{"id":86681,"date":"2021-01-28T12:37:26","date_gmt":"2021-01-28T11:37:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86681"},"modified":"2021-02-02T09:22:37","modified_gmt":"2021-02-02T08:22:37","slug":"linee-guida-diplomazia-green-deal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/linee-guida-diplomazia-green-deal\/","title":{"rendered":"Le nuove linee guida della diplomazia del Green Deal europeo"},"content":{"rendered":"<p>A pochi giorni dall&#8217;insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti <strong>Joe Biden<\/strong>, che tra i primi ordini esecutivi ha firmato il provvedimento per il <strong>rientro degli Usa nell&#8217;Accordo di Parigi sul clima<\/strong>, i 27 ministri degli Esteri dell&#8217;Ue si sono ritrovati a Bruxelles per discutere di <strong>diplomazia energetica e climatica<\/strong>.<\/p>\n<p>Mentre gli Stati Uniti cercano cos\u00ec di superare anche in ambito climatico la pesante eredit\u00e0 trumpiana (per la prima volta nell\u2019amministrazione ci sar\u00e0 anche un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/con-biden-e-kerry-il-ritorno-di-una-superpotenza-climatica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">inviato speciale per il Clima<\/a>, l\u2019ex segretario di Stato John Kerry, <em>ndr<\/em>), l&#8217;Unione europea guarda al futuro e ridefinisce i suoi parametri diplomatici per garantire al <strong><em>Green Deal<\/em> europeo<\/strong> un perimetro d&#8217;azione esterna adeguato agli obiettivi che intende perseguire.<\/p>\n<p><strong>Le conclusioni del Consiglio Affari esteri<\/strong><br \/>\n\u201cAccelerare la <strong>transizione energetica globale<\/strong>, assicurando allo stesso tempo l&#8217;accessibilit\u00e0 economica, la salvaguardia dell&#8217;ambiente e il <strong>raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile<\/strong>\u201d: questo l&#8217;obiettivo primario della diplomazia energetica europea che emerge dalle <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2021\/01\/25\/council-adopts-conclusions-on-climate-and-energy-diplomacy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">conclusioni adottate dal Consiglio Affari esteri<\/a> tenutosi luned\u00ec scorso a Bruxelles.<\/p>\n<p>Le conclusioni risultano caratterizzate da un&#8217;ampia visione, necessaria a fronte delle tante opportunit\u00e0 ma anche non trascurabili sfide che la transizione energetica pone nei confronti dell&#8217;Unione. Il Consiglio ha infatti sottolineato come una politica estera coerente con gli impegni interni dell&#8217;Ue sia essenziale per assicurare il <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">successo del <em>Green Deal<\/em> europeo<\/a>, importante motore di crescita economica e sociale oltre che strumento di contrasto ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Tra gli elementi della nuova diplomazia energetica europea che suscitano maggior interesse vi \u00e8 l&#8217;impegno a \u201c<strong>scoraggiare tutti gli ulteriori investimenti<\/strong> in progetti di infrastrutture energetiche basati sui <strong>combustibili fossili<\/strong> nei Paesi terzi\u201d. Inoltre, l&#8217;Ue chiede \u201c<strong>l&#8217;eliminazione globale dei sussidi<\/strong> ai combustibili fossili dannosi per l&#8217;ambiente\u201d per evitare fenomeni di <em>carbon lock-in<\/em> nei Paesi pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p>Nel cammino verso una neutralit\u00e0 climatica equa ed inclusiva, il Consiglio riconosce un ruolo di prim\u2019ordine alla mobilitazione dei finanziamenti per il clima e alle pratiche finanziarie sostenibili. L&#8217;Ue, che con 23,2 miliardi di euro spesi nel 2019 \u00e8 il maggior erogatore di finanziamenti pubblici per il clima, punta insieme ai suoi Stati membri a mobilitare \u201c100 miliardi di dollari all&#8217;anno dal 2020 e fino al 2025\u201d. Un invito ad incrementare il proprio contributo \u00e8 inoltre rivolto anche a istituzioni finanziarie internazionali e banche di sviluppo. Tale sforzo risulta essere fondamentale se si intende evitare che il low-carbon divide con i Paesi comunemente definiti in via di sviluppo, gi\u00e0 provati dalla sfida pandemica e con deboli budget nazionali, si acuisca ulteriormente.<\/p>\n<p>Particolare attenzione \u00e8 stata anche riservata alla <strong>dimensione climatica della politica e degli accordi commerciali<\/strong>. Il Consiglio, invitando l&#8217;Ue a perseguire una politica commerciale coerente con le sue ambizioni climatiche, si unisce alla Commissione che gi\u00e0 nel dicembre del 2019 si era impegnata ad inserire una clausola legata al rispetto dell&#8217;Accordo di Parigi nei futuri accordi commerciali. Le conclusioni sono, infine, l\u2019occasione per ribadire il pieno sostegno dell\u2019Ue all\u2019azione multilaterale e alla cooperazione internazionale, sostegno che sar\u00e0 fondamentale proprio nell\u2019anno in cui <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/litalia-lue-e-il-clima-lagenda-verde-nella-triangolazione-cop26-g20-g7\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">con la Cop26 e il G20 a guida italiana<\/a><\/strong> si definiranno gli assetti futuri dell\u2019azione climatica globale.<\/p>\n<p><strong>Nuovi paradigmi ed equilibri geopolitici<\/strong><br \/>\nTuttavia, sebbene la transizione energetica rappresenti un&#8217;importante opportunit\u00e0 di crescita a livello globale, essa implica un consistente sforzo diplomatico per la riconfigurazione delle relazioni geopolitiche e la <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/geopolitica-e-politica-estera-italiana-nellera-delle-energie-rinnovabili\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ridefinizione dei paradigmi di sicurezza energetica<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Molti Paesi esportatori fondano di fatto la quasi totalit\u00e0 dei loro bilanci statali sulle rendite derivanti dalla vendita di combustibili fossili. Una transizione non pianificata, con una brusca riduzione della domanda e dei prezzi dei combustibili, moltiplicherebbe fattori di instabilit\u00e0 gi\u00e0 largamente presenti in questi Paesi.<\/p>\n<p>Con questa consapevolezza, <strong>il Consiglio ha sollecitato l&#8217;Ue e gli Stati membri a promuovere piani di diversificazione e sostegno nei Paesi che sarebbero maggiormente colpiti dalla transizione<\/strong> facendo leva su esperienze gi\u00e0 consolidate come il <em>Just Transition Mechanism<\/em> e strumenti di cooperazione tradizionali. Oltre ad un <strong>riequilibrio geopolitico<\/strong>, la transizione energetica implica anche una ridefinizione del concetto stesso di sicurezza energetica, in cui la necessit\u00e0 di garantire l&#8217;accesso a materiali critici come le terre rare e alle tecnologie strategiche sostituisce problematiche legate all&#8217;accesso ai combustibili fossili.<\/p>\n<p>Questa evoluzione \u00e8 fondamentale al fine di proteggere l\u2019ecosistema industriale ed evitare che nuove dipendenze subentrino alle vecchie. A tal fine, il Consiglio ha concluso che la diplomazia energetica debba perseguire \u201cla sicurezza e la resilienza energetica promuovendo mercati globali aperti, trasparenti, ben regolamentati, liquidi e basati su regole che assicurino una diversit\u00e0 di fornitori e fonti, e promuovendo l&#8217;uso dell&#8217;euro nel commercio energetico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cambiare per contare<\/strong><br \/>\nLa posizione assunta dal Consiglio si inscrive in un processo di <strong>crescente discontinuit\u00e0 nei confronti della tradizionale diplomazia energetica<\/strong>, generalmente incentrata sulla diversificazione degli approvvigionamenti e sulla necessit\u00e0 di assicurare la disponibilit\u00e0 di combustibili fossili a prezzi accessibili.<\/p>\n<p>Con la sua solida vocazione cooperativa, questo nuovo approccio diplomatico si intreccia con il <strong>dibattito sull\u2019autonomia strategica<\/strong> da tempo in corso a Bruxelles. Infatti, l\u2019Ue mira a sviluppare una pi\u00f9 marcata autonomia strategica al fine di proteggere le catene di approvvigionamento strategiche e definire una politica estera pi\u00f9 assertiva ed in linea con la leadership climatica che intende promuovere a livello globale. Elementi che dovranno entrambi essere necessariamente presi in considerazione dalla Commissione e dall\u2019Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, incaricati di redigere <strong>una nuova strategia sull\u2019impegno energetico internazionale entro la fine del 2021<\/strong>.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle ambizioni climatiche ancora tutte da realizzare di Usa e Cina, questo dibattito mostra come l\u2019Ue non solo sia intenzionata a giocare un ruolo chiave nella partita, ma voglia anche scriverne le regole.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Olivier Hoslet <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A pochi giorni dall&#8217;insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che tra i primi ordini esecutivi ha firmato il provvedimento per il rientro degli Usa nell&#8217;Accordo di Parigi sul clima, i 27 ministri degli Esteri dell&#8217;Ue si sono ritrovati a Bruxelles per discutere di diplomazia energetica e climatica. 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