{"id":86841,"date":"2021-02-08T01:20:03","date_gmt":"2021-02-08T00:20:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=86841"},"modified":"2021-02-09T08:59:44","modified_gmt":"2021-02-09T07:59:44","slug":"myanmar-dopo-il-golpe-tinte-fosche-per-la-democrazia-nel-sud-est-asiatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/myanmar-dopo-il-golpe-tinte-fosche-per-la-democrazia-nel-sud-est-asiatico\/","title":{"rendered":"Myanmar dopo il golpe: tinte fosche per la democrazia nel sud-est asiatico"},"content":{"rendered":"<p>Quanto era ormai temuto e previsto si \u00e8 materializzato: a Yangon, Nay Pyi Taw e negli altri centri pi\u00f9 grandi i militari hanno assunto il controllo delle strade, dei mezzi di comunicazione e dei centri di produzione e il generale Min Aung Hlaing ha preso il potere attraverso l\u2019apparato militare. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2021\/02\/myanmar-dopo-il-golpe-unalleanza-inedita-fra-esercito-e-partiti-etnici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il golpe in\u00a0<strong>Myanmar<\/strong><\/a>\u00a0scurisce l\u2019intero panorama regionale.<\/p>\n<p>Il capo del <strong>Tatmadaw<\/strong> (le Forze armate che hanno retto ufficialmente il governo birmano dal 1962 al 2011, anche se la vera transizione democratica \u00e8 iniziata con le elezioni del 2015) ha di fatto rovesciato il governo il 1\u00b0 febbraio prendendo in mano le redini del Paese. Numerosi dirigenti della Lega Nazionale per la Democrazia (Nld) sono stati arrestati (fra questi anche l&#8217;icona del partito <strong>Aung San Suu Kyi<\/strong>) e varie cariche istituzionali rimosse. Il generale si era pronunciato gi\u00e0 durante la campagna per le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/11\/la-nuova-vittoria-di-aung-saan-suu-kyi-tra-rohingya-esercito-e-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni dello scorso novembre<\/a> affermando che il governo civile in carica, guidato dalla Nld, aveva commesso \u201cinaccettabili\u201d errori. La tensione era poi salita in gennaio quando i militari avevano formalizzato le <strong>accuse di brogli elettorali<\/strong> in capo alla Nld.<\/p>\n<p>Il Tatmadaw ha arrestato il presidente uscente ed il vice presidente, peraltro membro del partito diretto dalla forze armate, e ha evocato la disposizione dello stato di emergenza per un anno. Quanto accaduto serve a dare pieni poteri al capo delle Forze armate per il periodo stabilito e ad <strong>arrestare un processo di instaurazione di istituzioni democratiche<\/strong> che languiva ormai da anni. I militari hanno visto una finestra di opportunit\u00e0 nell\u2019interregno tra le elezioni e la convocazione del nuovo Parlamento e hanno forzato la mano per tornare al potere.<\/p>\n<p>Pur avendo ottenuto un\u2019elezione e la nomina democratica di governo civile, molti aspetti della vita politica interna del Paese del sud-est asiatico erano ormai inquietanti segnali dell\u2019univoco fallimento di Aung San Suu Kyi, che, vale la pena ricordare, era gi\u00e0 stata <strong>chiamata a testimoniare di fronte alla Corte internazionale di giustizia dell\u2019Aia<\/strong> in funzione di un <strong>procedimento per genocidio<\/strong> aperto contro il governo da lei informalmente diretto.<\/p>\n<p>L\u2019anziana politica, infatti, pur non potendo assumere cariche istituzionali per una legge statale che impedisce la rappresentanza politica in Myanmar a chi ha sposato stranieri, godeva di un\u2019apparente tolleranza da parte dell\u2019apparato politico (ancora decisamente influenzato dai militari) che le consentiva, come consigliere, di guidare il Paese. Durante il lungo periodo del mandato della Nld, per\u00f2, il Paese ha dato prova di una involuzione democratica notevole, scivolando nuovamente fra gli Stati autoritari e al 135\u00b0 posto nell&#8217;indice sulla salute della democrazia redatto ogni anno dal <a href=\"https:\/\/www.eiu.com\/n\/\">The Economist Intelligence Unit<\/a>, dopo una breve parentesi di miglioramento nel 2015 e 2016 rapidamente archiviata.<\/p>\n<p>Fra la pessima gestione della <strong>questione etnica<\/strong>, culminata con il massacro della minoranza\u00a0<strong>Rohingya<\/strong>, e la sempre pi\u00f9 pressante limitazione delle libert\u00e0 di informazione che sembra attanagliare il Paese da un lungo periodo era chiaro che la strada intrapresa dalla Nld era ormai senza uscita.<\/p>\n<p><strong>Le carte della Cina<\/strong><br \/>\nPochi giorni prima dei drammatici eventi, era stato i<strong>n visita in Myanmar il ministro degli Esteri cinese Wang Yi<\/strong> che aveva incontrato l\u2019allora presidente, Win Myint, Aung San Suu Kyi e, naturalmente, l\u2019attuale uomo forte dell&#8217;esercito, in separata sede. Come riportato dall\u2019organo ufficiale di Pechino, durante l\u2019incontro, Wang aveva elogiato il generale Min Aung Hlaing per il ruolo che l\u2019esercito birmano aveva mantenuto negli sviluppi politici e nella rivitalizzazione del Paese (senza alcun riferimento alla democratizzazione) e si diceva sicuro che le forze armate avrebbero giocato un ruolo nel futuro approfondimento delle relazioni.<\/p>\n<p>Dal momento che la Cina, assieme a <strong>Singapore<\/strong>, esprime la maggioranza di <strong>investimenti<\/strong> nel Paese del sud-est asiatico, con ogni probabilit\u00e0 Pechino vede nel governo militare un migliore alleato per controllare direttamente il Myanmar con la leva economica. A conferma di ci\u00f2, la rappresentanza della Repubblica popolare cinese alle Nazioni Unite ha bloccato l\u2019azione di condanna del Consiglio di sicurezza.<\/p>\n<p>Con il raffreddamento che ha subito il rapporto fra <strong>Usa<\/strong> e Cina, l\u2019unico mezzo a disposizione di Washington per poter mitigare la situazione sono eventuali <strong>sanzioni<\/strong> che potrebbe decidere di applicare, ma questo non farebbe altro che spostare ancora di pi\u00f9 Myanmar nell\u2019orbita cinese.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo del Giappone<\/strong><br \/>\nUn altro importante attore internazionale nella vicenda \u00e8 il <strong>Giappone<\/strong>\u00a0(Paese nel quale si sono gi\u00e0 verificate alcune manifestazioni di solidariet\u00e0 con il governo rimosso, da parte di cittadini birmani), che ha promosso notevoli investimenti nel paese, teme per la stabilit\u00e0 e monitora la situazione. La singolare posizione di Tokyo per\u00f2 non ha visto ancora una condanna secca come quella statunitense, e si \u00e8 limitata a incoraggiare le \u00e9lites birmane a risolvere gli eventi in maniera pacifica, forse per il timore di rappresaglie economiche sui consistenti investimenti da parte di un governo militare che ha tutte le chances di poter rimanere in carica per almeno un anno.<\/p>\n<p>Con questo golpe, i<strong> governi militari nell\u2019area Asean<\/strong> salgono di fatto a due su dieci, con la <strong>Thailandia<\/strong> (che formalmente rimane un regno, ma \u00e8 controllata da una dirigenza militare dal 2014) e la situazione regionale deriva verso standard sempre\u00a0 pi\u00f9 illiberali.<\/p>\n<p>L\u2019unica speranza nel medio termine potrebbe essere una sollevazione popolare in grado di far desistere i militari e che riesca ad organizzarsi per subentrare nelle istituzioni politiche ma, dal momento che nel Paese non si \u00e8 riusciti a formare una \u00e9lite in grado di governare per oltre cinque anni, la possibilit\u00e0 sembra remota.<\/p>\n<p><small> Nella foto di copertina EPA\/Lynn Bo Bo forze di sicurezza a Yangon, in Myanmar<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto era ormai temuto e previsto si \u00e8 materializzato: a Yangon, Nay Pyi Taw e negli altri centri pi\u00f9 grandi i militari hanno assunto il controllo delle strade, dei mezzi di comunicazione e dei centri di produzione e il generale Min Aung Hlaing ha preso il potere attraverso l\u2019apparato militare. 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