{"id":86787,"date":"2021-02-03T06:17:43","date_gmt":"2021-02-03T05:17:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86787"},"modified":"2021-02-10T00:19:02","modified_gmt":"2021-02-09T23:19:02","slug":"sui-vaccini-la-migliore-pubblicita-per-la-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/sui-vaccini-la-migliore-pubblicita-per-la-brexit\/","title":{"rendered":"Sui vaccini &#8220;la migliore pubblicit\u00e0 per la Brexit&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\">Il <strong>fallimento dell&#8217;Unione europea<\/strong> sul piano vaccinale anti-Covid segna, per i fautori della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/12\/brexit-deal-cosa-ce-e-cosa-manca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>, uno straordinario <strong>momento di rivalsa<\/strong>: mentre il gigante europeo arranca, <strong>il Regno Unito procede spedito <\/strong>con un programma che tocca punte di oltre <strong>mezzo milioni di iniezioni al giorno<\/strong>. E la d\u00e9b\u00e2cle di Bruxelles sulla decisione, poi revocata, di imporre <strong>controlli sui vaccini indirizzati verso l&#8217;Irlanda del Nord<\/strong> non ha di certo attirato a Bruxelles ulteriori simpatie al di qua della Manica.<\/p>\n<p class=\"p2\">Per il premier britannico <strong>Boris Johnson<\/strong>, il successo del piano vaccinale segna una possibile via di uscita da una crisi gestita male, tra ritardi, confusione e messaggi contraddittori: <strong>il Paese ha il pi\u00f9 alto numero di decessi in Europa <\/strong>&#8211;\u00a0pi\u00f9 di 100 mila &#8211; e ha puntualmente mancato ogni obiettivo che si era prefissato, dal tracciamento dei contatti al numero di tamponi.<\/p>\n<p><strong>Il piano di Londra<\/strong><br \/>\n<strong>Ma sui vaccini, il Regno Unito ha fatto bene<\/strong>. A dicembre \u00e8 diventato\u00a0il primo Paese al mondo ad approvare il vaccino di <strong>Pfizer\/BioNtech<\/strong>, per il quale ha ordinato 40 milioni di dosi; settimane dopo ha approvato quello di <strong>Oxford-Astrazeneca<\/strong>, 100 milioni di dosi; e poi <strong>Moderna<\/strong>, 17 milioni di dosi che saranno disponibili dalla primavera. Nelle prossime settimane potrebbe arrivare l&#8217;approvazione da parte del regolatore britannico di altri due vaccini: <strong>Novavax<\/strong> (60 milioni di dosi ordinate), e <strong>Johnson&amp;Johnson<\/strong> (30 milioni di dosi previste, ed \u00e8 l&#8217;unico per il momento a prevedere una singola dose senza richiamo): ce n\u2019\u00e8 abbastanza per immunizzare tutta la popolazione due volte.<\/p>\n<p class=\"p2\">Nel corso di una campagna di immunizzazione cominciata sotto le telecamere di tutto il mondo e salutata come la pi\u00f9 grande nella storia del servizio sanitario nazionale, medici, infermieri e volontari hanno <strong>vaccinato finora circa 9 milioni di persone<\/strong>, il 12% della popolazione. Solo <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/01\/vi-racconto-la-mia-vaccinazione-anti-covid-in-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Israele<\/a><\/strong> e Emirati Arabi Uniti hanno fatto meglio. Di contro, la <strong>Germania<\/strong> e l&#8217;<strong>Italia<\/strong> hanno immunizzato il 2,2% della popolazione. Numeri non certo lusinghieri per il blocco Ue, tra ritardi, accuse,\u00a0problemi di approvvigionamento e una lite con Astrazeneca consumata in pubblico.<\/p>\n<p><strong>I &#8220;meriti&#8221; della Brexit<\/strong><br \/>\nSecondo alcuni, <em>Brexiteers<\/em> ma non solo, molto del merito va alla Brexit. Il\u00a0<i>Daily Mail<\/i>, quotidiano che per anni ha alimentato il sentimento euroscettico nel Paese, ha titolato: <strong>\u201cLa migliore pubblicit\u00e0 per la Brexit\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p2\">Come sempre la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 complessa, ma <strong>la Brexit ha dato al Paese libert\u00e0 di azione per muoversi in maniera autonoma<\/strong>. Londra prima ha deciso di non partecipare al programma comune di approvvigionamento dei vaccini messo a punto da Bruxelles. Quando ha\u00a0dato il via libera al vaccino Pfizer\/BioNtech,\u00a0il Paese, seppur formalmente uscito dalla Ue, faceva ancora a tutti gli effetti parte del mercato unico.<\/p>\n<p class=\"p2\">Londra ha optato per una procedura emergenziale disponibile per ciascuno degli Stati membri, ma senza la Brexit la decisione sarebbe stata diplomaticamente pi\u00f9 complicata, tanto pi\u00f9 per un Paese che fino al divorzio aveva ospitato l\u2019Agenzia europea per il farmaco. Il governo, forte dei contratti gi\u00e0 siglati con le compagnie farmaceutiche, ha dato prontamente il via alle iniezioni, affidando il programma al servizio sanitario nazionale &#8211; con vaccinazioni che procedono assai pi\u00f9 spedite che non in Europa.<\/p>\n<p class=\"p2\">\u201c<strong>Una dura realt\u00e0 per noi <em>Remainers<\/em><\/strong>\u201d, ha ammesso Stephen Bush del\u00a0<i>New Statesman<\/i>, magazine di sinistra. Lionel Barber, ex direttore del\u00a0<i>Financial Times<\/i>\u00a0(quotidiano mai tenero sulla\u00a0Brexit), ha twittato; \u201cCosa c\u2019\u00e8 che non va nella Brexit? La risposta \u00e8, moltissimo. Ma questa storia dei vaccini mostra cosa pu\u00f2 fare una nazione agile e indipendente con un solido fondamento scientifico\u201d. E ai <em>Brexiteer<\/em> ha rivolto una preghiera: \u201cNon gongolate\u201d.<\/p>\n<p class=\"p2\"><strong>Il pasticcio Irlanda del Nord<\/strong><br \/>\nSu questo quadro \u00e8 arrivato il pasticcio della decisione di Bruxelles di imporre controlli sui vaccini\u00a0\u00a0prodotti nel continente e indirizzati in <strong>Irlanda del Nord<\/strong>. Lo ha fatto invocando una clausola nell\u2019accordo sulla Brexit che consente alle parti di sospendere il principio del confine irlandese aperto in caso di &#8220;difficolt\u00e0 economica, sociale o ambientale&#8221;. La clausola, l\u2019articolo 16 del Protocollo sull\u2019Irlanda del Nord, \u00e8 considerata una sorta di \u201copzione nucleare\u201d, e infatti ha immediatamente scatenato proteste a Belfast come a Londra e Dublino (quest\u2019ultima nemmeno avvertita, sebbene la Repubblica d\u2019Irlanda sia uno stato membro dell&#8217;Ue).\u00a0\u00a0La decisione \u00e8 stata revocata con un comunicato nella notte di venerd\u00ec, ma il danno era fatto.<\/p>\n<p class=\"p2\">Un danno su almeno due fronti: ha rafforzato l\u2019impressione che la campagna vaccinale europea sia in preda al caos, alimentando i dubbi sulle scelte\u00a0della Commissione, che ha firmato\u00a0l&#8217;accordo con Astrazeneca tre mesi dopo Londra; e ha minato la fiducia, gi\u00e0 bassa, tra Londra e Bruxelles in un momento delicato. L\u2019Ue ha sempre ammonito la Gran Bretagna sulla necessit\u00e0 di rispettare il protocollo irlandese per <strong>garantire la salvaguardia degli Accordi del Venerd\u00ec Santo<\/strong>, eppure \u00e8 stata proprio Bruxelles la prima a invocarlo, con apparente leggerezza e con un clamoroso errore di valutazione sulle conseguenze.<\/p>\n<p class=\"p2\">Un fallimento che gioca tutto a favore di Boris Johnson, la cui popolarit\u00e0 era in calo ma che adesso, almeno sui vaccini, pu\u00f2 guardare l&#8217;Ue dall&#8217;alto in basso. Con saggezza politica, per una volta, \u00e8 rimasto fuori dalle polemiche tra Commissione e Astrazeneca, e ha tenuto una reazione ferma ma composta sulla questione irlandese. Adesso il suo governo si offre addirittura di dare una mano agli alleati\u00a0europei in difficolt\u00e0. Il successo di Londra non \u00e8 privo di rischi (in primis la decisione di ritardare il richiamo per dare la prima dose a pi\u00f9 persone possibile), ma per ora appare tanto pi\u00f9 notevole se paragonato alla d\u00e9b\u00e2cle europea.<\/p>\n<p><strong>Verso un periodo di liti frequenti?<\/strong><br \/>\nNaturalmente, i problemi della Ue non fanno necessariamente della Brexit una buona idea. Nascoste nelle pieghe della pandemia, che tutto occupa e tutto consuma, gi\u00e0 si fanno sentire le ripercussioni del divorzio: <strong>scartoffie burocratiche che rallentano il flusso delle merci<\/strong>, prezzi aumentati, chili di pesce che vanno al macero, <strong>tasse doganali<\/strong>. Effetti di cui i britannici cominciano ad accorgersi, ma che per il momento passano in secondo piano rispetto alla pandemia e ai vaccini.<\/p>\n<p>E il fatto che sia sorta una <strong>disputa aspra a meno di un mese dalla Brexit effettiva<\/strong>\u00a0non lascia ben sperare per il futuro: andiamo incontro ad un periodo di liti frequenti tra Londra e Bruxelles? E il confine irlandese continuer\u00e0 ad essere un punto focale?<\/p>\n<p class=\"p2\">La scommessa dei <em>Brexiteer<\/em> \u00e8 di poter acquisire un vantaggio competitivo nell\u2019agire pi\u00f9 rapidamente, nel muoversi\u00a0in maniera agile e indipendente. Ma se la <em>success story<\/em> dei vaccini possa considerarsi un modello per il futuro del Paese, e se\u00a0possa essere replicata su altri piani, resta tutto da vedere.<\/p>\n<p><small> Foto di copertina EPA\/Andy Rain <\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fallimento dell&#8217;Unione europea sul piano vaccinale anti-Covid segna, per i fautori della Brexit, uno straordinario momento di rivalsa: mentre il gigante europeo arranca, il Regno Unito procede spedito con un programma che tocca punte di oltre mezzo milioni di iniezioni al giorno. 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