{"id":86751,"date":"2021-02-02T11:00:50","date_gmt":"2021-02-02T10:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86751"},"modified":"2021-02-07T14:07:07","modified_gmt":"2021-02-07T13:07:07","slug":"g20-le-quattro-sfide-per-il-commercio-internazionale-dopo-la-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/g20-le-quattro-sfide-per-il-commercio-internazionale-dopo-la-pandemia\/","title":{"rendered":"G20: le quattro sfide per il commercio internazionale dopo la pandemia"},"content":{"rendered":"<p>Il 2021 si apre con notevoli <strong>sfide per il commercio internazionale<\/strong>. Per il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-presidenza-italiana-del-g20\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>G20 sotto presidenza italiana<\/strong><\/a> &#8211; che prende avvio dopo un periodo difficile per molti aspetti &#8211; quello dei rapporti economici internazionali tra Paesi \u00e8 sicuramente uno dei temi centrali.<\/p>\n<p>Prima di tutto, gli effetti della pandemia da Covid-19 si sono fatti sentire su moltissime economie e di conseguenza anche sugli scambi globali, rallentati non solo per via della caduta di produzione e domanda che nel 2020 ha penalizzato molti Paesi. Sugli scambi internazionali hanno anche pesato le difficolt\u00e0 di collegamento e trasporto, le restrizioni e le misure sanitarie che sono state messe in campo dalle principali economie mondiali per contrastare l\u2019emergenza sanitaria e che hanno notevolmente complicato l\u2019organizzazione del commercio internazionale.<\/p>\n<p><strong>Riprendere gli scambi per uscire dalla crisi<\/strong><br \/>\nSecondo i calcoli del Wto, l\u2019Organizzazione mondiale del commercio, <strong>la caduta degli scambi nel 2020 si \u00e8 attestata intorno al 10%<\/strong> rispetto all\u2019anno precedente, ma questa stima \u00e8 stata pi\u00f9 volte corretta sia in positivo sia in negativo nel corso dell\u2019anno, seguendo l\u2019andamento della pandemia e delle prospettive per l\u2019economia dei vari Paesi. Anche gli investimenti diretti esteri a livello globale hanno fatto registrare una brusca caduta, con riflessi sul commercio internazionale.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del valore preciso registrato, va ricordato che questa caduta \u00e8 arrivata dopo circa un decennio in cui il trend di crescita del commercio mondiale, sebbene positivo, risultava gi\u00e0 minore rispetto al decennio precedente. <strong>La prima sfida da affrontare per il commercio mondiale \u00e8 riuscire a mettere in atto il rimbalzo previsto per il 2021 e riportarsi su livelli di crescita adeguati<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 opinione del tutto condivisa che gli scambi mondiali, consentendo maggiore accesso a una serie di beni necessari e un pi\u00f9 efficiente utilizzo delle risorse dei vari Paesi abbia aumentato la prosperit\u00e0 mondiale in modo significativo, permettendo a decine di milioni di persone di uscire dalla povert\u00e0. Anche nel corso della recente crisi sanitaria, gli scambi tra Paesi si sono dimostrati fondamentali nel consentire la fornitura di materiale sanitario e medicinali a molte aree non autosufficienti da questo punto di vista.<\/p>\n<p>Appare quindi centrale <strong>mantenere aperti i confini dei Paesi agli scambi<\/strong> e avere una nuova ripresa del commercio internazionale per accelerare l\u2019uscita dalla crisi economica per molti di essi.<\/p>\n<p><strong>La riforma del Wto<\/strong><br \/>\nIl rallentamento del commercio internazionale osservato negli anni passati \u00e8 stato anche causato, prima ancora che dallo shock della pandemia, da un maggiore ricorso al protezionismo da parte di una serie di paesi, Stati Uniti e Cina in primo luogo, che si sono affrontati in quella che molti hanno definito una guerra commerciale.<\/p>\n<p>In questo scenario si \u00e8 mostrata poco efficace l\u2019azione del Wto, istituzione che appare in crisi da tempo. <strong>La seconda sfida fondamentale da affrontare \u00e8 pertanto quella della riforma del Wto e di un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/g20-nuove-sfide-per-il-multilateralismo-di-fronte-alla-pandemia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ritorno al pieno multilateralismo<\/a><\/strong> nelle trattative commerciali tra Paesi, proprio per consentire agli scambi di ritornare a crescere in modo significativo, e ai Paesi di negoziare sotto un ombrello comune.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un tema cruciale per il G20 nel corso del 2021. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/lagenda-dellamministrazione-biden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>cambio di amministrazione negli Usa<\/strong><\/a> fa sperare che l\u2019escalation della<strong> guerra commerciale<\/strong> sia alle spalle, ma le tensioni tra Washington e Pechino permangono e tra le due maggiori potenze economiche mondiali ci sono ancora molti punti di contesa aperti. Non \u00e8 dunque scontato aspettarsi una riduzione automatica delle barriere protezionistiche. L\u2019Europa ha molto da perdere da una situazione di chiusura dei mercati mondiali o dalla potenziale frammentazione del mondo in aree di influenza economiche distinte, e dovrebbe farsi carico di portare avanti attivamente il piano di riforme del Wto, mantenendo alta l\u2019attenzione su questo tema durante il G20.<\/p>\n<p><strong>I rischi del \u201creshoring\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>La riduzione dell\u2019incertezza per le imprese che operano sui mercati mondiali \u00e8 la terza sfida aperta, <\/strong>strettamente collegata alle precedenti<strong>. <\/strong>Come detto, nel corso dell\u2019anno passato prevedere l\u2019andamento dei mercati \u00e8 stato difficile; molte imprese hanno sperimentato problemi sia nelle catene di approvvigionamento e di produzione sia nelle consegne finali. Questi problemi congiunturali si sono aggiunti all\u2019incertezza gi\u00e0 creata dall\u2019aumento del protezionismo e dalla percezione che gli accordi in essere sul funzionamento dei mercati mondiali non fossero pi\u00f9 garantiti.<\/p>\n<p>A fronte dell\u2019aumentata percezione dei rischi e della maggiore volatilit\u00e0 dei mercati, alcune imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, potrebbero valutare di <strong>ridimensionare la propria presenza internazionale<\/strong>. Si sente molto parlare del cosiddetto <strong>\u201c<em>reshoring<\/em>\u201d<\/strong>, ovvero di riportare all\u2019interno dei confini nazionali fasi produttive dislocate altrove, anche se i dati mostrano che per ora il fenomeno \u00e8 limitato. La spinta verso queste strategie di apparente riduzione del rischio va tenuta sotto controllo, perch\u00e9 pu\u00f2 portare a notevoli costi e inefficienze.<\/p>\n<p>Ma solo con mercati pi\u00f9 stabili e sicuri le imprese continueranno sulla strada dell\u2019internazionalizzazione, e dunque ridurre la volatilit\u00e0 e i rischi complessivi attraverso politiche stabili e trasparenti a livello globale \u00e8 fondamentale.<\/p>\n<p><strong>Un migliore utilizzo delle risorse comuni da parte di tutti<\/strong><br \/>\nInfine, un\u2019ulteriore fondamentale sfida non deriva direttamente dai problemi degli ultimi mesi, ma richiede di guardare all\u2019evoluzione del commercio internazionale in una prospettiva pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>Per poter continuare a crescere a ritmi sostenuti e a dare stabilit\u00e0 ai singoli Paesi e alle imprese, <strong>le modalit\u00e0 del commercio internazionale devono essere in parte riviste, per garantire maggiore coinvolgimento di tutti i Paesi, anche in via di sviluppo, e maggiore sostenibilit\u00e0 globale<\/strong>, riducendo il pericolo di derive populiste o protezioniste.<\/p>\n<p>Questo significa che probabilmente i meccanismi di negoziazione negli accordi commerciali sia multilaterali sia bilaterali vanno ripensati, e che nelle intese l\u2019utilizzo di risorse globali comuni deve essere esplicitato e tenuto in conto. Non si tratta di modifiche utopistiche, anche se la loro realizzazione richiede tempo. Cos\u00ec come la maggior parte dei Paesi ha abbandonato posizioni mercantilistiche ed \u00e8 arrivata a convincersi che <strong>il commercio internazionale non \u00e8 un \u201cgioco a somma zero\u201d<\/strong>, ma che ci sono benefici per tutti e che un sistema di regole condivise \u00e8 una garanzia comune, \u00e8 possibile immaginare che la spinta per una ripartenza dopo una crisi cos\u00ec profonda porti a ulteriori cambiamenti.<\/p>\n<p>Per ottenerli, oltre ad una chiara volont\u00e0 politica &#8211; che ci sia augura il G20 possa esprimere al termine dei lavori di quest\u2019anno -, deve essere chiaro a tutti gli attori coinvolti che la maggiore efficienza portata dalla specializzazione dei Paesi e dal commercio internazionale non significa solo riduzione dei costi di produzione, ma soprattutto <strong>migliore utilizzo delle risorse disponibili da parte di tutti<\/strong>, includendo anche le <strong>risorse ambientali<\/strong> e le <strong>risorse umane<\/strong>.<\/p>\n<p>Con la condivisione di questi principi \u00e8 possibile immaginare di ridisegnare regole comuni per il funzionamento dei mercati, che consentano una nuova crescita sostenuta degli scambi.<\/p>\n<p><strong><small>Lucia Tajoli \u00e8 Co-Chair della <a href=\"https:\/\/www.t20italy.org\/2020\/12\/05\/tf-3-trade-investment-and-growth\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Task Force Trade, Investment and Growth del Think-20 (T20)<\/a>, uno degli engagement group ufficiali del G20, quest\u2019anno sotto presidenza italiana.<\/small><\/strong><\/p>\n<p><em><small> Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/a>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI, dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/small><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2021 si apre con notevoli sfide per il commercio internazionale. 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