pandemia, il Consiglio non ha avuto modo di riunirsi in persona, rendendo dunque pi\u00f9 difficile il raggiungimento di compromessi.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziale ottimismo di Seehofer, che aveva indicato un obiettivo molto ambizioso puntando a raggiungere un accordo generale sulla riforma gi\u00e0 durante il semestre tedesco &#8211; cio\u00e8, entro la fine del 2020 -, non si \u00e8 tramutato nei risultati sperati. Berlino non \u00e8 riuscita a dare l&#8217;impulso sperato alla riforma, soprattutto sui profili pi\u00f9 spinosi, proprio come la solidariet\u00e0 fra Stati membri, punto su cui varie capitali sono recalcitranti.<\/p>\n<p>Toccher\u00e0 ora al <strong>Portogallo<\/strong>, insediatasi alla guida semestrale del Consiglio lo scorso 1\u00b0 gennaio, portare avanti il dialogo e le trattative sulla nuovo patto europeo su asilo e migrazione.<\/p>\n<p><strong>Accordo difficile<br \/>\n<\/strong>Quello che attende Lisbona \u00e8 un <strong>compito complicato,<\/strong> e trovare un&#8217;intesa sar\u00e0 molto difficile. Ci sono tuttavia dei segnali di speranza. A pochi giorni dall&#8217;insediamento, il ministro degli Interni portoghese, <strong>Eduardo Cabrita<\/strong>, ha affermato infatti che i problemi relativi ai flussi migratori diretti in Europa possono essere risolti solamente con una maggiore solidariet\u00e0 tra gli Stati Membri, una solidariet\u00e0 che non pu\u00f2 essere volontaria.<\/p>\n<p>Come si legge anche nell&#8217;agenda delle sue priorit\u00e0 tematiche, la presidenza portoghese, nei prossimi mesi, intende focalizzare parte del proprio lavoro proprio sul dossier politica migratoria per <strong>tentare di trovare un accordo su una solidariet\u00e0 che sia s\u00ec flessibile, ma obbligatoria<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;adozione del patto non prevede, al momento, un limite temporale: come spiegato dalla commissaria Johansson, sarebbe difficile data la situazione attuale. Tuttavia, qualche passo in avanti potrebbe essere compiuto gi\u00e0 durante la presidenza portoghese del Consiglio.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina: migranti nel campo di Bihac, in Bosnia-Erzegovina, EPA\/Fehim Demir <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel settembre scorso la Commissione europea ha presentato il nuovo patto su asilo e migrazione, un atteso pacchetto di misure per la riforma della politica europea in materia e per il superamento del cosiddetto sistema di Dublino. 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