{"id":86677,"date":"2021-01-28T00:01:30","date_gmt":"2021-01-27T23:01:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86677"},"modified":"2021-02-02T09:22:53","modified_gmt":"2021-02-02T08:22:53","slug":"recovery-plan-e-crisi-di-governo-leuropa-ci-guarda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/recovery-plan-e-crisi-di-governo-leuropa-ci-guarda\/","title":{"rendered":"Recovery Plan e crisi di governo: l&#8217;Europa ci guarda"},"content":{"rendered":"<p>Gli avvertimenti circa la <strong>vaghezza dei piani di utilizzazione del <em>Recovery Fund<\/em><\/strong>, e la nostra <strong>impreparazione<\/strong> a gestire in modo efficiente quei finanziamenti, non sono pi\u00f9 solo quelli di poco ascoltate Cassandre, ma sono ormai all&#8217;attenzione di tutti. Al pi\u00f9 tardi dalla intervista, in toni allarmati, di <a href=\"https:\/\/rep.repubblica.it\/pwa\/intervista\/2021\/01\/25\/news\/crisi_governo_prodi_recovery_fund_elezioni-284207639\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Romano Prodi uscita su Repubblica<\/a> il 26 gennaio scorso.<\/p>\n<p>Lo sono per\u00f2 nel momento in cui non c&#8217;\u00e8 nessuno che si senta responsabile di trarne le debite conclusioni: <strong>il governo dimissionario di Giuseppe Conte<\/strong> naviga con l&#8217;autopilota, la politica \u00e8 occupata con le sue consultazioni, contrattazioni e trame. Il <em>Recovery<\/em> non \u00e8 assente dalle discussioni, ma solo in quanto strumentalizzato per colpire un avversario, non oggetto di seri studi per produrre proposte convincenti per chi dovr\u00e0 approvarle a Bruxelles. Riflessioni pi\u00f9 concrete vengono solo da sedi interessate ad assicurarsi una fetta sostanziosa della torta: apprendiamo, per esempio, che le <strong>Ferrovie<\/strong> chiedono ben 28 miliardi (l&#8217;equivalente di sette ponti sullo Stretto).<\/p>\n<p>Il <strong>nuovo governo<\/strong>, quando vedr\u00e0 la luce, dovr\u00e0 affrontare con urgenza il problema di come garantire che gli aiuti e crediti europei vengano utilizzati in conformit\u00e0 alle finalit\u00e0 concordate, piuttosto che per tappare croniche falle nei bilanci correnti, distribuire bonus a tutte le categorie e realizzare grandi opere che non sarebbero alla portata di un paese super-indebitato.<\/p>\n<p><strong>Passare ai contenuti<\/strong><br \/>\nLa promessa di <strong>&#8220;spendere bene&#8221;<\/strong> quei soldi \u00e8 troppo vaga, ed \u00e8 neutralizzata dal parallelo richiamo a <strong>&#8220;fare presto&#8221;<\/strong>. Che nel dibattito politico nostrano si traduce perlopi\u00f9 nel saltare le analisi di impatto ambientale e i controlli anti-mafia mediante &#8220;corsie di emergenza&#8221; piuttosto che nello snellire le formalit\u00e0 burocratiche e accorciare i termini di legge prescritti per gli adempimenti amministrativi e gli atti giudiziari.<\/p>\n<p>Nella vicenda del <em>Recovery Plan<\/em> ci si era concentrati in un primo tempo sull&#8217;aspetto quantitativo. Il premier Conte era tornato da Bruxelles con una cifra superiore alle aspettative, guadagnandosi un plauso unanime. In realt\u00e0 barattando un forte aumento dei crediti da rimborsare contro una riduzione di quelli a fondo perduto (forse un giorno, quando ci si accorger\u00e0 che i primi supereranno la capacit\u00e0 gestionale e la soglia di sicurezza dell&#8217;indebitamento, rimpiangeremo quel pugno di miliardi a dono cui abbiamo rinunciato). Nella fase attuale le preoccupazioni si concentrano sul fattore tempo. Non siamo in ritardo sulla presentazione dei progetti (c&#8217;\u00e8 tempo fine al 30 aprile, <em>ndr<\/em>), ma il tempo scarseggia per la loro concreta elaborazione. <strong>Il dibattito dovrebbe spostarsi sui contenuti<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/un-piano-per-la-ripresa-o-per-la-next-generation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La finalit\u00e0 del programma\u00a0 <em>Next Generation EU<\/em><\/a>, non dimentichiamolo, \u00e8 di aiutarci a sormontare la terribile crisi economica causata dalla pandemia, ma cogliendo l&#8217;occasione per affrontare <strong>le grandi sfide del cambiamento climatico e di quello tecnologico<\/strong>, nonch\u00e9 le disuguaglianze: non \u00e8 dunque un qualsiasi programma anti-recessione di stampo keynesiano, cio\u00e8 di <em>deficit spending<\/em> per ravvivare la domanda. Se il pericolo \u00e8 la mor\u00eca di piccole e medie aziende e il dilagare della disoccupazione, il criterio guida nella scelta dei singoli progetti deve essere quello di massimizzare l&#8217;effetto occupazionale.<\/p>\n<p>I <strong>grandi progetti <em>capital-intensive<\/em><\/strong>, come le linee dell&#8217;alta velocit\u00e0, creano \u2013 per definizione \u2013 meno posti di lavoro che le <strong>attivit\u00e0 <em>labour-intensive<\/em><\/strong>, come la formazione, l&#8217;assistenza ai malati e invalidi, l&#8217;educazione alla sostenibilit\u00e0 ambientale, gli asili-nido, i laboratori di analisi, la consulenza alle piccole imprese, o un apparato giudiziario pi\u00f9 efficiente.<\/p>\n<p><strong>La scommessa della competitivit\u00e0<\/strong><br \/>\nL&#8217;obiettivo centrale della Commissione, senza il quale non sarebbe stato possibile vincere le resistenze dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/la-banda-dei-quattro-frugali-e-il-rilancio-delleconomia-italiana-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paesi cosiddetti &#8220;frugali&#8221;<\/a>, \u00e8 di aiutare quelli pi\u00f9 in difficolt\u00e0 a uscire dalla crisi diventando pi\u00f9 competitivi, e quindi capaci di stabilizzare il debito e fra qualche anno, auspicabilmente, cominciare a ridurlo. Al livello delle imprese, ci\u00f2 significa aiutarle non solo a sopravvivere (mediante sussidi, rottamazione di imposte arretrate e crediti bancari presto deteriorati) ma a diventare pi\u00f9 vitali, modernizzandosi.<\/p>\n<p>Al livello di Paese, la <strong>competitivit\u00e0<\/strong> \u00e8 data in primo luogo dalla capacit\u00e0 di <strong>attrarre investimenti<\/strong>. E questa presuppone in primo luogo una drastica modernizzazione della macchina amministrativa e di quella giudiziaria, mirando agli standard di efficienza dei nostri vicini. Sulla riforma burocratica, dopo decenni di vuoti proclami, \u00e8 comprensibile il diffuso scetticismo; e invece la posta in palio meriterebbe uno scatto di volont\u00e0, una direttiva che imponga a tutti gli uffici legislativi <strong>uno sforzo di semplificazione<\/strong> entro scadenze rigorose.<\/p>\n<p>Di <strong>riforma della giustizia<\/strong> si parla molto in materia penale, ma qui interessa il processo civile, le cui lentezze sono uno dei principali disincentivi agli investimenti, soprattutto quelli stranieri; i soldi per nuove assunzioni e per la digitalizzazione saranno una componente, ma non sostituiscono la revisione delle procedure. I progetti di informatizzazione, cui la Commissione \u00e8 disposta a contribuire generosamente, dovrebbero consentire al nostro Paese di fare finalmente un balzo nella lotta contro l&#8217;<strong>evasione fiscale<\/strong>; la mancanza di mezzi tecnici non potr\u00e0 pi\u00f9 essere un alibi.<\/p>\n<p><strong>Recuperare il tempo perduto<\/strong><br \/>\nIl nuovo governo dovr\u00e0 recuperare il tempo perduto con la crisi e affinare gli strumenti per elaborare concretamente i progetti, per poi gestirli. Ma in un mondo ideale, nell&#8217;attesa, la <strong>societ\u00e0 civile<\/strong> e la <strong>dirigenza amministrativa<\/strong> si attiverebbero: professori di scienza dell&#8217;amministrazione, diritto tributario e procedura civile verrebbero chiamati a redigere realistici progetti di riforme; lo stesso farebbero i rappresentanti dei medici per la medicina territoriale e la prevenzione; uffici studi di sindacati e associazioni di datori di lavoro cercherebbero di individuare e quantificare i profili professionali per i quali esiste una domanda potenziale e le esigenze di formazione a cui dovr\u00e0 provvedere lo stato mediante innovazioni nell&#8217;istruzione e appositi corsi.<\/p>\n<p>\u00c8 in gioco \u2013 dice Prodi &#8211; &#8220;la salvezza stessa del Paese&#8221;, <em>Next Generation EU<\/em>\u00a0&#8220;\u00e8 un treno che non possiamo permetterci di perdere&#8221;. Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: non solo \u00e8 un&#8217;occasione imperdibile per rimediare alle note carenze strutturali, ma \u00e8 una prova di fronte ai nostri partner europei che dobbiamo a tutti i costi superare.<\/p>\n<p>Con il debito pubblico che abbiamo accumulato e che passeremo alla &#8220;<em>next generation&#8221;<\/em>, <strong>perdere la fiducia dell&#8217;Europa<\/strong> sarebbe esiziale.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Yves Herman \/ POOL <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli avvertimenti circa la vaghezza dei piani di utilizzazione del Recovery Fund, e la nostra impreparazione a gestire in modo efficiente quei finanziamenti, non sono pi\u00f9 solo quelli di poco ascoltate Cassandre, ma sono ormai all&#8217;attenzione di tutti. 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